Vota questo articolo
(13 Voti)

Cammino di San Benedetto in bici: 300 km da Norcia a Montecassino

Uno dei cammini che negli ultimi anni sta guadagnando sempre più popolarità tra i pellegrini, ma anche tra i cicloviaggiatori, è quello che collega Norcia, in Umbria, a Montecassino, nel Lazio. Il Cammino di San Benedetto in bicicletta è un itinerario medio – impegnativo che, attraverso strade secondarie, piacevoli sterrati e sentieri, permette di visitare i luoghi chiave della vita del santo nativo di Norcia.

 
 

Mappa

Lo avevamo inserito un po' di tempo fa tra i 10 cammini da fare almeno una volta nella vita a due ruote e finalmente, anche se in parte, siamo riusciti a pedalarlo. Di seguito ti spieghiamo cos'è il Cammino di San Benedetto e perché dovresti farlo in bici prima o poi.

Il Cammino di San Benedetto in bici: da Norcia a Subiaco

Nella città di Norcia, luogo natio del santo al quale è stata innalzata una statua nella piazza principale, inizia questo favoloso viaggio alla scoperta di alcuni tra i monasteri più incredibili del mondo, ma non solo. Lungo i 300 km dell’itinerario ciclabile si alternano diversi borghi tra i più belli d’Italia, meraviglie naturalistiche, città antiche e castelli imponenti.
Il primo tratto del percorso si svolge nella provincia di Perugia e da Norcia attraversa i paesaggi che circondano la cittadina di Cascia fino a salire sul promontorio che ospita la pittoresca Monteleone di Spoleto, il comune più alto dell’intera regione con i suoi 978 m. Le tre cinte murarie di Monteleone, e forse la presenza delle numerose chiese, hanno protetto questo avamposto montano di confine per secoli.cammino di san benedetto segnaletica
Lasciata l’Umbria si entra a Leonessa, nella provincia di Rieti. Leonessa vanta una chiesa conventuale risalente al XIII secolo e dedicata a San Francesco, una rinomata stazione sciistica e il marchio di qualità del Touring Club, la bandiera arancione. Da Leonessa il Cammino di San Benedetto in bici scende leggermente di quota raggiungendo il paese di Poggio Bustone, conosciuto per aver dato i natali a Lucio Battisti, per un’eccellente produzione di porchetta e per essere l’ultima tappa del Cammino di qui passò Francesco, itinerario che collega il Santuario della Verna ad Assisi e poi Poggio Bustone.
Il capoluogo della regione della Sabina, con altri due santuari dedicati a San Francesco, è Rieti che si raggiunge nella tappa immediatamente successiva del Cammino. Rieti sorge a 405 m ai piedi del Monte Terminillo che svetta oltre i 2000 m. Più antica di Roma, Rieti è da sempre considerata una città vivibile con i suoi 47000 abitanti. Con il centro urbano alle spalle, dopo aver seguito per un lungo tratto il torrente Ariana, si giunge in prossimità dell’imponente castello Cesarini, simbolo di Rocca Sinibalda, dal 1928 monumento nazionale. Il comune è anche parte della riserva naturale Navegna e Monte Cervia. In un paesaggio idilliaco fatto di verdeggianti colline, fortezze severe e laghi, il cicloviaggiatore sui passi di San Benedetto si avvicina lentamente al minuscolo borgo di Castel di Tora, uno tra i più belli d’Italia. L’autenticità di questi luoghi incoraggia gli avventori a sostare per godere appieno dell’aria pulita e degli scorci ammalianti. Castel di Tora sembra proprio uno di quei paesini usciti delle favole come per magia... Poco più grande di Castel di Tora e poco più a sud lungo il Cammino di San Benedetto, in bici si entra presto a Orvinio, 370 anime e il riconoscimento di borgo più bello d’Italia.leo e nala in bici Non si può lasciare Orvinio, nel parco regionale naturale dei Monti Lucretili, senza prima  aver visitato: il castello Malvezzi, ciò che resta della suggestiva abbazia di Santa Maria del Piano in Sabina e, ovviamente il raccolto centro storico abbarbicato ad oltre 800 metri di quota. Siamo quasi giunti a metà percorso, alle spalle abbiamo ormai quasi 140 km.
Dopo il borgo di Orvinio si abbandona la provincia di Rieti per entrare in quella di Roma. Mandela, località già citata da Orazio, sorge a circa 470 m, non distante dal corso del fiume Aniene ed è un luogo tranquillo da attraversare e scoprire in bicicletta...

