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GioFeb12

I 10 miti da sfatare sul cicloturismo!

Durante quasi vent'anni di cicloturismo mi è capitato spesso è volentieri di sentire ogni sorta di scusa per giustificare l'impossibilità, o presunta tale, di affrontare un viaggio in bici. Nella maggior parte dei casi è soltanto un mito, un pretesto per evitare di mettersi in gioco e partire. Soprattutto per i viaggi in bici di lunga percorrenza e durata, spesso ci si aggrappa ad obblighi che solo in parte sono reali. Quando si tratta di saltare in sella ad una bici e partire, escono spesso paure recondite che ci bloccano e, purtroppo, ci fanno perdere il gusto di una delle più belle esperienze di viaggio che si possano vivere. Cerchiamo di sfatare questi miti!

Mito 1: non sono allenato

La scusa più comune che viene tirata fuori ogni volta che si parla di un viaggio in bici è la mancanza di allenamento. Per viaggiare in bici non è necessario essere ciclisti professionisti e nemmeno avere un allenamento specifico. La bellezza del cicloturismo è che può essere svolto al proprio ritmo: lunghezza, dislivelli e difficoltà possono essere adeguati a qualsiasi forma fisica. Generalmente si parte con un certo ritmo e distanza e man mano che si prosegue nel viaggio si raggiunge una miglior forma fisica che permette di aumentare velocità e distanze percorse quotidianamente.
La verità è che il viaggio è il miglior allenamento!
La nostra esperienza ci dice che spesso andare piano permette di godere meglio delle località attraversate. Nei nostri viaggi è capitato spesso di percorrere anche solo 20-30 km in un giorno. Inoltre non è necessario andare dall'altra parte del mondo per trovare località splendide da visitare dal sellino della nostra bici: l'Italia è magnifica, sfruttiamo questa fortuna! (Sì, anche tu che vivi a Milano, se non ci credi guarda qui)
i cicloviaggiatori

Mito 2: sono troppo vecchio

Non esiste un'età massima per saltare in sella alla propria bici e viaggiare! L'estate scorsa abbiamo organizzato un piccolo week end in bici e tra i partecipanti c'era Alteo, ottant'anni compiuti: si è fatto un giro di cinquanta chilometri con oltre 1000 m di dislivello insieme alla moglie. Aveva una bici elettrica, è vero, ma nessuno vi vieta di utilizzare questa nuova opportunità. Ma anche senza "aiuti" si vedono orde di cicloturisti tedeschi pedalare lungo la ciclabile dell'Adige o le altre rotte ciclabili che stanno nascendo sempre più lungo l'Italia. Quaranta o cinquanta chilometri al giorno su itinerari pianeggianti e un buon riposo a fine giornata sono adatti anche a pensionati e persone di una certa età!
 

Mito 3: tengo famiglia

E allora? A maggior ragione dovresti pensare a trascorrere la prossima vacanza in bici: viaggiare in bici è solitamente economico e divertente anche per i bambini. Esistono infinite vie con cui potreste trasportare i vostri bambini, a seconda dell'età e della loro voglia di pedalare: seggiolini, cammellini o carrellini oltre a bici della loro taglia, vi potrebbero essere utili. Se non sei convinto di poter affrontare un viaggio in bici con la tua famiglia, forse potresti essere interessato a fare un giretto sul sito di Nancy, John e dei loro due figli: su familyonbikes.org  (loro sono solo un esempio tra i mille che potrete trovare in rete) trovi il racconto del loro viaggio di tre anni dall'Alaska alla Patagonia... non dico che puoi fare lo stesso, ma una o due settimane in sella, anche con i tuoi figli, non sono una cosa così fuori dal mondo!
Bici e viaggi

Mito 4: sono solo

Sì, ho sentito anche questo! Viaggiare in bici da soli non è possibile. Qui posso parlare per esperienza personale, prima di conoscere Veronica viaggiavo in bici e spesso lo facevo in solitaria: Corsica, Balcani e Nuova Zelanda ad esempio sono state alcune mete dei miei viaggi in solitaria. Ma ancora una volta se fai una breve ricerca in rete trovi centinaia di cicloviaggiatori solitari che girano il mondo. Il grande vantaggio di un viaggio in solitaria è proprio la compagnia che spesso e volentieri si incontra lungo il cammino: è più facile che una persona sola faccia amicizia o cerchi compagnia tra la gente che incontra lungo il suo viaggio mentre se si viaggia in compagnia si tende a fare gruppo e si rischia di restare isolati.
 

