Viaggio senza meta ma con ritorno | Tappa 2: sarà meglio la tappa 3

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Ci sono di quelle giornate che si dimenticano volentieri e oggi è una di quelle. Non è stata un vero disastro, non fraintendetemi. Intendo, potevo cacarmi nei pantaloni fuori dal bagno del mio club preferito, bloccarmi mentre esponevo un progetto a un pubblico esigente, fare una scorreggia mentre mi apprestavo a dare il primo bacio alla ragazza dei miei sogni oppure, peggio ancora, tagliare il traguardo a mani alzate per la prima volta e perdere l'equilibrio cadendo rovinosamente terra.
Ecco quello che voglio dire è che non è stata una giornata così terribile, ma sicuramente quello che spero è che diventi buio presto e sorga il sole un'altra volta.
Campitello di Fassa

0 km | 0:00 culo in sella | 0 km con pioggia

0 m dislivello | 0 cal

 

Notte in vasca

Dopo aver completato il diario di ieri sera sono andato a vedere come stava la mia tenda. Diciamo che sono stato fortunato, soprattutto considerando che altri amici di campeggio hanno appena finito (e sono le sette di sera cazzo) di portare fuori scatoloni fradici che sono serviti ad asciugare il fondo della vasca da bagno che si era creata per magia dentro la tenda.
Tuttavia non si può proprio chiamare fortuna quella di questi due giorni. Il violento temporale di ieri, quello che per primo ha violato la mia piazzola, era solo un avvertimento. Non ce ne sono stati altri violenti come quello, ma dalle 21 alle 9 ha continuato a piovere ininterrottamente. La notte pertanto non è stata piacevole: mi muovevo pochissimo per paura di smuovere zone pericolose in contatto con il terreno fradicio, facevo micro sogni dello stesso tipo, la schiena era indolenzita e infastidita già dalle prime ore di sonno. Era chiaro che questa mattina non sarei partito, ma avrei cercato di valutare gli eventuali danni, ripararli e prepararmi per una giornata diversa.locale comune camping

La conta dei danni

Al risveglio la sorpresa è stata piacevole, nel senso che, nel complesso, la mia tendina SUPERLIGHT della Camp aveva retto molto meglio di quella dei miei amichetti genovesi (quelli travolti dall'inondazione). I danni, anzi, gli imprevisti sono stati i seguenti:
  • Una scarpa da running a contatto con il telo superiore della tenda si è infracicata tutta, parte del colore della linguetta (erano praticamente nuove) ha tinto il bordo così adesso ho una scarpa gialla e l'altra gialla/rossa/viola.
  • Il telo esterno della tenda era tutto bagnato anche all'interno, ma senza punti di contatto nessun problema.
  • Qualche altro oggetto di secondaria importanza ha assorbito dell'acqua in quanto a contatto con il telo esterno
  • Il sacco a pelo (il solito eccellente prodotto della Traversata delle Alpi 2014) e il mio nuovissimo asciugamani Packtowl Ultralite (No, nessun programma di affiliazione Amazon, solo che se la roba che compro vale i soldi che costa, allora mi sento in dovere di dirlo) se la sono cavata con un po' di umidità e qualche chiazza di bagnato qua e là.
Il punto è che quando inizi le ferie avventurose con un pugno nei denti - esatto è proprio come quando fai la fiancata della macchina del babbo il primo giorno che hai preso la patente - ti passa la voglia di proseguire l'avventura. Però fortunatamente la mamma mi ha fatto testardo e a volte sono anche tenace, per cui non penso che abbandonerò il mio giretto così facilmente. Comunque questa mattina mi sono svegliato, ho messo gli stivali/infradito e sono andato a fare colazione.

