Vota questo articolo
(1 Vota)

Marcello e Monica: quattro chiacchiere con In Viaggio con Tina

    In viaggio con Tina

    Lo sappiamo bene: viaggiare in bici con il proprio cane non è sempre facile.

    Marcello e Monica, i ragazzi del sito In Viaggio con Tina, dopo la loro lunga avventura in bici tra Spagna e Portogallo, ci hanno però anche raccontato di quanto sia meraviglioso poter condividere una parte di mondo con il proprio amico a quattrozampe superando insieme le avversità e i pregiudizi della gente...

    Cammino Portoghese
    Ciao Marcello e Monica, ci raccontate chi siete e che rapporto avete con la bicicletta?

    Marcello: Si potrebbe dire che ci siamo conosciuti grazie alla bicicletta: Monica cercava compagnia per dei giri in bici e così….ci siamo trovati! Il destino ha fatto la prima mossa e noi il resto!;)

    Monica: Marcello era già un super appassionato di mountain bike e ci è voluto poco a contagiarmi. Io da brava riminese, ero più avvezza ai 20 pollici della graziella che alle ruote artigliate.

    Marcello: Ma fin dalle prime uscite si è rivelata un talento naturale, così il primo anno di convivenza è volato tra scorribande sui sentieri dei colli bolognesi e qualche primo approccio ai tour in bici di più giorni, sia in autonomia che partecipando ad alcuni eventi di bikepacking in Italiale ripide salite a Capo de Gata

    Avete una compagna di viaggio unica, quali sono secondo voi le difficoltà di Tina durante un viaggio in bicicletta?

    Marcello: Ho adottato Tina dal sud della Sicilia dopo un abbandono nel 2015. A quei tempi abitavo in Trentino, così l’ho subito abituata a girare libera per montagne e boschi, sia a piedi che seguendomi in bicicletta.

    Monica: Il passaggio al trailer è stato graduale, per farle capire che era un nuovo modo per andare in giro a divertirsi assieme a noi con una “cuccia portatile” a due ruote, utile anche per riposarsi dopo le corse.

    Marcello: Le maggiori difficoltà per Tina in viaggio sono: rimanere per lungo tempo sul trailer (es. sui lunghi tratti asfaltati) e in questi casi sta in noi capire quando è annoiata e vuole scendere per fare una sgambata; ma soprattutto il caldo, che lei soffre molto, quindi cerchiamo di evitare periodi o zone particolarmente calde.il trailer di Tina

    Come ci si deve organizzare per viaggiare in bicicletta con un cane?

    Per la nostra esperienza la cosa più importante è iniziare gradualmente, un passo alla volta, con itinerari via via più lunghi e impegnativi dal punto di vista logistico, sia per il cane che per noi ciclisti. Si inizia con giretti intorno a casa di uno o più giorni, con “vie di fuga” facili, fino al viaggio vero e proprio. Questo consente sia di allenarsi (sia noi che il cane), che di prendere la misura con i chilometri.

    Le tempistiche di un viaggio in bici assieme al proprio cane sono completamente diverse da quelle di quando si viaggia senza e bisogna abituarsi ai possibili cambi di programma se un percorso non è adatto al cane o al passaggio con il trailer. Anche le soste sono condizionate dalla presenza del cane, specialmente nel caso si voglia usufruire di strutture, che non sempre accettano cani. E’ necessario ridurre il più possibile lo stress al cane, sia fisico che psicologico. Conviene prevedere percorsi fuori dalle vie più trafficate e molte pause per lo svago del cane. Noi preferiamo itinerari sterrati e in mezzo alla natura, così da poter lasciare correre e distrarre Tina ogni volta che vuole. Tuttavia, anche con cani molto attivi, come Tina, che vuole spesso correre e non ha molta pazienza a rimanere su un trailer, bisogna fare attenzione a non fargli percorrere sulle sue zampe troppi chilometri e il ritmo deve necessariamente rallentare per stare al suo passo, specialmente se si ha in programma un itinerario di più giorni. Questo porta per forza di cose a ridurre il numero di chilometri giornalieri. Come già detto, bisogna prestare molta attenzione al sole e alle temperature diurne e verificare anticipatamente la presenza di acqua lungo il percorso, o averne sempre una scorta sufficiente. Alle nostre latitudini l’estate può essere proibitiva per il cane, in particolare nelle ore centrali della giornata.

