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Giava in bici... l'Indonesia dei vulcani che non ti aspetti

L'isola di Giava in bici... un impatto duro, un pugno da ko tecnico alla prima ripresa! Il traffico mostruoso di Surabaya ci ha investito non appena scesi dal traghetto che ci ha catapultato, come profughi in fuga, nel cuore pulsante dell'Indonesia: cento milioni di abitanti su un'isola più piccola della nostra Italia, l'isola di Giava è terra vulcanica così come i suoi simpatici abitanti. Il cambio di rotta (inizialmente pensavamo di fermarci su Sulawesi) ci ha concesso l'opportunità di scoprire la regione orientale in bicicletta e le sue meraviglie naturali prima di raggiungere le affollate Bali e Lombok.

 
 
 
13 fuga a pedali

Mappa

Giava in bici: fuga da Surabaya

Seconda città dell'Indonesia dopo la capitale Jacarta, Surabaya non ha molto da offrire se non palazzi decadenti, centri commerciali e un traffico da capogiro che scopriamo quando ripartiamo verso sud. Saliamo presto in sella ma le nubi grigie in cielo ci scaricano il loro benvenuto in testa costringendoci a riparare sotto un ponte che nel giro di due minuti si riempie di motorini e personaggi di ogni genere.01 donna indonesiana giava Quando, cinque minuti dopo, riprendiamo le bici, migliaia di piccoli veicoli a motore affollano la strada e un ingorgo colossale ha creato una lunga colonna. Usciti sani e salvi dall'ammasso di lamiere, la strada si restringe ma il traffico non accenna a placarsi. Carretti trainati da cavalli, bici cariche di ogni genere di cose (un vecchietto scarrozzava tranquillamente in giro un letto intero in sella alla sua bici d'epoca), risciò spinti da uomini scavati dalla fatica, centinaia di cinquantini, auto tenute insieme con le stringhe delle scarpe e tir che sputano fumo più nero della fuliggine del camino della nonna, si sfidano fianco a fianco su una striscia d'asfalto larga malapena a sufficienza per ricavarvi due corsie... e noi cerchiamo di trovare il nostro piccolo spazio in questo caos cosmico in cui pedoni e bestiame sono un'incognita imprevedibile.02 trasporto letto giava in bici
Al termine della prima giornata sull'isola di Giava in bici siamo esausti e ci ritroviamo con braccia e volto ricoperti da una polvere nera e fine che, per tutto il giorno, si è insinuata nelle nostre narici riempiendoci i polmoni... maledetto smog!!!03 raccoglitori di caffe

Visitare il parco nazionale di Tengger - Bromo - Semeru in bici

Fortunatamente il nostro itinerario su Giava in bici, dopo aver raggiunto la città di Probolinggo, abbandona la strada costiera per arrampicarsi verso le vette vulcaniche del parco nazionale Bromo-Tengger-Semeru. 04 vulcani giava in biciclettaDal mare la strada si inoltra lungo le prime propaggini collinari disegnate da appezzamenti variegati e da piccoli villaggi dimenticati dal mondo. Prima più dolcemente, poi con decisa intraprendenza, la lingua di asfalto, cemento e ciottoli si avvicina sempre più al grande cratere dell'antico vulcano del Tengger che, implodendo migliaia di anni fa, ha dato vita ad altri cinque vulcani ancora attivi.05 cavalieri dei vulcani L'ascesa è tosta, soprattutto negli ultimi chilometri e a 2200 metri il fiato si fà un po' corto, ma finalmente appare l'avamposto in quota di Cemoro Lawang, punto di partenza delle escursioni al vulcano Bromo e delle altre attrattive naturalistiche della zona. In questa località turistica, dove incontriamo i primi viaggiatori europei, decidiamo di sostare un paio di giorni per assaporare la bellezza della natura estrema, quella dei grandi giganti fumanti della Terra.08 fumi del bromo

All'alba assistiamo a uno spettacolo eccezionale che si ripete di giorno in giorno: il sole sorge e illumina le vette del Semeru all'orizzonte, del Batok perfettamente conico e del Bromo fumante, un'immagine inaspettata che resterà indelebile nei nostri occhi. Vaghiamo nel cratere del Tengger ammaliati da colori, forme e odori fino a saziarcene completamente. I giganti, al momento quieti, svettano dalla caldera principale elevandosi fino a sfiorare il cielo terso di Indonesia.09 affacciarsi al vulcano

