Visto per il Bhutan: come ottenerlo!

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Il Bhutan ha una politica particolare nei confronti degli stranieri. Il paese è chiuso agli stranieri e tutto ciò che è proibito, segreto o inaccessibile assume per la psicologia umana una valenza, un fascino e un'attrazione particolari. Uno/a straniero/a (solo i cittadini/e di India e Bangladesh possono entrare liberamente in Bhutan se possono provare la loro cittadinanza) dunque ha due modi per entrare in Bhutan.

1 Visto turistico. I Bhutan non limita l'arrivo di turisti ed è facile ottenere un visto turistico. I visti vengono processati dall'Ufficio Immigrazione di Thimphu (la capitale) in 24 ore. L'unico modo per richiedere un visto turistico è tramite un tour operator locale ed è richiesto il pieno pagamento del periodo di soggiorno al Tourism Council of Bhutan (TCB) tramite bonifico bancario prima che il visto venga concesso all'agente, che ve lo manderà poi per email. Sarà infatti sufficiente mostrare la fotocopia del visto alla compagnia aerea Druk Air (l'unica che solca i cieli del Bhutan) e alle varie frontiere per l'immigrazione quando si entra nel paese se si decide di farlo via terra dall'India, perché hanno la lista completa di chi entra e chi esce nei loro database. Il pagamento al TCB verrà qui trattenuto e sarà consegnato all'agenzia di viaggio solo quando il turista ha lasciato il paese. Il visto turistico ha naturalmente un costo, che è un costo fisso giornaliero minimo di US$ 250 a persona a notte (per un minimo di 3 persone) per i mesi di Marzo, Aprile, Maggio, Settembre, Ottobre e Novembre e US$ 200 a notte per i mesi di Gennaio, Febbraio, Giugno, Luglio, Agosto e Dicembre. I gruppi di 2 o di una singola persona devono pagare un'ulteriore tassa che è di US$ 40 per il singolo turista al giorno e di US$ 80 per due persone, sempre al giorno. La cifra sembra di primo acchito una follia ma a riguardo ci sono da fare due considerazioni. Innanzitutto 65 US$ della tariffa giornaliera sono presi dal Governo il quale li usa per mantenere il sistema di educazione e sanità gratuite nel paese e per alleviare la povertà. Inoltre ,una volta messo piede in Bhutan non dovrete spendere un centesimo di più (se non per il vostro shopping personale di stoffe e cimeli himalayani vari) perché troverete già tutto preparato e organizzato in base all'itinerario che avrete scelto e concordato precedentemente con il vostro agente di fiducia. Questo vi deve garantire: hotel di minimo tre stelle (***), tutti i pasti (colazione, pranzo e cena), una guida autorizzata che sarà con voi dall'inizio alla fine del soggiorno (per ottenere l'autorizzazione come guida turistica un/a bhutanese deve sostenere un esame governativo abbastanza serio in cui deve dimostrare la completa conoscenza della storia del Bhutan, geografia, conoscenza dei siti religiosi di maggiore interesse e della cultura del paese – quindi le guide sono di norma molto preparate), tutti i trasporti interni con una macchina grande e comoda (molto gettonata è la Hyndai Santa Fe) – ma non, attenzione, i voli interni (oltre all'aereoporto internazionale che è a Paro nel Bhutan dell'Ovest ci sono tre piccoli aeroporti locali, uno nel Bumthang, uno nel remoto Bhutan dell'Est – per raggiungere il quale altrimenti ci vorrebbero tre giorni di macchina – e uno a Gelephu nel Centro-Sud al confine con lo stato indiano dell'Assam (stato politicamente “caldo” in cui non consiglierei di andare nemmeno al mio peggior nemico – si fa per dire). Inoltre nella tassa giornaliera è compreso tutto il necessario per fare trekking e campeggio per i giorni stabiliti, cavalli e asini da soma (in Bhutan sono vietati i portatori umani – non come in Nepal dove purtroppo esiste ancora questo uso), tende, cibo, cuoco, guida autorizzata. Tutto insomma. Fate due conti e vedrete che la cifra non è così poi assurda, a maggior ragione se si tiene conto di alcuni fattori socio-geografici ossia: territorio impervio dove da soli è difficile andare senza perdere moltissimo tempo (e pericolo se non si conoscono alcune questioni pratiche circa lo stato delle strade!) e una cultura unica completamente differente dalle altre che è difficilmente accessibile senza un mediatore locale.

