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I 7 passi più alti del mondo in bici: il grande viaggio di Simona e Daniele

    Notte in tenda

    Sono passati già 53000 km da quando Simona e Daniele hanno salutato amici e parenti per iniziare il loro grande viaggio in bici intorno al mondo, alla conquista dei sette passi transitabili più alti della terra. Da quell'emozionante momento si sono susseguiti (in ordine sparso) inaspettati incontri, peripezie roccambolesche, pedalate in confini remoti, discese impervie e salite funeste per un'avventura incredibile da raccontare... e divorare tutta d'un fiato!

    avventura fuoristradaCiao ragazzi, ormai è molti anni che siete in viaggio... e che noi vi seguiamo. Finalmente riusciamo a fare quattro chiacchiere, anche se solo virtualmente. Per i pochi che ancora non vi conoscono nel mondo dei cicloviaggiatori, ci raccontate un po' la vostra storia e ci dite dove siete ora?

    Siamo partiti da Roma, dalla porta di casa, a Luglio 2014 con l'idea di fare il giro del mondo in bicicletta. L'idea è partita da Daniele che, ormai qualche anno fa, aveva pedalato dalla Spagna all'Italia. Alla fine di quel viaggio aveva maturato l'idea di fare il giro del mondo in bici. Quando ci siamo conosciuti stava già organizzando la partenza per proprio conto. Ci siamo riconosciuti come due buoni compagni di viaggio, con gli stessi sogni e le stesse passioni e abbiamo deciso di partire assieme. Essendo entrambi appassionati di montagna abbiamo deciso di legare al viaggio della conoscenza anche l'avventura cercando di pedalare per le catene montuose più alte dei vari continenti. Ora ci troviamo in Ecuador, esattamente a Cuenca. Abbiamo percorso ad oggi 53.000 km ed attraversato 34 paesi.australia

    Chiedervi il paese più bello sarebbe insensato. Visto che avete seguito strade "classiche" e altre meno, ci consigliate invece un itinerario imperdibile?

    Altrettanto difficile! Ci viene in mente la Cina rurale al confine con il Tibet. Paesaggi mozzafiato, passi a 5000 metri e gente meravigliosa. La Cina è sicuramente un paese che stimola tutti i sensi, la curiosità culturale, il piacere del palato e la meraviglia della natura. Noi l'abbiamo attraversata dal confine con il Kazakistan al confine con il Laos, passando per le regioni Xinjiang, Qinghai, Sichuan e Yunnan, prima per deserti e poi a ridosso del Tibet, su strade sterrate e montuose. asia in biciSe invece si è alla ricerca dell'immersione totale nella natura e di quel senso di libertà che da muoversi in posti dove non ci sono insediamenti umani, allora diremmo il Great Divide Mountain bike Trail, un percorso sterrato che attraversa gli Stati Uniti Occidentali lungo la catena montuosa delle Rocky Mountains. Ma anche l'Oodnadatta Track in Australia, 700 km nel cuore rosso di questo immenso continente, 700 km di sterrato rosso e un solo punto rifornimento di acqua e cibo, una bella sfida tra orizzonti infiniti, canguri e mosche. Troppi percorsi mi vengono in mente, meglio fermarsi qui!fango himalaya

    Come vi accolgono in generale le popolazioni che incontrate sul vostro cammino?

    In generale bene, con estrema curiosità. Certo poi ci sono episodi spiacevoli, ma si perdono nella miriade di incontri positivi. Notiamo però una enorme differenza tra Americhe e Asia. In Asia, forse anche per la minor presenza di cicloviaggiatori, la gente è decisamente più curiosa e molto più ospitale. Nonostante l'enorme barriera linguistica abbiamo condiviso momenti intensi che non dimenticheremo mai.incontri alla finestra

    La reazione più divertente o strana che qualcuno ha avuto nel vedervi?

