Viaggio in bici sui Pirenei: da Sort a Navarrenx | Parte 3

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Dopo qualche salita nelle Alpi e le pianure francesi, è finalmente arrivato il momento di mettere il naso all'insù e iniziare a pedalare in salita: il mio viaggio in bici sui Pirenei è iniziato dove avevo lasciato l'anno scorso, sulle Alpi, ma ora sono sono qui dove volevo arrivare... il mitico Tourmalet, il Peyresourde, l'Aspin e tutti gli altri: salite mitiche sulle quali ho visto per anni i professionisti con la fatica dipinta sui volti. Ed ora tocca a me pedalare e faticare... ma che soddifazione e che felicità arrivare fino in cima con la forza delle mie gambe!
 

Sort - Saint Aventin | Il colore e il profumo Pirenei

 
Puerto de la Bonaigua, il passo infinito. Si sale lungo la valle, strada larga con falsopiani, strappi al 9/10%, discese che ti fanno perdere il dislivello appena guadagnato, fatica allo stato puro, anche se spesso mi fermo 15 secondi per recuperare. Osservandomi attorno, queste montagne danno il senso di selvaggio, i borghi hanno lo stesso colore delle rocce che quasi da distante non si notano e gli do il nome di color Pirenei. Che sia freddo o caldo, sole o pioggia boschi o praterie, ogni tanto, da quando giro per queste montagne, mi arriva un profumo, di fiori immagino. Ma non sono riuscito a vederli, mi son anche fermato per annusare e guardare meglio, ma niente. Boh! Ho pensato di avere il cervello che galleggiava nell'acido lattico, o forse, tra queste montagne ci sono degli Angeli che mi scortano e mi fanno notare la loro presenza con questo buon profumo.
Oggi ho scoperto il colore e il profumo Pirenei, non male! In cima al Puerto de la Bonaigua, che supera di poco i 2000, le praterie si perdono contro il cielo, ci sono al pascolo cavalli e mucche, il panorama è stupendo, fa freddo ma sono felice. Discesa velocissima e lascio un po' sfogare la mia bici che prende rapidamente velocità con il carrello che spinge, me la godo anche nonostante il freddo, esagero e il telaio comincia a ribellarsi ondeggiando, a questo punto le mani vanno subito ai freni, sarebbe un peccato rovinare il viaggio per un po' di adrenalina! I paesi scendendo, sono uno più bello dell'altro. Penso che sarebbe molto bello girare solamente queste zone, visitandole più accuratamente. Comincio a salire verso il confine con la Francia, Port de Portillon.
Dopo il valico la vegetazione cambia radicalmente. Il clima, influenzato dalle correnti umide che arrivano dall'Atlantico, rende la vegetazione verde e rigogliosa, il sottobosco pieno di felci ne è la prova. La prova dell'umidità l'ho avuta anche la notte andando a mollo dentro la tenda. