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Laghi di S.Giuliano: in montagna nell'Adamello

    Laghi di San Giuliano
    Un itinerario ad anello che si svolge sulle pendici dei monti tra val Rendena e val Genova, nel gruppo dell'Adamello-Carè Alto. Il percorso che porta ai laghi di S.Giuliano permette di avere splendidi panorami sulle dolomiti di Brenta e sui ghiacciai del gruppo dell'Adamello. Normalmente l'anello è percorribile in qualche ora (5-6 h) ma vi consiglio di dedicare l'intera giornata a questi splendidi panorami. All'epoca della nostra escursione (maggio) la neve (ed il maltempo) ha impedito il completamento del percorso causa la presenza di piccole valanghe nella zona della bocchetta dell'Acqua Fredda, quindi è consigliabile percorrere questo itinerario da giugno a ottobre.

    Dati tecnici

    Trentino Alto-Adige - Adamello

    DETTAGLI ITINERARIO
    Partenza/ArrivoParcheggio Malga Diaga
    Tempo4-5 ore
    Dislivello500 m circa
    Lunghezza15 km
    VALUTAZIONE
    DifficoltàMedio
    PanoramaMolto Bello
    QUANDO ANDARE
    GiugnoLuglioAgostoSettembreOttobre
    Dal paese di Caderzone in val Rendena imbocchiamo la strada (prima del ponte) con indicazioni verso il rifugio S. Giuliano, che si inerpica stretta e pendente verso la malga Diaga. Lasciamo l'auto nel parcheggio deserto e ci incamminiamo nel sottobosco verso malga Campo. Purtroppo ancora una volta il meteo inclemente ci è avverso e grosse nuvole grige ci oscurano il panorama verso il Brenta e l'Adamello. Il sentiero prosegue pianeggiante (purtroppo la fatica nella neve "marcia" è più grande di quella fatta in precedenza in salita) con bei panorami sulla val Genova e sulle cascate Nardis. Più avanti deviamo verso sud lasciando la val Genova e iniziando nuovamente a salire nella neve. Un breve strappo e sbuchiamo nella spianata di malga S.Giuliano a 1980 m. Proseguiamo, ora leggermente in discesa, per raggiungere accompagnati da qualche rospo infreddolito, la conca con il lago di S. Giuliano e il lago Garzonè ancora parzialmente ghiacciati. Faticosamente raggiungiamo anche il rifugio (1955 m) dove ci sediamo in contemplazione. Vedendo le basse nuvole minacciose verso la forcella Bocca de l'acqua fredda e le numerose piccole valanghe scese sul costone, decidiamo di girare sui nostri tacchi e rientrare dalla stessa strada fatta all'andata, ripromettendoci di tornare in questo luogo che promette panorami splendidi più avanti nella stagione, quando la neve avrà lasciato lo spazio alla verdeggiante vegetazione montana. Rientrati a malga S. Giuliano udiamo in lontananza il Cuculo e guardando verso la punta di un albero morto, vediamo l'uccello intento a profondere il suo richiamo: un piacevole incontro mentre i nostri piedi stanno lentamente congelando. La discesa sulla neve si rivela divertente e nonostante la fretta che abbiamo per cercare di evitare la pioggia, ci concediamo qualche pausa per guerreggiare a palle di neve.

    Per concludere l'anello del percorso che avevamo previsto inizialmente, dal rifugio S. Giuliano si dovrebbe proseguire verso sud e la bocchetta dell'acqua Fredda (2184 m ) per poi scendere verso il lago di Vacarsa e la malga Campostril (1831 m) da dove si piega a nord per rientrare alla partenza.

    Leonardo

    Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.

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