Viaggiare in Asia in bici: itinerari e racconti

Durante il nostro viaggio in bici di dieci mesi nel sudest asiatico abbiamo pensato anche di visitare la Malesia: da nord a sud lungo la parte occidentale della nazione per poi trasferirci da Kuala Lumpur al Borneo settentrionale, nello stato di Sabah. Durante questi due mesi abbiamo visto sterminati appezzamenti di palme da olio e, qua e là, località davvero splendide del più occidentale dei paesi dell'area. Il (relativo) benessere della popolazione è sicuramente andato a scapito dell'ambiente ma comunque si possono ancora trovare luoghi incontaminati o visitare città affascinanti. Nel Borneo poi, l'incontro con la natura selvaggia non è una chimera impossibile da raggiungere, anzi. Di seguito ecco la nostra personale classifica sulle 10 cose da vedere in Malesia!
 
Cosa vedere in Malesia: 10 cose da fare e visitare - 3.3 out of 5 based on 13 votes
Una delle avventure più insolite capitate in questo lungo peregrinare in bici nel sud est asiatico è avvenuto in terra malese. Abituati ai costi ed agli standard qualitativi degli alloggi nei vicini paesi del sud est asiatico (a parte qualche rara disavventura!), abbiamo dato per scontato di poterci fidare degli hotel economici in Malesia... ed abbiamo fatto un gravissimo errore!!! Per evitare di trovarsi in spiacevoli situazioni, come si può scegliere un hotel lowcost in Malesia?
 
Hotel lowcost in Malesia: come sceglierli! - 2.0 out of 5 based on 1 vote
Nei nostri sogni di bambino, il Borneo malese era sinonimo di terre inesplorate e selvagge, patria di pirati ed animali spaventosi, come quelli narrati nei racconti di Salgari. Era una chimera lontana che esisteva solo nella fantasia creata dalla mano di Morfeo. Ora che il sogno si è avverato, come spesso accade, la visione è mutata evolvendo in un disegno più concreto e meno romantico, ma non per questo meno affascinante e coinvolgente. Questo è ciò che è divenuto dopo il nostro percorso in bicicletta nello stato di Sabah, uno dei due del Borneo malese.
Borneo malese in bici: storie di pirati e fiere feroci - 5.0 out of 5 based on 1 vote
Le biciclette avanzano verso le Cameron Highlands, la nostra prossima meta! Lasciamo l'isola di Penang e la città di Georgetown con un po' di dispiacere, ma la voglia di tornare in sella e proseguire nell'esplorazione della Malesia è più forte della comodità e del piacere di vivere agiati. Passiamo la città coloniale di Taiping, la sede del sultanato del Perak di Kuala Kangsar ed il grande centro di Ipoh prima di salire ai 1500 m delle Cameron Highlands. Scendiamo tra piantagioni di thè e dopo un piacevole incontro, entriamo nel traffico metropolitano di Kuala Lumpur, città moderna e vivace.
Due giorni per preparare le bici al decollo verso il Borneo (tra ricerche di cartoni, nastro adesivo e attrezzature varie...mai più:)), una giornata e mezza correndo per le vie ed i quartieri colorati della capitale malese e, per finire la giornata, 14 ore di attesa all'aeroporto di Kuala Lumpur...
Piove, che novità, il treno della metropolitana corre veloce incanalato sui suoi binari fino a KLCC, la nostra fermata!
Loro sono lì fuori, ad aspettarci, immobili ed eterne... le futuristiche Petronas Towers svettano senza rivali nella notte di Kuala Lumpur incappucciate da nuvole frettolose che lasciano solo un lieve scia nei nostri scatti veloci sotto la pioggia battente!
Domani si riparte, addio penisola malese... il Borneo ci attende!!!

 

Siamo al quarto, ma ogni volta è sempre come la prima volta: curiosità, timore, aspettative... Dopo il Laos, la Cambogia e la Thailandia, la Malesia passando da un confine lontano dalle rotte più battute. La burocrazia del visto da richiedere in ambasciata, l'attesa in coda per ottenere un timbro... sono ricordi lontani: un sorriso, qualche domanda incuriosita, una bottiglietta di acqua fresca passata dal parlatoio ed entriamo in Malesia con un visto di 90 giorni.
Bye bye Thailandia, Malesia siamo qua, pedalando verso sud - 3.0 out of 5 based on 1 vote
Visitare il Laos è sempre un'avventura. Viaggiare in questo paese è semplice, economico e deliziosamente avventuroso... se poi lo si fa in bicicletta come è capitato a noi durante i nostri dieci mesi nel sudest asiatico, diventa una delle esperienze più entusiasmanti da poter provare per un viaggiatore. Il nord montuoso e popolato da decine di etnie diverse è selvaggio ed isolato a sufficienza da tenere a distanza il turismo di massa che si concentra invece sulle città di Luang Prabang e Vientiane, lasciando spazio agli amanti della scoperta sia nell'area di Phonsavan e della piana delle Giare che nel sud tranquillo e rilassante. Vediamo le dieci località del Laos che vi dovrebbero convincere a visitarlo!

 

Visitare il Laos: 10 mete che non dovreste perdervi! - 3.8 out of 5 based on 6 votes
Siamo proprio perseguitati da questo fiume, dal mitico Mekong, che passa attraverso gran parte degli stati del nostro itinerario asiatico o forse è questione di attrazione fatale? Il fascino che il Mekong esercita sul viaggiatore medio, curioso e sognatore, non è poco: confine naturale, habitat perfetto per centinaia di specie differenti di pesci ed uccelli, artista creativo di rapide impossibili da navigare, anche sotto l'esperta guida di un veterano del rafting, ottimale via di comunicazione...

