Pamukkale ed Afrodisia, luoghi incantati di Turchia

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Ancora una volta la giornata si prospetta invernale: grigia ed uggiosa! (voi direte, e che cavolo pretende questo il 29 di dicembre?...avete pure ragione ma in viaggio si vorrebbe sempre che ci fosse il sole e 25-28°C) Lasciamo Isparta, nel cuore della Turchia, alla volta di Denizli dove arriviamo verso mezzogiorno accolti da un cielo ancora coperto. Decidiamo quindi che una visita alle piscine di travertino di Pamukkale sarebbe sprecata con un tempo del genere e proseguiamo così verso la città greca di Afrodisia, 80 km più a ovest. L'altopiano su cui si trova Afrodisia è coltivato in ogni suo spazio: uliveti, agrumeti ed altro si stagliano a perdita d'occhio mentre sul ciglio della carreggiata improvvisati supermarket costruiti con le cassette di arance e limoni sorgono ogni 300 o 400 metri. Ci fermiamo ad uno di essi ma lo troviamo incustodito e siamo costretti ad attraversare la strada per acquistare alcune succose nettarine.

La città greca di Afrodisia

Proseguiamo fino al sito archeologico dell'antica città greca di Afrodisia, oggi attrattiva della Turchia, che ci accoglie regalandoci un cielo finalmente sgombero di nubi e così dopo esserci fatti spillare qualche lira per un parcheggio probabilmente abusivo ed un passaggio in trattore fino all'ingresso dell'antica città, ci adentriamo tra le rovine. La camminata tra colonne, capitelli, templi e teatri è piacevole e silenziosa: i turisti sono pochissimi e si disperdono sulla grande distesa della cittadina. L'ultima meta del nostro girovagare è lo stadio, ancora ottimamente conservato e davvero impressionante: 270 metri di lunghezza per 30000 posti a sedere! Terminiamo la visita al museo ed ormai assuefatti ci concediamo un thè davanti ad una stufa calda. Il sole si è nuovamente oscurato quando risaliamo in auto per rientrare a Denizli e di lì a Pamukkale. Vi giungiamo quando la luce è ormai calata ma la colata che ricopre tutto il fianco della collina non può non essere notata ed anche nell'oscurità del crepuscolo promette di celare un'altra magia della natura. Ci sistemiamo in una pensione a basso costo e dopo un breve riposo ritorniamo ad ammirare la collina illuminata dalle luci artificiali: sembra quasi una pista da sci innevata e pronta per una competizione notturna.  Solita cena a base di kebap e siamo già in branda per essere pronti ad una sveglia all'alba (incrociando le dita per ottenere il favore del tempo).

Tra Pamukkale ed Eskisehir sulla via per Istanbul

Una splendida giornata di sole per visitare una altrettanto splendida location della Turchia. Ci svegliamo all'alba e dopo una frugale colazione a base di olive colte nel giardino del nostro oste (ci racconta di essersi trasferito qui da oltre le montagne), saliamo sulla collina di travertino dove sgorgano le sorgenti che con la loro azione millenaria hanno formato miriadi di piscine naturali. Quella che dal basso ci appare come una collina ricoperta da una anomala nevicata, una volta risalita, ci appare in tutto il suo splendore: ovunque, piccole e grandi vasche costellano il crinale ed il vapore dell'acqua calda che esce dalle viscere della terra crea un'atmosfera mistica ed idilliaca allo stesso tempo. Le ombre dei turisti si perdono nei riflessi creati dal sole che nasce ad oriente e volgendo lo sguardo più in alto, distante si vede il teatro di Hierapolis dominare il paesaggio. I miei pensieri, come sempre accade davanti ad un magico luogo creato dalla potenza e dalla costanza della natura, corrono verso tutte le bellezze che ho avuto la fortuna di ammirare: il Perito Moreno in Argentina, le cataratas di Iguacù tra Argentina, Brasile e Paraguay, Uluru in Australia, il Gran Canyon e tutti gli altri parchi naturali dell'ovest americano, le Calanches in Corsica, le sorgenti termali di Wai o Tapu in Nuova Zelanda e molti molti altri. Ancora una volta sono emozionato e sull'orlo delle lacrime i miei pensieri continuano a volare fino a casa, tra le dolomiti, uno dei paesaggi più spettacolari che abbia mai potuto ammirare, finalmente riconosciute come patrimonio naturale dell'umanità dall'UNESCO. Proseguiamo passeggiando un pò tra le rovine di Hierapolis, città romana, fino a raggiungere le scalinate dell'immenso e splendido teatro ancora ottimamente conservato. Il panorama è oscurato nel fondovalle da una cappa azzurrognola di smog, opera anch'essa dell'ingegno umano: contrasti della nostra specie! La giornata di sole e la pochissima gente incontrata sono un regalo inaspettato della dea dei viaggiatori e noi lo cogliamo di buon grado fermandoci per tutta la mattinata. Ridiscesi in paese riprendiamo la strada per Istanbul dove contiamo di giungere domani. Percorriamo circa 400 km tra vigneti, steppa ed alta montagna, scendendo per la notte nella città di Eskisehir. Quando usciamo per cena notiamo subito la differenza tra questa città e quelle più immerse nelle lande turche (ad esempio Konya): le donne vestono all'occidentale, il velo si vede raramente ed anche i negozi del centro espongono capi alla moda occidentale. Domani sarò nuovamente ad Istanbul, una città che mi aveva profondamente colpito alla mia prima visita. Vedremo se lo farà di nuovo...

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Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.
Sito web: www.lifeintravel.it

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Commenti  

# 0 WYW 2012-10-16 12:12
Che bellezza, mamma mia come è incredibile la natura!!! bellissime e emozionanti le tue foto su questo paese :)
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# 0 denizlihotel.com 2013-04-08 16:13
Beautiful.
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