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Lago della vacca: trekking sull'Adamello in Lombardia!

    Lago della Vacca e rifugio Tita Secchi
    Il trekking al lago della Vacca e al rifugio Tita Secchi è nato per caso: il programma inizialmente pattuito con il mio compagno di avventure Leo era quello di affrontare due giorni in mountain bike nei dintorni del lago d'Idro eventualmente con altri amici  che, ancora dubbiosi sul da farsi, forse ci avrebbero raggiunto. Trascorso il sabato in sella alla mia mountain bike, annaspando per erti sentieri, lanciandomi a tutta velocità lungo ripide discese  e rischiando la vita ad ogni tornante sui sentieri attorno al lago d'Idro, ho deciso, più che altro per un istinto di conservazione, di rompere il patto suggellato prima della partenza per la provincia lombarda di Brescia e di effettuare in solitaria un'escursione montana invece che trascorrere un'altra giornata pedalando a perdifiato su e giù.

    Dati tecnici

    Lombardia - Adamello

    DETTAGLI ITINERARIO
    Partenza/ArrivoMalga Gaver
    Tempo4-5 ore
    Dislivello 800 m circa
    Lunghezza16 km
    VALUTAZIONE
    DifficoltàMedio
    PanoramaMolto Bello
    QUANDO ANDARE
    GiugnoLuglioAgostoSettembreOttobre
    Partendo da Malga Gaver, in Valcamonica si possono raggiungere, in circa due ore, il Lago della Vacca e il rifugio Tita Secchi a quota 2367m, un buon compromesso tra difficoltà del tracciato e tempistica necessaria alla percorrenza.
    Questa parte della valle bresciana  è compresa nell'area montuosa dell'Adamello-Presanella e le vette più alte raggiungono quasi i 3000 metri. Per raggiungere il punto di partenza bisogna seguire la statatle 669 che da Ponte Caffaro, sulle sponde del Lago D'Idro, risale verso Bardolino e Valle Dorizzo, due località situate in una posizione davvero suggestiva. Pochi chilometri dopo Valle Dorizzo, incontriamo Malga Gaver (una deviazione sulla destra dalla strada principale, ci conduce all'albergo attraverso una strada sterrata che costeggia un torrente) e la poco distante Malga Blumone da dove inizierò a percorrere il Sentiero Monsignor Antonioli (Segnavia giallo e bianco). Le indicazioni sono fin da subito chiare e precise e, sperando di non incontrare ruscelli da guadare con le scarpe da tennis tutt'altro che impermeabili, mi incammino alla volta del Lago. Mi lascio alle spalle un vasto piazzale erboso dove molte famiglie stanno preparando la brace per il barbecue e mi inoltro in un boschetto che profuma di fungo. Non mi soffermo a pensare più di tanto a quanto questo ambiente umido sia il luogo ideale per le ricerche spassionate di un fungaiolo, ma me ne rendo conto immediatamente incontrandone ben due intenti nella più attenta caccia al micete. Uno dei due mi viene incontro ed io ne approfitto per chiedere conferma della correttezza del tracciato escursionistico, ma con mia grande sorpresa, le mie aspettative non vengono confermate e mi trovo costretta a tornare indietro per cercare il giusto sentiero. Dopo quasi una mezz'ora sprecata a correre di quà e di là, mi rendo conto che l'appassionato cercatore di funghi ha errato nel darmi le informazioni e che la traccia iniziata quasi trenta minuti prima e poi abbandonata, era in realtà quella esatta.
    Ritorno sui miei passi e cercando di camminare un po' velocemente per recuperare tempo, percorro una strada forestale oltrepassando ben due malghe private poste a circa un km di distanza l'una dall'altra ed entrambe piene di gente. Saluto e procedo superando un vasto pascolo recintato dove almeno 30 mucche ruminano in tutta tranquillità. Già i primi scorci della vallata sottostante si fanno vedere anche se il cielo è nuvoloso e non accenna a schiarirsi.
    Il sentiero si fà via via più stretto e la pendenza più dolce fino a quanto, superata una malghetta diroccata, riprende a salire improvvisamente lungo un costone ghiaioso munito di qualche scalino di roccia.
    Dall'altra parte della stretta valle si può osservare una grande cascata e la cima del Monte Blumone che maestosa si erge oltre la cupola di nubi. Seguo le indicazioni gialle e bianche e continuo a salire senza faticare eccessivamente, attraversando dei tratti erbosi alternati al altri ghiaiosi e sdrucciolevoli. Finalmente vedo, dopo circa 2 ore, il Rifugio Tita Secchi. Poco sotto, una chiusa sul lago della Vacca fà sgorgare lentamente l'acqua facendo si che si formi una cascatella che poi si unirà all'acqua proveniente dal Monte Blumone e dalle vette circostanti per scendere veloce verso valle. Il perimetro dello specchio d'acqua alpina è aggollato di gente di ogni età che prende il sole o semplicemente mangia un panino dopo l'escursione fin qui. Altre indicazioni rivelano l'inizio della via dell'Adamello n° 1, molto interessante, penso subito, magari sarà per la prossima volta. Riposo dieci minuti sulla riva, l'acqua è gelida, ma l'atmosfera tranquilla e la temperatura tiepida. Mi rimetto le scarpe da tennis e comincio la discesa prima che tutti gli avventori del luogo abbiano la mia stessa idea. Scendo rapidamente, senza faticare eccessivamente e godendomi il panorama circostante. Peccato non aver avvistato qualche animale tipico alpino, ma forse la moltitudine di persone che in giornata ha compiuto la camminata hanno fatto desistere gli animali dal mostrarsi in pubblico...almeno per oggi!

    Camminata di media difficoltà per il dislivello, panoramica ma senza punti di rifornimento acqua. Finalmente, dopo mesi, sono uscita dal Trentino per esplorare un'altra zona montuosa del nostro nord Italia. Consigliata a tutti!

    Se cercate altri percorsi sulle Alpi consultate la mappa dei trekking. In Lombardia potreste testare il vostro allenamento sulla dorsale del triangolo lariano da Brunate a Bellagio.

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    Veronica

    Correva l'anno 1983: anch'io vidi per la prima volta la luce del sole estivo e sorrisi. 
    Da sempre col pallino per l'avventura (nessun albero poteva resistermi!) ho avuto la fortuna di girare l'Europa e l'Italia con i miei genitori e poi, per la maturità, mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano a Praga (un fiorino ha interrotto il nostro viaggio verso Mosca facendoci ribaltare, senza gravi conseguenze, su una strada slovacca).
    Ho vissuto 6 anni in Trentino lavorando in tanti luoghi diversi, scoprendo la bellezza della Natura, delle sue montagne e, devo ammetterlo, della MTB! Al momento che ritenevo giusto, ho mollato il lavoro senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho viaggiato per cinque mesi in solitaria. Nel 2007 ho provato per la prima volta l'esperienza di un'avventura a due ruote e, da quel momento, non ne ho potuto più fare a meno... così, dopo alcune brevi esperienze in Europa, nel 2010 sono partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico, la nostra prima vera grande avventura insieme! Da 3 anni scorrazziamo in MTB sui sentieri del Lago di Iseo, ma la prossima partenza per il #noplansjourney è alle porte...:) 
     Su lifeintravel.it trovi tutti i nostri grandi viaggi insieme (e non)!
    Carpediem e buone pedalate!

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