Avvicinandosi al vulcano Semeru

Il nostro viaggio sull'isola di Giava in bici riprende da Cemoro Lawang quando risaltiamo in sella percorrendo il mare di sabbia e la savana che ricoprono le pendici del Tengger, per raggiungere il Semeru. 06 portatori di erbaLa traversata del Tengger non è uno scherzo: il mare di sabbia, così viene chiamato l'interno della caldera del vulcano oltre il villaggio, è difficoltoso da pedalare e spesso sprofondiamo sconfitti. 07 salita al cratere tenggerTra motorini coraggiosi e raccoglitori di erba avanziamo lenti ma determinati fino a ritrovarci di fronte alla candida cementata - sterrata che ci condurrà oltre l'immensa spaccatura della crosta terrestre, a Ranu Pani, punto di partenza del trekking al Monte Semeru. Il cono del grande vulcano sale tra le nuvole raggiungendo i 3676 m e dominando l'intera Giava orientale.  11 salita verso ranu paniDal 1967 il Semeru è in attività continua, ma l'ultima grande eruzione è avvenuta nel 2008. 12 pedalando verso il semeruRestare indifferenti alla maestosità della montagna indonesiana è impossibile: ai pedali e alle borse sostituiamo scarpe e zaino in spalla per avventurarci fino ai piedi del vulcano. L'escursione può durare un paio di giorni in base all'allenamento di ogni camminatori!16 trekking al semeru Il vulcano sbuffa inquieto e noi non possiamo far altro che rendergli omaggio rispettosamente. Dopo tanta meraviglia lasciamo le alte terre del parco per ridiscendere in pianura e immergerci ancora nel traffico, non prima di esserci spaccati schiena e sedere sul terrificante fondo stradale verso Lumajang.

Kawah Ijen all'orizzonte

Giava in bicicletta può essere davvero impegnativa da affrontare... anche in discesa! 17 discesa nella foresta pluvialeDa Ranu Pani imbocchiamo la strada, se così si può chiamare, in direzione di Lumajang che attraversa un lungo tratto di foresta pluviale.18 fauna indonesiana Il fondo è devastato dagli agenti atmosferici e dal tempo e noi finiamo in ogni buca fino ad approdare esausti in città. 19 sassi e giunglaPoco più di 24 ore e siamo di nuovo con il naso all'insù, pedalando verso Sembol, Pos Paltuding e il cratere Ijen. Incontriamo un francese che scende con una bici da corsa Bianchi e uno zainetto in spalla, partito da Kuala Lumpur verso Bali. Non fà altro che ripetere: "It's not possible"... ; è salito in camion e sà cosa ci aspetta! Il coraggioso francese ci saluta con un grande sorriso... nonostante la discesa a spinta si è già innamorato dell'Indonesia, proprio come noi!20 vulcani e foresta pluviale Affrontiamo dieci chilometri di buche, pietre aguzze e scimmie curiose per salire a 1500 metri, il primo scollinamento.21 scimmia La successiva discesa è ancora una volta tra piantagioni di caffè e i vulcani Merapi, Raung e Ijen che si stagliano fieri all'orizzonte. L'imbocco del sentiero di trekking per Kawah Ijen non è lontano, ma l'ascesa con le bici cariche ci rallenta inesorabile fino ai 1850 m dove piantiamo la tenda per riposarci un'oretta. 22 pedalando luoghi remotiIl sole sta lentamente scendendo all'orizzonte e decidiamo che è il momento di partire per affrontare i 3 km di ripido sentiero e goderci lo spettacolo del tramonto affacciati sul vulcano. La magia del cratere fumante scalfisce anche la corazza dei più scettici e la drammatica storia dei portatori di zolfo stringe forte il cuore. 23 portatore di zolfo kawah ijenUna notte magica piena di stelle ci concede poco riposo: ripercorriamo il sentiero alle quattro di notte per essere in cima una seconda volta all'alba e riassaporare il magnifico panorama sotto una luce diversa. La salita compiuta fianco a fianco ai portatori di zolfo di Kawah Ijen ci ricorda, se ce ne fosse stato bisogno, quanto siamo stati fortunati a essere nati in un paese occidentale.27 nelle viscere della terra

Lavorare all'inferno

L'imprevedibile vulcano Kawah Ijen appare al visitatore come un luogo idilliaco dove un lago dalle acque cangianti occupa gran parte della caldera. A fianco dell'acqua spirali di fumo escono costantemente dalla terra creando un'atmosfera suggestiva e colorata.28 zolfo inferno kawah ijenPer i numerosi minatori che lavorano a Kawah Ijen il luogo rappresenta invece la bocca dell'inferno: senza alcun tipo di sicurezza, talvolta in sandali, questi uomini magri e scavati dalla fatica si caricano sulle spalle, ogni giorno per più volte al giorno, due gerle cariche di zolfo appena estratto. 24 zolfo a kawah ijenLe gerle raggiungono solitamente il peso di 60 kg e i portatori sono costretti a risalire la ripida caldera fino al bordo per poi scendere lungo i 3 ripidi chilometri di sentiero e oltre. Durante l'estrazione dello zolfo i lavoratori respirano i gas tossici del vulcano, gas che bruciano i polmoni e la pelle. Questi uomini percepiscono solitamente una paga a cottimo che si aggira intorno all'equivalente di 6€ al giorno.25 alba a kawah ijen

