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Georgia in bici: l'anello dell'Ovest

Percorrere la Georgia in bici attraversando le alte vette del Caucaso e raggiungendo la sua capitale, Tbilisi, era uno di quei viaggi rinchiusi da un po' nel cassetto dei desideri. Dopo #noplansjourney e un anno di purgatorio dovuto al Covid, siamo finalmente riusciti a programmare il successivo grande viaggio e a inizio autunno siamo partiti. Dalle sponde del mar Nero, in un limbo da dove non pensavamo di dover passare, riviviamo l'ultimo mese trascorso ai piedi del Caucaso in attesa di proseguire l'avventura verso Occidente.

poiana brasov

Dati tecnici

Georgia in bici

DETTAGLI ITINERARIO
Partenza/Arrivo Poti/Gonio
Tempo 15-20 giorni
Dislivello 20000 m circa
Lunghezza 1250 km
Tipologia di strada
70% Asfalto  
30% Sterrato  
Bici consigliata
Adventure bike
MTB
Bici da viaggio
VALUTAZIONE
Difficoltà Alta
Panorama Splendido
QUANDO ANDARE
MaggioGiugnoSettembreNovembre
02 ushguli in bici svanezia

Georgia in bici

Dalle sponde del mar Nero, questo anello che abbiamo percorso tra fine ottobre e inizio novembre, ci ha portato a esplorare parte della catena del Caucaso in Svanezia per poi ripiegare verso la capitale Tbilisi e rientrare nuovamente verso ovest attraversando la catena del Caucaso Minore. È un itinerario che attraversa solo la zona occidentale della Georgia in bici, tralasciando regioni spettacolari come Mtskheta, Tusheti e Kakheti, che occupano la parte orientale della nazione. Speriamo di poter visitare in un prossimo viaggio in bici, magari in un periodo dell'anno più propizio, anche queste aree remote e affascinanti.09 dormire in tenda georgia

Prima di addentrarci nella narrazione del nostro viaggio in bici in Georgia, è necessaria una precisazione. Ciò che noi abbiamo pedalato è un "quasi" anello che unisce le cittadine di Poti a Batumi. Da quest'ultima proseguiremo il nostro viaggio verso ovest e la Turchia, mentre la traccia che proponiamo qui chiude l'anello a Poti, città d'imbarco del traghetto che noi abbiamo preso da Odessa per raggiungere l'ex nazione sovietica.14 fango e neve

Premessa divertente

In questo viaggio, come in quasi tutti quelli degli ultimi anni, non siamo più in due a viaggiare ma in tre. Con noi c'è infatti anche Nala, la nostra cucciolona di 20 kg che ci accompagna, in parte nel carrellino e in parte correndo al nostro fianco. Per poter portare anche lei ed evitarle troppo stress, abbiamo deciso, almeno per ora, di non viaggiare in aereo per arrivare nel punto di partenza dei nostri itinerari. In questo caso quindi, per raggiungere la Georgia, le opzioni erano due: viaggiare in auto fino alla nazione transcontinentale oppure arrivare in Ucraina, a Odessa, e da lì imbarcarci su un traghetto verso Batumi o Poti, sulla sponda georgiana del mar Nero. 

Abbiamo scelto la seconda opzione anche perché l'idea di questo viaggio è quella di rientrare verso occidente in bicicletta attraversando, dopo la Georgia, la Turchia in bici e raggiungere Istanbul in qualche mese.

Siamo partiti da casa in auto in un piovoso giorno d'autunno, attraversando la pianura Padana, la Slovenia e l'Ungheria fermandoci a dormire sulle sponde del lago Balaton. Nella seconda giornata di viaggio siamo passati prima da Budapest per poi entrare in Romania e proseguire un viaggio già epico. Conoscevamo già Sibiu e Brașov per averli pedalati durante la traversata della Transilvania in bici.

Attraversati i Carpazi orientali in mezzo alla nebbia siamo arrivati sulle sponde del Danubio, nella zona del delta già pedalato durante #noplansjourney. Un traghetto ci ha permesso di attraversare il grande fiume e catapultarci in Ucraina dove abbiamo impiegato un'intera giornata su strade disastrate per raggiungere Odessa, sistemarci un po' fuori dalla città, lasciare l'auto in custodia per i prossimi mesi e imbarcarci (con un ritardo di 3 giorni) verso la Georgia. 05 traghetto in ucraina notte

Due giorni di viaggio ed eccoci sbarcare, sempre sotto la pioggia, a Poti, pronti a partire per la nostra avventura a pedali in Georgia

Si parte da Poti per il giro della Georgia in bici

Il viaggio in Georgia in bici che ci ha condotto ai piedi delle alte vette del Caucaso inizia... dal mare. Sì, perché il punto di partenza e arrivo di questo itinerario è la cittadina di Poti, sulle sponde del mar Nero, nel delta del fiume più grande della Georgia occidentale, il Rioni. 

