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Bikers per l'Emilia: in bici per gli asili terremotati

    Bikers per l'Emilia
    Non appena un amico di Mirandola mi ha parlato di questa iniziativa, ne sono rimasto subito positivamente colpito ed ho cercato di mettermi in contatto con alcuni dei fautori per poter raccontare e diffondere questo progetto. L'idea è nata da un gruppo di bikers emiliani che vogliono dare una mano al proprio territorio colpito dal sisma.
    Ne è nata una breve intervista in cui Roberta ci racconta cos'è bikers per l'Emilia e quale è stata la prefazione al viaggio che a settembre unirà simbolicamente Mirandola e L'Aquila con l'obiettivo di raccogliere fondi per la ricostruzione di alcuni asili dei comuni terremotati.

    Chi siete e com'è nata l'idea di Bikers per l'Emilia?

    Ci presentiamo: siamo Roberta e Gloria, due bikers rispettivamente di Medolla e Mirandola, zone colpite dai sismi del 20 e 29 maggio di quest’anno.
    L’idea di Bikers per l’Emilia nasce dalla volontà di unire la passione per la mountain bike di una decina di bikers della bassa modenese a un progetto di raccolta fondi a favore della ricostruzione di obiettivi specifici per i comuni terremotati.

    Qual è lo scopo del vostro viaggio?

    Ci siamo accorte solo ora di essere profondamente legate alla nostra bell’Emilia: si sa, ti accorgi di quanto tieni veramente a qualcosa solo nel momento in cui rischi di perderla.
    Dopo il 29 maggio ci siamo scervellate per settimane su come aiutare la nostra terra ferita; ci sentivamo delle privilegiate, delle terremotate a 5 stelle, come osavamo definirci, e questo perché abbiamo ancora un tetto sotto cui dormire e non abbiamo perso nemmeno un giorno di lavoro, mentre, tutt’intorno a noi, vedevamo amici che vivevamo situazioni al limite della sopportabilità.
    Ancora più privilegiate se calcoliamo che la scossa del 20 noi non l’abbiamo proprio sentita, essendo impegnate in una transappenninica in mtb: la Via degli Dei, l’antica strada che collega Firenze a Bologna. E proprio da lì, da quella serata del 19 maggio sul Passo della Futa, noi 12 mtbikers riuniti intorno a un tavolo, è venuta l’idea di una raccolta fondi itinerante a favore della ricostruzione delle scuole materne delle zone colpite dal terremoto.

    E' il vostro primo viaggio in bici?

    Siamo due bikers neofite: per me (Roberta) la Sardegna è stato in assoluto il primo viaggio in bici, ho comprato la mtb ad aprile di quest’anno; Gloria invece aveva fatto un tragitto simile, sempre in Sardegna, lo scorso anno, insieme a suo fratello.

    Per quale motivo avete scelto la bicicletta come mezzo solidale?

    Perché la mtb, oltre a essere uno splendido sport, è un mezzo altamente ‘sociale’, che ti permette di conoscere gente e vedere posti che, con altri mezzi, sarebbero praticamente accessibili.
    E’ la vera incarnazione della teoria dello ‘slow down’, rallenta, vai piano e guardati intorno: quale modo migliore per vedere posti speciali e conoscere gente ancora più speciale.

    Che itinerario state seguendo (o avete seguito) per il vostro viaggio in Sardegna?

    Siamo partite con un itinerario ben preciso, che poi abbiamo completamente stravolto in base alle nostre sensazioni del momento.
    Da Olbia, dove siamo sbarcate, siamo risalite ad Arzachena per vedere l’arcipelago della Maddalena, ma dopo abbiamo sentito il richiamo del selvaggio sud di questa splendida isola, abbiamo preso la SS125, l’Orientale Sarda, passando per Budoni e il Golfo di Orosei, per poi addentrarci nell’entroterra fino al Passo Genna Silana e Jerzu e infine tornare sul mare fino a Villasimius, risalire verso Cagliari e passare gli ultimi, indimenticabili giorni, a Calasetta (Sant’Antioco).
    Un migliaio di km con il sole in faccia e l’Emilia nel cuore.

    Quali sono le emozioni che vi accompagnano in questo viaggio?

    Prima di questo viaggio eravamo due esterofile convinte, non ci sentivamo in vacanza se non mettevamo almeno 2.000 km tra noi e casa, con questo itinerario abbiamo riscoperto una parte affascinante di questa nostra Italia, incontrando inoltre persone incredibili: abbiam trovato più amici in Sardegna in due settimane che negli ultimi due anni.
    Ovunque andassimo c’era gente che ci fermava e chiedeva del nostro progetto, non credevamo di essere, noi emiliani, così benvoluti e stimati.
    E poi la beltà di certi panorami e la voglia di arrivare in cima alla prossima salita, la paura di non farcela e la gioia per il successo: tutte emozioni che ci ricorderemo nel lungo inverno padano ormai alle porte.

    Il vostro viaggio in Sardegna sarà l'unica iniziativa di Bikers per l'Emilia?

    Con il viaggio in Sardegna abbiamo fatto partire solo una piccola ‘avanguardia’ di noi Bikers per l’Emilia, il 29 settembre dodici di noi prenderanno infatti parte al Mirandola-l’Aquila, 650 km in 7 giorni, in modo da unire gli ultimi due comuni colpiti da eventi sismici in Italia in una sorta di fratellanza simbolica.
    Il tour toccherà inoltre le città di Bologna, Firenze, Arezzo, Perugia e Terni.

    Come utilizzerete i fondi raccolti?

    I fondi raccolti verranno devoluti al progetto di ricostruzione lanciato da Radio Pico, a favore della ricostruzione delle scuole materne dei comuni terremotati.
    Tutti i mesi al link: http://www.radiopico.it/evento.php?e=226&t=1 verrà aggiornata la lista dei versamenti e, ogni volta che un obiettivo verrà raggiunto, verrà comunicato sempre tramite questa pagina.

    In che modo i lettori possono supportare la vostra iniziativa?

    Innanzitutto seguendo tutte le nostre dis-avventure su www.bikersperlemilia.com e sulla pagina Facebook Bikers per l’Emilia.

    Inoltre, per chi volesse, con un versamento al conto corrente:

    Iban: IT41F0565266852CC0110120471
    San Felice 1893 Banca Popolare
    Causale: Bikers per l’Emilia

    Grazie a Roberta, Gloria e a tutti i Bikers per l'Emilia.
    Un grosso in bocca al lupo per il prossimo viaggio e, soprattutto, per la vostra iniziativa solidale.
    Leonardo

    Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.

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