Alessandro Vitale

Alessandro Vitale

Sono Alessandro Vitale e abito a Trieste . Coltivo la passione dei viaggi con la bicicletta perché mi hanno dato un serie di soddisfazioni sempre più complete, mi fanno vivere la natura poliedrica del pianeta a una velocità visivamente sostenibile.
Sono fidanzato da quasi cinque anni con una Cube Trekking e non abbiamo mai litigato, siamo in perfetta sintonia. Pensiamo di non mettere al modo figli, perché siamo profondamente egoisti e comunque lei non potrebbe averne.
Il viaggio più bello? Quello che devo ancora fare .
Il posto più lontano che ho raggiunto è stato il Marocco, toccata e fuga.
Il più bello, le gole di Vintgar in Slovenia.
Il più caro la Svizzera.
Il più economico la Sicilia.
Il prossimo? Forse il raduno Harley a Velden...vedremo.
Ho un' altra donna oltre la Cube e ogni tanto mi vorrebbe con se...non pedala...che dolore...
Ha preso forma il mio viaggio di turismo solidale in bicicletta, attraverso il territorio di confine tra le regioni del Lazio, dell’Umbria e delle Marche, per raggiungere Amatrice nella giornata di Pasqua. Trovo significativo dare un minimo contributo di presenza ad un territorio bellissimo e alle ospitali persone che lo abitano nonostante gli eventi.
Per questo motivo, con la bicicletta, ho intrapreso un giro che ha visto il primo colpo di pedale ad Ascoli Piceno e l’ultimo a Spoleto. In mezzo ho trovato i borghi gravemente danneggiati dal sisma dello scorso anno.
Il Muraglione attende la sua vittima, con calma, pazienza, è immobile, dantesco. Mi muovo con circospezione nella stanza, con solenne rispetto e un po' di timore reverenziale per l'ultima prova, l'esame di maturità di Bicitalia 2015. In fondo sono una novantina di chilometri e più della metà saranno in discesa, ma i primi 35 di salita seria. Mentre affondo gli incisivi nel cornetto dribblando la marmellata che esce ovunque dalla pasta, mi guardo attorno osservando i clienti, la barista, la merce esposta e il mio caffè sul banco. Cerco una distrazione che attenui le spinte di adrenalina, ma in fondo avrò bisogno anche di quella.
È una speranza, una grossa speranza appesa a un esile filo quella di riuscire a sistemare la ruota per continuare Bicitalia. Il negozio apre puntuale alle 8.30 e come immaginavo le proposte si sintetizzano in unica possibilità: comperare una coppia di ruote nuove, 160 euro più il costo del lavoro del meccanico, con la costrizione di lasciare là il cerchio davanti. Rifiuto la proposta e indaghiamo tra i rivenditori della zona se vendono ruote spaiate o se hanno un cerchio da 28 per 28 raggi. Niente di niente. Si profila la triste ipotesi di abbandonare, ma non voglio...
Azzero il contachilometri, la registrazione del percorso del giorno precedente, azzero la memoria di una stanchezza biblica e quella di una voglia di caffè al mattino e parto dentro un giorno nuovo. So cosa mi aspetta, non conosco l'esatta misura, ma confido nella tolleranza, nella pazienza. La Basilicata è bella da togliere il fiato, lussureggiante, ma severa ed esigente, pretende un prezzo alto per le sue meraviglie e alza il tiro elevando la pendenza.
Al giro di chiave sulla porta di casa, il gatto seduto sul tavolo in giardino scatta miagolando e il cane arriva sparato dalla strada a ribadire la sua supposta supremazia. Il gatto gioca un secondo poi chiarisce con una soffiata che deve smetterla. Il siparietto mi diverte per il tempo che basta per realizzare che sono le sette, che devo fare una doccia e iniziare a preparare il veicolo uomo/bici. Il gatto si rivela anche troppo intraprendente infilandosi nella busta della spesa avanzata rovistando. Soffia, lo allontano con una sberla e il cane esulta.
Il giro estivo di quest'anno lo dedico al mio paese, un po' per par condicio e un po' per la comodità della lingua, come anche per i collegamenti telefonici che sono molto meno complicati e costosi. L’estero attira, ma alla lunga distoglie dalle bellezze nostrane e sono curioso di vedere se l’erba dei nostri prati è verde tanto quanto quella oltreconfine. Non è meno impegnativo preparare la partenza per un viaggio in bici in Italia, considerando che ho un volo in aereo da fare e che il tragitto si dipanerà su una lunghezza di circa 1700 km, con la ricerca di mappe da stampare e itinerari da inventare. Con molta calma, produco allenamento, imballi, carte e percorso di massima. La data di partenza sembra lontanissima, ma quando manca una settimana tutto accelera e mi ritrovo al mattino del 28 maggio emozionato, carico e scattante...
Nell’ incertezza metereologica di questa estate inconsueta provo a immaginare un percorso di quattro giorni da fare affrontando qualche salita di spessore. Per non andare tanto lontano e disponendo di montagne a profusione nella vicina Carnia, tratteggio il percorso trasferendolo sulle mappe fotocopiate.
Succede quasi sempre allo stesso modo, vedo qualche immagine di posti lontani sulle riviste o alla televisione e la curiosità mi spinge a cercare informazioni più dettagliate fino a quando si concretizza l'idea del viaggio. L'isola d'Elba mi attrae per una sorta di mistero che sembra non volersi svelare, che non si fregia di pubblicità rutilanti rimanendo un'incognita che galleggia sul blu profondo del Tirreno. Indago mappe, cerco percorsi, mi informo sugli alberghi e i prezzi, sui tragitti dei treni per arrivare da Trieste a Piombino, esploro i listini compagnie di traghetti e infine fisso una data, quella della partenza il primo di maggio e quella del rientro il quattro.
 