L'uscita dal centro urbano si è subito rivelata beffarda, perché il percorso studiato su strada secondaria si interrompe nei pressi di un ponte sul Rioni a dir poco pericolante. Traversine marce, cavi e lastre d'acciaio consunti ci hanno consigliato di girare i tacchi e tornare nella periferia cittadina per imboccare la E60 (Strada Statale n°2), principale strada verso Kutaisi e unica ad avere un ponte e percorribile. 08 zugdidi

Poche centinaia di metri oltre il corso d'acqua, per evitare di rimanere nel traffico, svoltiamo a destra tra i campi di mais secco ancora da cogliere e proseguiamo paralleli alla strada su una sterrata lungo il canale. Ci si immerge tra le coltivazioni su una strada resa insidiosa e piena di giganti pozzanghere dalle piogge dei giorni precedenti. Lentamente si emerge su una strada un poco migliore che segue l'ansa del fiume per uscire nuovamente sull'asfalto nei pressi di un incrocio con la E60. 09 dormire in tenda georgia

Attraversata l'arteria trafficata, si prosegue su asfalto, prima su un rettone infinito e poi seguendo uno dei numerosi fiumiciattoli che scendono verso il mar Nero. In breve si giunge a Khobi, cittadina ai piedi delle prime colline pre-caucasiche.

Un ultimo tratto sulla trafficata strada n° 1 che conduce verso l'Abkhazia e si lascia la pianura poco oltre il bel monastero dell'Assunzione che domina la collina. La strada si inoltra tra le colline, prima cementata, poi sterrata. Un breve ma suggestivo canyon sale tra latifoglie colorate dall'autunno che corre veloce. Il traffico svanisce di colpo e si pedala già in un ambiente selvaggio. Si ritrova l'asfalto prima di Abastumani per concedersi ancora un po' di saliscendi e una rapida picchiata prima dell'ingresso, nuovamente su ghiaia, a Zugdidi.

La cittadina è l'ultimo grande agglomerato urbano prima di tuffarsi nel Caucaso. La si taglia di netto, passando ai piedi del Dadiani Palace. Appena oltre il ponte sul Chkhoushi si svolta a destra su un tratto di ciclabile lungo fiume. Al termine di un lungo rettilineo, anziché seguire il corso della strada principale, si prosegue dritti su sterrato. Il percorso segue i paesini pedemontani, correndo parallelo alla strada principale verso Jvari per un po'. Un tratto in cemento ripido e tosto ci fa alzare di quota rapidamente, concedendo i primi maestosi panorami sulla catena che divide l'Europa dall'Asia. 07 vallata di mestia in biciLa strada, prima sterrata e poi asfaltata, è piacevole e senza traffico. Un guado a causa di un ponte in costruzione (credo che in pochi mesi la situazione sia risolta) ci rallenta.

Nei pressi di Paluri si imbocca la strada verso Jvari e presto si entra in questa cittadina decadente e fatiscente. Utilizzala come ultimo punto di rifornimento degno di questo nome prima di inziare a gettarti nelle braccia delle montagne della Svanezia.

Le torri della Svanezia e il passo Zagari

Lasciata Jvari e scesi sulle sponde del fiume, si inizia la parte di questo anello in Georgia in bici: - forse più impegnativa e affascinante - l'attraversamento della Svanezia.

La strada è in gran parte obbligata, almeno per i primi 100 km verso Mestia. Si inizia subito a salire passando in pochi chilometri, su una larga strada asfaltata, dai 300 m ai 700 m circa del primo scollinamento. Un piccolo bar con giardino sulla destra, ci offre ospitalità per la notte, con vista sul sottostante lago artificiale. Si prosegue scendendo sulle sponde del bacino idrico e seguendolo verso nord fino alla sua origine. È il fiume Enguri a formare questa fonte d'energia naturale che garantisce elettricità gratuita agli abitanti della vallata.