2 Visto come ospite personale. Questa è la seconda opzione che il Governo mette a disposizione degli stranieri per entrare in Bhutan ed è quella che ho utilizzato (in quanto innamorata di un bhutanese – vi racconterò in seguito del complesso e faticoso iter per sposarlo). Di seguito le rigorosissime condizioni necessarie per ottenere questo tipo di visto: avere almeno 18 anni; l'oste deve essere nel Regno durante la visita del suo ospite personale; l'ospite non deve aver visitato il Regno nei sei mesi precedenti alla richiesta come ospite personale di un altro bhutanese; i due devono essersi conosciuti e aver fatto amicizia fuori dal Bhutan; se la conoscenza è stata fatta in una nazione che non è la nazione del potenziale ospite, gli amici devono garantire e provare che hanno abitato entrambi in questa terza nazione per almeno sei mesi; l'ospite deve essere invitato entro due anni dalla visita dell'oste in questa nazione terza in cui ci si è conosciuti (documentare); la visita dell'ospite deve avere il solo scopo di visitare il proprio amico/a e i suoi parenti e in nessun modo l'ospite deve commettere attività indesiderate. Di seguito i documenti che il vosto amico/a bhutanese deve portare all'Ufficio Immigrazione per ottenere un visto per voi: una lettera scritta a mano dal bhutanese che spieghi dettagliatamente vi siete conosciuti; una lettera scritta a mano dall'ospite in cui dichiari che verrà come ospite personale di tizio; bisogna compilare l'application form per gli ospiti personali scaricabile sul sito del Governo; fotocopia della carta di identità (versione nuova) del cittadino/a bhutanese; copia del passaporto dell'ospite; ogni evidenza di come vi siete conosciuti; itinerario dettagliato della visita. Naturalmente se il vostro ospite al momento della richiesta del visto è da qualche parte del mondo con voi, potrà delegare ad un parente o ad un amico fidato la richiesta del visto. La durata del visto è di 15 giorni e dovrà essere chiesto almeno 21 giorni prima del vostro arrivo e verrà concesso solo se si mostrerà un biglietto arero a/r all'Ufficio Immigrazione (questo non è da manuale ma nel mio caso presentammo solo il biglietto di andata dicendo che saremmo andati poi in India via terra e spiegando nel dettaglio tutto); tutti i documenti che presenterete all'Ufficio Immigrazione (nel mio caso furono presentate copie scansionate e spedite al fratello di mio marito) non vi verranno restituiti. Una volta entrati nel paese è possibile chiedere altri 15 giorni di visto. Infatti un ospite personale di un cittadino/a bhutanese ha diritto a 30 giorni di visto all'anno. Si può quindi entrare per 15 giorni e una volta li chiedere l'estensione, ma se si esce dopo 15 giorni si potranno chiedere gli altri 15 giorni annuali solo dopo sei mesi.

3 In realtà ci sono altri due o tre modi per entrare in Bhutan (che però non ho sperimentato di persona). Uno è riuscire ad ottenere un Visto per volontari: questo visto non è concesso facilmente, ha un limite di tempo non estendibile (conosco persone che sono state al massimo tre mesi) ed è solamente concesso a personale qualificato specialmente se personale medico/veterinario o ad insegnanti universitari che possano fare lezioni di rilievo per la nazione alla Royal University of Bhutan. Se doveste essere interessate a questa opportunità fatemi sapere in privato perché conosco persone che hanno speso alcuni mesi nel paese facendo volontariato e vi potranno certamente aiutare. Un altro modo è andare a lavorare in Bhutan, ma in questo caso dovete essere medici – il Bhutan infatti manca di personale medico-sanitario (anche in questo caso posso mettervi in contatto con persone che hanno lavorato qualche anno nel paese in questo settore e che potranno aiutarvi ad ottenere un Visto per lavoro). Altro modo è iscriversi alla Royal Thimphu College, pagare le tasse annualmente (non sono altissime) studiare e godersi una bella esperienza di vita. L'università penserà al vostro Visto per studio. Tutte le materie che si insegnano nelle scuole e nelle Università del Bhutan sono, infatti, insegnate in inglese, essendo lo Dzongkha (lingua nazionale del Bhutan) usata solo nelle lezioni di lingua e letteratura Dzongkha, appunto. Se vi solletica questa opzione qui c'è il sito(trovate la finestrella “International students”). Io scrissi loro e furono molto gentili – anche se non rapidissimi, mettete in cantiere un “lag” di 3 mesi – nel rispondermi e spiegarmi tutto).

