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Girumin

Girumin

La mia voglia di camminare parte dall’esigenza di vivere il rapporto con la natura. Ho avuto la fortuna di camminare su lunghi percorsi e di viaggiare in diversi paesi, anche meno conosciuti dal turismo tradizionale e ho vissuto alcune esperienze internazionali.
Sono forse stato inesorabilmente spinto dall’istinto naturale che porta a muoversi, a esplorare e a conoscere. Attratto dal bisogno di esserci in prima persona, di arrivare da qualche parte con le mie gambe. Qualche volta ho cercato di giocare con idee meno consuete e magari non sempre garantite.
Penso che il viaggio non sia solo andare lontano geograficamente, ma sia l’occasione per provare ad affrontare le cose in maniera diversa. Spesso per trovare il nuovo basta guardare le cose da un altro punto di vista.

Apprezzo la tecnologia più recente, ma anche le tecniche tradizionali e credo più nella voglia di fare che nella strumentazione più sofisticata.

Partendo da questa idea mi piace preparare un viaggio anche con le mani, per i lunghi cammini ho realizzato dei carrelli per portare il bagaglio e ho fatto qualche giretto con una Graziella e un carrello, ho poi sistemato una vecchia bici da uomo e ho costruito un altro carrello. Cerco idee nuove, ma esploro tecniche del passato come i bastoni di legno.

Nel corso del tempo ho raccolto molti appunti su equipaggiamento, abbigliamento, abitudini, tecniche ed esperienze varie che ho inserito in un libro scritto per la casa editrice “Terre di mezzo”.