La strada segue il corso del fiume a ritroso e noi la risaliamo, ora verso oriente. Un continuo saliscendi che permette di salire di quota lentamente, ma costantemente. Khaishi è l'unico centro dove trovare qualche piccolo negozietto mentre sulla strada, di tanto in tanto, si trovano ristorantini e piccole guest house se si volesse evitare di campeggiare liberamente. Poco oltre Nodashi è presente anche un bar-campeggio sotto una pineta, rigorosamente chiuso nel periodo in cui siamo passati noi!

kacha

Un paio di tornanti fanno rapidamente guadagnare quota abbandonando le sponde del fiume. Il panorama si apre e le prime torri appaiono tra le case in pietra dei piccoli borghi che punteggiano la vallata. Una curva e appare lì, imponente e svettante: la forma slanciata e la natura rocciosa assomigliano molto al Cervino. Il monte Ushba, con i suoi 4710 m, non è una delle più alte vette del Caucaso ma di certo è una delle più importanti. Il suo profilo ripido e l'instabilità meteo lo rendono anche una delle vette alpinistiche più difficili della catena montuosa. ushba

Per noi pedalatori è "soltanto" una magnifica visione che ci accompagna fino alla cittadina di Mestia, poco più avanti.

Mestia è il centro principale dell'Alta Svanezia, località turistica che conserva tuttora un carattere tipico montano nonostante le tante strutture turistiche. Imperdibile una passeggiata tra le sue decine di torri difensive che hanno reso questa regione patrimonio UNESCO. 15 ushguli di notte

La strada che conduce a Ushguli, insediamento umano permanente tra i più alti d'Europa, è in gran parte cementata e i lavori di collegamento con la Bassa Svanezia proseguono spediti e dovrebbero essere conclusi entro il 2024. Noi abbiamo ancora avuto la fortuna di poter percorrere parte della strada sterrata che entra nel canyon formato dall'Enguri poco dopo le quattro case di Kala. canyon per ushguli

Ma andiamo per ordine. Lasciata Mestia si procede in dolce saliscendi per un po' prima di imboccare la salita al passo Ughviri (1930 m). La discesa riconduce sulle sponde dell'Enguri che si segue verso la sua sorgente. La vallata si fa via via più stretta man mano che ci si insinua verso le più alte vette del Caucaso e lo spettacolo diventa maestoso pochi chilometri prima di giungere alla meta. tramonto ushguli

Un ultimo sforzo e i 4 villaggi che compongono Ushguli appaiono. Torri difensive spuntano ovunque come funghi. Tante case sono ormai abbandonate, altre sono state riadattate a hotel o guest house.18 guesthouse da mindia La piana è idilliaca e il tramonto illumina di una luce calda e accogliente le nevi perenni che coprono i pendii dello Shkhara che con i suoi 5200 m è la vetta più alta della Georgia.16 tramonto sullo shkhara

Le fatiche non sono finite perché per raggiungere la Bassa Svanezia c'è da scavalcare il passo Zagari, 2610 m. Si sale su una sterrata (per ora) pedalabile e ampia, in un ambiente struggente che impone soste fotografiche ogni due per tre. Sembra di poter toccare le alte cime che dividono Georgia e Russia e anche il volo di un gipeto saluta il nostro passaggio.04 zagari pass in bici svanezia

La discesa non è meno impegnativa della salita. 10 occhi di ghiaccio e nala svanetiLavori in corso e neve complicano il nostro percorso fino a Tsana, poco più di 20 km da Ushguli, un minuscolo agglomerato di case con una chiesetta a dominare la piana. Ancora qualche chilometro di sterrato e raggiungiamo il cemento gettato da poco. La vallata è ancora spettacolare e la strada scavata nella roccia scende dolcemente fino a Mele.13 passo di zagari in bici svanezia

Veloci picchiate e dolci falsopiani si alternano nella Bassa Svanezia fino a Lentekhi, principale centro di valle. Un khachapuri non può mancare, prima di riprendere il percorso per uscire dalla valle. Anche i grifoni popolano questi pendii e restiamo qualche minuto a osservarli prima di pedalare gli ultimi chilometri verso Tsageri. 11 georgia in bici grifoneLa cittadina segna l'uscita dalle alte quote ma salite, sterrate e paesaggi affascinanti non mancano. Si devia subito dalla rotta principale per arrampicarsi a tornanti verso una terrazza panoramica sull'Orbeli. Una sterrata scassata porta in paese, dove la pioggia e la messa ci accolgono una domenica mattina. nala porta blu

