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Una bici in bamboo in viaggio da Lusaka a Londra: intervista a Matteo Sametti

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Quando si viene a sapere che una bici in bamboo ha viaggiato da Lusaka, la capitale dello Zambia, a Londra in occasione delle Olimpiadi ci si stupisce di quanti grandi cicloviaggiatori cavalchino le strade del mondo. Questa, oltre ad essere un bellissimo viaggio in bici, è una storia di solidarietà che ha visto come protagonista Matteo Sametti e la sua associazione Sport2Build che opera in Africa promuovendo lo sport come attività di pace e di aggregazione.
Lusaka - Londra con la bici in bamboo è stato un progetto di raccolta fondi, ma non siete curiosi di saperne di più?!?
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Viaggiare in solitaria da Lusaka, la capitale dello Zambia, a Londra, su una bici in bamboo non è cosa di tutti i giorni, da cosa è nato questo insolito, ma straordinario progetto e per quale scopo?

 
L’idea di un lungo viaggio attraverso l’Africa ce l’avevo da tempo... l’anno scorso una serie di eventi concomitanti mi hanno fatto capire che era il momento giusto. La conclusione di alcuni progetti che gestivo in Zambia, l’anno olimpico e il lancio di Sport2build hanno rappresentato una combinazione di stimoli, e di assenza di scuse, vincente. Lo scopo del viaggio era far conoscere Sport2build e raccogliere fondi per una scuola per ‘disgraziati’ dove lo sport avrà un ruolo importante e fondamentale. Le Paralimpiadi rappresentano al massimo l’idea di sport per tutti e ‘social inclusion’ che che come Sport2build perseguiamo come obbiettivo primario. Quindi la sfida, l’obbiettivo è stato quello di raggiungere Londra per la cerimonia di apertura.
 

Era la prima esperienza di viaggio in bicicletta in solitaria?

 
No, avevo già pedalato per 2000 km da solo nel 2009 da Barcellona a Legnano passando per i Pirenei. Avevo bisogno di rilassarmi così sono tornato passando dalla Spagna... Tre giorni di organizzazione e fun a Barcellona, una bici da 300 euro comprata al Corte Ingles e via! Poi le componenti di quella bici senza marca sono quelle che abbiamo usato sulla Bamboo Bike, perchè seppure scarse per l’Italia erano meglio di quanto disponibile a Lusaka.
 
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Qual'è stato il paese più bello attraversato? E quello dove ti sei sentito solo o maggiormente in pericolo?

 
Il Sudan è stato fantastico, mi spaventava un po’ all’inizio ma poi la l’accoglienza eccezionale che ho ricevuto, insieme al deserto, al Nilo, ai letti a ‘cielo aperto’ e le otri lungo la strada mi hanno fatto innamorare di questo paese formalmente chiuso all’occidente, ma sorprendentemente aperto nella sua popolazione. Quasi tutti i giorni sono stato ospitato da famiglie e accudito meglio che in albergo. C’era il Ramadan in corso e alla sera dappertutto sono stato invitato per l’Yfter, la cena che chiude il digiuno giornaliero a base di leccornie come datteri, yoghurt, succhi, lenticchie, stufati e molto altro in alcuni casi anche thè, caffè e narghilè. Non mi sono mai sentito veramente in pericolo nemmeno quando alla fine del Kenya la polizia mi ha fatto salire su un pulman con scorta armata... a pensarci bene è stato uno dei punti di maggior rischio non tanto per i banditi/terroristi che avrebbero potuto attaccarci ma per la guida folle e le condizioni del bus... La polizia in Egitto, soprattutto nella parte centrale, mi ha infastidito parecchio... l’idea del ciclista solitario che attraversava l’Egitto non piaceva molto loro... e una sera ad un controllo in una caserma mi hanno rubato il cronometrino... Infine, per chi volesse intraprendere un viaggio in Africa è bene sapere che i bambini in Etiopia tirano le pietre ai ciclisti, e anche altro come canne da zucchero... o ti schioccano le fruste da circo Togni a 50 cm... alla sera mentre ingurgiti una injera e bevi una birra ci ridi sopra, ma quando pedali sei più propenso a mazzularli...
 

Quanto è durato il tuo viaggio da Lusaka a Londra in bicicletta e con quanti chili ti spostavi?

 
74 giorni, 8400 km e 10 stati di cui 7 in Africa: Zambia, Malawi, Tanzania, Kenya, Etioipia, Sudan ed Egitto poi Italia, Francia e Inghilterra in Europa. Per il peso quando sono sceso al porto di Assuan (dal Sudan all’Egitto si può passare solo attraverso il lago di Assuan) c’era una pesa per i camion ci siamo tutti pesati e io la bici insieme facevamo a 114 Kg, per fortuna non lo sapevo: in Etiopia dove si trovano innumerevoli salite fino a 3300 metri, mi hanno fatto sputare sangue! Bici e borse pesavano più di 40 chili, e sì che mi ero limitato all’essenziale...
 
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Qual'è stato il sentimento più ricorrente mentre attraversavi l'Africa sulle due ruote?

 
Libertà, stupore, voglia che non finisse mai, sorpresa. Poi ti chiedi e pensi tante cose, personali e universali. Due per tutte: in bici ho ‘deciso’, avallato poi da Giorgia, il nome per mio figlio che stava nella pancia della mamma e spesso pensavo alle ragione del sottosviluppo senza però trovare soluzioni...
 

Ci racconti qualcosa della tua (e di Serena) Onlus e dei vostri progetti sportivi?

