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GioDic19

A piedi nel Sulcis sul Cammino di Santu Jacu

Qualche giorno libero a fine novembre ed ecco: scatta la follia! Se hai una settimana di libertà e due pazzi pronti a seguirti, perché non decidere di partire per camminare per 5 giorni nel Sulcis, la regione della Sardegna che si estende a ovest di Cagliari? L'idea mi girava in testa già da un po', forse perché dal 2010 seguo il progetto del Cammino di Santu Jacu, un sogno nato dalla fantasia e dall'impegno di alcuni pellegrini di Santiago...
Chiunque abbia camminato o pedalato in Spagna e conosca la Sardegna avrà pensato quanto sarebbe bello poter percorrere un Cammino in Sardegna! Quante bellezze nascoste si potrebbero scoprire! Ebbene, oggi, grazie al lavoro di tanti volontari che negli ultimi anni hanno fatto cartine, scritto descrittivi e messo frecce gialle su e giù per la Sardegna, si può! E io ho voluto andare a verificare che fosse vero...



Prima di partire

 
Prima di partire, mi sono organizzata per trovare gli alloggi, perché la Sardegna è un posto fortemente votato al turismo di massa d'estate, ma a novembre sembra che quasi tutti gli operatori vadano in ferie. Se poi considerate che la settimana precedente la nostra partenza il ciclone “del secolo” si era abbattuto sul nord dell'isola, potete capire che siamo partiti in un momento di grande subbuglio, sebbene la zona che intendevamo visitare fosse uscita indenne dai disastri meteorologici. Quindi, a Capoterra e Pantaleo siamo stati recuperati e accolti familiarmente da due amici del Cammino di Santu Jacu, che ci hanno offerto un'ospitalità cordiale e stupenda, mentre a Teulada, Chia e Pula, ci siamo appoggiati a B&B, fra le poche strutture aperte. Se voleste (e ve lo consiglio!) seguire le nostre orme, vi consiglio di contattare l'Associazione Amici del Cammino di Santu Jacu (www.camminando.eu) che potrà fornirvi, oltre a mappe, descrittivi, altimetrie e fra poco anche tracce GPS, un elenco delle ospitalità convenzionate.
 
Così, zaini in spalla, io e i miei due avventurosi genitori, siamo decollati per Cagliari con un descrittivo e qualche mappa in mano. Dopo un'ora e venti siamo atterrati e abbiamo recuperato gli zaini, ho tirato fuori la conchiglia del pellegrino, siamo saltati sul trenino che porta in centro città ed eccoci: eravamo sul Cammino! Il programma prevedeva cinque tappe da fare a piedi e siamo riusciti a rispettarlo: da Cagliari a Capoterra, proseguendo poi per Pantaleo-Santadi, quindi per Teulada, Chia e infine Pula.
 

1° tappa: i dintorni di Cagliari

 
Il primo giorno, il Cammino ci ha portati ad attraversare la zona degli stagni e delle saline che circondano Cagliari verso ovest: per raggiungere la sponda ovest consiglio a tutti di prendere un comodo autobus che, da Piazza Matteotti, porta al di là del Ponte della Scafa, molto più semplice che attraversare il ponte a piedi come abbiamo fatto noi! Lo stagno di Cagliari è costeggiato da una piacevole e tranquilla strada sterrata, che consente di camminare nella tranquillità, ammirando i gruppi di fenicotteri che sguazzano nell'acqua ferma, filtrando l'acqua coi becchi. Ci sono anche molte altre specie di uccelli, marini e abitanti delle zone umide, ma ammetto la mia ignoranza in merito!
Le saline sono un ambiente surreale, silenzioso, dove il vento sa di sale e di eucalipto. Non c'ero mai stata, ma l'esperienza mi ha colpita molto.
 
Il Cammino Francese si conclude ufficialmente alla Cattedrale di Santiago de Compostela, ma molti pellegrini continuano a camminare ancora per pochi giorni, compiendo i circa 100 Km che li separano dall'Oceano Atlantico, per giungere a Finisterre o al santuario mariano di Muxia. La scelta sta a ciascuno e ognuno, alla fine sa dove i suoi piedi lo vorranno portare.
 