Proseguendo si costeggia il lago formato dal torrente Lajanuri prima di entrare in un canyon spettacolare e suggestivo. Usciti dalla gola si devia a destra lasciando anche l'asfalto e ritrovando le sponde del fiume Rioni. La vallata è sufficientemente ampia, la strada presenta un traffico irrisorio e le elezioni assorbono gli abitanti che ci salutano calorosi al passaggio

Pedalando spediti si ritrova l'asfalto non molto prima di raggiungere Kutaisi, ma per non farci mancare nulla, deviamo ancora in salita passando sulla sponda orientale del fiume a Zarati. 19 monastero di gelati georgia in biciL'obiettivo è raggiungere il monastero di Gelati e fatichiamo non poco in saliscendi prima di conquistare i suoi affreschi.20 georgia in bici gelati s monastery La strada principale che conduce a Kutaisi è un po' trafficata ma nulla di estremo.

Kutaisi e le colline dell'Imereti

La seconda città della Georgia ci stupisce per quanto sia vivibile e a misura d'uomo. Passeggiamo per le vie del centro e non possiamo fare a meno di assaporare ottimi piatti come l'ojakhuri, il chashushuli e soprattutto innumerevoli khinkali!

cibo

Ripartiamo dopo un po' di riposo pronti a tuffarci sulle colline dell'Imereti, la regione che vorremmo attraversare per raggiungere Tbilisi in questo nostro viaggio in Georgia in bici.17 vita a ushguli georgia in bici

Subito la strada si fa un po' trafficata, ma non servono molti chilometri per ritrovare strade secondarie fuori dal rimbombo di motori troppo vecchi che ti sputano smog in faccia. Si sale verso Navenakhevi per poi proseguire parallelamente alla strada di fondovalle su un saliscendi collinare durissimo. Il fondo sterrato e in condizioni precarie aggiunge suggestione e fatica al percorso.

L'obiettivo intermedio è il pilastro di Katskhi, un monolite roccioso su cui è stato costruito un monastero: come abbiano fatto resta un mistero! Il luogo ricorda le Meteore in Grecia ma l'inaccessibilità è sicuramente maggiore, vista la scaletta in metallo che conduce al pianoro in vetta al monolite: da brividi.21 katskhi pillar

Lasciato il pilastro si risale un altro versante della collina prima di gettarsi a capofitto agli inferi e venire inghiottiti da traffico, smog e palazzoni sovietici sui tornanti verso il centro di Chiatura, infossato sul fondo di un canyon. A parte il delizioso khachapuri, la particolarità di questa cittadina per il resto dimenticabile sono le numerose linee funiviarie che collegano il centro (in basso) alle periferie che si espandono sulle colline circostanti.signora prepara khachapuri

Per non seguire la strada più facile, ma anche trafficata, si esce da Chiatura in salita verso Usakhelo e Korbouli. Dopo i primi faticosi chilometri si raggiunge il culmine di un piacevolissimo altopiano pedalabile e aperto. Poco più avanti si riprende la strada che unisce Chiatura a Zestaponi e la si segue fino a un altro scollinamento prima di gettarsi in una bella picchiata immersa nei boschi colorati d'autunno. Il traffico è un po' più sostenuto, ma sopportabile. 01 valle di tbilisi in bici

Giunti a Mtskhetisjvari si lascia la strada per svoltare ancora in collina verso oriente e continuare a seguire il confine della regione autonoma dell'Ossezia del Sud, area contesa teatro di una guerra lampo nel 2008 con la Russia. 28 verso tbilisiSeguiamo il limitare di queste due regioni, continuando in un saliscendi tosto ma piacevole fino a quando una scelta sbagliata ci conduce a un checkpoint. I militari ci bloccano e chiamano la polizia locale che decide di scortarci nel nostro rientro verso la vallata: non possiamo più seguire strade secondarie come previsto ma siamo costretti a scendere fino ad Agara.

29 valle di tbilisi georgia in bici

fuoco

Uplistsikhe e l'arrivo a Tbilisi

Il giorno successivo torniamo verso ovest per qualche chilometro per imboccare la strada sul lato opposto del fiume Kura. Il vento rallenta, ma la fortezza di Samtsevrisi con annesso il monastero ci sollevano il morale. 23 statua di stalin a goriLa pedalata è più spedita in pianura, ma la noia è subito dietro l'angolo. Troviamo qualche tratto sterrato e divertente per far correre Nala e spezzare la monotonia prima di raggiungere Gori, la città natale di Stalin. 22 goriUn passaggio rapido davanti alla casa natale del dittatore e siamo già in salita verso la chiesetta di San Giorgio, nei pressi del cimitero cittadino. Lo attraversiamo e inizia uno dei tratti di strada più entusiasmanti fatti finora. Una sterrata che ci proietta già in Anatolia e sa di Far West.27 uplistsikhe

La meta in questo caso è Uplistsikhe, che raggiungiamo dalla porta secondaria e visitiamo al tramonto.

