Comano in MTB: il giro del Passo della Morte

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Una delle zone del Trentino che ultimamente mi ha dato grandi soddisfazioni in bicicletta è un piccolo comprensorio racchiuso tra le Dolomiti di Brenta e la zona dell'Alto Garda. L'area delle Giudicarie esteriori che ha come cittadina principale Ponte Arche spesso non viene considerata da chi vuole esplorare il Trentino in bicicletta e questo è un vero peccato: castelli, palafitte preistoriche, borghi contadini e un passo tutto fuoristrada... il passo della Morte!

Mappa

 
Questo itinerario in MTB in Trentino non richiede particolari capacità tecniche, è necessario però essere un minimo allenati per affrontare la salita fuoristrada (non eccessivamente lunga) al Passo della Morte. In caso di pioggia, prestate sempre attenzione ai tratti sassosi dove è facile scivolare e cadere.

Con il bicibus delle Dolomiti di Brenta al passo del Ballino

Il Passo del Ballino è conosciuto soprattutto da chi ama la road bike per essere il valico di collegamento tra l'Alto Garda e l'area di Comano Terme. Raggiungerlo in bicicletta non è particolarmente impegnativo dal lato delle Giudicarie ma con il servizio di bicibus si può guadagnare tempo e risparmiare fatica facendosi trasportare direttamente in cima. Esistono 4 linee di bicibus che collegano l'altopiano della Paganella, le giudicarie esteriori (area Comano) e interiori (Val Rendena e Madonna di Campiglio), la Val di Sole e, da quest'anno, anche l'Alto Garda. Sul bicibus si può viaggiare trasportando la propria bicicletta e se si alloggia in una delle strutture turistiche del Trentino convenzionate con la Trentino Guest Card si può usufruire del servizio gratuitamente.
bicibus
Raggiunto il Ballino viene voglia di fermarsi qualche minuto ad osservare questo piccolo borgo con la piazzetta principale intitolata ad Andreas Hofer, il patriota tirolese che sostò qui per un periodo.
Una signora con un pesante secchio pieno di panni sporchi in braccio si ferma davanti all'acqua del vecchio lavatoio: con pazienza e olio di gomito inizia a strofinare la maglietta macchiata fischiettando allegramente. Incuriosita da questa situazione sorrido d'istinto anch'io. La borraccia è piena di acqua fresca, il gps carico e acceso, la discesa davanti alle ruote: sono pronta! Non si fa in tempo a prendere velocità che una svolta a gomito irrompe sulla strada: un sentiero sterrato entra nel bosco scendendo, più avanti torna sulla nazionale. Le fronde degli alberi ombreggiano la forestale, imboccare lo sterrato è stata senza dubbio la scelta migliore. Il tracciato fuoristrada spunta davanti all'ingresso del sito archeologico delle palafitte di Fiavè che decido di visitare. Una volta attraversato l'asfalto si entra in un mondo fatto di passerelle, punti panoramici e antichi resti di palafitte, alcune delle quali datate quasi 6000 anni fa. In certi tratti bisogna scendere e spingere la bicicletta (è vietato pedalare!) ma non importa: se piacciono Natura e Storia i paesaggi della torbiera dove sorgeva l'antico lago di Carera riescono a sorprendere anche mentre si conduce la bici a mano.
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Qualche fastidiosa zanzara tenta di pizzicarmi ma accelero il passo verso l'uscita del biotopo... nonostante questo qualche puntura di ricordo la porterò a casa con me. Gli appassionati di birdwatching troverebbero pane per i loro denti in questo luogo silenzioso dotato di due torrette di avvistamento per osservare la biodiversità.
Fiavè dista poche pedalate dalla torbiera e giungendoci dal sentiero si riesce ad apprezzare ancora di più il ritorno sull'asfalto.
Nella piazza del paese è possibile fare rifornimento di cioccolato o panini con affettati e formaggio (ricordate che qui c'è un caseificio!) a basso costo (la despar è ideale allo scopo!). A Fiavè qualche anno fa è stato istituito il museo delle palafitte all'interno del quale risulta naturale fare un salto indietro nel tempo per rivivere le peripezie dei nostri antenati che abitavano nelle case sull'acqua millenni fa...
Nubi minacciose si avvicinano da Oriente, finisco il panino e risalto in sella per riprendere la strada!
 