Da Subiaco a Montecassino in bici

Dal piccolo centro urbano il viaggio lungo il Cammino di San Benedetto in bici continua in direzione di Subiaco dove si ergono i monasteri benedettini di Santa Scolastica, il più antico d'Italia, e quello di San Benedetto o Sacro Speco.
Di sicuro non ti basterà un giorno per visitare Subiaco e tutte le sue meraviglie, incluso il monastero di Santa Scolastica, fondato da San Benedetto in persona.
Il centro storico di Subiaco sorge in posizione panoramica sopra il corso del fiume Aniene, al cospetto delle vette dei monti Simbruini. porta ingresso subiaco
Dopo aver visitato i luoghi benedettini di Santa Scolastica e del Sacro Speco, l'itinerario ciclabile continua su saliscendi sterrato nella stretta e suggestiva vallata scavata dal corso dell'Aniene. Questo corso d'acqua, che nei suoi 99 km modella il paesaggio naturale e quello urbano di varie località, basti pensare ai giardini di Villa d'Este e Villa Gregoriana a Tivoli, forma alcune piscine naturali cristalline oltre ad oasi di relax dove è possibile fermarsi per riposare durante le afose giornate estive. Il fiume continua ad essere un fidato compagno di viaggio fino all'uscita dalla gola in prossimità della cascata di Trevi (se il ponte sul torrente è stato ripristinato, non perdere una visita a questo sito naturalistico!).
E' questione di poche pedalate e ci si ritrova a varcare la provincia di Frosinone. Trevi nel Lazio non è distante: mentre si sale, si scorge il paese in lontananza abbarbicato su una collina e la prospettiva inganna la vista facendolo apparire proprio ai piedi del Monte Viglio, il più alto del gruppo montuoso dei Càntari. Trevi, dominata dal castello dei Caetani, è una località piacevole e ricca di attrattive turistiche tra le quali la Collegiata con l'organo.trevi dal castello
Il Cammino di San Benedetto si allontana da Trevi aggirando il borgo e continuando a salire verso Altipiani d'Arcinazzo, frazione posta a 850 m dove, con qualche facile trekking e un po' di attenzione, in primavera ed estate si possono scorgere rarità floreali come l'orchidea appenninica. Tra pascoli in quota e boschi abitati da lupi, cinghiali e civette si procede in assoluta serenità tra rilassanti saliscendi avanzando verso Guarcino, storico confine tra lo stato Pontificio e il Regno delle due Sicilie. Appena sotto il centro di Guarcino si riprende a guadagnare metri su sterrato verso Vico nel Lazio, pedalando tra terrazzamenti coltivati ad ulivi e scorci da lasciare a bocca aperta. Vico, un altro paese arroccato, conta poco più di 2000 abitanti e sorge all'interno del comprensorio dei Monti Ernici. salita a vicoDal borgo si può seguire la strada principale verso Collepardo oppure imboccare la pista ciclabile di recente costruzione che porta a sfiorare l'oasi naturalistica dei Monti Ernici. La ciclabile dispone di aree sosta attrezzate con tavoli e panche e offre un'alternativa nel verde per raggiungere Collepardo, il punto di partenza per salire alla Certosa di Trisulti. La certosa, gestita attualmente dall'ordine dei cistercensi, si staglia contro il cielo da una posizione estremamente privilegiata. Visitare questo monumento è un po' come attraversare in punta di piedi più di 800 anni di storia. Il viaggio sulle orme di San Benedetto in bici raggiunge poi Casamari e Isola del Liri con la sua caratteristica cascata cittadina. Montecassino è ormai davvero vicina ma prima di giungervi si attraverseranno altre località: Arpino con l'antica acropoli di Civitavecchia, Roccasecca città natia di Tommaso d'Aquino preceduta dal canyon del Melfa e Castrocielo con il suo "Monacato" e gli scavi dell'antica Aquinum. L'ultima fatica sarà l'ascesa a Montecassino dove Benedetto da Norcia fece costruire il suo primo monastero e dove il santo morì nel 547.abbazia di montecassino

