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43° parallelo nord: coast to coast attraverso l'Italia

Alle volte non basta soltanto aver voglia di pedalare ma bisogna anche avere una meta ben precisa, una motivazione più profonda, una curiosità da soddisfare o un sogno da realizzare. A volte servono tutte le cose assieme: il 43 parallelo nord questa volta è stata la nostra risposta.

Dati tecnici

 

Coast to Coast sul 43° parallelo in bici

DETTAGLI ITINERARIO

Partenza/Arrivo Golfo di Baratti / Grottammare
Tempo 8-10 giorni
Dislivello
9000 m circa
Lunghezza
520 km circa
Tipologia di fondo:
90% asfalto
10% sterrato
Bici consigliata:
MTB
Bici da viaggio / Adventure Bike
Gravel bike
VALUTAZIONE
Difficoltà Media
Panorama Splendido
QUANDO ANDARE
MaggioGiugno
SettembreOttobre
43 parallelo - Golfo di Baratti

Quel seme piantato...

Tutto è iniziato inconsapevolmente nel 2018 durante il nostro viaggio in bici da Trieste a Leuca lungo la Ciclovia Adriatica. Proprio sulla ciclabile, poco prima di Grottammare, ci eravamo imbattuti in uno strano monumento in riva al mare e sul momento non ne avevamo inteso bene il significato. Era proprio il “Dream Point” dedicato al 43° Parallelo Nord, con tanto di tabella descrittiva.03 Verso Valpiana

Bel posto, bella iniziativa, foto di rito e siamo ripartiti verso Leuca.

Inconsciamente però qualcosa ha iniziato a scavarci dentro e a piantare un semino di sana curiosità.Lago dell'AccesaMassa Marittima

Così, come la tabella descrive il 43° Parallelo, ci siamo lasciati attrarre dalla magia di questa linea immaginaria che passa per molti luoghi mistici o famosi del Mondo e dell’Italia. Ci sarà sicuramente un perché in questa apparente casualità.

Informandoci meglio scopriamo che in climatologia il 43° Parallelo segna il confine convenzionale tra Clima Continentale a Nord e Clima Mediterraneo a Sud. E ancora, se si immagina di prolungare verso ovest il parallelo, si scopre che segna per un piccolo pezzo il confine tra Mare Ligure e Mar Tirreno.Tatti sul 43 parallelo

Insomma, una linea immaginaria che forse tanto immaginaria non è.

Approfondendo le conoscenze sui paralleli, veniamo a sapere che all’ampiezza di 1° corrisponde circa la distanza di 111 km. Quindi, ragionevolmente, viene considerata appartenente al 43° Parallelo quella fascia di terreno, larga circa 20 km, che si estende 10 km a nord e 10 a sud di esso.Dopo Sasso D'Ombrone

Coast to coast sul 43° parallelo

Ecco che, tre anni dopo quel primo incontro con il “Dream Point” di Grottammare, la mia compagna ed io ci siamo proposti di “cavalcare” idealmente questa linea immaginaria, dal Golfo di Baratti affacciato ad ovest sul Mar Tirreno, fino a Grottammare ad est sul Mare Adriatico, in un Coast to Coast in bicicletta cercando di percorrere le strade più vicine al 43° parallelo rimanendo possibilmente nei limiti sopra citati.Eroica di MontalcinoS.Angelo in Colle

Tre Regioni da attraversare - Toscana, Umbria e Marche - profondamente diverse tra loro, il cui unico comun denominatore è la quasi costante presenza di vigneti, oliveti e le immancabili ripide salite per raggiungere i borghi arroccati sulle cime delle colline.

Mi districo a lungo tra tracce gpx conosciute, googlemaps, streetview, basecamp e le imprescindibili cartine geografiche per cercare di delineare una traccia logica, bella e attraente da seguire e che tralasci il più possibile le strade trafficate a favore di stradine secondarie, anche sterrate, e che ci porti a visitare i luoghi più belli e interessanti disseminati lungo il 43° parallelo. Ovviamente cerco anche di evitare strade e sterrati troppo impegnativi o già percorsi in precedenza, anche se più fedeli al parallelo. Scopriremo lungo la strada che tutta questa ricerca non ha impedito di trovarci in luoghi assurdi ed impedalabili anche se poi la fortuna ci ha sempre assistito.Verso Castiglione d'Orcia

La descrizione dettagliata di tutto il percorso è praticamente impossibile da tante cose ci sarebbero da dire e da tante varianti e deviazioni interessanti si potrebbero fare.

