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MarGiu18

Altopiano di Asiago: agriturismo e racconti dal ritmo lento | prima parte

Adoro il Veneto, chi mi conosce lo sa; sotto certi versi è la mia terra d’adozione. La regione Veneto racchiude una mirabile varietà di paesaggi, dai pinnacoli delle Dolomiti al morbido profilo dei colli Berici, dal lago di Garda alla laguna di Venezia, dal mare all'altopiano di Asiago; ovunque, dalle città alla campagna, si respira la storia, una storia che per secoli ha visto Venezia prim’attore nell’egemonia territoriale, culturale ed economica della regione Veneto. In più occasioni, da solo o in compagnia, ho goduto delle testimonianze artistiche, ho visitato mostre, ho partecipato a concerti ed ho ballato la musica che mi emoziona. In quest'occasione siamo andati alla scoperta dell'altopiano di Asiago, terra dalla grande storia e patria degli agriturismi.
I veneti sono persone indubbiamente ospitali, che si “sanno vendere”, e trovo il loro modo di parlare a volte esilarante. Per questi e tanti altri motivi io e la mia compagna Betty nutrivamo molte aspettative nei confronti di questo week end alla scoperta dell'altopiano di Asiago e delle sue bellezze. L’incognita poteva essere il brutto tempo che in questa primavera è la costante, d’altronde prima di partire in macchina per raggiungere Vicenza guardavo la cronaca della tappa del giro d’Italia annullata causa neve. Arrivati per tempo all’incontro presso la Coldiretti di Vicenza ci accoglie Elisa Scalchi, dipendente di Terranostra – Campagna amica Vicenza, nostra personale guida in questo tour per agriturismi e non solo. Elisa è davvero una ragazza ammirevole, appassionata del proprio lavoro, sempre sorridente e disponibile ad ogni domanda, dubbio, curiosità. Sotto un cielo grigio facciamo conoscenza anche degli altri blogger, provenienti da mezza Italia, quasi tutte coppie. La cosa che ci salta subito all’occhio è che ben quattro coppie siano in dolce attesa; secondo Betty questa volontà di fare figli ha una stretta relazione con l’attuale crisi economica. In pulmino saliamo sull’altopiano di Asiago, la nostra prima tappa, nel mentre facciamo la prima cordiale conoscenza con Arianna e Cristian di AriannaTravel Planner i quali stuzzicano la mia curiosità alla parola Depeche Mode.
 
 
L’altopiano di Asiago o dei sette comuni è il più vasto degli altopiani alpini, peccato che causa nuvoloni gravidi di neve ed odio il paesaggio da una certa quota in su sia imperscrutabile. L’altopiano è stato teatro della prima guerra mondiale che vi causò notevole distruzione ma allo stesso tempo comportò anche la costruzione di numerose strade militari che ruppero l’isolamento dell’altipiano. Una delle testimonianze di questo nefasto periodo è il forte Corbin di Roana che dovevamo raggiungere a piedi in notturna con la luna piena... ma causa neve tutto è saltato. Come alternativa facciamo subito tappa a malga Spill, sulla strada che porta al Monte Ortigara, ove ci attende Gianbattista Rigoni Stern, detti Gianni, figlio dello scrittore Mario. Ben vestiti pesanti passeggiamo poco sopra la malga mentre Gianni ci edulcora sulle specie vegetali autoctone.
 
 
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Per quanto riguarda la storiografia dell’altipiano vengo così a sapere, per esempio, che dopo la guerra tanti sono emigrati, per lo più in Belgio, e che vi sono un esubero di seconde case costruite negli anni sessanta e settanta, molte inutilizzate ed in vendita, un vero problema urbanistico e di ricettività. Finalmente si fa ora di cena, in malga si respira un’atmosfera familiare ed accogliente e soprattutto la tavola è imbandita a dovere. Gianni mi siede quasi di fronte, fra di noi si instaura un rapporto di curiose occhiate, probabilmente perché sorpreso dal fatto che sono astemio. Comunque durante la gustosa cena a base di prodotti locali quali per esempio la tosella, i denti di cane, formaggi e salumi freschi, condivido spesso con lui battute sulla guerra, sugli agriturismi della zona, sul tempo… Una volta finito ci stringiamo attorno alla sua figura per ascoltare il coraggioso progetto di recupero dei pascoli in un borgo vicino Srebrenica, in Bosnia; una situazione paragonabile all’altopiano di Asiago nel dopoguerra.
 
Una piccola nota di orgoglio trentino nel sapere che il progetto è partito grazie al finanziamento ricevuto dall’allora presidente della provincia autonoma di Trento Dellai, che ha permesso l’acquisto delle manze della val Rendena. Ringraziata la proprietaria, la signora Ofalia, timida quanto imbarazzata, saliamo sul pulmino ed a gruppi veniamo lasciati presso gli agriturismi assegnatici, nel nostro caso l’agriturismo Camplan. L’appartamento è davvero grazioso ma siamo troppo stanchi e troppo pieni di cibo per tutto quindi buonanotte... a domani.
Se non vi ho annoiato troppo ed avete voglia di scoprire com'è proseguito il nostro viaggio potete leggere il nostro racconto sulla giornata a spasso per agriturismi del Veneto
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Luca Gotico

Trentino D.O.C., vivo nella splendida conca del Garda, che adoro. Appassionato di MTB e montagna, arte e cultura. Mi diletto ad esplorare il nostro Trentino, non solo dall'alto della sella di una bicicletta. Non disdegno nemmeno visitare moste e musei d'arte.
In una sola espressione: amo la libertà.

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Commenti  

Arianna
# 0 Arianna 2013-06-18 10:51
Bel post. Solo Luca poteva riuscire a metterci pure i Depeche...bravi e arrivederci a presto!
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