    Questo è uno dei principali motivi che ci ha spinto a viaggiare con Tina durante l’inverno.sulle scogliere portoghesi

    Nala non ama particolarmente l’acqua ma adora la neve e invece Tina?

    Anche Tina adora la neve, ne va matta, inizia a saltare e a rotolarcisi sopra! Anche l’acqua le piace, ogni ruscello o lago che incontra è una scusa per bere e rinfrescarsi. Non ama molto il mare invece, specialmente se è molto mosso, strano per una che viene da Messina!

    Avete viaggiato 6 mesi attraverso Spagna e Portogallo con Tina, come è stata l’accoglienza e l’approccio da parte delle persone?

    La maggiore difficoltà durante il nostro viaggio in penisola Iberica è stata la frequente impossibilità di potere entrare assieme a Tina nei luoghi al chiuso, dai bar e ristoranti agli alloggi. I cani in Spagna e Portogallo sono vietati nei luoghi pubblici e difficilmente abbiamo trovato qualcuno disposto a chiudere un occhio. D’altro canto questo ci ha stimolati a usare molto la tenda e a fare campeggio selvaggio, il che ci ha regalato molte emozioni e, non ultimo, ci ha fatto risparmiare molti soldi!

    Per questo aspetto le persone sono state sempre molto tolleranti, anzi spesso ci hanno aiutato o tranquillizzato nella scelta di un luogo dove mettere la tenda. Nelle grandi città per fortuna siamo riusciti a trovare alloggio offerto da utenti warmshower e sono state sempre ottime occasioni per conoscere belle persone e condividere racconti di viaggio. In una città non riuscivamo a trovare un alloggio, né un posto per la tenda e alla fine siamo stati accolti nella centrale dei vigili del fuoco che ci hanno messo a disposizione un'intera sala ricevimenti, bagni e docce!la tenda alla mattina

    Qual è stato, se c’è stato, l’episodio più spiacevole vissuto in viaggio? E un incontro indimenticabile?

    Come si diceva all’inizio siamo due patiti della mountain bike e dei percorsi sterrati. La penisola iberica da questo punto di vista è un vero paradiso per le ruote grasse. Tuttavia a volte ci siamo trovati su percorsi impossibili da fare con il trailer o su salite terribili e a dover spingere per ore le bici! In alcune zone remote abbiamo incontrato dei cani da pastore che accompagnavano un gregge e sono stati momenti di paura, per fortuna risolti senza conseguenze. L’esperienza in alcune zone del sud Italia ci ha aiutati a gestire al meglio la situazione.

    Gli incontri indimenticabili sono stati numerosi, in particolare grazie alla rete Warmshower e alle esperienze di volontariato fatte tramite il Wwoof. Abbiamo conosciuto persone meravigliose che ci hanno accolto e coccolati come dei figli.

    Anche lungo la strada abbiamo fatto incontri straordinari: una coppia con un bambino di 3 anni e un cane, in viaggio in bici da 8 anni tra sud America ed Europa; una famiglia di francesi che dopo un viaggio in bici hanno deciso di lasciare la città per trasferirsi in Portogallo a vivere in autosufficienza e in armonia con la natura (a quanto pare la bici apre la mente delle persone!)

    Avete affrontato il freddo dell’inverno spagnolo, com’è stato viaggiare nella stagione più rigida? E Tina dormiva in tenda con voi?