Mito 5: E' troppo costoso

Questa, come quella successiva, sono scuse che vengono utilizzate soprattutto per i viaggi di lunga distanza. Restare in giro per mesi o addirittura anni costa troppo! Niente di più falso! Nel 2010 abbiamo viaggiato per dieci mesi in bici nel sud est asiatico ed in due abbiamo speso circa 7000€ compresi i voli. Restando a casa avremmo probabilmente speso di più: affitto, auto, cibo, trasporti pubblici, tasse... a conti fatti è più conveniente viaggiare, soprattutto se ci si adatta (il campeggio libero e warmshowers sono degli ottimi salvasoldi) e se si viaggia in paesi dove è conveniente farlo.
Di certo vale l'equazione meno spendi, più viaggi. Fissate un budget giornaliero e siate fiscali: cercate di rispettarlo il più possibile... in fondo non avete costi di trasporto, almeno terrestre!
Campeggio e cicloturismo

Mito 6: Non ho tempo a sufficienza

Vale lo stesso discorso fatto per il mito numero 5. Il tempo lo si deve trovare, non è lui che trova noi! Volete davvero realizzare il sogno della vostra vita e viaggiare per mesi o anni in bicicletta? Fatelo! E non rimandate con la scusa del tempo o altri falsi obblighi.
Avete un lavoro? Lasciatelo!
Avete una famiglia? Portatela con voi, vi ho già dimostrato che è possibile!
Non avete soldi a sufficienza? Fissate un budget, lavorate duro e impegnatevi per raggiungerlo il prima possibile, poi mollate tutto e partite per realizzare il vostro sogno!
Siete soli? Rileggete il mito 4!
Se ancora non siete convinti, leggete la storia di Heinz Stucke: questo tedesco ha pedalato per cinquant'anni senza mai fermarsi e tutt'ora gira in sella alla sua pieghevole... un caso eccezionale, ma ce ne sono tanti altri che restano in giro per anni ed anni!

Mito 7: E' pericoloso

Viaggiare in bici è pericoloso tanto quanto è pericoloso fare la doccia a casa propria... anzi, forse meno. Pensate per un momento di essere single e vivere da soli. Pensate di svegliarvi presto al mattino dopo una nottata trascorsa a far baldoria e di dirigervi verso il bagno. Assonnato e distratto, scivoli mentre stai per entrare in doccia, batti la testa e ti ferisci gravemente restando immobilizzato a terra. Che probabilità ci sono che qualcuno si accorga di te nel giro di pochi minuti e possa chiamare aiuto?
Ora pensa di essere in viaggio in bici. Stai pedalando su una strada: per poco trafficata che sia, ha sempre un minimo di frequentazione. Cadi e batti la testa. In quale delle due situazioni precedenti pensi che una persona possa notarti prima?
Ci sono casi in cui viaggiare in bici è pericoloso, ma la situazione è identica a quella di un viaggiatore qualsiasi. Utilizzare il buon senso è di certo il miglior investimento in sicurezza che possiate fare!
Per quanto mi riguarda, il rischio nei viaggi in bici è ampiamente superato dalla ricompensa che si ha!
 

Mito 8: L'equipaggiamento costa troppo

Una bici da viaggio, le borse laterali, la borsa da manubrio, l'equipaggiamento da campeggio... la lista è lunga e tutto insieme il costo per fare del cicloturismo attrezzati è alto!
In realtà per trovare tutto ciò che ti serve per un viaggio in bici ti basta scendere in cantina: una vecchia graziella arrugginita e risistemata come quella di Girumin, uno zaino consunto, anche quello della naja (per quelli sufficientemente anziani da sapere a cosa mi riferisco) e una tuta di quelle che usavi quando giocavi a calcio o andavi in palestra. Ah, dimenticavo, due elastici per legare lo zaino al portapacchi!
Certo, noi siamo felici di avere una comoda MTB con cui viaggiare, delle borse da bici impermeabili, abbigliamento adeguato soprattutto per le giornate di pioggia, la macchina fotografica reflex senza cui non ci muoviamo... ma viaggeremo per il mondo in bici anche senza tutto questo? Lascio a te dare una risposta!
 