Uplistsikhe è un'antica città rupestre che fu abitata dall'età del ferro ed è ritenuta uno dei più antichi insediamenti urbani in Georgia. Al suo interno si succedettero popoli pagani e cristiani. Gli edifici più antichi sopravvissuti nel tempo risalgono al I millennio a.C. Salire tra i suoi tunnel e le sue caverne è un'esperienza mistica e la posizione rialzata sul fiume ci regala scorci impagabili. La sala della regina Tamar e la basilica sommitale (costruita nel X secolo) sono due tra i luoghi imperdibili insieme al tunnel segreto d'accesso alla città.nala nel carrellino

Torniamo in sella sugli altopiani che dominano il Kura pedalando sempre verso oriente lasciando e riprendendo l'asfalto in più occasioni. Meleti e mais dominano l'orizzonte mentre il vento ci rallenta. A Kaloubani attraversiamo una passerella improbabile prima di ritornare sulla strada verso Mtskheta.

Si inizia a soffrire il traffico quando si raggiunge Dzegvi tornando sulle sponde del fiume, poco prima di entrare nell'antica capitale. Mtskheta, nonostante sia una delle più antiche città georgiane, è piccola e raccolta attorno alla cattedrale di Svetitskhoveli, principale luogo di culto della nazione e sede del Patriarca di tutta la Georgia.26 verso tbilisi georgia in bici

La visita nella nebbia ci soddisfa quanto la salita, tosta e remota, che ci permette di aggirare le strade trafficate e raggiungere la periferia della capitale. Gli ultimi chilometri non possono essere che trafficati e complicati, ma il riposo ci attende nella meravigliosa capitale.35 skyline tbilisi

Il Caucaso Minore

Qualche giorno a Tbilisi non è sufficiente per apprezzarne l'atmosfera ma riesce a dare un'idea del fermento, economico e sociale, in cui la città si trova. Old Tbilisi è un piccolo gioiellino tutto da esplorare, perdendosi tra i suoi vicoli. 34 tbilisi orologio

La Georgia in bici però ci attende. L'indecisione era forte ma alla fine abbiamo optato per lasciare a un altro viaggio l'esplorazione dell'oriente, anche e soprattutto a causa dell'inverno che si avvicina galoppante. Che Lesser Caucasus sia, dunque. Il battesimo non è dei migliori perché lasciamo Tbilisi con il sole e una temperatura mite per raggiungere le prime alture a sud-ovest della città tra la nebbia e il freddo.37 discesa verso tbilisi

Il sole però riappare giusto in tempo per farci trascorrere una bella giornata nel Parco Nazionale dell'Algeti. La strada che si inoltra nel parco è inizialmente pedalabile e via via più tosta, tanto da costringerci a rientrare sui nostri passi e reimmetterci sull'asfalto, anche per le previsioni meteo pessime per il giorno successivo. Volendo le sterrate che salgono in quota nel parco dovrebbero unirsi al nostro percorso molto più a monte, nei pressi del lago Tsalka, ma la pendenza dovrebbe essere notevole per qualche chilometro. Da quanto abbiamo visto noi comunque la strada, viaggiando leggeri e in estate, è sicuramente affascinante e probabilmente anche percorribile: a te la scelta e, se l'hai affrontata, non esitare a darci ulteriori ragguagli.caucaso minore in bici

La strada asfaltata che unisce Tbilisi a Ninotsminda è comunque un itinerario di tutto rispetto. Il lago Tsalka e la cittadina omonima giacciono su un altopiano desertico punteggiato da numerosi paesini. vodka e lao paravaniUn'altra rampa poi conduce al lago Paravani, oltre i 2000 m di quota, ai piedi di vulcani estinti dall'aggraziata forma conica. Per divagare un po', imbocchiamo la sterrata che passa sul lato settentrionale del lago e la meraviglia del paesaggio ci impone svariate soste fotografiche. lago paravani in bici

