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Cicloturismo, vacanze e viaggi in bici negli Stati Uniti
Giancarlo

Giancarlo

Prima di dedicarmi ai cicloviaggi, la bici era, come lo è tutt'ora, il mio mezzo di trasporto quotidiano/urbano. Oggi la bici ha sostituito totalmente l'auto, che ho felicemente venduto. I miei viaggi in bici più recenti sono:
  • 2011 Maremma Toscana che mi apre le porte al cicloturismo;
  • 2012  Da una costa all'altra Adriatico-Tirreno percorrendo la Liguria;
  • 2013 Periplo dell'adriatico 3000 km da casa a casa, da una sponda all'altra di quel mare;
  • 2014 Periplo Iberico 4500 km attorno alla penisola passando per i cammini di Santiago;
  • 2015 Periplo del Far west 5000 km tra i Parchi Nazionali Americani;
  • 2016 Periplo islandese
  • 2017 Periplo cubano
  • 2018 Madagascar
Ogni partenza ha le sue emozioni ed ogni ritorno... idem. Emozioni diverse, la prima per l’incognita della scoperta, la seconda per avere scoperto l’incognita. Emozioni diverse ma uguali, entrambe capaci di generare la stessa fibrillazione, confusione e, a volte, nostalgia.
Un cicloturista può raccontare le proprie esperienze sui pedali, io per primo, in termini di distanze percorse, cime raggiunte, ore trascorse sui pedali..., ma non è questo ciò che posso raccontare della recente esperienza in Madagascar in bici.
Madagascar in bicicletta: tra lemuri, baobab e i ragazzi di Fanovo - 3.3 out of 5 based on 4 votes
Ho visto persone vivere il loro quotidiano senza internet;
ho visto bambini senza play station giocare in strada disegnando i riquadri della settimana sul marciapiede e come piattello una lattina di Coca;
ho visto vicini di casa entrare in casa dell’altro con sorrisi e saluti senza preavviso alcuno e insieme farsi un caffè senza mai smettere di chiacchierare;
ho visto gente mangiare riso da una ciotola di cartone ed io volevo quel riso così per me hanno ritagliato un pezzo di cartone ripiegato su se stesso ed ecco per me il cucchiaio che non avevano. L’ho mangiato quel riso e loro erano felici.
Ci sono molte facce di questa Cuba della quale tanti dicono e tutti parlano. Ognuno a modo proprio può raccontarla e dire la sua e ognuna sarà diversa dall'altra perchè Cuba è il luogo dalle molte facce.
Periplo di Cuba: l’esperienza del “si può fare senza” - 4.0 out of 5 based on 1 vote
Ho sempre un po’ temuto l’idea di pedalare l’Islanda perché ciò che mi era stato raccontato mi spaventava, lo ammetto. Per la sua diversità da ogni altro luogo, la sua meteorologia imprevedibile, mi dicevano, ti sarà nemica e i suoi sperduti spazi con il nulla intorno saranno sconfortanti. Sono partito e ritornato e oggi mi sento di dire che l'Islanda si è rivelata al contrario un luogo dove non solo mi è piaciuto pedalare, ma piacerà tornarci per rivivere ancora emozioni, sorprese e scoprire altri segreti che la magia di quel luogo ha e sa regalarti. Una cosa, e non solo una, mi ha insegnato l'Islanda, che il cicloturismo NON è pianificare strade, tempi e risultati, NON è percorrere miglia in un’unica direzione prestabilita, nemmeno prefiggersi obiettivi per un applauso finale ma è più che mai lasciare che sia il luogo a decidere cosa è meglio fare dove andare e quando sostare.
Periplo islandese: Islanda in bicicletta - 4.4 out of 5 based on 7 votes
Se dopo qualche mese dalla fine di un'esperienza cicloturistica senti ancora la voglia e il desiderio di raccontarla.. beh sicuramente è perché quell'esperienza ti ha lasciato un segno. Così è stato anche in quest'occasione che mi ha portato ad intraprendere un viaggio che toccante, che mi ha lasciato profondi ricordi. Il "Periplo del Far West" è stata una pedalata di 5000 km ad anello, partendo da Los Angeles per ritornare allo stesso punto dopo aver descritto un cerchio in 10 settimane. Pedalando, io e Andrea Minelli, abbiamo attraversato 12 Parchi Nazionali Americani patrimonio dell'umanità e cinque stati, dormito ospiti presso 16 diverse famiglie, trascorso molte notti in tenda, incontrato migliaia di persone, altrettanti sorrisi e strette di mano.
Viaggio negli Stati Uniti in bici: il periplo del Far West - 4.8 out of 5 based on 9 votes
Il viaggio di Giancarlo attraverso la penisola iberica prosegue. Nella prima parte del suo racconto ci ha descritto gli incontri con decine di pellegrini ed ha iniziato a narrare del viaggio che lo ha portato a concludere il periplo iberico, oltre 4600 km pedalati tra Spagna e Portogallo. Ha percorso tre cammini verso Santiago di compostela in bici partendo ed arrivando a Barcellona. Di seguito trovate la conclusione di un racconto che è anche un invito a saltare in sella e partire... perchè il cicloturismo è un male contagioso!
Potrebbe apparire fuori luogo ma credo che certe esperienze di viaggio come quella che vi racconto si riescano a spiegare meglio se raccontate a ritroso, dalla fine al principio. E' guardando le cose da spettatore e non più da protagonista che ti accorgi della loro rilevanza. Muoversi a pedali non è associabile alla classica definizione di “viaggiare” nel senso comune in cui questo termine è inteso: arrivare ad una meta passando uno ad uno tutti i luoghi previsti dell’itinerario ma è piuttosto un “muoversi lento” che ti permette di vivere inaspettate “esperienze umane”, a volte anche “sovrumane” fatte di interazioni, confronti, conoscenza di persone culture e tradizioni.
Tre cammini per Santiago di Compostela in bici | Periplo Iberico Parte I - 5.0 out of 5 based on 2 votes
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