    Per qualcuno valgono anche i cani? Perché sono decisamente gli esseri viventi che hanno la reazione più assurda alle bici! Gli passa a due centimetri una macchina e non si muovono, passiamo noi con la bici e impazziscono. Salvo poi rari casi in cui qualche cane randagio ha deciso di trottarci accanto!inseguiti himalaya

    Quale è stata la difficoltà più grande che avete superato?

    Probabilmente pedalare nell'artico canadese a Marzo con temperature di notte attorno ai -40° C e di giorno -25°/-30° C. Eravamo totalmente impreparati, nonostante le nostre esperienze alpinistiche e i primi giorni ce la siamo davvero vista brutta. C'è voluto un approccio decisamente più scientifico, dal calcolo delle calorie giornaliere per dare il giusto carburante al corpo, a come muoversi velocemente al momento di campeggiare. neveScavare nella neve lo spiazzo per la tenda, sciogliere la neve per l'acqua e così via. Superate le prime difficoltà è stato decisamente uno dei momenti più belli del viaggio: l'aurora boreale, i tramonti lunghissimi dell'artico e la solitudine totale.viaggio e neve

    Domanda banale ma d'obbligo: perché la bici?

    È un mezzo incredibilmente efficiente. Permette di coprire lunghe distanze (più che a piedi), caricare sufficientemente peso, si muove con la sola propulsione umana, si aggiusta con facilità e soprattutto fa bene alla salute non solo di chi pedala ma soprattutto del nostro pianeta Terra.liberta

    Come noi, siete una coppia di viaggiatori... vi sarà sicuramente capitato di litigare. Come vi regolate quando capita?

    Si pedala a distanza, ma soprattutto si cerca di superare le difficoltà. Credo che questo vada al di là del concetto di coppia intesa come relazione sentimentale tra due persone. Le difficoltà quando si viaggia in due ci sono sempre, che sia una relazione o due compagni di viaggio, la diplomazia in entrambi i casi è la chiave del successo di un progetto così grande.primo passo

    Nel viaggio siete passati dall'assetto classico da cicloturismo ad un semi-bikepacking... perchè?

    Perché ci siamo resi conto che volevamo sempre più andare su percorsi Mountain bike, un set up bikepacking rende la bicicletta più agile su questi tipi di percorsi. Inoltre riducendo la capienza delle borse si è costretti a rivedere cosa ci si porta dietro, cosa è veramente necessario. Siamo partiti 5 anni fa con 40 kg di roba (bicicletta esclusa) ora abbiamo si e no 20 kg eppure non ci manca nulla!usa in bici

    Cosa è meglio dell'uno e cosa dell'altro?

    Del set up classico da Touring ci piace che in un attimo la bicicletta possa essere "nuda" e che non danneggia il quadro, cosa che con il bikepacking è più difficoltosa essendo le borse agganciare al telaio.

    Che consigli dareste ad un principiante che vuole partire per il suo primo viaggio in bici?

    Di pensare che è molto più semplice di quanto si possa immaginare, che ci sono mille modi diversi di affrontare un viaggio in bici, basta trovare quello che si avvicina di più alle proprie esigenze, al proprio modo di essere.vero l infinito e oltre

    Cosa vi manca, se c'è qualcosa, dell'Italia?

    Sicuramente la famiglia, i genitori, gli amici. A volte ci manca anche la bellezza dell'Italia, la vicinanza di mare e monti, i piccoli borghi curati e beh i vicoli di Roma.

    Ed ora... quali sono le vostre intenzioni?

    Ora si prosegue verso la fine del Continente Americano il più possibile pedalando in quota sulla Cordigliera delle Ande, tra Perù, Bolivia, Cile e Argentina.notte sotto lestelle

    Ok, grazie mille e buona strada... ah, un'ultima cosa: se volessimo continuare a seguire le vostre gesta, avete qualche profilo social o un sito?

    Certo! Il sito è abbastanza abbandonato ma ancora si può vedere la mappa del percorso fatto fino ad oggi e avere qualche informazione in più sul nostro progetto: www.becycling.net

    Sulla nostra pagina facebook: BeCycling.net

    E sul nostro profilo nstagram: BeCycling

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    Leonardo

    Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.

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