La notte al lago Saghamo è gelida ma il cielo stellato una degna ricompensa. Si inizia la dolce discesa verso Ninotsminda prima di lasciare la strada maestra e deviare su sterrate divertenti verso il confine turco.caffe turco con amiran L'inaspettata sorpresa del confine chiuso per Covid ci costringere a rientrare sui nostri passi e proseguire l'avventura in Georgia in bici fino al mar Nero.33 georgia in bici wild campimg

Troviamo una meravigliosa alternativa per gettarci in picchiata verso Vardzia: la strada tutta a tornanti scavata nella roccia che conduce in valle mi ricorda molto il nostro Tremalzo sul lago di Garda, non so per quale motivo particolare.discesa a vardzia Ci godiamo la discesa e il meraviglioso monastero rupestre scavato sul fianco opposto della montagna. Fatto costruire dalla regina Tamara nel 1185, conserva ancora oltre 3000 stanze intatte delle oltre 6000 stimate disposte su 13 piani. La visita è un'esperienza unica, tra tunnel segreti, condotte per l'acqua potabile (persino una sorgente), cantine per il vino, abitazioni e farmacie. 32 campeggio a vardzia

Riprendiamo a pedalare il giorno successivo, dopo aver dormito di fronte al monastero rupestre (un'esperienza anche vederlo illuminato di notte). La vallata è splendida e scendendo si incontrano prima i ruderi della fortezza di Tmovgi e quindi la fortezza di Khertvisi che domina l'ingresso in valle. 36 georgia in bici sterrati impegnativiQuest'ultima è una delle più antiche fortezze della Georgia, risalente addirittura al II secolo mentre la struttura attuale venne edificata a partire dal XIV secolo.31 strade rosse di confine

Ritorno al mare dal passo Goderdzi 

L'uscita dal Caucaso Minore si completa scendendo verso la cittadina di Akhaltsikhe, dominata anch'essa da un'imponente fortezza. 38 castello di akhaltsikheLa visita ci porta a scoprire le torri, la chiesetta e la moschea anche se il complesso, ristrutturato di recente, ha molto più fascino nei suoi giardini esterni e nei rispettivi collegamenti che non negli interni degli edifici.

Manca poco al completamento dell'anello fino al mar Nero ma non ci si può ritenere arrivati perché il collegamento con Batumi implica un altro valico da superare: il passo Goderdzi, anch'esso sopra i 2000 m. 39 passo goderdzi georgia

Se la strada risulta scorrevole fino a Zarzma, successivamente diventa un'impegnativa scalata sterrata. 40 strada passo goderdzi in bici georgiaAnche qui i lavori fervono e quindi non sappiamo fin quando resterà un percorso di terra e ghiaia, ma al momento la suggestione della terra battuta regala un'ultima spallata d'avventura. Se poi ci si aggiunge la neve in quota e il fango più totale sulla discesa, questo percorso all'apparenza normale diventa una vera e propria sfida. Non resta che concedersi gli ultimi chilometri di veloce discesa tra Khulo e Batumi lungo una vallata che resta magnifica per un finale, finalmente facile, di anello in bici della Georgia.dog rescue georgia in bici

