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Sveglia molto presto come sempre, do uno sguardo fuori. Il cielo non è proprio bellissimo, potrebbe anche piovere.
Scendo dalla camera qualche minuto prima per preparare la bici, molto gentilmente i proprietari hanno anticipato alle sette e trenta la colazione, per consentirmi di ripartire il più presto possibile.
Siamo entrati mentalmente nel Megatour due giorni prima con gli ultimi controlli alle bici e un check di tutto quello che ci sarebbe servito durante i 10 giorni lungo tutta l'Italia. Non eravamo sicuri di arrivare fino in fondo. Il giorno prima della partenza ci siamo svegliati all'alba per prendere il primo di quattro treni che ci avebbero portati ad Aosta. Ci siamo chiusi la porta di casa alle spalle sapendo che in ogni modo ci saremmo rientrati non prima di 12-15 giorni, che da quel momento in avanti tutto quello di cui avremmo avuto bisogno sarebbe stato sulla bici e che ogni cosa presa di troppo ce la saremmo dovuta portare dietro per almeno 1700km, tutti fatti sulle nostre gambe.
Per fortuna avevamo ripassato per un intero giorno la nostra attrezzatura... nonostante questo mi sono scordato a casa un portafortuna preparato appositamente, una palla da tennis con una faccia, una palla Wilson.
Ogni itinerario ciclabile ha un inizio e, purtroppo, una fine. Dopo dieci giorni di viaggio in bici lungo la Via Silente, percorso che ci ha portato a scoprire gli angoli più remoti e inaspettati del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, le nostre teste sono avvolte da una miriade di pensieri, da un gomitolo di sensazioni ed emozioni e dalla consapevolezza che l'11° sarà l'ultima tappa della nostra avventura in Campania.
Svegliarsi al mare è tutta un'altra cosa: quell'odore pungente che prima ti pizzica il naso e poi ti riempie i polmoni, quell'aroma di salsedine e onde spumeggianti, quel profumo di acqua salata che non dimentichi più. Dopo una settimana immersi tra i boschi dell'Appennino, rivedere il mare da un punto di vista privilegiato, il punto di vista di un comodo sellino e diventare parte dell'ambiente marino è un'emozione forte. La decima tappa della nostra Via Silente in bici inizia proprio con queste sensazioni mentre torniamo sui nostri passi in direzione del centro di Policastro e di una scuola dove ci stanno aspettando...
Quando la mattinata inizia con buoni propositi di chilometraggio e l'idea di trascorrere diverse ore in sella meglio affrettarsi per godere appieno delle brevi (ma intense) giornate autunnali del Cilento.
Sveglia presto quindi, anche se io e Nala saremmo rimaste volentieri ancora un paio di ore sotto il caldo piumonte del bed and breakfast.
Appena partiti da Sanza, il sole è tiepido e fatica a riscaldarci, ma fortunatamento il territorio cilentano non tarda molto a proporci una bella salita per entrare in temperatura...
Altra giornata bella intensa sulla Via Silente… a partire dalla movimentata nottata in tenda che, piazzata a quota 1300 m, è stata accerchiata dai cavalli al pascolo. Non mi dilungo a raccontarti come Nala abbia reagito nel percepire passi sospetti all'esterno della nostra abitazione provvisoria...
Alle prime luci dell'alba, dopo aver raggruppato le nostre cose ed aver riempito le borse verso le 5.30 del mattino, abbiamo deciso di abbandonare il superfluo dietro ad un cespuglio per affrontare la salita al monte Cervati scarichi e poi recuperare il bagaglio al rientro. 
Reduci da un'estate sonnacchiosa rispetto ai grandi viaggi, escludendo una due giorni assieme sul Gran Sasso e una solitaria nel Chietino del professor Lino, i nostri eroi trapassarono in autunno con incerto stato d'animo. Il capitano Andrea se ne tornò in quel di Casterno a diffondere il verbo musicale ai fanciulli, mentre l'altro se ne rimase a Teramo a diffondere solo il verbo, grammatica di base per italici inconsapevoli. Ma fu il capitano, nelle lunghe sere nebbiose del Ticino, ad ipotizzare una riscossa...
Per il 2017 l'idea era quella di tornare sulle Alpi per continuare il percorso iniziato un anno prima quando, in sella alla mia bicicletta, ho passato una settimana intera alla scoperta delle Dolomiti. Quella fu un'esperienza tanto nuova quanto straordinaria, che mi ha segnato profondamente, ero rimasto letteralmente folgorato da tutti quei panorami mozzafiato, da tutte quelle salite leggendarie e dalla bellezza del viaggiare in bicicletta in solitudine.

Racchiusa tra mare e monti l'area naturalistica del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è un piccolo polmone verde della provincia di Salerno, in Campania. La Via Silente è l'itinerario ciclabile segnalato di 600 km che attraversa i luoghi più caratteristici di questa regione geografica accompagnando i viaggiatori nella scoperta della vera essenza del territorio. La nostra Via Silente in bicicletta è durata 11 giorni ed è iniziata sul colle dove sorge Castelnuovo Cilento.

Breve ma intensa questa giornata che si chiude con una notte in tenda ai piedi del Monte Cervati... una tappa di montagna che ci ha fatto innamorare ancora di più di questo piccolo angolo d'Italia.

Al mattino al bar non si parla d'altro: il terremoto! L'altro ieri una scossa del 2.8 è stata avvertita ad Altavilla, il paese di Marco, mentre stanotte un'altra di magnitudo 3.9 ha interrotto la serenità di Padula...

Giuseppe è ormai diventato un personaggio… è l'ultimo abitante di Roscigno Vecchia, un borgo abbandonato ad inizio Novecento per il rischio di frane e smottamenti. Qui campeggeremo oggi dopo aver valicato l'Antece...

La quarta tappa della Via Silente in bici ci porterà a fiancheggiare per tutta la giornata la catena degli Alburni, colorati d'autunno. Lasciata Felitto, raggiungeremo le grotte di Castelcivita per poi salire verso i castagneti di Sicignano degli Alburni e Petina.

La terza tappa della Via Silente in bici ci porta ad aggirare le colline attorno ai fiumi Alento e Calore, in un saliscendi impegnativo ma ricco di panorami sempre diversi, dalla terrazza sul mare di Trentinara agli aspri picchi aguzzi di Magliano per concludere con le tortuose gole del Calore, immersi in boschi ormai ingialliti dall'autunno.

Il viaggio è iniziato, i motori sono stati scaldati ed io, Vero e Nala siamo pronti per iniziare ad affrontare le prime vere salite del Cilento, sempre seguendo la Via Silente.  Lasciamo la magnifica costa di Acciaroli e Castellabate per addentrarci nel cuore del parco, dove resistono pochi coraggiosi abitanti e giungono in visita ancor meno intraprendenti viaggiatori.

Cosa fare se si hanno tre giorni liberi e si è soli a casa?

Un bel giro in bici per andare a trovare amici lontani è la risposta giusta! Così oggi dopo pranzo, in un pomeriggio di sole, parto da Staranzano in sella alla mia fedele bici alla volta di Pieve di Soligo, in Veneto, per andare a trovare Angela, una mia cara amica d’ infanzia e suo marito Fabio...

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