Inizio di motto, movimento schizofrenico verso una meta, verso quell’estate o quantomeno quella benedetta primavera. Compulsivo gesto di un sforzo, come a caricare la siringa di adrenalina e cacciarla nella pancia pensando alla neve, al freddo, alla pioggia che frena, che arresta, che spinge indietro a sberle e insiste mordace in direzione nord. Bici che scalpita, gamba fresca, poco avvezza a chilometri, ruote nuove su un percorso già fatto emulando lo yeti in cerca di un traguardo, di una foto bellissima con le dita ghiacciate, con il cuore che pulsa e il fiato che fuma da una galleria ad un ponte, da Resiutta a Tarvisio. Via, si parte, in treno al mattino con la bici fedele a rubare il respiro alla foresta e un panorama al paesaggio.
Mercoledì 12 febbraio: Alpe-Adria Winter!!!
 

L’esperimento può dirsi riuscito in quanto alle mie domande ho trovato le risposte che cercavo, affrontando le difficoltà che sospettavo nel pernottare in tenda durante il percorso.

Partito alle 17.00 di giovedì 5 settembre, ho dato corpo al frullare di adrenalina. Questo è stato il primo passo verso la preparazione della “Mille Miglia” che vorrei tentare il prossimo anno da Londra a Roma e volevo capire se fosse possibile risparmiare sul costo dei pernottamenti che in media pesano sui 40 euro a notte. Durante il giro della Svizzera di questa estate ho preso delle batoste pesanti arrivando a pagare anche 80 euro per una stanzetta a Nyon, quindi mi ero proposto di arrangiarmi con la tenda al seguito. Su una tratta come una mille miglia , i pernotti potrebbero essere una ventina e i conti son presto fatti, conviene forse andare in crociera, magari accontentando colei che non pedala. Ma a lei penserò comunque.

La bici è un’altra cosa, è mente che raggiunge un posto che esiste finchè lo si pensa.

 

L'ora di Mondo

ora di mondo simona in patagoniaDal Cilento al Cile, dalla Via Silente ai silenzi patagonici... un viaggio in bici verso la Fin del Mundo

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