    Siamo incappati in una tormenta di neve a metà ottobre nel punto più alto del Cammino di Santiago francese e tre settimane di pioggia ininterrotta tra la Galizia e il Portogallo settentrionale. Al sud le cose sono andate meglio, anche se di notte le temperature scendevano attorno agli 0°. Anche per questo abbiamo fatto la scelta di fermarci due mesi tra dicembre e febbraio facendo volontariato in fattorie, per ripartire in primavera. Ma forse l’aspetto dell’inverno che più ci ha messo a dura prova sono state le giornate corte. Non volendo viaggiare col buio siamo stati costretti a fermarci sempre molto presto nel pomeriggio riducendo moltissimo i chilometri percorsi e a levatacce con temperature molto basse! Avendo una tenda molto spaziosa (una Vango molto simile alla vostra, grazie per i consigli!), Tina ha un’ampia “cuccia” nell’abside. Tuttavia nelle serate più fredde ha spesso “bussato” alla nostra porta e l’abbiamo presa a dormire con noi. Anche la mattina, talvolta, è venuta a darci il buongiorno e non abbiamo resistito a farla entrare!la nostra tenda

    Ci dite secondo voi le tre cose da non lasciare mai a casa se si viaggia con un cane?

    A parte la documentazione (passaporto, vaccinazioni ecc.) obbligatoria per viaggiare, alcune cose utili per noi sono state: il materassino su cui può stare nel trailer e che può essere lo stesso per dormire. Un gioco (nel caso di Tina una pallina). Una crema lenitiva per le zampine e una per le eventuali ferite, anche se, per fortuna le abbiamo dovute usare raramente.Momento di gioco in portogallo

    Durante la vostra avventura avete fatto anche tante esperienze di wwoofing, queste come hanno influenzato la vostra visione del mondo?

    Sono state esperienze straordinarie. Siamo stati ospiti di tre famiglie per più di due mesi. Tutte persone che hanno scelto uno stile di vita eco-sostenibile. Avendo lavorato assieme a loro nei campi e frutteti nel sud della Spagna abbiamo potuto toccare con mano gli effetti dei cambiamenti climatici. La vicinanza al nord Africa si fa sentire e la carenza di acqua è davvero critica. La scelta che hanno fatto queste persone di praticare un'agricoltura alternativa e sostenibile (permacultura) è l’unica possibilità per mitigare o rallentare questi effetti. Indubbiamente siamo tornati dal viaggio con una maggiore consapevolezza dell’impatto umano sull’ambiente. Il primo frutto di questa crescita interiore è stato diventare vegetariani. Poi ci siamo ripresi una buona fetta delle nostre vite prima sacrificate dal troppo lavoro o dagli impegni e dallo stress. Come? Cambiando stile di vita, si può fare!Raccolta olive  wwoof

    Siamo super curiosi: quali sono i vostri progetti futuri?

    Innanzitutto vogliamo divulgare al meglio la nostra esperienza perché possa essere di esempio e stimolo per altri. Quest’estate abbiamopreso parte a molti eventi dove abbiamo raccontato la nostra storia e abbiamo esposto le nostre foto e le illustrazioni di Monica. E’ andata molto bene quindi probabilmente continueremo anche durante l’inverno! Dopo l'esperienza di wwofing è cresciuto in noi il forte desiderio di poter autoprodurci il cibo, quindi ci piacerebbe trovare un pò di terra da coltivare per mettere in pratica quel che abbiamo imparato. L’istinto di ripartire per nuovi viaggi non si è assolutamente assopito, anzi, siamo sempre immersi in letture di storie di cicloviaggiatori e sogniamo ogni giorno mete diverse. Però dobbiamo ancora battezzarne una!

    Noi continueremo a seguirvi sul vostro bel sito inviaggiocontina.com, sulla pagina facebook e sul vostro profilo instagram

    Buone pedalate!

    Marcello e Monica: quattro chiacchiere con In Viaggio con Tina - 5.0 out of 5 based on 1 vote
    Leonardo

    Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.

    Aggiungi commento

    Codice di sicurezza
    Aggiorna

    Torna su