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Girumin

Girumin

La mia voglia di camminare parte dall’esigenza di vivere il rapporto con la natura. Ho avuto la fortuna di camminare su lunghi percorsi e di viaggiare in diversi paesi, anche meno conosciuti dal turismo tradizionale e ho vissuto alcune esperienze internazionali.
Sono forse stato inesorabilmente spinto dall’istinto naturale che porta a muoversi, a esplorare e a conoscere. Attratto dal bisogno di esserci in prima persona, di arrivare da qualche parte con le mie gambe. Qualche volta ho cercato di giocare con idee meno consuete e magari non sempre garantite.
Penso che il viaggio non sia solo andare lontano geograficamente, ma sia l’occasione per provare ad affrontare le cose in maniera diversa. Spesso per trovare il nuovo basta guardare le cose da un altro punto di vista.

Apprezzo la tecnologia più recente, ma anche le tecniche tradizionali e credo più nella voglia di fare che nella strumentazione più sofisticata.

Partendo da questa idea mi piace preparare un viaggio anche con le mani, per i lunghi cammini ho realizzato dei carrelli per portare il bagaglio e ho fatto qualche giretto con una Graziella e un carrello, ho poi sistemato una vecchia bici da uomo e ho costruito un altro carrello. Cerco idee nuove, ma esploro tecniche del passato come i bastoni di legno.

Nel corso del tempo ho raccolto molti appunti su equipaggiamento, abbigliamento, abitudini, tecniche ed esperienze varie che ho inserito in un libro scritto per la casa editrice “Terre di mezzo”.

Dopo i preparativi del viaggio in bici sulla ciclovia del Po, oggi si parte. Tutto è pronto, anche se il dubbio che manchi qualcosa c’è sempre. All’ultimo momento penso che forse un the caldo ogni tanto non ci starebbe male, così aggiungo un thermos, il fornellino e l’alcool. La giornata è splendida, sembra di essere a Ferragosto, io sono equipaggiato come se partissi per il polo nord.
Ciclovia del Po: in inverno si pedala | prima tappa - 5.0 out of 5 based on 1 vote
Se ti va in pezzi il telaio della bici non hai molte prospettive. O lo butti via o lo ripari… Magari no, magari ci sono altre possibilità…
In realtà riparare un telaio non è così semplice, gli spessori sono talmente ridotti che difficilmente si può fare una saldatura che resista a lungo.
Mi ero accorto lungo la Via degli Abati che il telaio della Goat (Graziella Operativa Alternativa Tattica) stava cedendo, la parte alta del carro posteriore, quella sulla quale si appoggiavano i piedi quando si andava in due con la Graziella, quella parte lì… si stava piegando in due. (Era un esempio, io mica ci portavo qualcuno in piedi sul portapacchi della Goat.)
Ciclovia del Po in bicicletta: prima di partire per un viaggio autunnale... - 1.0 out of 5 based on 1 vote
Dell’uragano, o ciclone, Penelope non c’è nessuna traccia. Il cielo è grigio, quel classico grigio padano che accompagna la pianura da Ottobre a Marzo, più o meno. Non piove, cade solo qualche goccia, quella che un tempo la maestra avrebbe definito “acquerugiola”, un termine che si trova solo su dizionari, quelli molto vecchi. Cerco una strada per avvicinarmi all’argine maestro, vorrei parcheggiare in un punto vicino a dove arriverò stasera pedalando. Arrivo, parcheggio, scarico tutta la ferraglia. Ci vuole un po’ di tempo per mettere insieme tutto quanto. Passa qualche ciclista, due o tre ardimentosi che non rinunciano al giretto del sabato mattina anche in questa giornata uggiosa. Danno un’occhiata veloce e passano via.
Sull’argine passa un ciclista che mi guarda e mi raggiunge. «Posso chiederle un favore? Mi scatterebbe una foto?». «Qui?» ««Sì qui va bene» «No, qui fa schifo, nel parcheggio, no dai… Se aspetti due minuti finisco di sistemare la bici e andiamo sull’argine, almeno hai il fiume sullo sfondo, puoi aspettare?» «Sì posso».
Penelope non ci fermerà!
Sarà questo il motto della giornata. L’altra settimana, mentre ero in giro a collaudare il Vtte, Elena mi aveva detto che lei e Marco sarebbero partiti per la Via Francigena il 4 Ottobre. Proponeva di percorrere un tratto di strada insieme.
Lei e Marco in sella sono forti, anzi fortissimi, e l’idea di percorrere assieme un tratto di strada mi è piaciuta subito.
Ogni tanto ci s'incontra fra festival, fiere e presentazioni di viaggi in bici o a piedi, ma non ci è ancora capitato di pedalare assieme.
 
Oggi il viaggio in bici finisce.
Il primo tratto di strada è in discesa per arrivare a Farini, vorrei stare in sella, ma i rischi si corrono anche quando si è in dirittura di arrivo, conviene quindi che percorra anche questi ultimi chilometri camminando.
Si parte da Coli, si parte subito in salita. Salto in sella e attraverso la piazza pedalando, ma all’inizio della strada mi rendo conto che oggi camminerò per un bel pezzo, avevo provato a crederci… Forse avevo pensato che al mattino le gambe ce l’avrebbero fatta, invece no! Anche se siamo nella seconda metà di Settembre la giornata è calda, mi fermo spesso a prendere fiato. Colgo le ultime more rimaste sui cespugli sono un po’ dure, ma è sempre piacevole approfittare dei frutti della natura. Poco dopo passo dalla chiesa dedicata a Sant’Agostino...
Anche oggi non è facile alzarsi dal letto: svegliare testa, braccia e gambe chiede un certo impegno.
I movimenti sono lenti, raccolgo tutte le mie cose e le metto nelle borse, prima o poi qualcuno dovrà inventare delle borse da bici trasparenti, giusto per capire facilmente dove sono le cose che stai cercando. Questa è une delle differenze che distinguono i ciclisti dai camminatori, una fra le tante cose che fanno del ciclista e del camminatore persone che vivono esperienze diverse.
Devo partire, devo partire, devo alzarmi, devo partire, devo alzarmi, devo partire…
No, lo sapevo, non è facile, non è facile partire dopo un ritorno a casa.
Devo farlo e lo farò! La mattina è grigia, il cielo è nuvoloso, non è fra le cose più invitanti per chi non ha molta voglia di partire.
Assieme a Luigi e altri amici scout siamo alla festa della Base scout di Cantalupa, non pedalo per cui non ho nulla da raccontare su due ruote.
La cosa più interessante della giornata è l’incontro con Massimiliano, appassionato di epoca medioevale (la festa è in stile medioevale).
Con Massimiliano e Luigi si parla di forgiature, di tecniche di lavorazione dell’acciaio, di realizzazione di coltelli e di spade, dalla tradizione giapponese a quella mediorientale. Di lavorazione del legno e costruzione degli archi in maggiociondolo o in sambuco, di realizzazione di una “cotta” in acciaio, di corsi di avviamento alla falconeria… Sono le solite cose per cui non vi sto ad annoiare.
Non pensavo di arrivare fino a qua, devo riconoscere che le prestazione del VTTE sono superiori alle mie aspettative, e dire che lo presento sempre come una bici vecchia, non come una bici “Vintage”.
Ho passato la notte nell’ostello di Nicorvo, un luogo pensato con lo stile degli ostelli classici per pellegrini.
Ti indicano le cose poi tu lasci offerta e chiavi al bar alla persona incaricata. Gli ostelli fuori dai grandi centri abitati sono forse i meno ambiti perché non offrono molto da visitare, ma sono i più tranquilli e meno affollati.
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