Viaggiare in Asia in bici: itinerari e racconti

Le bancarelle sulla strada sono identiche alle centinaia di altre presenti in qualsiasi città o villaggio: un carretto da trasportare a mano o con lo scooter, un ampio ripiano su cui sono adagiate varie vaschette con il cibo appena cotto, dolce o salato, una bombola per alimentare i fornelli ed alcune padelle in cui versare gli ingredienti richiesti. Al fianco di piatti tradizionali thailandesi come il pad thai ed il kha phrao moo ce ne sono altri un pò particolari. Siamo a Phitsanulok, la città degli insetti fritti e sui vassoi fanno bella mostra di sè cavallette, blatte, vermicelli, larve e scarafaggi: sembrano croccanti!
Quando a Sukhothai abbiamo deciso di proseguire verso ovest e riavvicinarci al confine Birmano sapevamo di andare a mettere il culo nelle peda(la)te cioè le ruote della nostra bicicletta nel bel mezzo del massiccio montuoso che separa Thailandia e Myanmar. La strada che dal capoluogo di provincia Tak porta nel sud del distretto di Mae Hong Son è una delizia per i palati fini della bicicletta: non un singolo metro di pianura, una infinità di curve e traffico irrisorio.
La fatica è ricompensata da panorami rurali ottocenteschi, dall'incontro con persone che utilizzano elefanti come mezzo di trasporto, dal sorriso di bambini birmani sfuggiti alle persecuzioni della giunta militare e parcheggiati in un villaggio poco oltre il confine, dai clacson che suonano e dai pollici alzati che incitano a non mollare, dal piatto di riso fritto mangiato a bordo strada e dal lento scorrere delle ore in sella.
Titolo liberamente ispirato a Farfalle sul Mekong di Corrado Ruggeri che stiamo leggendo nei nostri momenti liberi rubandocelo dalle mani l'un con l'altra
Ripensiamo alla discussione avuta con il poliziotto che ci indicava il Sawarag come hotel very cheap ed effettivamente cosa sono 350 Baht? Quasi 10€ in due per una camera doppia, meno di 5€ a testa per una stanza con bagno in camera, mica male no? La verità è che ci stiamo abituando a spendere davvero poco ed anche 350 Baht oramai, sono diventati tanti per noi.
Farfalle sul Keg River: in bici in Thailandia - 4.0 out of 5 based on 1 vote
Quando si viaggia in bici, si fatica, si annaspa, si ha, talvolta, voglia di gettare la spugna. Non tutte le giornate sono rosee con strade asfaltate e pianeggianti, tappe corte, temperatura perfetta e poche nuvole in cielo. Sono venti giorni che viaggiamo per la Thailandia e in tanti istanti, la stanchezza è stata vicina a prendere il sopravvento e l'ipotesi di caricare il nostro mezzo ecologico su un autobus o su un treno non è sembrata poi più così remota! In questi attimi duri ed eterni, ciò che maggiormente ci ha dato coraggio ed energia per continuare la nostra avventura è stato il sorriso dei tanti thailandesi e non incontrati durante quasi ogni tappa. Ė proprio il caso di dire che un sorriso può cambiarti la giornata!
Gente d'Oriente: incontri di viaggio indimenticabili - 5.0 out of 5 based on 1 vote
L'aria, fino a pochi istanti prima immota ed opprimente, si ridesta sferzando le palme da cocco che si inarcano come catapulte pronte a colpire. Il vento si alza e l'orizzonte scuro incede veloce; chi può ripara in casa ritirando l'immancabile mercanzia esposta sul marciapiede, gli altri si preparano come possono a ricevere la pioggia benedetta, a volte dannata. E' ottobre in Thailandia e la stagione delle piogge sta volgendo al termine ma il monsone vuole dare un assaggio della sua veemenza e generosità anche a noi.
La duplice faccia dell'acqua: monsoni devastanti e provvidenziali! - 4.0 out of 5 based on 1 vote
La nostra deviazione verso occidente è ormai alle spalle e da qualche giorno stiamo solcando le strade delle pianure centrali thailandesi. La nostra meta è il nord, Chiang Mai, il triangolo d'oro e poi Laos, Cambogia e chissà cos'altro. Per entrare nel futuro di questo viaggio però viviamo il presente e sulla nostra rotta incrociamo Lopburi ed Ayutthaya, due cittadine dal passato glorioso che dona loro notorietà anche ai giorni nostri.
Viaggiare tutto il giorno in sella ad una bicicletta non dà respiro: non si può leggere un libro, non si può schiacciare un pisolino, non si può scrivere qualche osservazione sulla giornata appena trascorsa, la nostra attenzione deve essere indirizzata sulla strada che percorriamo, ma, fortunatamente, è concesso anche il privilegio di osservare particolarità e curiosità che a chi si sposta in altro modo non viene dato.

 