Siti utili: il sito governativo del turismo in Bhutan, dettagliatissimo soprattutto nella sezione trekking ed il sito de il quotidiano nazionale del Bhutan.

Negli ultimi mesi Ottavia ha viaggiato per Nepal, Bhutan, India, Singapore, Malesia, Thailandia e Cambogia e spesso ritornerà nel paese della felicità, il Bhutan. Per seguire i suoi spostamenti in diretta potete collegarvi al suo blog personale.

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Alae Lunae Dharma

Ottavia Spisni, classe 1977 è nata a Bologna ma ha trascorso infanzia e adolescenza in Abruzzo. Da qui si è spostata a Torino dove ha conseguito una Laurea Magistrale in Filosofia e Storia delle Idee con una tesi sul fenomenologo Erwin Straus, pubblicata per Amazon con il titolo: Conoscenza e Mondo nella “fenomenologia” di Erwin Straus (Why the Mind is not in the Head?). Si è anche laureata in Ermeneutica Filosofica con una tesi su Bataille e Agamben che verrà pubblicata a breve sempre su Amazon con il titolo Sovranità della Scrittura: Bataille e Agamben. Ha pubblicato nel 2004 presso l'editore Tracce di Pescara il volumetto di poesie dal titolo Dalla Fisica alla Mistica. Ha collaborato con 2R Rivista di Recensioni Filosofiche dello SWIF (Sito Web Italiano per la Filosofia  http://www.swif.uniba.it/lei/index.html). Ha pubblicato per Il Giornale della Filosofia, Rivista sperimentale di ricerca filosofica e ha pubblicato per la Collana Koinè - “Il giogo”,Edizioni Petite Plaisance. Ha collaborato per diversi anni con REF, Rivista di Recensioni Filosofiche http://www.recensionifilosofiche.it/. Dal 2011 compie numerosi viaggi in Asia facendo volontariato soprattutto per aiutare i cani di strada assieme al fantastico KAT Centre: http://www.katcentre.org.np/ Ha pubblicato di recente un libro sul Bhutan, disponibile anche in versione elettronica su Blurb: Ottavia Spisni Sangay: Legends and Images from Secret Bhutan. http://www.blurb.com/bookstore/invited/279586/b01f6ae136633cbf960e5e13339095ff85b8345f

E' in uscita il libro fotografico sul Nepal: Ottavia Spisni: Nepal, a Photographic Journey, sempre disponibile su Blurb.

Collabora con un'agenzia di viaggi in Bhutan chiamata “Bhutan Friend Tour” il cui contatto è qui: https://www.facebook.com/bhutanfriend.tour?ref=ts 

Il blog delle sue avventure in Asia (e non solo) è a questo indirizzo: www.alaelunaedharma.blogspot.it

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Commenti  

# 0 WYW 2012-10-02 20:41
Grazie per questo post perché ci è stato davvero utile, stiamo definendo il dream project e questi limiti li avevamo sottovalutati!! Grazie ancora ;)
Rispondi Rispondi con citazione Citazione
# 0 sanjay 2014-01-20 21:29
Ti sei scordato di scrivere che coi soldi del visto non si finanziano solo l'istruzione e la sanità ma anche le perseguizioni razziali.k
Rispondi Rispondi con citazione Citazione
# 0 domenico 2015-03-22 17:01
bei viaggi e soèrattutto bei posti!!! ho 2 domande>
1) dove e come lo trovate il tempo per imprese simili?
2)dove tenete i soldi?
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# 0 Vero 2015-03-23 13:56
Ciao Domenico:)
Beh noi lavoriamo online e organizzandoci bene riusciamo a partire per lunghi viaggi fortunatamente ma credo che quasi chiunque possa viaggiare in paesi lontani, tante volte è più il timore di quello che non si conosce piuttosto che la reale impossibilità di partire, non credi?:) Dove teniamo i soldi? In che senso?=) buona giornata
Veronica
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# 0 Pulviscolo Stellare 2016-09-17 12:10
voglio andare a vivere e lavorare in Bhutan...è possibile contattare chi ha scritto l'articolo per avere ulteriori info? Grazie.
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