Filtra per regione


Vota questo articolo
(0 Voti)

Molte sono le immagini di quest'avventura che resteranno scolpite nella mia memoria per sempre. Città, persone, paesaggi ed… i cieli d'Australia... Si, perchè in Australia non c'è un solo cielo a fare da semplice sfondo al paesaggio che ci circonda. Ci sono decine, centinaia di cieli differenti. C'è il cielo cittadino, che spunta timido oltre l'ultimo piano dei grattacieli e ne illumine le vetrate lottando per raggiungerne l'estremità inferiore.

C'è il cielo dell'outback, sempre sereno, pallido, colorato di un azzurro sbiadito, scolorito dalla calura insopportabile che esso stesso genera ospitando la palla infuocata dell`astro solare. C'è il cielo del sud, spesso coperto da una coltre nuvolosa che riversa sul paesaggio acqua ristoratrice. C'è il cielo mattutino, incontrato spesso durante i mesi di lavoro. Un momento prima buio e cupo, senza le stelle ormai oscurate dall`incombente arrivo chiarore diurno, ed un momento dopo acceso di una luce violacea che crea un alone mistico intorno al sole crescente, facendolo sembrare emergere da immensi campi di lavanda in fiore. C'è il cielo al tramonto, apocalittico quando all`orizzonte deboli cumuli nuvolosi si infuocano riverbero luminoso che sta rapidamente lasciando il posto alle tenebre. Ma soprattutto c'è il cielo notturno, quello della campagna e delle immense distese disabitate dei parchi nazionali o red centre. Un cielo differente da quello del nostro emisfero, con la croce del sud ad indicare la strada e la via latte ache risplende in mezzo ad esso. Un cielo luminoso che si puo` restare ad ammirare per ore senza stancarsi.

Tra tutti questi cieli ammirati, ne ricordo due con particolare intensità: il primo l'ho incontrato nel Lincoln National Park, sulla punta meridionale dell'Eyre peninsula. Qui, nel cuore del parco nazionale, circondato dai canguri, a 40 chilometri di distanza (di strada sterrata) dalla prima cittadina, mi ero appena concesso il primo bagno nell'oceano australiano ed ero in attesa di cucinare la cena quando da oltre la collina che ci riparava dal vento, sono salite delle nuvole come mai le avevo viste prima:sembravano panna montata spalmata disattentamente su una immense torta che ci stava cadendo addosso. Colorate dalla luce tramonto, mi è sembrato che acquistassero vita, che avessero un'anima e che da un momento all'altro sarebbero scese su di noi, inghiottendoci e lasciando dietro di loro soltanto terra bruciata. Erano minacciose ed allo stesso tempo trasmettevano un senso di pace assoluta. Ho provato una strana ma piacevole sensazione nel restare lì seduto in riva all'oceano a September beach ad ammirarle fino a che loro stesse sono state inghiottite dalle tenebre. Il secondo cielo che mi appare spesso davanti agli occhi è il cielo stellato ammirato dal ponte di prua della Broomswick, la barca con cui ho veleggiato nelle Whitsundays island. Qui in Australia ero spesso riuscito ad ammirare la via Lattea, oscurata ormai quasi ovunque nel nostro inquinatissimo (anche, ma non solo, dal punto di vista luminoso) continente. Ma tra le “isole della pentecoste” la striscia di galassie e stelle era qualcosa di concreto, quasi fastidiosa a causa della quantità di luce che emanava. Il capitano ci spiegava come individuare il sud tramite le stelle che costituiscono la southern cross ed io restavo lì seduto in uno stato di semicoscienza ad ammirare le stelle cadenti passare davanti ai miei occhi e sparire dietro le colline dell'isola di Hook. Quella sera sul mio diario scrivevo: "Sono tutto solo sul ponte della barca ad ammirare questo cielo d'Australia, ascoltando le onde frangersi sulla chiglia della Broomswick, cullato dal lento rollio ed ancora una volta sono sull'orlo delle lacrime per la felicità data dal posto magico e dalla sensazione di assoluta libertà che esso mi fa provare"

Con il working holiday visa è possibile trascorrere un anno in Australia viaggiando e lavorando, leggete quali sono i requisiti ed i documenti necessari. Se avete già vissuto un'esperienza agli antipodi con il working holiday ed avete lavorato almeno 180 giorni potete invece pensare di richiedere il visto per il secondo anno...
Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

Torna su