Verso il Passo della Morte

Lasciata Fiavè, l'itinerario ciclabile segue contromano il percorso B 4.10 che conduce al Passo del Ballino. In meno di 2 km si raggiunge Favrio situato in posizione panoramica sul versante nord del Monte Misone. Questa frazione di Fiavè ha una particolarità: in molti giorni invernali non viene mai illuminata dal sole e così gli abitanti hanno deciso di festeggiare il ritorno della luce solare che avviene 3 febbraio. In estate è un borgo grazioso dove poter osservare alcune abitazioni rustiche tipiche delle Giudicarie. Per raggiungere Favrio si supera un torrente e si risale dolcemente fino alle porte del paese. Da Favrio si pedala in discesa nel verde in direzione di Dasindo senza però raggiungerlo mai. Poco prima di entrare in paese infatti, si incontra il bivio verso la Val Lomasona e Lundo (itinerario 4.12), la strada giusta per avvicinarsi al passo della Morte. All'inizio dell'estate, grazie allo scioglimento della neve e alle piogge primaverili, i campi sono ricolmi di colture e la vegetazione rigogliosa rallegra il paesaggio! Da Vigo Lomaso una  ripida stradina conduce alla Pieve di San Lorenzo che risale al 1206 (il portone è fatto da pietre di epoca longobarda!) ed è la più antica delle Giudicarie. Il silenzio del luogo è avvolgente e il panorama sui paesi dell'area di Comano decisamente suggestivo. La Pieve di San Lorenzo sorge su una delle vie romane che percorrevano il Trentino.
Pedalo per 2 km tra meleti e campi di patate fino a Poia regalando scorci sulle Dolomiti di Brenta, su castel Stenico e il diroccato castel Spine.
Da Poia, lungo la strada principale, si raggiunge Comano Terme da dove si può imboccare il sentiero verso il conosciuto monte Casale, ma non solo. Comano Terme è anche il vero e proprio punto di partenza per il Passo della Morte che si inoltra tra i boschi sopra il canyon del Limarò.

Passo della Morte in MTB

Il Passo della Morte

A Comano Terme, dopo un primo cartello iniziale, non trovo ulteriori indicazioni per il Passo della Morte. Un simpatico paesano mi guarda stupito e alla mia richiesta di informazioni allarga le labbra in un sorriso accogliente. Dal centro paese è necessario imboccare lo strappo in salita verso il Monte Casale per poi uscire dall'abitato seguendo la strada sulla sinistra fino al crocione.
Raggiungo, oltrepasso la grossa croce di legno e mi inoltro nel bosco fino a Piani di Bondone (645 metri) dove un cartello non mi lascia più alcun dubbio: inizia la rumba su sterrato verso il Passo della Morte. La forestale per il valico sale dolcemente inoltrandosi tra i caducifoglie. Qualche sporadico sempreverde interrompe una seguenza praticamente perfetta. Le pendenze si fanno via via più impegnative ma non sono mai impossibili da pedalare. L'itinerario stimola i sensi: i profumi del bosco e dei tronchi di pino appena tagliati inebriano, la vista è impegnata a scorgere qualche fugace movimento, forse una ghiandaia o una cincia dispettosa, le mani tengono saldamente il manubrio facendolo ritornare dritto dopo ogni sasso, il silenzio della Natura non è mai davvero silenzio e questo tiene impegnato anche l'udito. Una cappella appare inaspettata nel verde della vegetazione: la cappella delle anime. Sono sola, ormai lontana dall'abitato di Comano Terme e il cielo minaccioso mi convince a dare un'accelerata nonostante mi senta completamente in sintonia con l'ambiente.
 