Dormiamo un sonno quieto e riposante dimenticandoci del lungo volo del giorno precedente. Apriamo gli occhi che sono già le 10 e il cielo è velato e grigio. Optiamo per visitare qualche tempio, i più interessanti sembrano essere il Wat Pho ed il Wat Phra Kaew. Ci incamminiamo lungo Samsen Road, ma veniamo immediatamente fermati da un thailandese alquanto chiacchierone: nel suo inglese maccheronico cerca di spiegarci qualcosa che non afferriamo totalmente. "Tuk tuk 20 baht, tuk tuk 20 baht", rispondiamo cordialmente che preferiamo camminare, ma lo strano individuo non si arrende: "Today promotion, 20 baht 20 baht". Quasi a trovare riscontro delle proprie affermazioni, giunge un tuk tuk coloratissimo e il driver inizia anch'egli a sostenere che un giro costa solo 20 baht. Siamo un po' scettici, forse perchè siamo appena stati a Il Cairo, dove ognuno tira esclusivamente l'acqua al proprio mulino a costo di imbrogliare i turisti e i viaggiatori creduloni. Dopo un buon quarto d'ora ci facciamo convincere e saliamo a bordo di questo trabiccolo instabile lanciandoci a tutta velocità nel bel mezzo del traffico cittadino. A quanto capiamo ieri è stato l'anniversario della nascita del buddismo ed oggi parecchi templi sono gratuiti!
I primi chilometri in bici sono alle spalle; il periodo di assestamento per digerire fuso orario, clima, acquisire un pò di abitudine a stare in sella per molte ore e conoscere l'atteggiamento delle persone nei nostri confronti è passato.
Ci siamo spostati nella zona più occidentale della Thailandia, percorrendo la vallata del fiume Kwai che conduce fino al villaggio di confine di Sagklaburi dove molti birmani si sono rifugiati per sfuggire alle persecuzioni del governo militare del loro paese.
Per ora ci ha entusiasmato il calore e la cordialità con cui la gente ci accoglie quando passiamo affaticati in sella alla nostra bicicletta e ci ha stupito l'enorme biodiversità presente: migliaia di alberi da frutto e fiori differenti si trovano soltanto alzando lo sguardo lungo la strada.
In bici in Thailandia lungo la Valle del fiume Kwai - 4.0 out of 5 based on 1 vote
Decolliamo da Il Cairo in perfetto orario, obiettivo è quello di raggiungere la Thailandia per visitare Bangkok ed iniziare la nostra avventura in bici nel sud est asiatico. La mia mente è stanca, stufa di pensare a tutte le peripezie affrontate finora per non perdere le bici, di non pensare al volo e lasciarsi finalmente alle spalle il traffico egiziano. Cado in un sonno al gusto di fragola e piombo, fragola perchè è dolce, piombo perchè neanche una cannonata sarebbe stata in grado di risvegliarmi.
Durante il viaggio in bici di dieci mesi nel sudest asiatico abbiamo avuto l'occasione di conoscere, visitare ed esplorare una parte del più piccolo e martoriato degli stati dell'area: la Cambogia! Il nostro viaggio in Cambogia ci ha portato a conoscere il popolo khmer, davvero commovente nella sua ospitalità e non per nulla la nazione viene anche detta la terra dei sorrisi... a maggior ragione dopo essere passati da queste parti ci si chiede come sia potuta nascere una tragedia dalle proporzioni gigantesche come il genocidio perpetrato ai danni del suo stesso popolo da Pol Pot e dai suoi Khmer Rossi. Tra i luoghi da visitare in Cambogia tutti conosceranno il complesso di Angkor, ma molti altri sono i luoghi sconosciuti e meritevoli di essere visti...
Viaggio in Cambogia: 10 destinazioni da visitare! - 3.4 out of 5 based on 8 votes
Se state viaggiando nel Sud est asiatico e la curiosità vi spinge verso la turistica Angkor, meta quasi d'obbligo durante i vagabondaggi in queste zone, non potrete fare a meno di sostare qualche giorno anche fra i khmer più metropolitani nella maestosa Phnom Pehn, la capitale. Cambogia non è certamente sinonimo del suo principale centro urbano, ma Phnom Penh è diversa dalle altre capitali, qui si respira davvero un'aria autentica e già questo vale lo sforzo di una visita!
Situata sulle rive del Mekong, la capitale della Cambogia ospita 2 dei 14 milioni di abitanti dell'intera nazione. Elegante, raffinata, ma anche dura, crudele e meschina, Phnom Penh è un luogo da scoprire sia di giorno che di notte, in ogni suo angolo, in ogni sua buia strada, Phnom Penh è da capire, ma non è così semplice farlo!
 
Scoprire la capitale: Cambogia rivoluzionata nelle strade di Phnom Penh - 4.0 out of 5 based on 1 vote
Visitare la Cambogia  in bicicletta significa percorrere chilometri e chilometri seguendo il fiume Mekong,  zigzagando nella giungla o attraversando il  lago Tonle SapTonle Sap. L'unica catena montuosa degna di nota è quella dei Cardamomi situata nel sud ovest del paese. La Cambogia è la terra dei khmer, un popolo generoso e allegro, sempre disponibile e curioso nei confronti dello straniero. La cosa più impressionante per un viaggiatore è rendersi conto di come il genocidio perpetrato da Pol Pot abbia abbassato l'età media della popolazione sotto i 28 anni...
Visitare la Cambogia: highlights, consigli e info per fare cicloturismo - 5.0 out of 5 based on 1 vote
Una settimana di sosta nella turistica Siem Reap ci ha permesso di visitare i fantastici templi dell'antico regno di Angkor e di assaporare le molteplici pietanze della gastronomia cambogiana. Di seguito vi proponiamo un itinerario cittadino per scoprire cosa mangiare in questo splendido paese.
Cosa mangiare in Cambogia: tour gastronomico a Siem Reap - 4.0 out of 5 based on 1 vote
Situato nella Cambogia nord-occidentale, a due passi da Siem Reap, il vasto complesso di Angkor è uno dei siti Unesco più visitati al mondo. Date le dimensioni dell'incredibile area su cui è stato costruito, per visitare Angkor Wat in una sola giornata bisogna studiare con attenzione un itinerario da seguire se non si vuole rischiare di saltare i templi più interessanti. Il mezzo di trasporto più consono all'esplorazione, ideale per prendersi il proprio tempo ma anche per non deturpare l'ambiente, è senza dubbio la bicicletta.
Angkor Wat in bici: il miglior modo per visitare i templi in Cambogia - 3.3 out of 5 based on 3 votes
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