Il nostro cammino in bici

Durante la prima parte del nostro #noplansjourney abbiamo deciso di percorrere il Cammino di San Benedetto in bici ricollegandoci al percorso originale, da Norcia a Montecassino, all'altezza di Subiaco.

Subiaco e i suoi monasteri

Subiaco merita almeno una giornata di visita per essere assaporata appieno insieme ai suoi monasteri benedettini. Partendo dalla parte bassa della cittadina si può risalire la strada fino al castello. Parcheggia la bici e goditi la passeggiata panoramica fino ai piedi del grande orologio della Rocca dei Borgia. rocca dei borgiaL'edificio, costruito nell'XI secolo, sembrerebbe essere il luogo natio dei figli del cardinale Rodrigo Borgia, poi divenuto papa Alessandro VI, e dell'amante Vannozza Cattanei. Tra i quattro nati si annovera anche la conosciuta e controversa Lucrezia Borgia... Il centro storico di Subiaco, con scale e scalette, si presta meglio ad essere esplorato a piedi e, se ne hai l'occasione, ti consiglio di dedicare almeno un'ora alla visita. Allontanandosi dalla cittadina si giunge presto al bivio per il Monastero di Santa Scolastica, il più antico tra i monasteri dell'ordine benedettino ancora esistenti. L'edificio, con i suoi tre chiostri di epoche diverse, è dedicato alla sorella gemella di San Benedetto ed è visitabile gratuitamente con la guida in determinati orari; all'interno è presente anche un'erboresteria dove vengono venduti alcuni prodotti dei monaci.monastero santa scolastica
Dal monastero la strada continua a salire verso il Sacro Speco, un luogo magico dove si respira profonda religiosità. L'ingresso si può raggiungere direttamente in bici salendo oltre il primo spiazzo o parcheggiando il mezzo nel piazzale più basso prima di affrontare la ripida ascesa e le scale fino all'accesso.sacro speco Il monastero, incastonato nella pietra e costruito su differenti piani, è ornato da colorati affreschi della scuola senese oltre che dalla statua di San Benedetto del XVII secolo.affreschi monastero san benedetto Dopo la visita ai due monasteri (Nala e gli altri cani non sono purtroppo ammessi all'interno) ritorniamo sui nostri passi scendendo fino al corso del fiume Aniene affiancato da una sterrata invitante. La strada ci scorta nel cuore della stretta vallata, tra continui saliscendi e avvistamenti di rapaci e caprioli. Lungo la via sono presenti diversi accessi al fiume con spiaggette e la possibilità di un tuffo o una nuotata nella stagione calda. Trascorriamo la prima notte del nostro cammino cullati dal suono delle acque dell'Aniene e dal canto rumoroso di una civetta.valle dell aniene

