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La nostra deviazione verso occidente è ormai alle spalle e da qualche giorno stiamo solcando le strade delle pianure centrali thailandesi. La nostra meta è il nord, Chiang Mai, il triangolo d'oro e poi Laos, Cambogia e chissà cos'altro. Per entrare nel futuro di questo viaggio però viviamo il presente e sulla nostra rotta incrociamo Lopburi ed Ayutthaya, due cittadine dal passato glorioso che dona loro notorietà anche ai giorni nostri.
Viaggiare tutto il giorno in sella ad una bicicletta non dà respiro: non si può leggere un libro, non si può schiacciare un pisolino, non si può scrivere qualche osservazione sulla giornata appena trascorsa, la nostra attenzione deve essere indirizzata sulla strada che percorriamo, ma, fortunatamente, è concesso anche il privilegio di osservare particolarità e curiosità che a chi si sposta in altro modo non viene dato.

 

Dormiamo un sonno quieto e riposante dimenticandoci del lungo volo del giorno precedente. Apriamo gli occhi che sono già le 10 e il cielo è velato e grigio. Optiamo per visitare qualche tempio, i più interessanti sembrano essere il Wat Pho ed il Wat Phra Kaew. Ci incamminiamo lungo Samsen Road, ma veniamo immediatamente fermati da un thailandese alquanto chiacchierone: nel suo inglese maccheronico cerca di spiegarci qualcosa che non afferriamo totalmente. "Tuk tuk 20 baht, tuk tuk 20 baht", rispondiamo cordialmente che preferiamo camminare, ma lo strano individuo non si arrende: "Today promotion, 20 baht 20 baht". Quasi a trovare riscontro delle proprie affermazioni, giunge un tuk tuk coloratissimo e il driver inizia anch'egli a sostenere che un giro costa solo 20 baht. Siamo un po' scettici, forse perchè siamo appena stati a Il Cairo, dove ognuno tira esclusivamente l'acqua al proprio mulino a costo di imbrogliare i turisti e i viaggiatori creduloni. Dopo un buon quarto d'ora ci facciamo convincere e saliamo a bordo di questo trabiccolo instabile lanciandoci a tutta velocità nel bel mezzo del traffico cittadino. A quanto capiamo ieri è stato l'anniversario della nascita del buddismo ed oggi parecchi templi sono gratuiti!
I primi chilometri in bici sono alle spalle; il periodo di assestamento per digerire fuso orario, clima, acquisire un pò di abitudine a stare in sella per molte ore e conoscere l'atteggiamento delle persone nei nostri confronti è passato.
Ci siamo spostati nella zona più occidentale della Thailandia, percorrendo la vallata del fiume Kwai che conduce fino al villaggio di confine di Sagklaburi dove molti birmani si sono rifugiati per sfuggire alle persecuzioni del governo militare del loro paese.
Per ora ci ha entusiasmato il calore e la cordialità con cui la gente ci accoglie quando passiamo affaticati in sella alla nostra bicicletta e ci ha stupito l'enorme biodiversità presente: migliaia di alberi da frutto e fiori differenti si trovano soltanto alzando lo sguardo lungo la strada.
In bici in Thailandia lungo la Valle del fiume Kwai - 4.0 out of 5 based on 1 vote
Decolliamo da Il Cairo in perfetto orario, obiettivo è quello di raggiungere la Thailandia per visitare Bangkok ed iniziare la nostra avventura in bici nel sud est asiatico. La mia mente è stanca, stufa di pensare a tutte le peripezie affrontate finora per non perdere le bici, di non pensare al volo e lasciarsi finalmente alle spalle il traffico egiziano. Cado in un sonno al gusto di fragola e piombo, fragola perchè è dolce, piombo perchè neanche una cannonata sarebbe stata in grado di risvegliarmi.
Durante il viaggio in bici di dieci mesi nel sudest asiatico abbiamo avuto l'occasione di conoscere, visitare ed esplorare una parte del più piccolo e martoriato degli stati dell'area: la Cambogia! Il nostro viaggio in Cambogia ci ha portato a conoscere il popolo khmer, davvero commovente nella sua ospitalità e non per nulla la nazione viene anche detta la terra dei sorrisi... a maggior ragione dopo essere passati da queste parti ci si chiede come sia potuta nascere una tragedia dalle proporzioni gigantesche come il genocidio perpetrato ai danni del suo stesso popolo da Pol Pot e dai suoi Khmer Rossi. Tra i luoghi da visitare in Cambogia tutti conosceranno il complesso di Angkor, ma molti altri sono i luoghi sconosciuti e meritevoli di essere visti...
Viaggio in Cambogia: 10 destinazioni da visitare! - 3.1 out of 5 based on 7 votes
Se state viaggiando nel Sud est asiatico e la curiosità vi spinge verso la turistica Angkor, meta quasi d'obbligo durante i vagabondaggi in queste zone, non potrete fare a meno di sostare qualche giorno anche fra i khmer più metropolitani nella maestosa Phnom Pehn, la capitale. Cambogia non è certamente sinonimo del suo principale centro urbano, ma Phnom Penh è diversa dalle altre capitali, qui si respira davvero un'aria autentica e già questo vale lo sforzo di una visita!
Situata sulle rive del Mekong, la capitale della Cambogia ospita 2 dei 14 milioni di abitanti dell'intera nazione. Elegante, raffinata, ma anche dura, crudele e meschina, Phnom Penh è un luogo da scoprire sia di giorno che di notte, in ogni suo angolo, in ogni sua buia strada, Phnom Penh è da capire, ma non è così semplice farlo!
 
