piergiuseppe

piergiuseppe

Cosi vestito da melitare sono tornato in Baracca ci anno consegnato ad’ognuno un piccolo sachettino da metervi dentro il vestito in civile e quanto che viò messo giù il mio mi veniva quasi da piangere a pensare che in quel sacchettino non gli chiudevo giù solo la mia vestimenta ma bensì anche la mia libertà. Riguardo al trattamento, come i cani. Ora che sono in cancelleria lo vedo ancora di più. Quando parte per il campo una compagnia italiana, musica niente, festa niente, la voce generale è questa: “Sarebbe meglio fucilarli tutti; acché mantenere tanta gente!”Questo è il compenso delle nostre fatiche.
Una raccolta di storie e splendide fotografie.
Attraverso le proprie esperienze, l’autore racconta la vita della fauna alpina in alta quota lungo il corso delle stagioni. Libro da leggere, ma soprattutto da guardare.
Nelle poche righe che seguono, riporto alcuni brevi consigli per chi voglia cimentarsi nell’osservazione degli animali selvatici nel loro ambiente.
Le nostre armi saranno la pazienza ed il silenzio. Ci recheremo nel luogo prescelto prima dell’alba, in modo da non disturbare l’attività degli animali che andremo ad osservare, oppure nel tardo pomeriggio, per tornare a casa a notte fatta.

 

L’ungulato più facilmente osservabile alle nostre latitudini è senza dubbio il capriolo. Lo possiamo incontrare con molta facilità la sera al limite del bosco, dove questo si affaccia su piccole o grandi praterie ricche di erbe e germogli. Il periodo migliore, a mio avviso, è quello degli amori, che grossomodo coincide col mese di luglio, quando la mobilità degli animali e la loro confidenza è massima, ma tutta l’estate e il primo autunno possono essere ricchi di belle osservazioni, perché le femmine di capriolo sono accompagnate dai piccoli, nati tra maggio e giugno (la gestazione nel capriolo è lunga ben 290 giorni!). Con un po’ di fortuna potremo assistere alla poppata. In questo periodo, se nelle nostre escursioni incontriamo un piccolo apparentemente abbandonato, giriamo al largo e non tocchiamolo: la madre è certamente nei paraggi e se tornando sentisse il nostro odore sul piccolo potrebbe non riconoscerlo come proprio, abbandonandolo ad un triste destino. In questo periodo più che negli altri, meglio tenere il cane al guinzaglio.

 

::jseblod::birdwatching::/jseblod::::come_inviare_una_scheda:: ::/come_inviare_una_scheda::::birdwatching_latino::Certhia familiaris::/birdwatching_latino::::birdwatching_immagine::images/schede/1368/_MG_1075.jpg::/birdwatching_immagine::::birdwatching_data::21/04/2012::/birdwatching_data::::birdwatching_posizione::italia, trentino::/birdwatching_posizione::::birdwatching_colore_ali::Marrone,Striato::/birdwatching_colore_ali::::birdwatching_colore_becco::Marrone::/birdwatching_colore_becco::::birdwatching_colore_testa::Marrone,Bianco,Striato::/birdwatching_colore_testa::::birdwatching_colore_petto::Bianco::/birdwatching_colore_petto::::birdwatching_colore_coda::Marrone,Striato::/birdwatching_colore_coda::::birdwatching_colore_zampe::Marrone::/birdwatching_colore_zampe::::birdwatching_dimorfismo::No::/birdwatching_dimorfismo::::birdwatching_dimorfismo_note::Nidifica comunemente in boschi, parchi e giardini con piante mature, sia decidue sia conifere. Facile avvistarlo assieme al rampichino comune da cui si distingue per il sopracciglio chiaro più marcato.::/birdwatching_dimorfismo_note::::birdwatching_alimentazione::Insettivoro::/birdwatching_alimentazione::::birdwatching_conservazione::1::/birdwatching_conservazione::::birdwatching_dimensioni:: ::/birdwatching_dimensioni::::birdwatching_curiosita::Semplice da distinguere per il tipico comportamento di salire a spirale i tronchi d'albero, passando da un tronco all'altro, in perlustrazione, alla ricerca di insetti::/birdwatching_curiosita::::jseblodend::::/jseblodend::
La gita di questa settimana ha come protagoniste le Dolomiti di Brenta: decidiamo quindi di abbandonare il Trentino Orientale per una volta.L’itinerario studiato il giorno antecedente all’uscita prevedeva di partire da malga Vallesinella, raggiungibile in auto da Madonna di Campiglio prima delle 9:00 del mattino oppure tramite bus navetta dopo la chiusura della strada d’accesso. Noi, un po' pigri, giungiamo a Madonna di Campiglio alle nove passate da un po': non avendo studiato a sufficienza i dettagli del percorso, scendiamo la Val Rendena fino a S. Antonio di Mavignola, dove imbocchiamo una strada sterrata aperta al traffico fino ad un comodo parcheggio. Il nostro itinerario parte da qui, all’imbocco della Val Brenta.
Ancora una gita nel Trentino Orientale, partenza dal fondo della Valle San Nicolò nei pressi di Pozza di Fassa. Questo percorso, non facile ma altamente panoramico nel tratto più in quota, ci conduce per la prima volta nel cuore del gruppo dei Monzoni delle Dolomiti trentine. Una zona poco conosciuta e relativamente tranquilla anche nei periodi di alta stagione, quando l'affollamento rende claustrofobici (lo so, è un controsenso ma rende l'idea!) alcuni sentieri delle Dolomiti fassane.
Un’altra escursione sui monti teatro di aspre battaglie durante la Grande Guerra, il Lagorai: quest’anno ci abbiamo preso gusto! Giunti da Trento a Predazzo, in val di Fiemme, si imbocca la strada che porta a Passo Rolle, all’interno del Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino. In prossimità del passo, lasciamo l’auto in un pratico parcheggio allestito su uno spiazzo sterrato per iniziare il trekking odierno verso i laghi di Colbricon ed il monte Colbricon proprio sopra agli stessi. Volendo, si potrebbe allungare il giro lasciando l’auto qualche tornante più sotto, dove è possibile imboccare un sentiero che attraverso il bosco porta alla nostra destinazione. Visto che però tra noi c’è chi preferisce limitare al massimo la fatica, preferiamo assecondare questi desideri (anche se non si ripeterà!).
Che sapore ha una giornata uggiosa?
Si era detto 7:20, ma sapevamo che qualcuno avrebbe tardato all'appuntamento di almeno 10 minuti… almeno. Nell'attesa scrutiamo il cielo alla ricerca di un angolo azzurro lasciato da minacciose nubi cariche di pioggia. "Si sta aprendo!" Più di una previsione è un auspicio. In ogni caso partiamo per raggiungere l'area teatro del nostro trekking odierno, direzione: Parco Naturale Adamello Brenta nel Trentino orientale, e più precisamente la val di Genova, un angolo di paradiso ai piedi dei ghiacciai perenni teatro di furiosi scontri durante la Grande Guerra.
Un trekking nel gruppo del Lagorai, nel Trentino orientale, per ammirare panorami che spaziano su gran parte delle Dolomiti, i monti pallidi. Giunti da Trento a Ziano di Fiemme, si sale verso rifugio Cauriol attraverso una strada sterrata aperta al traffico. Qui si lascia l’auto ed inizia la nostra gita, che ci regalerà tre insegnamenti...
 

             

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