 
Attualmente a parte il progetto della scuola che sta lentamente iniziando, abbiamo da 6 anni un programma di campestri e atletica, suddiviso in due circuiti di 5/6 gare. In più partecipiamo a quasi tutte le poche gare che si tengono in Zambia. Le nostre ragazze sono molto forti e in occasione della prima Lusaka Marathon abbiamo piazzato 9 ragazze nelle prime 10. Lavoriamo con allenatori locali e la ZAAA, la scalcagnata federazione di atletica zambiana. Poi calcio ovviamente, dove ci concentriamo principalmente sui junior under 16. In Zambia ci sono pochissime attività per bambini e ragazzi, la strada con tutti i suoi pericoli è il luogo principale di crescita e sviluppo. Abbandono scolastico, alcolismo, HIV e gravidanze e matrimoni precoci sono un grosso problema e lo sport aiuta molto a limitare i danni. Con i pochi mezzi che abbiamo cerchiamo di formare gli allenatori con corsi organizzati dalle federazioni locali o organizzazioni internazionali. A giugno andremo in Tanzania a Moshi sotto il Kilimanjaro con quattro squadre di calcio maschi e femmine under 13 e 16, una squadra di sitting volleyball e un cultural group... ci hanno selezionato a sorpresa... e siamo fuori budget, ma non possiamo restare a casa se qualche tuo lettore fosse interessato a sponsorizzare una squadra... ;) Sempre a giugno avremo un programma di formazione per allenatori di pallacanestro tenuti da giocatori professionisti italiani e argentini.
 
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E' vero che la, ormai mitica, bicicletta in bamboo con la quale hai affrontato il viaggio da Lusaka a Londra è in vendita per la promozione di nuove attività e progetti in Africa?

 
Venduta per soli 1000 euro, ma abbiamo seguito il detto "meglio pochi, maledetti e subito"... in Zambia con 1000 ci paghiamo metà circuito di campestri. Poi l’ha comprata l’associazione Riciclo che la esibisce quà e là... penso anche prossimamente al Triathlon Internazionale di Rimini.
 

Da quanti anni vivi in Africa e perchè fra tutti i paesi hai scelto proprio lo Zambia?

 
7 anni. Non ho scelto lo Zambia, ho scelto l’Africa poi in Zambia avevo trovato il lavoro giusto per venire.
 
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Come possiamo fare per aiutare Sport2Build Onlus?

 
Sport2build Onlus è una associazione che lavora in contesti di emergenza, povertà e degrado sociale, soprattutto nei paesi in via di sviluppo per migliorare e rafforzare i giovani e i bambini meno privilegiati usando lo sport come strumento di sviluppo e pace. La scuola permetterà ai bambini di crescere e imparare, usando diversi strumenti per stimolare le loro abilità e creatività. Assocerà lezioni in classe a sport, arte e attività manuali. Questa metodologia consentirà di accogliere anche bambini con bisogno di sostegno dato che il curriculum scolastico è disegnato intorno al bambino, le sue capacità e bisogni. Il sito ufficiale dell'associazione Sport2build è: http://www.sport2build.org/wp/?page_id=2834
Si può contribuire con bonfico a: SPORT2BUILD ONLUS - UNICREDITBANCA - TRADATE - IBAN: IT65J0200850581000101200944 per l'acquisto di:
 
  • 1 sacco di cemento € 10
  • 100 mattoni € 50
  • Attrezzature sportive € 500
  • Materiale didattico per una classe € 1,000
  • Costruzione di un aula € 6,000
 

Un'ultima domanda Matteo...quali sono i progetti futuri?

 
...consolidare le attività in corso e partire con la scuola... e forse pedalare da Ovest questa volta ai mondiali di Firenze... ma con un tandem di bambù...
 
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Ultimamente è uscito La bicicletta di Bambù, il libro che racconta il viaggio in bici di Matteo da Lusaka a Londra - Edizioni Ediciclo

 
 
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Vero

ITA - Correva l'anno 1983 quando ha sorriso per la prima volta alla luce del sole estivo. Da sempre col pallino per l'avventura, ha avuto la fortuna di girare l'Europa e l'Italia con i genitori e poi, per la maturità, si è regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano verso la Russia. Al momento giusto ha mollato il lavoro senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ha viaggiato per cinque mesi in solitaria. Nel 2007 ha provato per la prima volta l'esperienza di un viaggio in bici e, da quel momento, non ne ha potuto più fare a meno... così, dopo alcune brevi esperienze in Europa, nel 2010 è partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico, la prima vera grande avventura insieme! All'Asia sono seguite le Ande, il Marocco, il Sudafrica-Lesotho e #noplansjourney. Se non è in viaggio, vive sul lago d'Iseo! Carpediem e buone pedalate!

EN - It was 1983 when he smiled for the first time in the summer sunlight. Always with a passion for adventure, she had the good fortune to travel around Europe and Italy with her parents and then, for maturity, she took a trip in 2 horses from Milan to Russia. At the right moment he quit his job with no regrets to fly to New Zealand where he traveled for five months alone. In 2007 she tried the experience of a bike trip for the first time and, from that moment on, she couldn't do without it ... so, after some short experiences in Europe, in 2010 she left with Leo for a long cycling trip in South East Asia, the first real great adventure together! Asia was followed by the Andes, Morocco, South Africa-Lesotho and #noplansjourney. If he's not traveling, he lives on Lake Iseo! Carpediem and have good rides!