Scoprire la capitale: Cambogia rivoluzionata nelle strade di Phnom Penh - 4.0 out of 5 based on 1 vote
Visitare la Cambogia o (Kampuchea) in bicicletta significa percorrere chilometri e chilometri seguendo il fiume Mekong,  zigzagando nella giungla o attraversando il  lago Tonle Sap. L'unica catena montuosa degna di nota è quella dei Cardamomi situata nel sud ovest del paese. La Cambogia è la terra dei khmer, un popolo generoso e allegro, sempre disponibile e curioso nei confronti dello straniero. La cosa più impressionante per un viaggiatore è rendersi conto di come il genocidio perpetrato da Pol Pot abbia abbassato l'età media della popolazione sotto i 28 anni...
Visitare la Cambogia: highlights, consigli e info per fare cicloturismo - 5.0 out of 5 based on 1 vote
Una settimana di sosta nella turistica Siem Reap ci ha permesso di visitare i fantastici templi dell'antico regno di Angkor e di assaporare le molteplici pietanze della gastronomia cambogiana. Di seguito vi proponiamo un itinerario cittadino per scoprire cosa mangiare in questo splendido paese.
Cosa mangiare in Cambogia: tour gastronomico a Siem Reap - 4.0 out of 5 based on 1 vote
Situato nella Cambogia nord-occidentale, a due passi da Siem Reap, il vasto complesso di Angkor è uno dei siti Unesco più visitati al mondo. Date le dimensioni dell'incredibile area su cui è stato costruito, per visitare Angkor Wat in una sola giornata bisogna studiare con attenzione un itinerario (ciclabile) da seguire se non si vuole rischiare di dove saltare i templi più interessanti. Il mezzo di trasporto più consono all'esplorazione, ideale per prendersi il proprio tempo ma anche per non deturpare l'ambiente, è senza dubbio la bicicletta (come già anticipato), infatti sono solo 8 i chilometri che separano le rovine da Siem Reap, la città cambogiana più comoda per soggiornare nei dintorni e dove vi consigliamo di concedervi un gustoso tour gastronomico della città.
 
Visitare Angkor Wat in Cambogia con la bicicletta - 2.5 out of 5 based on 2 votes
Nella Cambogia centrale dove il fiume Tonle Sap si incontra con il leggendario Mekong fra distese di riso e campi allagati stagionalmente, si estende la capitale di Kampuchea: Phnom Penh. Traffico confuso, immondizia lasciata in balia di topi e blatte, lussuriosi turisti in cerca della donna perfetta a pagamento, Phnom Penh non è propriamente la città dei sogni ad un primo rapido sguardo, ma scavando lentamente nel suo recondito si possono scovare tanti scorci che profumano di quotidianità casalinga e tradizioni.
 
La Cambogia è un paese piatto, facile per i cicloviaggiatori a parte un paio di aree isolate come la remota provincia di Ratanakiri e la selvaggia catena montuosa dei Cardamomi nel sud-ovest del paese. Non c'è motivo che spinga i ciclisti a passare di qui se non il masochismo e noi un po' di dolore ce lo vogliamo procurare. Saltata l'area vulcanica orientale per mancanza di tempo, ci restava il sud-ovest e proprio lì ci siamo diretti negli ultimi giorni di validità del nostro visto cambogiano.
Cambogia montuosa del sud-ovest: pedalando nei Cardamomi - 5.0 out of 5 based on 1 vote
Dal paese di Phnom Srok uno sterrato da hard test alle sospensioni avanza fra stagni e canali lungo i 7 km che separano l'abitato dal bacino artificiale voluto da Pol Pot (Cambogia nord occidentale - anni '70) a costo di molte vite durante la sanguinosa "epoca d'oro" dei Khmer Rossi e divenuto oggi il rifugio ideale per molte specie di avifauna.
Adagiati su un comodo letto e coccolati da frullati di frutta da capogiro e pietanze deliziose, come mucche all'ingrasso abbiamo permesso alla catena della nostra fuoriserie su due ruote di arrugginire nei dieci giorni trascorsi fra Angkor e Siem Reap. Più di una settimana fermi nello stesso luogo?!? Robe da turisti in vacanza, non da viaggiatori amanti dell'esplorazione e della fatica come noi... quindi cosa stiamo aspettando? Tutti in sella... si riparte: destinazione riserva Ang Trapeang Thmor!!!

 

La sua sagoma è cangiante come il colore del tramonto sulle sue acque: il Tonle Sap è un immenso bacino lacustre che varia in forma e dimensione a seconda del periodo dell'anno. Durante la stagione delle piogge il Tonle Sap si estende a coprire buona parte della Cambogia occidentale, ricevendo le acque del Mekong che con la sua potenza riesce ad invertire l'andamento della corrente del suo emissario. Il lago è vita: molte cittadine e villaggi sorgono sulle sue sponde sfruttandolo come riserva di pesca così come risorsa irrigua.
 
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