Io ci vado nei negozi, ma non sempre ripongo troppa fiducia, vi racconto qualche episodio, magari li ho già raccontati in altre occasioni.
Tenda...
Sto osservando delle tende in un negozio, chiedo al venditore: “Perché questa tenda costa il doppio delle altre simili?”. La risposta: “Perché è fatta con materiali speciali molto resistenti, l’alluminio resiste ad altissime temperature!” Ricordo che l’alluminio fonde attorno ai 650° e penso: “Che importanza ha? Il corpo umano non resiste fino a quella temperatura.”
Finalmente si parte! Finalmente mica troppo, non sono proprio così contento di partire. Negli ultimi giorni ho dovuto rimandare più volte: volevo partire Sabato, poi mi sono reso conto che non ce l’avrei fatta, mancavano ancora tanti pezzi del carrello. Ho rimandato a Domenica, Sabato però ho capito che non ce l’avrei fatta neppure Domenica. Quindi ho rimandato a Lunedì mattina. Domenica sera però mi sono detto che tutto era... quasi pronto. Sono un po’ dubbioso, prima di partire c’è sempre una voce dentro di te che ti sveglia nel cuore della notte e ti dice: “Sei proprio sicuro, ma chi te lo fa fare? L’ha già fatta qualcuno una roba del genere, ma come ti è venuto in mente di partire con una Graziella?” “Non ti sembra di esagerare? Non stai facendo il passo più lungo della gamba? Ti sembra una cosa sensata?E se i freni si rompono e vai giù per un dirupo? E se ti grattugi contro un paracarro?”
Viaggio in bici con Graziella | Il bagaglio e l'emozione della partenza - 5.0 out of 5 based on 1 vote
Le indicazioni ad Aigues Mortes dicono di uscire dalla stazione e girare verso la città: “La barca è ormeggiata prima del ponte a sinistra.” Di mare non ne so molto, so però che sulle barche c’è sempre scritto il nome... ce la posso fare a trovare la barca giusta!
Il ponte è praticamente davanti alla stazione e non faccio in tempo a sistemare lo zaino sulle spalle: sono già arrivato. Eccole: l’Estello e Soleo, leggo il nome e salgo su quella giusta... si inizia il viaggio in Provenza e Camargue bici e barca.
Provenza e Camargue bici e barca: cicloturismo tra fiumi e storia - 4.3 out of 5 based on 10 votes
Mancano cinque giorni alla partenza.
Più passa il tempo e più mi rendo conto che non riuscirò a partire sabato, forse non devo azzardare troppo, forse devo cercare una meta più vicina. Per questo viaggio l’obiettivo è soprattutto lo studio del mezzo di trasporto: il fine è nel mezzo, il fine è il mezzo. So bene che essendo il primo prototipo in futuro potrà essere rielaborato. Ho già visto che alcuni elementi andrebbero costruiti diversamente, ma quelli fatti per stavolta possono andare bene, se ripartirò ci penserò.
Non ho materiali e strumenti professionali, tagliare un pezzo di ferro a mano e rifinirlo con la lima da mazzo, poi con la lima bastarda e poi con quella dolce, non è come tagliarlo con una troncatrice precisa. Non mi sono allenato a camminare, ma non dovrebbe essere un problema. Però non mi sono allenato neppure a pedalare, mi preoccupano i crampi e le ore in sella. Temo proprio che non ce la farò ad arrivare a Perugia in tempo, mi demoralizzo un po’. Non mi sto lanciando in nulla di fantasmagorico, ma penso che probabilmente combinerò ben poco.
Ho dedicato un sacco di tempo a questa preparazione e ora ho paura di aver fatto tutto per niente. Potrei rimandare la cosa, ma l’estate sta finendo e fra un po’ chiuderanno anche i campeggi. Devo partire al più presto!
Viaggio in bici con Graziella | Gli ultimi preparativi - 5.0 out of 5 based on 1 vote
Decido di dare un nome al mio fantastico mezzo, ci penso sotto la doccia. Si chiamerà G.O.T.: Graziella Operativa Tattica. Scrivo a Virginia e David, mi suggeriscono di chiamarla Graziella Operativa ALTAMENTE Tattica, per creare l’acronimo GOAT (in inglese Capra). Ci ragiono, penso un po’, mi sembra ovvio che la si ritenga “Altamente” tattica, non c’è bisogno di sottolinearlo ulteriormente, è sotto gli occhi di tutti, chi non se ne accorge fin dal primo sguardo? Penso e ripenso.. ho deciso, la “A” starà per “Alternativa”. Certo, anche “Alternativa” è ovvio, però un nome lo dovrò pur scegliere...
Ci sono idee che nascono per caso, ci sono idee che nascono per sbaglio e ci sono idee che arrivano seguendo un percorso particolare, senza che ce ne accorgiamo. Magari ce ne rendiamo conto solo alla fine di una strada, poco per volta, se ripercorriamo le tappe a ritroso nel tempo.
Questa idea è nata così, non ricordo quando, ma so che ci pensavo da un pezzo.
L’idea di partire per un viaggio in bici con una Graziella, un mezzo che potremmo definire “Vintage”, ma forse sarebbe più giusto considerare... scomodo. Una bici che nessuno completamente sano di mente potrebbe associare a un lungo percorso. Perché no? Sarà un’idea assurda, ma non è troppo pericolosa (un poco lo è... devo ammetterlo) e allora si parte.
Viaggio in bici con Graziella | L'idea - 4.0 out of 5 based on 1 vote
Enrico Sottili è architetto e designer, all’attività di architetto abbina quella di ideatore e produttore di biciclette.
Disegna e produce bici originali, mezzi particolari nel design, ma anche dal punto di vista tecnico. Ho avuto occasione di incontrarlo di persona nel suo studio nel corso del viaggio dal festival “Ciclomundi” al “Festival della Viandanza” e mi ha fatto piacere vedere con quale passione sviluppa le sue idee. Vive e produce biciclette in una città famosa per il suo rapporto con le bici, dove le due ruote sono sempre di casa e sono ben considerate. Forse anche questo contesto favorisce il suo lavoro. La sua azienda si chiama Sottili Human Power...
Il Cornacchia è il monte più alto della Puglia, sono 1152 metri sul livello del mare. Chissà perché si chiama “Monte Cornacchia”? Perché ha la forma di una Cornacchia? Perché ci sono molte Cornacchie? Non lo so, riconosco la mia ignoranza.
Ci sono montagne sulle quali si può salire tutto l’anno, ma ci sono montagne che danno il meglio di sé in giorni particolari. Questa è una montagna dalla quale si può vedere molto lontano, bisogna però saper cogliere il giorno giusto. Bisogna guardare il cielo, controllare il meteo e cercare la giornata limpida per meglio assaporare tutto l’orizzonte, magari si può aspettare che passi il temporale e spazzi via nuvole e foschia...
All‘ingresso dell’agriturismo c’è un bel carro in legno, un buon carro. Un carro di una certa dimensione, con tanto di sponde piuttosto alte.
Scatto un sacco di foto perché è un buon modello da tenere in considerazione, da tenere come esempio. Prima o poi vorrei provare a costruirne uno, so che non ce la farò mai, ma mi piacerebbe provarci. Fino ad ora ho costruito solo carrelli di alluminio e acciaio, da trainare a spalla o da attaccare alle bici, un carrello di legno mi manca proprio. Magari invece di cominciare con un carro di queste dimensioni, potrei cominciare con una carriola.
Giusto per muovermi gradualmente e non partire subito con qualcosa di troppo ambizioso...
La Daunia.
La Puglia: chilometri e chilometri di spiagge… e le montagne? Quando si pensa alla Puglia vengono in mente soprattutto il mare e le spiagge, c’è invece anche un territorio di montagna meno famoso, ma interessante da scoprire: la Daunia.
Un territorio meno conosciuto, ma ricco di tradizioni, che chiede di essere un pochettino cercato per offrire il meglio di sé.
Una terra di montagna. Montagna in cui hai sempre davanti a te un’ampia visuale: nelle giornate più limpide si può vedere il mare a chilometri e chilometri di distanza.
Ogni montagna ha le proprie caratteristiche, le peculiarità di questa zona sono proprio gli orizzonti molto vasti, vedi il paese “vicino” che sta però dall’altra parte della valle...
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