Viaggio dalla Toscana alle Marche

Siamo partiti dopo un doveroso bagno propiziatorio nel Golfo di Baratti. In breve ci siamo ritrovati a raccogliere gustosissimi fichi d’india lungo una stradina solitaria e a dare da mangiare a dei cinghiali in località Montioni. Abbiamo affrontato ripide salite a doppia cifra (abbondante) e lunghissimi rettilinei. Ci siamo fermati nelle vigne a gustare qualche grappolo di eccellente uva ed abbiamo raccolto grosse more e succosi fichi neri. Abbiamo attraversato deliziosi paesini solitari e ci siamo persi in boscaglie fitte di rovi ed alte erbacce. Ci siamo dissetati alle innumerevoli fontanelle disseminate qua e là. Abbiamo ignorato divieti di accesso e lavori in corso ed abbiamo improvvisato sul momento delle varianti provvidenziali. Abbiamo scalato ripidi e sfiancanti sterrati diritti verso il cielo blu dei Sibillini.Verso Bagni S.FilippoDopo il Podere Sassaia

Tutto è stata una piacevole scoperta e meraviglia. Creste panoramiche, profondi valloni incassati e selvaggi, borghi medievali arroccati su aguzze colline, laghi azzurri, estesi campi gialli già mietuti, vigneti, oliveti e alti pascoli che sorvegliano ampie conche prative.

E salite…tante salite.

Anche mentre “scendevamo” verso il Mar Adriatico abbiamo sudato affrontando lunghe salite: l’ultima quella verso la splendida Ripatransone.Verso Ripatransone Verso RipatransoneRipatransone

Finalmente ci è apparso il mare in lontananza e con l’ultima picchiata vertiginosa verso Grottammare ci siamo ritrovati, questa volta più consapevoli, ancora davanti al “Dream Point” sulla Ciclovia Adriatica.

Non so se il 43° Parallelo è veramente un “luogo dove sognare”, come dice il cartello, ma sicuramente è stato capace di trasportarci con la fantasia e con l’immaginazione prima e fisicamente dopo, in questa avventura sospesa tra terra, cielo e mare, accompagnati dalla costante invisibile ma percettibile presenza di questa magica linea aleggiante sopra di noi.

Considerazioni finali

Siamo stati molto fortunati a scegliere la direzione Ovest-Est altrimenti credo che il percorso sarebbe stato molto più impegnativo, se non proprio impedalabile, sia per le pendenze delle salite che per la qualità degli sterrati.PacianoVerso Castiglione della ValleVerso Capodacqua

Anche in questo senso alcuni tratti andrebbero evitati:

  • Da valutare bene il percorso sterrato dalle “CASE VADO ALL’ARANCIO a VALPIANA: un pezzo verso metà è sconnesso ma forse si può evitare proseguendo diritti all’ultimo bivio.
  • Da evitare il tratto sterrato dopo CIVITELLA PAGANICO che porta in Località DOGANA: si tratta di una traccia appena accennata tra i campi e l’erba alta di circa 4 km.
  • Da evitare la strada sterrata che porta al PODERE SASSAIA in quanto oltre questo si perde tra campi incolti ed erba alta per qualche centinaio di metri.
  • Dopo Spello in direzione CAPODACQUA, per evitare la Flaminia e/o tracce nascoste tra erbacce e rovi, meglio dirigersi in Località BELFIORE e raggiungere CAPODACQUA su sterrato.
  • Dopo il Valico di Pintura considerare che la lunga discesa sterrata non ha un fondo molto compatto.

ColfioritoVerso FiastraLago di FiastraIl percorso fatto è sicuramente migliorabile, nel senso che ci sono strade più vicine al parallelo e altre meno ripide che potrebbero rendere il percorso più “cicloturistico”.

Logistica del viaggio

Noi abbiamo raggiunto il Golfo di Baratti da Livorno percorrendo quella che diventerà la Ciclovia Tirrenica. Di fatto esistono delle ciclabili cittadine e stradine che attraversano lunghissime pinete ma non ci sono segnalazioni e per lunghi tratti si pedala sulla trafficata SP 39 Aurelia.

Livorno si può raggiungere con il treno da varie parti d’Italia. Poi, volendo, la ferrovia continua e nei pressi di Baratti ci sono le stazioni di Populonia e Fiorentina.29 Amandola

Da Grottammare ci siamo spostati a Cupra Marittima e rientrati in treno. In questa stazione non c’è biglietteria e ci si deve rivolgere alla tabaccheria. Il tanto decantato trasporto bici sui treni regionali è decisamente migliorabile! Per quanto abbiamo constatato in questa nostra esperienza i posti disponibili sono pochi e le rastrelliere sottodimensionate: dove ci sono 3 posti bici se ne possono mettere soltanto 2, considerando l’ingombro dei manubri. Dove invece c’è l’apposita carrozza per le bici, l’accesso è difficoltoso per le dimensioni striminzite della porta.

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Sangioss

Ormai 60enne, acciaccato, ex alpinista, escursionista, cicloamatore da strada e da montagna, cicloturista e cicloviaggiatore. Assieme alla mia compagna Susanna, lavoro permettendo, passiamo parecchio tempo sui pedali e altrettanto a progettare escursioni e viaggi, a volte su percorsi classici e assai noti e altre volte improvvisando itinerari su strade secondarie poco conosciute. Spesso mi chiedo perchè lo faccio...e spesso mi rispondo semplicemente: perchè no!?

               

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