Mito 9: fa troppo caldo... o troppo freddo

Questa è la scusa più banale.Certo, non posso insegnarvi alcun trucco per cambiare le condizioni meteo mentre siete in viaggio, ma posso darvi qualche dritta per sopportare meglio ciò che la Natura ha deciso di farvi trovare sulla strada. Un minimo di preparazione, qualche abito adeguato e tutto è risolto. Non esagerate, non trasportate troppo abbigliamento: in generale, a parte calze e abbigliamento intimo, non avete bisogno di più di un capo. Portate un completo per quando siete in bici ed uno per quando siete a riposo. Assicuratevi di avere una giacca antipioggia e abiti adeguati alla località e alla stagione. Per il resto, godetevi il sole, la pioggia e la neve... non può durare per sempre (anche se in Norvegia personalmente l'ho pensato:) ) 
In bici con la pioggia

Mito 10: Devo essere un meccanico

Una buona manutenzione della bici è importante e non ti dirò di certo di partire senza sapere nemmeno come sia fatta una bici. Ma per riuscire a uscire da situazioni spiacevoli non serve conoscere molto: ti basta avere un'infarinatura per sistemare i guasti più frequenti ed ancora una volta internet ti può aiutare molto. Su lifeintravel trovi una sezione dedicata alle basi di meccanica ma molte altre risorse, anche più complete e professionali, sono presenti sul web. Se poi ti sei appassionato e vuoi migliorare, non ti resta che trovare un corso di meccanica nella tua zona.
Secondo me, le conoscenze minime richieste si limitano a saper sostituire una camera d'aria. Poi se sapete anche riparare la catena, sostituire le pastiglie dei freni e i raggi della vostra bici, siete molto più esperti della media dei cicloturisti.
Problemi meccanici in MTB
Ecco, questi sono i dieci miti da sfatare su cicloturismo, o almeno quelli con cui più spesso mi scontro... spero che dopo aver letto questo articolo vi siate convinti a saltare in sella e pedalare, sia che abbiate deciso di partire per il giro del mondo in bici, sia che vogliate fare il giro dell'isolato e poi tornare a casa! E se avete altri miti da sfatare, non vi resta che dircelo commentando l'articolo.
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Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.

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Commenti  

Vittorio
# 0 Vittorio 2015-12-12 20:23
Complimenti per aver elencato i 10 miti!;) D'accordo, sono stati sfatati a dovere ma qualche piccola riserva ci può essere.:)
Certo sarebbe indispensabile un forte spirito pionieristico e un forte adattamento a distaccarsi dalla realtà che viviamo, non è certo facile spogliarsi di quelle che noi definiamo "sicurezze", poi al di là della passione cicloturistica devi avere nel dna una certa dose come viaggiatore d'avventura appassionato di popoli, luoghi e lingue, non basta buttarsi con coraggio iniziale..
Per me sarebbe sufficiente visitare meglio l'Italia...con quella calma che solo il cicloturismo ti fa assaporare e che l'auto ti fa perdere..
Non ho fatto nulla di che..solo qualche gitarella fuori porta..un pò di più di quello che definisci il "giro dell'isolato"..:D
Ho osservato molti siti in rete che parlano dell'argomento, sia come testimonianze personali che di carattere tecnico..ne rimango affascinato e sto vivendo, diciamo, un periodo di conversione che sta iniziando semplicemente col lasciare sempre più la macchina ferma e utilizzare la bici..parto da qui, per il momento, dal capire l'opportunità che la bici può dare, senza sognare per ora viaggi da sogno.
Mi piacerebbe iniziare con percorsi tranquilli in Italia, ma con adeguata programmazione e supporto, e soprattutto con condivisione e compagnia.

Vittorio
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