 

Un viale alberato scivola lento nel sole, i due ampi marciapiedi costruiti a lato invece, corrono come veloci tapirulan sotto le numerose scarpe che ogni giorno, incuranti, li calpestano dopo una buona tazza di caffè della Bolaven Plateau. Decine di caffetterie intitolate ai più creativi artisti del mondo sorgono una di seguito all'altra sfoggiando tele decorate ai muri e tavoli di legno intarsiati da veri e propri maghi della lavorazione pronti ad accogliere frotte di turisti ansiosi di degustare la miscela magica in grado di emanare quell'intenso aroma conquistatore nell'aria!
Il Laos più profondo, quello che da Savannakhet raggiunge il distretto di Champone dei villaggi di campagna, delle mondine che lavorano sotto il sole cocente nelle risaie allagate, delle strade polverose e piene di buche che possono inghiottire un ciclista e la sua bici senza lasciarne traccia; il Laos degli uccelli colorati, delle scimmie intraprendenti e delle tartarughe sacre; il Laos dei monaci bambini, degli allevatori di bestiame, delle venditrici di frutta tropicale e dei bufali d'acqua: questo Laos è ciò che abbiamo scoperto inoltrandoci per qualche giorno nell'entroterra.

 

Lasciamo Vientiane dopo qualche giorno di relax e dopo aver espletato le numerose pratiche burocratiche di estensione del visto laotiano ed ottenimento di quello cambogiano. La direzione è sempre la stessa, tracciato dal lento fluire del Mekong che da qui fino alla Cambogia delinea il confine tra Laos e Thailandia. Scendiamo subito sulle sue sponde, inizialmente condotti verso Oriente. Presto la strada si fà sterrata ed il traffico, quasi completamente deviato sull'arteria principale, diviene irrisorio. Adeguiamo il nostro ritmo a quello del fiume e, senza fretta, pedaliamo verso sud.

 

Un tracciato alternativo alla principale arteria (Route 13) che collega le due cittadine del Laos centrale, Thakhek e Savannakhet, è quello che segue le rive del fiume Mekong.
Per i primi 55 chilometri la strada è asfaltata e attraversa numerosi villaggi di pescatori nel distretto di Nong Bok. Passato il ponte sull'affluente Se Bang Fai, nei pressi di Ban Tong, inizia una strada sterrata ampia e ben battuta che in circa 16 chilometri porta nel paese Saybuli. Personalmente abbiamo trascorso una notte in tenda qui per poi concludere il tragitto nella giornata successiva, ma è comunque possibile, partendo presto al mattino, raggiungere Savannakhet in un solo giorno.
Il Laos è uno dei paesi meno popolati d'Asia.
Dal punto di vista morfologico può essere suddiviso in due regioni: quella settentrionale è caratterizzata da alte catene montuose tra cui la strada serpeggia salendo verso la Cina prima di scendere a Luang Prabang. L'altopiano di Phonsavan custodisce migliaia di enormi giare ed unisce monti e pianure. La zona meridionale del paese è invece più pianeggiante, solcata dal Mekong e fiancheggiata da spigolose colline carsiche. A circa 50 km dal confine cambogiano, il corso del fiume si divide formando centinaia di isole che variano in dimensione e numero a seconda della stagione.
Piccola Luang Prabang, baciata dalla fortuna di trovarsi alla confluenza tra Nam Khan e Mekong e di conservare alcuni begli edifici del periodo coloniale francese. Il turismo, quello di massa, ha fatto il resto, violento come un'onda durante un uragano, è arrivato e ha mutato tutto portando ricchezza ed accentuando le diversità sociali, cambiando la semplicità del popolo laotiano in pericolosa bramosia di denaro. Qualcosa però si è salvato ed è ancora possibile rendersene conto al mattino presto quando i monaci dei templi più periferici sfilano silenziosamente nel buio per ricevere le offerte dai fedeli o quando le prime luci del giorno colpiscono i volti stanchi delle matrone al mercato. Come per ogni altro luogo, non basta di certo una settimana per viverlo e capirlo nell'essenza, ma qualche frammento di realtà qua e là siamo riusciti a scorgerlo! Raggiungere la piana delle Giare, patrimonio UNESCO ancora poco accessibile, non sarà facile da qui...
Luang Prabang - Piana delle giare in bici: la disfatta di Muang Khun - 5.0 out of 5 based on 2 votes
Pedalare nella notte è un'esperienza divertente e piacevole su una strada sgombra e periferica ma può diventare un lento incubo da cui sfuggire se c'è traffico ed il fondo stradale è sconnesso. Sono le sette di sera ed il sole è calato ormai da un'ora abbondante regalandoci un tramonto dorato come spesso ha fatto qui nel sud-est asiatico. Questa volta non ce lo siamo gustati però, concentrati sulle bici per raggiungere al più presto la cittadina di Oudomxai, tra Luang Nam Tha e Luang Prabang, ad una distanza indefinita dalla nostra ruota anteriore. Il contachilometri ha superato il cento già da un pò e le gambe gridano la loro rabbia ad ogni pedalata. Salita e discesa sono la costante delle strade del Laos settentrionale e quella che da Luang Nam Tha conduce a Luang Prabang non fa eccezione.
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