Un personaggio speciale 

Dopo la colazione ho cercato di capire come organizzare la giornata: dato che il meteo (sbagliato, diffidate di "ilmeteo.it") prevedeva altre catastrofiche precipitazioni in mattinata, ho pensato di mettere in salvo ciò che per fortuna era ancora asciutto e di lasciare la tenda vuota al suo triste e inevitabile destino. Così mi sono rifugiato nella saletta da pasto con cucina del campeggio per riflettere bene sul da farsi e per deprimermi un po' assieme ad altri sventurati. Questa, quindi, è stata la mia casa per la prima parte della giornata di oggi.
Non era un brutto posto, ma senza le finestre mi faceva proprio sentire in trappola. La mattinata è andata avanti chiacchierando con i ragazzi della alluvione nella tenda e con un signore molto in gamba, anzi direi il personaggio preferito del mio viaggio al momento: ha costruito una bici elettrica speciale che gli permettesse di portare il figlio disabile con se, seduto comodamente su un seggiolino speciale davanti, mescolando una cargo Bike a una e-Bike. Quando si parla di amore una cosa così supera tutto. E poi, dal lato mio, si capisce che anche le giornate di merda hanno qualcosa da insegnare e da regalarti, una cosa che non ti aspettavi e non cercavi, ma poi è arrivata. E vedremo che la coppia padre-figlio non è stata l'unico episodio di calore nel freddo di questa giornata fassana.
La giornata poi è passata piuttosto in fretta, anche se a tratti mi sembrava interminabile: volevo andare a fare una corsa in salita ma non lo ho fatto, non ce la facevo. Dovevo solo aspettare che si asciugasse tutto (soprattutto la tenda) e preparami per domani, che sarà una tappa fisicamente molto dura.

Sole e amore

Così, tra un gelato e un altro, un panino al formaggio e alcune merendine vinte a Grone, la spesa al supermercato e lo shock dei prezzi della funivia Col Rodella, sono arrivato quasi alla fine della giornata.
Ed è proprio qui che qualcosa è cambiato. Anzitutto è uscito il sole, un bel sole che mi ha asciugato la scarpa, mi ha rinfrancato lo spirito e mi ha fornito un po' di corrente con cui ricaricare l'iPad che sto usando per scrivervi.
Il sole mi ha anche invogliato a sdraiarmi sul prato, ma con il materassino dato che non era ancora completamente asciutto. Pe me sdraiarsi vuol dire dormire, per cui ho dormito sul mio materassino al sole sull'erba, garantendo una buona dose di bauscia sul materassino subito asciugata con i pantaloni al mio risveglio. Al mio risveglio, guarda caso, avevo anche fame. Per cui, che ci crediate o no, mi sono messo a mangiare l'insalata in busta comprata alla Coop, seduto sul mio materassino al sole, con la mia forchetta di plastica, senza condimento, senza niente. E infatti è proprio come state pensando voi in questo momento: facevo una pena terribile. Ero talmente patetico che non ho commosso solo voi che state leggendo, ma ho commosso anche i miei vicini di piazzola (nuovi tedeschi arrivato oggi), cosicché il mio pasteggio si è trasformato in pochi secondi da cosìinsalata
a così...insalatona
Anche questo è amore (per l'essere umano, nonché lotta contro il suo saper essere miserabile certe volte) e ancora una volta mi è stato dimostrato che più la giornata è da dimenticare più è l'amore che ci si può estrapolare.

Entusiasmo

Ora, giusto per farvi capire quanto debole di spirito io sia, quella busta da 300grammi di insalata alle 17.45 doveva essere la mia cena. Alla fine la passione per il racconto e altri tedeschi arrivati con le moto poche ore fa mi hanno convinto che non si scrive un buon diario senza un buon bicchiere di Teroldego e una buona pizza.
Quindi alla fine sono vivo, con la pancia piena e moderatamente entusiasta per la tappa di domani, con un paio di passi mozzafiato: Fedaia e Giau.
Anche se alla fine nemmeno oggi ho cacato come avrei voluto.
 
Buonanotte

Ecco tutte le tappe della pedalata senza meta di "Jimmy":
Tappa 1: piazzola allagata Tappa 2: sarà meglio la tappa 3 Tappa 3: piccolo il mondo Tappa 4: il lusso della concessione Tappa 5: il cielo con un dito Tappa 6: la flemma Tappa 7: che bel el let Tappa 8: la Mazunte delle Alpi Tappa 9: i miei primi 1000 Tappa 10: corri Forrest, corri

Viaggio senza meta ma con ritorno | Tappa 2: sarà meglio la tappa 3 - 4.0 out of 5 based on 1 vote
jimmy

Con due ore di allenamento e sei gelati al giorno vai dappertutto

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Nella luce del mattino | Pedalando nel Mae Moei national park in Thailandia

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