La valle dell'Aniene e la provincia di Frosinone

La seconda tappa del nostro Cammino di San Benedetto a due ruote non inizia con il cinguettio degli uccelli ma con il motore di un'auto di passaggio: è domenica e più tardi scopriremo che il fiume è meta ambita dai pescatori. Dedichiamo la solita oretta abbondante a smontare la tenda e caricare le bici prima di ripartire. La strada segue il corso dell'Aniene in un costante saliscendi impegnativo per noi pedalatori stracarichi. valle aniene in biciIncrociamo un arzillo biker, Gino il suo nome, sulla sessantina che ci saluta calorosamente, Nala intanto corre libera. Gino, un pensionato romano trasferitosi a Ferentillo nel cuore della regione geografica della Ciociaria, ci accompagna a vedere la cascata di Trevi anche se per raggiungerla a piedi siamo costretti a passare su un ponte crollato per 3/4. Tra chiacchiere e curiosità tra bikers ci offre una stanza al suo paese, ma purtroppo ci troviamo costretti a rifiutare perché Ferentillo si trova a 1100 m, fuori dal Cammino di San Benedetto. Pedaliamo comunque insieme fino a Trevi nel Lazio dove lui ci saluta per proseguire verso casa. fiume aniene cascateIl paesino è molto suggestivo e la deviazione per visitarlo è meritata: saliamo al castello e con il biglietto di 2€ abbiamo la possibilità di salire in cima alla torre. monte viglio e treviLa collegiata duecentesca e il suo organo non sono da meno, come la 'bomba' del bar all'ingresso del paese. Da Trevi nel Lazio si scende e risale verso Altipiani d'Arcinazzo: i rifiuti, soprattutto i copertoni, lungo la strada sono una tristezza ma purtroppo anche una costante del Lazio. La percorrenza è comunque piacevole e ci diverte l'incontro con un funzionario ONU di Chicago che, dopo una conferenza a Roma sul clima, sta girando i dintorni. Accompagnato dalla moglie si ferma a bordo strada per scambiare due chiacchiere con noi e chiedere informazioni... è entusiasta e vorrebbe portare la moglie in queste zone a pedalare i prossimi anni. panorama su treviRiprendiamo il Cammino verso Guarcino e ci salta subito all'occhio la devastazione del vento dei giorni scorsi: alberi spezzati o addirittura sradicati punteggiano l'orizzonte. Dopo una dolce ascesa iniziamo la picchiata verso il borgo, ma i numerosi motociclisti che hanno scambiato la strada per una pista ci terrorizzano sgasando a ogni curva. Guarcino appare all'improvviso con il convento delle suore e il suo skyline arroccato. Una veloce sosta ci regala un po' di energie che ci serviranno nella successiva risalita a Vico nel Lazio. TERRAZZAMENTI ULIVILa strada diventa presto sterrata, in mezzo ai pendii ricoperti di ulivi. La luce calda della sera ci bacia mentre la pendenza inasprisce e la ghiaia lascia spazio al cemento. I muscoli si tendono allo spasimo, il respiro si fa sempre più affannato e le gambe sembrano voler cedere da un momento all'altro. Dietro l'ennesima curva la strada si addolcisce e Vico nel Lazio appare con le mura merlate del castello. Proseguiamo sempre in salita, ma ora su asfalto molto più dolce, verso Collepardo. In cima una pista ciclabile sulla sinistra, nel mezzo del nulla, attira la nostra attenzione dato che le indicazioni parlano di un'area picnic... luogo perfetto per la notte! La ciclabile è un po' una cattedrale nel deserto ma il bosco e la zona sosta sono perfetti. Il cielo si infuoca quando il sole scende oltre l'orizzonte e noi ci accampiamo in un altro bellissimo luogo immerso nella natura.ciclopedonale collepardo

