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LunFeb05

La fattoria alle porte del deserto

Esiste un luogo in Marocco, nel deserto del M'hamid a pochi chilometri dall'Algeria, in cui un uomo visionario e folle abbastanza da riuscire a immaginare qualcosa di completamente nuovo, ogni giorno lavora alla costruzione di un sogno: dare vita al deserto, ovvero fare del deserto una fonte di vita, attraverso una fattoria in cui coltiva frutta e verdure all'ombra di una manciata di palme - con immensa fatica dati i pochi mezzi a disposizione e le condizioni estreme di ambiente e temperatura.
Alle porte del deserto ci sono arrivata in bici percorrendo la Vallée du Draâ: dopo aver attraversato l'Atlante, da Ouarzazate ho pedalato verso Agdz, poi Zagora e infine M'hamid. Palme e montagne lungo tutta la strada, 100 km al giorno e il caldo che dava alla testa.marocco fattoria nel deserto 1Lì mi aspettava Monsieur Madani: volevo vivere un paio di giorni di wwoofing (World-Wide Opportunities on Organic Farms, organizzazione che mette in contatto le fattorie biologiche con chi è in viaggio e vuole offrire il proprio aiuto in cambio di vitto e alloggio), una realtà che avevo sperimentato nei mesi di viaggio in California e che già una volta a Big Sur mi aveva regalato la scoperta di un luogo spettacolare - e a intuito la fattoria di Madani mi sembrava ideale per riposare gambe e fiato in mezzo al deserto.
Mi ha trovata lui, girando per il villaggio di M'hamid sul suo motorino truccato sconquassato. marocco fattoria nel deserto 2Cammina leggero e a piedi nudi, Madani, non sa né leggere né scrivere ma conosce molto bene il francese, l'inglese e anche un po' di giapponese, grazie alle persone che incontra. Ha un che di primordiale e istintivo, ha visioni ampie che abbracciano stili e culture diverse, è un precursore di qualcosa di non ancora inventato. Madani è nato e cresciuto nomade nel deserto, con altri venti fratelli e una madre di 40 anni più giovane del padre: “Si amavano molto” mi spiega sorridendo “l'amore non c'entra nulla con le differenze”.
Ha 17 anni quando lascia il deserto insieme agli altri touareg, costretti a sedentarizzare per l'aridità crescente, la mancanza di acqua e di mezzi per viverci.
Durante un viaggio a piedi di sei mesi in quel deserto tanto amato, nel 2008, l'illuminazione: sente col cuore e poi decide con la testa che vuole trovare uno stile di vita diverso, libero dal denaro e dalle cose materiali “che creano così tanti problemi tra gli uomini”. Vuole soprattutto che i pochi abitanti rimasti in quel fazzoletto di terra, il M'hamid, l'ultimo villaggio prima dell'immensità della sabbia, non vivano solo di turismo ma diano vita a quel loro deserto, altrimenti destinato a morire. Vuole dimostrare che un altro modo di vita è possibile e che la desertificazione pressante si combatte con la coltivazione e la diversificazione delle culture. Che non c'è bisogno di fuggire, ma necessità di trovare soluzioni per resistere e custodire. marocco fattoria nel deserto 3 Forte di quell'intuizione, vende i suoi 10 cammelli e compra due ettari di terra. Oggi, qualche anno dopo, La ferme aux portes du désert è un progetto che grazie all'aiuto di molti è già un luogo bellissimo: ci sono palme all'ombra delle quali crescono, non senza fatica, piccole colture, arance e limoni. Ci sono sistemi ingegnosi per l'estrazione e la dissalazione dell'acqua, c'è un pozzo fondo 37 metri e un pannello solare, c'è la passione per la permacultura e un bagno grande e rudimentale, ci sono un asino e alcune galline. E poi tappeti berberi colorati ovunque, tavolini bassi che invogliano a sostare, casette di pietra in cui dormire... marocco fattoria nel deserto 4Da qualche anno arrivano wwoofers da tutto il mondo e ognuno vi apporta qualcosa: Madani stesso, appena arrivi, spalanca le porte a una tua idea, a una qualche ispirazione, a un contributo personale perché questa piccola oasi diventi sempre un po' più felice. C'è ancora e sempre tanto da fare. Dal 22 al 24 marzo 2018 come ogni anno ci sarà il Festival Internationale des Nomades a M'hamid: l'occasione è bella per ascoltare musica e storie di quel deserto e per immergersi anche nel suo progetto, che ha bisogno della testa e delle mani di molti, per continuare a riuscire. La ferme aux portes du désert accoglie tutti con gioia.
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Anna

"Pedala e guarda avanti", ti dicono per insegnarti ad andare in bici. Forse allora devo ancora imparare: pedalo e guardo di lato, per incontrare volti, storie, natura, nuovi orizzonti... per poi cercare di dare forma a quelle emozioni scrivendo.

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