L'ultimo soffio di Giava in bici

Due piatti di nasi pecel ci ridanno energia e ci permettono di far sedimentare nella memoria l'agghiacciante storia dei portatori di zolfo di Kawah Ijen, una delle realtà più tristi dell'isola di Giava. In bici ci prepariamo ad affrontare la tremenda discesa (gli amanti del downhill si divertirebbero) verso Banyuwangi, l'ultima località che toccheremo prima di imbarcarci sul traghetto per la vicina Bali. 26 nella nebbia verso banyuwangiLa foresta pluviale ci avvolge ancora una volta nel suo umido abbraccio e tra un avvistamento ornitologico e una sosta per riprendere fiato raggiungiamo la caotica città indonesiana di Banyuwangi. La parte orientale dell'isola di Giava in bici lascia senza fiato per bellezza, anche se è inevitabile respirare anche un profondo senso di ingiustizia per le condizioni in cui vivono migliaia di persone tra i grandi giganti di fuoco della terra.29 avventure nella giungla giava in bici

Abbiamo cambiato programmi più per caso che per consapevolezza ma Jawa Timur ci ha conquistato, ammaliato con i suoi vulcani attivi, le sue piantagioni, i sorrisi della gente e, perchè no, il suo traffico...mai scelta fu meno rimpianta!

Questo articolo fa parte del diario di viaggio tenuto in diretta del progetto Downwind ed è una parte del lungo itinerario di 12000 km dei nostri dieci mesi in bicicletta nel sud est asiatico

  • Vulcano Bromo: trekking alla caldera del vulcano ancora attivo, magari all'alba
  • Mare di sabbia: la traversata in bici del cratere del Tengger.
  • Trekking al Semeru:&nbspdue giorni di camminata verso una delle montagne più alte di East Jawa
  • Kawah Ijen: lo spettacolare lago vulcanico e il paesaggio dalla caldera con i raccoglitori di zolfo
  • Come raggiungo Probolinggo? Il modo più comodo per raggiungere Probolinggo è quello di volare su Surabaya e poi pedalare anche se bisognerà fare attenzione alla scelta delle strade a causa del forte traffico nella grande città. Esistono alcuni treni di collegamento tra le due città ma al momento in cui scrivo (maggio 2020) trasportano solo bici pieghevoli.
  • L'itinerario è segnalato? No, il percorso è stato creato da noi e quindi consigliamo di scaricare la traccia gpx.
  • Sono presenti fontane o fonti d'acqua in generale? Lungo l'itinerario si trovano poche fonti d'acqua, ma nei paesi è facilmente reperibile. Se non ti fidi della potabilità viaggia con un filtro o con le pastigliette disinfettanti.
  • Com'è la qualità delle strade? Il percorso è a tratti disastrato: gli sterrati sono sabbiosi, sassosi e ripidi, ma la bellezza dei luoghi attenuerà la fatica!
  • Itinerari collegati: questo itinerario fa parte del percorso del nostro viaggio in bici di 10 mesi nel Sud est asiatico e dopo Giava è proseguito su Bali e le altre isole indonesiane.
  • Quanto costa dormire in Indonesia? Il costo della vita in Indonesia è davvero basso. Esistono alloggi di diverse categorie e alcuni sono davvero spartani ma molto economici.
  • Dove dormire lungo il percorsoNei paesi si trovano guesthouse e b&b, soprattutto in quelli situati all'inizio dei trekking come Cemoro Lawang e Ranu Pani. Nelle altre località meno turistiche potresti fare più fatica a trovare strutture organizzate all'accoglienza. Se preferisci avere più libertà puoi invece prenotare un appartamento su AirBnB.
  • Cosa mangiare sull'isola di Giava? A Giava puoi assaggiare tante pietanze diverse: dalle zuppe ai piatti completi con riso, carne e verdure. Il soto è la zuppa classica, mentre il sinkit è carne di manzo cotta nel latte di cocco con verdure varie e salsa di soia, poi puoi assaggiare i numerosi "nasi" ossia i piatti a base di riso o buttarti su un sayur, ossia un stufato.A Surabaya tipici sono il Rawon, il semanggi e il Rujak cingur
  • Dove mangiare lungo il percorso? Lungo l'itinerario sono presenti numerose baracche o piccoli ristoranti caserecci dove assaggiare le pietanze tipiche della zona. Indicare luoghi precisi ci risulta piuttosto difficile ma se amate assaggiare il cibo locale, qualunque ristorantinofarà al caso vostro!
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    tirapacchi · 9 anni fa
    era ora =D
    occhio che mangiano i nasi!!!
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      Vero · 9 anni fa
      lo mangiamo tutti i giorni anche noi...sai come si dice..chi va' con lo zoppo...va' piu' lento!!! XD XD XD XD
Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.

 

             

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