La Certosa di Trisulti e la cascata in paese

Il risveglio è dolce in mezzo alla pineta, ma le temperature ancora fresche del mattino ci fanno tremare. Dopo le solite operazioni di preparazione, continuiamo a seguire la ciclabile ancora per un po' e nei pressi di un campeggio ci dirigiamo in brusca discesa, verso Collepardo, dove ci attende una super colazione. Il sole ci riscalda ma è soprattutto la salita a far pompare il sangue nelle arterie e far tornare la temperatura corporea a livelli naturali.abbazia di trisulti interno La strada verso la Certosa di Trisulti non spaventa per le pendenze ma incanta per tranquillità e panorami. In poco tempo siamo al culmine inebriati da tanta bellezza. Un po' di relax tra i cavalli al pascolo ci trasmette un gran senso di pace interiore. La strada prosegue in falsopiano fino al gigantesco luogo di culto e noi con lei. Siamo fortunati e la prima visita guidata si svolge a breve conducendoci tra i segreti e le stanze del monastero. La farmacia settecentesca è sicuramente il locale più affascinante e suggestivo. farnacia trisultiI Cistercensi hanno sostituito i certosini nella gestione del luogo ma ormai resta un solo monaco, l'abate insieme a qualche lavoratore laico, a presidiare il gigantesco edificio. Riprendiamo la strada che ci gioca subito un brutto scherzo piombando in un canyon dove poi si è costretti a risalire sul versante opposto. Dalla frazione di Civita è una picchiata infinita verso valle: prima è dolce e nel finale si inasprisce. Il Cammino di San Benedetto continua su strade secondarie e sterrate tra gli ulivi, con qualche rampa davvero tosta. Ormai si è nel fondovalle e si zigzaga in campagna per raggiungere un altro luogo di culto importante: il Monastero di Casamari. Per evitare il traffico l'itinerario imbocca una via di campagna dove le piogge dei mesi scorsi hanno lasciato ancora qualche strascico.cammino a casamari Ci impantaniamo in un fango argilloso che si appiccica ovunque e impieghiamo un bel po' a liberarci dalla prigione naturale. Questo tratto di percorso che costeggia l'autostrada non è il massimo ma per fortuna presto si entra ad Isola del Liri, dove la gran cascata e l'ex cartiera fanno bella mostra di sé. Dal paese, dopo una rampa, imbocchiamo una ciclabile che ci consente di trovare un posto isolato per la notte...cascata isola del liri

Nel paese di Tommaso d'Aquino

Il vasto prato a fianco della ciclabile si è rivelato perfetto per dormire e ripartire fuori dal traffico al mattino... l'imprevisto è dietro l'angolo però! Il forte vento dei giorni scorsi ha sradicato molti alberi e uno di questi è caduto proprio sulla pista ciclabile. Non abbiamo altra scelta: o torniamo indietro o solleviamo le bici e lo scavalchiamo. Nala è già oltre l'albero e ci guarda quasi a chiamarci: "Allora ragazzi, vi sbrigate che non ho voglia di aspettarvi troppo?!?". Riceviamo il messaggio. Prima stacchiamo il carrellino per trasportarlo separatamente. Alziamo a fatica le bici e il carrellino ma al terzo passaggio Leo mette un piede in fallo e la caviglia si storta malamente. Leo resta a terra, con la bici addosso e un piede dolorante. Stringendo i denti si alza ma sentirà il dolore tutto il giorno. arpino centro storicoCon alle spalle Isola del Liri, ci rimettiamo in sella verso Arpino, città di Cicerone e di Caio Mario che fu sette volte console. Le strade di Arpino sono ricche di particolari e dettagli curiosi da scoprire, ma ancora più interessante è l'antica acropoli di Civitavecchia situata a monte del centro urbano.arpino Con la torre di Cicerone, l'unico arco a sesto acuto ancora presente nell'area del Mediterraneo e le mura ciclopiche, questo borgo incarna la quiete di un luogo sospeso nel tempo. Lasciamo l'antica acropoli spingendo la bici lungo uno sterrato impervio e sassoso di circa 300 m. L'asfalto si inoltra tra vecchie cascine, greggi di pecore e piccole frazioni alternando salite a discese e mettendo alla prova il nostro allenamento. civitavecchia agropoliDopo Madonna delle fosse l'asfalto si inasprisce piombando rapidamente fin sulle rive del Melfa che in questa zona ha disegnato un suggestivo canyon. Anche qui è purtroppo evidente l'incuria della gente che ha deturpato l'ambiente fluviale con spazzatura di ogni genere... - benvenuti all'inferno - leggeremo fuori da un negozio con la foto della gola.
Roccasecca, città di San Tommaso d'Aquino, appare all'uscita del canyon tra la folta vegetazione, affacciata sulla pianura ciociara. Nala, che in discesa è rimasta nel suo carrellino, ora può uscire e camminare al nostro fianco annusando qua e là in cerca di qualcosa di interessante. Il nostro passaggio trasmette sempre reazioni positive e anche a Roccasecca suscitiamo grandi sorrisi. segnaletica cammino san benedetto in biciUn anziano signore distinto, seduto nel bar dove decidiamo di fare una pausa, ci vuole offrire a tutti i costi una birra... beviamo alla sua salute con riconoscenza. L'imbrunire si avvicina a pesanti passi ma non vogliamo comunque rinunciare a visitare il castello che domina l'abitato. Ci rimettiamo in sella per risalire la strada cittadina. Il maniero cinto da mura è un balcone sulla vallata sottostante e, in questa stagione, il posto giusto dove fermarsi per la notte. Stasera ci sentiamo dei reali davvero fortunati ad avere una fortezza tutta per noi!