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2° tappa: la Foresta di Pantaleo

 
Il secondo giorno ci ha portati a esplorare un altro angolo per lo più sconosciuto della Sardegna, la Foresta di Pantaleo: un'immensa lecceta di più di 4000 ettari, dove i lecci si alternano alla macchia e alle sugherete. Il percorso si snoda su una ampia strada forestale ben battuta, salendo da 66 metri s.l. m. di Capoterra, fino a 440 metri del punto più alto della tappa, da cui si può vedere l'intera estensione della foresta.
Insomma una tappa piacevole, immersa nei boschi tipici di questa zona del Mediterraneo, un paesaggio completamente diverso da quelli che si vedono nei cataloghi delle agenzie di viaggio, ma altrettanto magico da scoprire.
 

3° tappa: pecore sarde e guadi inaspettati

 
La terza tappa, da Santadi a Teulada, ci ha condotti fra i pascoli delle famose pecore sarde, in paesaggi mutevoli, su strade all'80% in battuto, larghe e sempre agevoli...se non fosse stato per una sorpresa. Sebbene molti si immaginino la Sardegna come una terra cotta dal sole, la maggiore perdita di tempo che abbiamo subito in questa tappa è stato l'attraversamento dei guadi. Infatti, anche se la via non attraversa mai grandi corsi d'acqua, un simpatico torrente, che scorre normalmente a lato del Cammino – e probabilmente d'estate non scorre affatto -, a causa delle forti piogge dei giorni precedenti, era esondato in più punti, invadendo la nostra stradina battuta con una decina di centimetri d'acqua qua e là! Problema di cui i ciclisti rideranno, lo so, ma per chi va a piedi, finire coi piedi fradici a fine novembre può essere un po' sgradevole. E così ci siamo attrezzati sistemando dei sassoni nell'acqua e costruendoci dei guadi personalizzati! E dopo tanti sali e scendi fra vallate verdeggianti, siamo giunti proprio sopra Teulada, in cima a una collina da cui si vedeva anche il mare e abbiamo scoperto che Teulada è anche terra di mucche: un pastore gentilissimo ci ha presentato le sue, che vivono libere sui pascoli, parlandoci della vita del mandriano che ancora conduce le bestie da un pascolo all'altro, in completa armonia con gli animali e con la natura. Questo incontro, fatto proprio al tramonto del sole sul mare, ci ha introdotti a Teulada, dove, ancora una volta, abbiamo potuto ritemprare le forze per poter, l'indomani, giungere al mare.
 
 

4° e 5° tappa: la Sardegna delle scoperte

 
Sebbene le prime tre tappe siano state una scoperta di un pezzo di Sardegna che, nonostante fossi stata in vacanza sull'isola molte volte, non conoscevo e non mi aspettavo, le ultime due tappe ancora ci riservavano sorprese non da poco. Tutti conosciamo la meraviglia delle coste sarde, i mille colori, le rocce rosa, l'acqua che sembra trasparente. Ma arrivare al mare, in un luogo come la spiaggia di Campionna o il Capo di Piscinnì, a piedi, a fine novembre, quando la luce radente del sole d'inverno e il vento rendono tutto limpido, surreale... beh, è un'emozione da provare, che non c'entra nulla con i mille approdi, ombrelloni e sdraiette in spalla, arrancando nella sabbia, sudati e sgomitanti in mezzo alla folla. A Piscinnì abbiamo trovato le mucche che pascolavano sull'erba dietro la spiaggia, la spiaggia di Su Giudeu era deserta e l'acqua dello stagno sembrava uno zaffiro lucidato.
Lo stagno di Chia era pieno di fenicotteri, che abbiamo potuto fotografare appostati dietro alle canne, trattenendo il respiro e il passo per non spaventarli. E poi la scoperta magnifica del sentiero che si snoda alle spalle delle dune di sabbia, affacciandosi su tutte le calette e le scogliere a picco sul mare e la strada romana, parzialmente conservata e non troppo ben tenuta, forse anche a causa delle recenti piogge, che collegava le antiche città di Bithia (Chia) e Nora (Pula), che per un'archeologa come me è stata proprio il giusto antipasto prima della visita del sito archeologico di Nora.
Insomma, il Cammino è Cammino e anche questa volta ci ha riservato splendide sorprese, prima fra tutte la meravigliosa accoglienza della gente sarda, sempre pronta alla battuta, a dare indicazioni, a offrire passaggi... e poi la natura selvaggia, silenziosa, profumata, l'aria leggera, frizzante, la luce nuda, talvolta metallica e infine il mare, signore incontrastato delle coste e meta finale ideale di ogni Cammino.
 