Leggende e pioggia a catinelle

 
Passo della Morte, un nome non molto invitante per chi lo vuole raggiungere in mountain bike eppure non è stato dato a caso...
Si narra che il principe Graziadeo di Castel Campo fosse perdutamente innamorato della principessa Ginevra di Stenico ma quest'ultima non lo ricambiasse. Il cuore di Ginevra apparteneva già al principe di Castel Toblino che spesso saliva al valico tra la valle dei laghi e le giudicarie esteriori per raggiungere Stenico e poterla incontrare. Graziadeo, geloso come non mai, un giorno attese il principe di Toblino sulle montagne e durante un folle duello lo uccise senza pietà facendo si che quel valico iniziasse a chiamarsi Passo della Morte.
Stò ripensando alla storia raccontata stamattina dall'autista del bicibus mentre raggiungo, con le ultime pedalate, il passo della Morte. Nessun cartello, nessun segnale, solo il punto di incontro tra la salita e la discesa fuoristrada. Il cielo rabbuiato dalle nuvole ha iniziato a sgocciolare copiosamente, non mi resta che iniziare la discesa. Tornanti, sassolini, pietre bagnate, latifoglie, silenzio, la discesa richiede il massimo della concentrazione per non ruzzolare nel bosco. La forestale regala qualche scorcio sul fiume Sarca all'inizio della Valle dei laghi prima di terminare in un ultimo strappo scosceso sull'asfalto liscio della ciclabile del Limarò, percorso protetto che collega le Sarche alle Giudicarie. La ciclabile è estremamente panoramica ma con questo tempo non viene voglia di sostare neanche un secondo in più. La pista ciclabile del Limarò corre per qualche chilometro verso Ponte Arche prima di terminare sulla statatle. Poche pedalate in discesa, evitando il bivio verso San Lorenzo in Banale e Villa Banale e raggiungo Ponte Arche, la località principale dell'area, il punto di arrivo di questo itinerario in mountain bike.
Comano in MTB
 
Bicibus delle Dolomiti di Brenta: attivato nel 2013 il servizio di bicibus collega le aree trentine delle Dolomiti di Brenta (Comano, Alto Garda, altopiano della Paganella, Val Rendena e Val di Sole) permettendo agli appassionati di bicicletta e mountain bike di spostarsi da un itinerario all'altro con la propria bici senza dover utilizzare l'automobile. Il servizio è gratuito per chi possiede la Trentino Guest Card o la Salus Card. Per ulteriori informazioni contattate l'azienda del Turismo di Comano al numero 0465 702626
visitacomano-logoUn altro percorso consigliatissimo scoperto nelle nostre esplorazioni è il giro del monte Casale in MTB, con panorami fantastici sull'Alto Garda mentre per trovare altri percorsi nella zona di Comano Terme potete accedere alla sezione dedicata agli itinerari in MTB del sito ufficiale dell'azienda del turismo locale dove troverete anche i Bike Hotels presenti in zona.
Per altri percorsi in tutto il nord e centro Italia consultate la mappa degli itinerari in mountain bike, in costante aggiornamento.
Veronica

Classe 1983 (mi han detto che ne sono nati di matti quell'anno...), abito nel bellissimo Trentino da qualche anno e la fortuna (o sfortuna) mi ha fatto incontrare Leo con cui ora vivo e scrivo su lifeintravel.it Dopo aver girato l'Europa e l'Italia con i miei genitori, per la maturità mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano a Praga (un fiorino ha interrotto il nostro viaggio verso Mosca facendoci ribaltare su una strada slovacca). Dopo aver cambiato mille lavori (pasticcera, agente di viaggio, venditrice di gabinetti, addetta alle lamentele in un call center, barista, cubista ehm, questo non ancora!...) ed aver viaggiato due volte in Messico, ho mollato tutto senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho bighellonato per cinque mesi. Nel 2010 con Leo sono partita per un lungo viaggio in bicicletta nel sud est asiatico. Ora, fra un'escursione in montagna ed un'avventura, sogno e risogno la Panamericana sulle due ruote!!! Ecco in poche parole chi sono: cicloviaggiatrice per scelta, pasticciona a tempo pieno, mountain biker per caso, quando non viaggio ne sto combinando una delle mie...
Sito web: www.lifeintravel.it

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