Girumin

Girumin

La mia voglia di camminare parte dall’esigenza di vivere il rapporto con la natura. Ho avuto la fortuna di camminare su lunghi percorsi e di viaggiare in diversi paesi, anche meno conosciuti dal turismo tradizionale e ho vissuto alcune esperienze internazionali.
Sono forse stato inesorabilmente spinto dall’istinto naturale che porta a muoversi, a esplorare e a conoscere. Attratto dal bisogno di esserci in prima persona, di arrivare da qualche parte con le mie gambe. Qualche volta ho cercato di giocare con idee meno consuete e magari non sempre garantite.
Penso che il viaggio non sia solo andare lontano geograficamente, ma sia l’occasione per provare ad affrontare le cose in maniera diversa. Spesso per trovare il nuovo basta guardare le cose da un altro punto di vista.

Apprezzo la tecnologia più recente, ma anche le tecniche tradizionali e credo più nella voglia di fare che nella strumentazione più sofisticata.

Partendo da questa idea mi piace preparare un viaggio anche con le mani, per i lunghi cammini ho realizzato dei carrelli per portare il bagaglio e ho fatto qualche giretto con una Graziella e un carrello, ho poi sistemato una vecchia bici da uomo e ho costruito un altro carrello. Cerco idee nuove, ma esploro tecniche del passato come i bastoni di legno.

Nel corso del tempo ho raccolto molti appunti su equipaggiamento, abbigliamento, abitudini, tecniche ed esperienze varie che ho inserito in un libro scritto per la casa editrice “Terre di mezzo”.

Con Luigi si va al mercato “Balűn”. Andiamo in macchina, non con la bici, per oggi la bici si riposa.  
Il mercato è l’occasione per vedere cose interessanti e magari fare qualche utile acquisto, la bici non è il mezzo ideale per portarsi del peso in più per una settimana, ma io credo che non sia solo da usare come mezzo da viaggio, indi per cui ci porterò anche cose più normali di quelle che porta o porterebbe un normale cicloviaggiatore. Passiamo fra le bancarelle dell’usato curiosando un po’. Luigi è un esperto ricercatore vintage e spazia su tutti i campi dai manufatti di ogni genere alla tecnologia, sa quindi dare ottimi consigli.
Io non cerco nulla in particolare, ma il mercato è molto interessante...  
Torno verso sud, oggi la meta è Rivoli. Vado a trovare Luigi, un amico con il quale abbiamo scritto un paio di libretti di tecniche scout.
Ha appena pubblicato un romanzo “The Estinguisher” in cui racconta la storia di mangiatori di carne di animali in via di estinzione.  Prima di partire non avevo le idee chiare, non sapevo con precisione se seguire il percorso della Francigena verso Aosta oppure il percorso verso Santiago che passa in Val Susa. Nel dubbio ho portato una carta verso Aosta e una verso la Val Susa. Non ho però considerato la possibilità di passare sopra Torino, così non ho una carta che mi dica come muovermi oggi.
Sono dell’idea di arrivare fino a Ivrea, ma non ho ancora chiamato per il posto in cui passare la notte. Se fossi furbo pianificherei con largo anticipo tutte le tappe e chiamerei per chiedere se c’è posto, per prenotare ecc, ma lo faccio raramente. Un po’ perché non so fin dove posso arrivare, un po’ perché mi affido alla provvidenza o alla fortuna, un po’ perché in questo periodo non c’è molta gente in cammino. Ho superato Cavaglià, comincio ad avere la sensazione che ci sia qualche problema alla bici, la sensazione  che le ruote siano frenate, ma il timore è un altro.
So bene che le ruote sono in ordine e nulla le frena, il problema è davvero un altro, un problema ben chiaro.
Ho qualche bici da riparare, ma sono stufo di pezzi di ricambio che si rompono subito, che non durano niente. Sono disposto a spendere un po’ di più, ma avere cose che resistano. Decido quindi di andare in un negozio di bici che abbia della roba buona. Per questo bisogna andare a Milano, sì perché a Milano c’è tutto, c’hanno della roba buona, non come i negozi vicini a casa.
Si sa, chi vive in provincia è cresciuto con l’idea che nella grande città ci sia tutto e il meglio di tutto...
Si comincia presto stamattina, si comincia bene. Ti chiamano da casa: «I termosifoni sono caldi, si è acceso il riscaldamento».
Non è possibile… No, non è possibile. Ho già da pensare al VTTE che sembra stia insieme per miracolo, l’altro ieri si è guastata la lavatrice, oggi che sono fuori casa la caldaia sbaglia stagione e si mette a scaldare i caloriferi.
Domani??? Domani è un altro giorno e si vedrà…
Con il VTTE verso il West | 2° tappa oltre il fiume Po - 5.0 out of 5 based on 1 vote
È tutto pronto, mi sembra tutto pronto. La bici è pronta, il carrello è pronto, l’equipaggiamento è pronto.
Una doccia prima di partire, giusto per sembrare meno disumano agli occhi di chi mi vedrà ansimare a cavallo di un ferrovecchio trainando dei pezzi più o meno variopinti con una bandiera arancione per non farli calpestare.
Ora devo partire, ora devo andare, non sono convinto, non sono certo che tutto andrà bene. Ma neppure Colombo, Nobile o Shackleton avevano la certezza assoluta che tutto fosse perfetto. Posso dunque partire...
Il tintinnio delle chiavi del 22 mi accompagna mentre pedalo lungo il canale. Mettono un minimo di allegria in una giornata che speravo andasse diversamente, ma forse no, forse va bene così. A dir la verità non sono tutte e due del 22, una è 20-22, l’altra è 21-23, sono valori che indicano i millimetri di larghezza di dadi e bulloni. Le ho messe sopra il bagaglio a portata di mano, le ho messe lì perché mi servono per la regolazione fine del carrello, per gestire quel mezzo millimetro di spessore che può determinare la riuscita o meno di questo viaggio.
No, non stiamo parlando della regolazione di una nave stellare o di una supercar, stiamo parlando delle regolazione di un carrello che ho costruito per la bicicletta. Lo so, è assurdo, è incredibile, eppure mezzo millimetro in più o in meno fanno la differenza in questo viaggio.
Fino ad ora è andata bene poi staremo a vedere per i prossimi giorni.
Con il VTTE verso il West | Prima della partenza - 5.0 out of 5 based on 1 vote
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