L'ultima tappa di Montecassino

La nostra ultima giornata sul Cammino di San Benedetto ci ha condotto da Roccasecca a Castrocielo prima e Piedimonte San Germano dopo. Senza particolari dislivelli o difficoltà, sotto un sole brillante di inizio primavera, raggiungiamo la periferia di Cassino da dove imboccheremo la lunga e dolce ascesa fino a Montecassino. 445 metri di dislivello e 8,5 km sono i numeri che conducono all'abbazia benedettina di Montecassino, a 516 m di quota, una salita facile e piacevole da affrontare nelle tiepide giornate primaverili. panorama su cassino e appenninoLa vista può spaziare dalla pianura alle vette ancora innevate d'Abruzzo in un tripudio di colori diversi. Benedetto da Norcia, nel 549, fondò il primo monastero proprio su questa montagna che nei secoli vide terremoti, bombardamenti e ricostruzioni. In questo luogo simbolico, alcuni secoli dopo la venuta di Benedetto da Norcia, venne redatto il primo documento in volgare italiano. Quasi 1500 anni dopo la morte del santo l'abbazia di Montecassino è entrata a far parte a pieno diritto di uno degli itinerari a piedi e cicloturistici più belli d'Italia, quello del Cammino di San Benedetto.
In bici, per affrontare l'intero percorso di 300 km, potrai impiegare da 3 a 15 giorni o più in base al tempo che avrai a disposizione: ad ogni modo ti consiglio di fermarti, osservare, assaggiare, fotografare e gustare il tracciato e tutte le bellezze che lo contraddistinguono lentamente, senza fretta, perché alcuni luoghi non li dimenticherai mai più...salita a montecassino
Se ti servono altre informazioni per affrontare questa avventura in bici sulle orme di San Benedetto da Norcia puoi consultare il sito ufficiale del Cammino di San Benedetto oppure acquistare la guida scritta da Frignani ed edita da Terre di Mezzo.
Scrivi qui quel che pensi...
Cancella
Log in con ( Registrati ? )
o pubblica come ospite
Persone nella conversazione:
Carico i commenti... Il commento viene aggiornato dopo 00:00.
  • Questo commento non è pubblicato.
    Mauro · 3 mesi fa
    Molto bello .
    Ma
    Volevo sapere se nella suddivisione delle tappe si i può trovare da dormire anche in ostelli o alberghi.
    Non mi è chiaro se il tragitto in certi punti rimane isolato per cui ci vuole per forza la tenda.
    Poi volevo sapere se a parte la traccia è segnato bene.
    • Questo commento non è pubblicato.
      Leo · 3 mesi fa
      Ciao Mauro,
      personalmente abbiamo percorso il Cammino solo da Subiaco a Montecassino e non la prima parte. Le tracce rappresentano il nostro percorso e quindi tutte si concludono in posti remoti dove noi abbiamo campeggiato Comunque più o meno in ogni paese si trova un alloggio (b&b, appartamenti o case vacanze... alberghi solo nei centri principali). Tra Subiaco e Trevi nel Lazio non ricordo alcun ristoro, poi ci sono alloggi a Altipiani di Arcinazzo, Guarcino, Vico nel Lazio, Collepardo, Casamari, Isola del Liri, Roccasecca, Piedimonte San Germano e Cassino ma non escludo che ce ne siano altri... ti consiglio di usare qualche sito aggregatore tipo booking o airbnb. Altrimenti nella guida di Simone Frignani c'è un elenco completo degli alloggi, sia a donativo che commerciali.

