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SabAgo08

Da Mostar alle cascate Kravica: Bosnia in bici

Altra giornata da antologia nel viaggio in bici in Croazia, Bosnia e Montenegro ...ma iniziamo dalla serata precedente. Dopo aver scritto qualche appunto davanti ad una birra fresca sono rientrato in ostello per la cena prevedendo di uscire appena terminato per qualche scatto notturno del centro cittadino di Mostar e del suo Ponte Vecchio. Ho aperto la porta dell'ostello ed un bel "Ciao!" mi ha accolto squillante. E' la ragazza che sta in stanza con me e di cui avevo intuito le origini italiane sbirciando appena arrivato i suoi libri gettati distrattamente sul letto ("Notturno indiano" di Tabucchi e "L'alchimista" di Coelho). Ed invece mi sbagliavo! Adrianne è di Losanna, Svizzera, e parla benissimo italiano, inglese, tedesco, francese ed un pò di spagnolo. Ha vent'anni ed è simpaticissima.

 

8° Tappa Mostar-Kravica waterfalls
Distanza 61 km
Dislivello 930 m
Piccolina, capelli corti castani, occhi furbi ed un viso da bambina. Iniziamo a parlare e non ci fermiamo più: mi cucino la pasta e lei mi racconta della sua vita, saliamo sul terrazzino in cerca du un pò di refrigerio ed io le parlo un pò di me. Tra una birra (offerta da un gruppo di olandesi ospiti dell'ostello) ed una forchettata di pasta chiacchieriamo fino a mezzanotte quando decidiamo di uscire: lei per andare a mangiare un buon cevapi con il ragazzo (anche lui svizzero) con cui viaggia; io per fare due scatti notturni.
La piacevole serata con questa ragazzina solare mi porta a lasciare Mostar con un pò di nostalgia per gli ostelli australiani in cui incontri del genere erano all'ordine del giorno. Ma la giornata che ancora una volta appare voler diventare torrida, sembra nascere sotto la stessa stella della sera precedente: in pochi chilometri giungo a Blagaj, villaggio serbo come molti altri, se non fosse per una abitazione derviscia costruita esattamente a fianco della sorgente del fiume Buna, una grotta alla base di una parete rocciosa di 50m. La visita all'interno della casa cinquecentesca è concessa soltanto a piedi scalzi e con una tovaglia arancione avvolta intorno alla vita a coprire le gambe lasciate nude sotto il ginocchio da pantaloni o gonne troppo corti. Il luogo è piacevole, soprattutto di prima mattina, quando la ressa turistica è ancora lontana a smaltire le baldorie della notte precedente in città.
Ritornato sulla retta via proseguo verso la costa croata ma non faccio in tempo a scaldare le gambe (come se ce ne fosse bisogno, saranno 40°C!) che è già tempo di un'altra sosta. Il villaggio seicentesco di Pocitelj si erge su una collina al fianco della strada che continua a seguire il corso della Neretva. La torre dell'orologio, la moschea ed i mille scalini del borgo sono un piacevole intervallo.
Risalto in sella solo per qualche chilometro fino alla cittadina di Capljina dove mi fiondo nel primo supermarket fermandomi poi all'ombra per mangiare qualche cosa e sfuggire l'afa insopportabile. Sono molto indeciso sul percorso che seguirò nel pomeriggio: devo scegliere se proseguire verso la costa oppure effettuare una deviazione verso nord ed andare a visitare le cascate di Kravica, non distanti da Medjugorje. Mi convinco a proseguire verso la costa per poter poi raggiungere Dubrovnik domani in mattinata. Inizio a preparare la bici quando sento un campanello alle mie spalle fatto trillare per attirare la mia attenzione. Mi giro e vedo una montagna in sella: Jan (www.jkoelstra.nl), olandese trentacinquenne con barba e capelli di chi è da un pò "on the road". Si ferma a salutarmi e mi confessa che sta cercando di completare con la sua bici l'attraversamento di tutti i paesi europei. Dopo un anno e mezzo gliene mancano soltanto sette, che conta di passare entro ottobre. Lo "intervisto" bombardandolo di domande sul viaggio, sui paesi attraversati, sulla bicicletta, sulla sua vita prima e su quella futura. Quindi, spinto dalla voglia di essere parte, anche se piccola, del suo itinerario, decido di unirmi a lui verso Ljubuski ed il nord. Facciamo una decina di chilometri insieme ed è lui a rivelarmi che il suo termometro segna 43°C. L'asfalto sembra colare ed il suo odore penetra nelle narici dando la nausea. Al bivio per le cascate Jan decide di proseguire dritto verso Croazia, Slovenia, Austria, Svizzera, Liechtenstein, Germania, Belgio ed Olanda. Con il senno di poi Jan ha fatto, secondo me, un errore ad evitare questa deviazione di cinque chilometri: le cascate si riveleranno splendide e con la possibilità di pernottare liberamente poco piùa valle. Lo saluto calorosamente e gli auguro tutto il meglio per i suoi ultimi 3 mesi che lo condurranno a casa.

Come detto, devio per cinque chilometri dalla strada principale verso ovest e ad un certo punto appare una piscina naturale circondata da cascate alte 25m. Uno spettacolo! La zona è piuttosto caotica con una moltitudine di turisti, in prevalenza bosniaci, che si immergono nelle acque cristalline. Vi sono anche un paio di bar-ristoranti ed una passerella di legno piuttosto approssimativa è stata costruita tra una sponda e l'altra dello stagno. Chiedo se sia possibile campeggiare e mi viene indicato un prato poco più a valle: decisamente il luogo più spettacolare dove abbia pernottato fino ad ora. Indosso il costume e mi getto nelle acque gelide raggiungendo a nuoto le cascate dirimpetto arrampicandomi per un pò sulle rocce e godendomi il termine della più bella giornata trascorsa fino ad ora in questo viaggio. Dopo un paio di scatti metto la cigliegina sulla torta concedendomi una birra sotto le cascate per scrivere queste righe ispirato dalla sua freschezza alcoolica.

Per scoprire il percorso seguito durante il viaggio nei Balcani potete leggere il riassunto del viaggio in bici da Trieste a Sarajevo tra Croazia, Bosnia e Montenegro.

Se vi siete persi la puntata precedente tornate al racconto della settima tappa del diario del viaggio in bici in Croazia, Bosnia e Montenegro. Se invece volete continuare l'avventura, leggete il resoconto della nona tappa.


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Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.

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Commenti  

Jan Koelstra
# 0 Jan Koelstra 2010-01-02 11:34
Hello Leonardo,

You are right: The waterfalls were worth the detour! Maybe I will get there an other time?

But it was too hot that day to do much cycling. So I cut my beard after you had gone to the waterfalls. (Your picture is the alst one with my long beard ;-) )

Nice website you have!

The parts you did not yet translate into English I translated with help of google translate. It does not give perfect translation, but the general idea of the text is there.

Many happy cycling hours in 2010!

Jan.

P.S. You may add 12 years to my age ;-)
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Leo
# 0 Leo 2010-01-02 12:46
Hello Jan,
great to ear about you!
How are you?

I'm now in Istanbul for a little holiday but when i'll be back home i'll send you an e-mail.

Happy new year and as much cycling as in last year for you! =D
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