  • L’alta Svanezia con Mestia e Ushguli e le numerose torri medievali, patrimonio UNESCO
  • Se la stagione lo permette, affrontare la salita sterrata al passo di Zagari, al confine con la Russia
  • Scoprire Gori, la città natale di Stalin, e l’antica città di Uplistsikhe, scavata nella roccia
  • Rimanere a bocca aperta davanti agli affreschi del Monastero di Gelati
  • Alzare la testa e immaginare i monaci che vivono sul Katskhi Pillar
  • La super ospitalità georgiana fatta di inviti, regali di frutta stagionale e inviti a bere un sorso di chacha fatta in casa
  • Perdersi tra i meravigliosi sterrati del Lesser Caucasus e incrociare lo sguardo con un lupo
  • Visitare Mtsheka e poi raggiungere la bella Tbilisi dalla strada secondaria attraverso le montagne
  • Dormire oltre i 2000 m affacciati sul lago Paravani o sul lago Saghamo, luoghi frequentati dai pastori semi-nomadi turchi
  • Scorgere Vardzia dall’alto prima di affrontare i 12 km di tornanti sterrati che scendono nella vallata
  • Sentirsi un vero Re nella fortezza di Akhaltsikhe
  • Fare un profondo respiro e tuffarsi nelle acque del mar Nero prima di proseguire il viaggio in bici
  • Noi abbiamo affrontato questo viaggio nella Georgia in bici in senso orario, cercando di adattare le tappe ai cambiamenti stagionali. L'itinerario può essere percorso anche al contrario, ma in alcuni tratti sterrati sarai costretto a spingere.
  • Attualmente a causa del Covid-19 per entrare in Georgia è necessario avere il ciclo completo di vaccinazione e fare un PCR test entro le 72 ore precedenti l'ingresso. Se non sei vaccinato dovrai ripetere il PCR test entro le 72 ore dal tuo ingresso nella nazione.
  • Per raggiungere Poti, nostro punto di partenza, con la bicicletta al seguito puoi appoggiarti alla compagnia di navigazione Ukrferry che collega il porto di Chornomorsk in Ucraina alla Georgia (porti di Batumi e Poti) oppure, in estate e su richiesta, alla compagnia bulgara Navbul che connette Varna a Poti. In aereo puoi raggiungere Kutaisi da Milano Malpensa o Roma Fiumicino con WizzAir o Tbilisi con molte altre compagnie aeree.
  • Treno: in Georgia la linea ferroviaria collega diverse località da est a ovest. Per maggiori informazioni sul trasporto bici e sulle tratte puoi collegarti direttamente al sito delle ferrovie in Georgia (anche in lingua inglese!)
  • Documenti necessari: ai cittadini italiani ed europei l'ingresso in Georgia è permesso con la carta d'identità se si transita in area Schengen o con il passaporto con almeno sei mesi di validità residua.
  • Se viaggi con il cane, questo dovrà essere dotato di microchip, passaporto e di vaccinazione contro la rabbia effettuata nell'anno in corso, leptospirosi, epatite, parvovirus e parainfluenza (queste vaccinazioni, rabbia  esclusa, vengono fatte in un'unica volta con un solo medicinale. Nel nostro caso il Versican Plus.
  • Moneta: la valuta georgiana è il lari e il cambio attuale è di 1€ a 3,49 lari (aggiornamento 29 novembre 2021)
  • Quando andare: i periodi migliori per affrontare questo itinerario sono quelli di inizio autunno (settembre - ottobre) o fine primavera - inizio estate (maggio - giugno) per non trovare neve in quota e caldo afoso nelle parti a bassa quota. Tieni sempre presente che in montagna il tempo può cambiare rapidamente e inaspettatamente.
  • Uno dei problemi della Georgia è la cospicua presenza di cani selvatici e cani pastore talvolta abbandonati (i pastori del Caucaso e i pastori georgiani sono davvero giganteschi, ma solitamente buoni come il pane se ci si tiene a distanza dal gregge protetto) che scorrazzano per il territorio. In realtà questi animali sono spesso spaventati dal movimento delle ruote quindi, soprattutto se sono grandi e in branco, non è una buona idea quella di correre via. Se dovessi incontrare dei cani sulla tua strada fermati e cerca un approccio gentile. Se i cani insistono nell'avvicinarsi minacciosi spruzza loro un po' di acqua con la borraccia, urla più forte che puoi guardandoli negli occhi e gesticolando e metti la bici tra la tua persona e il cane. Nella maggior parte delle occasioni i cani vogliono solo un po' di attenzione, qualcosa da mangiare e una carezza e, preparati, potrebbero seguirti per decine di chilometri (a noi è capitato di essere seguiti per oltre 50 km)
  • Acqua: reperire acqua in Georgia è davvero facile. La nazione è punteggiata da fontanelle e l'acqua proviene quasi sempre dalle montagne, fresca e buonissima. Durante l'estate può fare molto caldo quindi cerca di riempire le borracce appena puoi. Usando l'acqua delle fontanelle evitarai di produrre plastica inutile e poi, a dir la verità, è anche di maggiore qualità perché di certo non è rimasta sotto il sole nella plastica in attesa di essere stoccata!
  • Sim card e connessione internet: fin dal nostro arrivo a Poti abbiamo acquistato una sim card della Magti. Molto economica (20 lari a novembre 2021), permette di avere internet illimitato. Gran parte delle guesthouse e strutture ricettive dispongono del wifi.