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Camminare d'inverno

 
Camminare d'inverno in Sardegna non è come camminare d'inverno in Lombardia o sulle Dolomiti. Ossia, non vi portate le ciaspole! Però siate pronti a temperature anche rigide e soprattutto al vento, che in Sardegna è facile da trovare. Rispetto ai consigli che altrove in questo sito ho già dato per la preparazione dello zaino, farei solo qualche variante, ricordando che più che generare caldo è necessario conservare quello del proprio corpo: dando sempre grande attenzione al peso dello zaino, è buona cosa portarsi una o due maglie intime tecniche (che siano sintetiche o in lana merinos dipende dai gusti e dal portafogli), magari a maniche lunghe, che, con la calzamaglia, potrete usare come pigiama. Al posto dei pantaloncini, inoltre, consiglierei due paia di pantaloni tecnici, di cui un paio invernale e un paio tecnici con la cerniera a metà gamba.
Da preferire sempre i tessuti tecnici perché più leggeri e soprattutto perché si asciugano molto più rapidamente dei jeans e delle tute da ginnastica.
E' anche una buona cosa disporre di uno soft-shell, che probabilmente indosserete anche dopo il tramonto per ripararvi dall'umidità e dal subitaneo calo della temperatura (non che cali a temperature polari, però è meglio non beccarsi un raffreddore!) e una giacca antivento e impermeabile, oltre alla mantella che copra voi e lo zaino. La Sardegna non è luogo da frequenti precipitazioni, ma il passato recente insegna un po' di prudenza.
Se non siete sicuri del tracciato, inoltre, magari aspettate e chiedete consiglio prima di avventurarvi sotto una pioggia torrenziale: la scarsa visibilità può farvi sbagliare strada ed è difficile incontrare altre persone e, talora, anche avere linea con il cellulare.
Per qualsiasi altra informazione, non esitate a scrivere a me (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) o all'Associazione Amici del Cammino di Santu Jacu (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) e a visitare il sito internet: http://www.camminando.eu/wordpress/in-italia/il-cammino-di-santu-jacu/.
Buon Cammino!
Sara ha percorso anche il Cammino di Santiago di Compostela e ha scritto un articolo con tante informazioni utili a chi si voglia mettere in cammino!!! Dateci un'occhiata!
A piedi nel Sulcis sul Cammino di Santu Jacu - 5.0 out of 5 based on 1 vote
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Sara Zanni

Archeologa appassionata di nuove tecnologie e informatica, nella vita si occupa di modellazione 3D ma la passione per gli itinerari storici l'ha portata sul Cammino di Santiago per salutare San Giacomo ben due volte. Sara ha scritto degli interessanti articoli sul Cammino e non solo su Antika, il portale sul mondo antico, oltre ad avere un sito web personale in cui scrive dei suoi pellegrinaggi, di cibo e di montagna. Per contattarla e chiederle informazioni, ecco i suoi contatti Twitter e Linkedin.

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Commenti  

isabelle
# 0 isabelle 2014-01-05 18:21
superbe journaliste à pied, Sara a bien décrit et défini ce "nouveau" chemin en Sardaigne, un pays magnifique avec des gens magnifiques, et il n'est pas besoin de rester dans les zones touristiques...au contraire...allez rencontrer les Sardes dans les terres, parcourez les sentiers surtout à l'automne ou au printemps.
dans l'attente du compte-rendu du prochain voyage de Sara en Sardaigne, bonne année à tous les pèlerins et futurs pèlerins...
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