      Infine la segnaletica è ottima (o almeno lo era nel 2019) e credo che la traccia gps sia necessaria soltanto nei borghi per ritrovare la retta via tra i vicoli dopo essersi persi nell'esplorazione ... insomma, caricarla su una app del telefono e consultarla solo in caso di esigenza!
  • Questo commento non è pubblicato.
    Antonio · 6 mesi fa
    Ciao a tutti e’ consigliabile la mtb o si può usare una citybike magari con gomme rinforzate?
    • Questo commento non è pubblicato.
      Leo · 6 mesi fa
      Direi che una citybike è sconsigliabile in alcuni tratti piuttosto "scassati". Può andare bene una bici da viaggio o una mtb, già con una gravel sei piuttosto al limite!
  • Questo commento non è pubblicato.
    roby · 6 mesi fa
    Buongiorno, mi sto organizzando per fare questo percorso che sembra veramente bello. Non capisco una cosa nei dati tecnici si parla di 160 km e il tour di 300 km...si considera il ritorno? grazie
    • Questo commento non è pubblicato.
      Leo · 6 mesi fa
      Ciao Roby, sì, il percorso è molto bello e merita davvero!
      Come spiegato nell'articolo noi abbiamo percorso il Cammino da Subiaco a Montecassino. I dati tecnici, la mappa e il file GPS sono riferiti al percorso da noi seguito.

      Il percorso totale del Cammino di San Benedetto invece parte da Norcia, passa da Subiaco e termina a Montecassino e misura circa 300 km. Sul sito ufficiale puoi scaricare tutte le tracce GPS, anche della parte più settentrionale.
  • Questo commento non è pubblicato.
    Leo · 8 mesi fa
    Che piacere rileggerti di tanto in tanto e vedere che riesci a seguirci... purtroppo il problema della sporcizia è diffuso non solo in Italia ma un po' in tutta l'Europa del sud (Grecia, Bulgaria e parte della Romania per la precisione, facendo riferimento a questo nostro viaggio). Per il resto... questo cammino è stato davvero entusiasmante!!! ;-)
  • Questo commento non è pubblicato.
    gbal · 8 mesi fa
    Ogni tanto trovo il tempo e il modo di seguire i vs. bellissimi resoconti. E' il caso di questo Cammino di San Benedetto che avete così bene descritto. Peccato per gli episodi di immondizia e trascuratezza che lasciano un po' di amaro in bocca.
    Buon 2020 con nuove avventure!
Veronica

Correva l'anno 1983: anch'io vidi per la prima volta la luce del sole estivo e sorrisi. 
Da sempre col pallino per l'avventura (nessun albero poteva resistermi!) ho avuto la fortuna di girare l'Europa e l'Italia con i miei genitori e poi, per la maturità, mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano verso la Russia.
Ho vissuto 6 anni in Trentino godendo della bellezza della Natura, delle montagne e, devo ammetterlo, della MTB! Al momento ritenuto giusto, ho mollato il lavoro senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho viaggiato per cinque mesi in solitaria. Nel 2007 ho provato per la prima volta l'esperienza di un'avventura a due ruote e, da quel momento, non ne ho potuto più fare a meno... così, dopo alcune brevi esperienze in Europa, nel 2010 sono partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico, la nostra prima vera grande avventura insieme! All'Asia sono seguite le Ande, il Marocco, il Sudafrica e Lesotho... e il #noplansjourney...
Se non siamo in viaggio, viviamo sul lago d'Iseo!
Su lifeintravel.it trovi tutti i nostri grandi viaggi insieme (e non)!
Carpediem e buone pedalate!

{/source}
 

             

Storie a pedali

podcastUn podcast dedicato ai viaggi in bici, una narrazione per raccontare il mondo del cicloturismo anche attraverso la voce

Ascolta il Podcast

Salta in sella

Lascia la tua mail qui sotto per ricevere consigli, itinerari o suggerimenti per iniziare la tua esperienza di cicloturismo

Abilita il javascript per inviare questo modulo

Unisciti ad altri 14.000 cicloviaggiatori.
Non ti invieremo mai spam!
 

Contenuti recenti

 
 
Torna su