  • Negozi di bici e materiale in generale: se hai bisogno di cambiare copertoni, fare riparazioni e acquistare materiale per il tuo viaggio, i due luoghi migliori dove fare acquisti sono Kutaisi e Tbilisi (il ragazzo di bikes.ge - che organizza anche tour - è super gentile e disponibile e parla un ottimo inglese. Inoltre il suo negozio è piccolo, ma piuttosto fornito). Se hai necessità di reperire bombole del gas per il tuo fornelletto puoi trovarle anche a Mestia, nei negozi affacciati sulla piazza principale.
  • Le strade più alte della Georgia percorse in questo itinerario sono: la sterrata per lo Zagari pass che sfiora i 2600 m e la strada del lago Paravani, a 2100 m
  • Le strutture turistiche in Georgia sono presenti nelle principali cittadine e nelle località più turistiche. Molte di queste purtroppo non accettano i cani. Viaggiare in Georgia è comunque davvero economico e a notte per persona si spende solitamente dai 5 ai 10€ per camere con bagno in comune o no. 
  • Alcune strutture che abbiamo davvero apprezzato, che accettano anche i cani e che hanno un buon prezzo sono: la MestiaTour guesthouse a Mestia, dotata di wifi e con un parcheggio privato dove custodire le bici; l'Agra - House Of 1001 Stars di Mindi, un luogo magnifico in uno dei quattro villaggi di Ushguli (fai la spesa prima di arrivare!) dotato di wifi, cucina, balcone di legno panoramico... un luogo bellissimo! Poi la Guesthouse Old Kutaisi, nella città vecchia di Kutaisi: stanza piccola, ma terrazza e sala comune molto graziose. Possibilità di fare la lavatrice e tenere le bici nel parcheggio privato. La Millennium Rabati, a due passi dalla fortezza di Akhaltsikhe. Posto grazioso con wifi e colazione solitamente inclusa.
  • A Tbilisi: se vuoi trascorrere qualche giorno in più in città per riposarti o visitarla con calma puoi prenotare uno degli appartamenti nella città vecchia (Old Tbilisi) per essere più comodo. Molti accettano anche i cani. Noi ne abbiamo trovati diversi su Airbnb e poi abbiamo optato per lo Studio Taso di Levan.
  • Campeggiare liberamente in Georgia è facile, basta trovare il posto giusto e per aiutarti in questo abbiamo scritto una piccola guida al wild camping. Mi raccomando, se deciderai di campeggiare liberamente, non lasciare traccia del tuo passaggio. Un'alternativa al campeggio libero è quella di chiedere la possibilità di piantare la tenda in giardini o proprietà private: a nessuno si nega un posto tranquillo per dormire!
  • La cucina georgiana è piena di piatti succulenti sia da mangiare come street food, sia da gustare comodamente con le gambe sotto il tavolo. Assolutamente da provare il Khachapuri, una sorta di focaccia  ripiena di formaggio. Da provare anche nella versione Adjaruli con l'uovo, con i fagioli e viene chiamato Lobiani e nella versione della Svanezia ripieno di carne (Kubdary). Io personalmente ho adorato gli involtini di melanzane con la crema di noci e i chicchi di melograno, i funghi cotti con il sulguni, il formaggio tipico, i fagioli, l'ojakuri servito ancora fumante (patate, cipolle, spezie e carne), i gustosissimi khinkhali da mangiare rigorosamente con le mani. Curiosi da assaggiare come dolce i Churchkhela, bastoncini con noccioli ricoperte di gelatina di uva o altra frutta. Da assaggiare assolutamente anche il vino georgiano (molto buono quello della valle di Teliani) e magari qualche birra artigianale.
  • Dove mangiare in giro per la Georgia - in questo anello dell'ovest della Georgia in bici ci siamo fermati spesso a mangiare fuori (è davvero economico e i piatti super buoni!) quindi vorrei consgliarti alcuni luoghi dove ci siamo trovati bene. A Mestia: il Cafe Laila (piatti tipici in un bell'ambiente curato) e all'Oma's kittchen (piatti tipici in un ambiente più spartano e più intimo), a Kutaisi non perdere il Baraqa, con ottimi khinkhali e altri piatti gustosi. A Tbilisi mangia al Pasanauri e non mancare una visita al Linville Cafe, con gli ambienti vintage e la scalinata d'accesso davvero pendente! Ad Akhaltsikhe davvero accogliente il Mimino restaurant.

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Leo

ITA - Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita. Sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato e dedica gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Europa, Asia, Sud America e Africa con Vero, compagna di viaggio e di vita e Nala.

EN - Slow cycle traveler with a passion for writing and photography. If he is not traveling, he loves to get lost along the thousands of paths that cross the splendid mountains of his Trentino and the surroundings of Lake Iseo where he lives. Both on foot and by mountain bike. Eternal Peter Pan who loves realizing his dreams without leaving them in the drawer for too long, has dedicated and dedicates a large part of his life to bicycle touring in Europe, Asia, South America and Africa with Vero, travel and life partner and Nala.

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