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Ang Trapeang Thmor di Pol Pot: dalle fosse comuni al turismo sostenibile

Adagiati su un comodo letto e coccolati da frullati di frutta da capogiro e pietanze deliziose, come mucche all'ingrasso abbiamo permesso alla catena della nostra fuoriserie su due ruote di arrugginire nei dieci giorni trascorsi fra Angkor e Siem Reap. Più di una settimana fermi nello stesso luogo?!? Robe da turisti in vacanza, non da viaggiatori amanti dell'esplorazione e della fatica come noi... quindi cosa stiamo aspettando? Tutti in sella... si riparte: destinazione riserva Ang Trapeang Thmor!!!

 

Ci fermiamo vicino ad una pietra miliare, davanti al cancello d'ingresso di una vecchia casa dove un signore che ne ha sicuramente viste di tutti i colori nella sua longevità, seminascosto dietro il muretto della sua abitazione, resta quasi impietrito alla nostra comparsa. Un uomo di mezzà età osservandoci dal lato opposto della strada appollaiati sula calda terra di metà mattinata in silenziosa attesa, decide che è il momento di fare due chiacchiere con gli stranieri e ci raggiunge sulla sua bicicletta manovrandola con l'unica gamba in carne ed ossa. Il simpatico cambogiano parla un inglese comprensibile e ci narra con orgoglio le sue peripezie in guerra dove, al posto delle solite inutili medaglie, si è guadagnato una nuova gamba... in plastica! Non riusciamo bene a capire se la sua battaglia fosse contro o con Pol Pot, ma nei suoi occhi brilla una luce che ci spaventa mentre rivive quei giorni, una bramosia di rivincita ed un profondo desiderio di tornare a combattere. Non condividiamo i suoi sentimenti e non riusciamo a comprenderli, inoltre si stà facendo tardi ed abbiamo ancora parecchia strada da percorrere oggi. Salutiamo l'ex combattente ancora estasiato dalle avventure vissute in guerra e l'anziano signore della casa che, messa da parte la timidezza iniziale, si è avvicinato per poterci scrutare meglio. Nessuna foto agli uomini dei polli, ma ugualmente tanti pensieri nella testa sulla via verso la riserva naturale di Ang Trapeang Thmor, voluta da Pol Pot e dai suoi crudeli scagnozzi khmer rossi . Questa grigia striscia che, incurante dei nostri copertoni, li consuma un po' ad ogni giro di ruota, oggi non vuole proprio finire. 71 chilometri sotto il sole a picco di metà giornata, gambe dure e fiato corto dopo dieci giornate di riposo, ma non è tutto. Per giungere nella riserva, il percorso devia di 90° sulla destra diventando sterrato, polveroso e pien o di crateri capaci di inghiottire anche uno di quei grassi bufali d'acqua che pascolano pigri nei dintorni: il risultato finale è un repentino passaggio di velocità media dai 20 km/h circa agli 8-9...e per fortuna l'offroad della giornata sarà solo di 18 chilometri... Il paese di Phnom Srok ci conquista subito accogliendoci con un banchetto dove viene vendutolo squisito succo di canna, una manna di dolcezza dopo un tracciato turbolento. Girovaghiamo per l'abitato ma di guesthouse o homestay neppure l'ombra...non ci resta altro da fare che interrogare tre ragazzi di un'agenzia di microcredito sulle possibilità per la notte. Uno di questi si offre volontario per ospitarci nell'abitazione dei suoi genitori, sita poco distante dall'ufficio. Tre minuti di terrore fra strette e sinuose viuzze e ci ritroviamo catapultati negli anni cinquanta, nel cortile di una vecchia casa di ringhiera attorniati da dieci persone di ogni età curiose e un pochino sorprese. Un bimbo fissa la barba di Leo e inizia a piangere rumorosamente, gli altri si scambiano qualche occhiata imbarazzata e scoppiano a ridere: abbiamo conquistato la loro simpatia! Vvandy deve tornare al lavoro ma promette di portarci alla riserva la sera stessa. Talvolta gli sguardi, i sorrisi o i semplici gesti sono più chiari delle parole e ce ne accorgiamo durante l'ora successiva fra discorsi muti e mimica degna della più rinomata rappresentazione teatrale dell'Amleto. Il bagno della nostra homestay è esterno situato a circa trenta metri dall'abitazione, è dotato di turca e di una grande vasca rivestita di piastrelle di ceramica e ricolma d'acqua da attingere con una ciotola di plastica per levarsi di dosso l'arsura della giornata. E' l'ora X ed i nostri due condottieri in motorino vengono a prenderci: si parte...

Potete leggere la prosecuzione del racconto nell'articolo La riserva di Ang Trapeang Thmor: la speranza oltre la morte

Questo articolo fa parte del diario di viaggio tenuto in diretta del progetto Downwind. Se volete leggere le altre puntate, ecco qui tutti gli articoli dei nostri dieci mesi in bicicletta nel sud est asiatico

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Vero

ITA - Correva l'anno 1983 quando ha sorriso per la prima volta alla luce del sole estivo. Da sempre col pallino per l'avventura, ha avuto la fortuna di girare l'Europa e l'Italia con i genitori e poi, per la maturità, si è regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano verso la Russia. Al momento giusto ha mollato il lavoro senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ha viaggiato per cinque mesi in solitaria. Nel 2007 ha provato per la prima volta l'esperienza di un viaggio in bici e, da quel momento, non ne ha potuto più fare a meno... così, dopo alcune brevi esperienze in Europa, nel 2010 è partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico, la prima vera grande avventura insieme! All'Asia sono seguite le Ande, il Marocco, il Sudafrica-Lesotho e #noplansjourney. Se non è in viaggio, vive sul lago d'Iseo! Carpediem e buone pedalate!

EN - It was 1983 when he smiled for the first time in the summer sunlight. Always with a passion for adventure, she had the good fortune to travel around Europe and Italy with her parents and then, for maturity, she took a trip in 2 horses from Milan to Russia. At the right moment he quit his job with no regrets to fly to New Zealand where he traveled for five months alone. In 2007 she tried the experience of a bike trip for the first time and, from that moment on, she couldn't do without it ... so, after some short experiences in Europe, in 2010 she left with Leo for a long cycling trip in South East Asia, the first real great adventure together! Asia was followed by the Andes, Morocco, South Africa-Lesotho and #noplansjourney. If he's not traveling, he lives on Lake Iseo! Carpediem and have good rides!

               

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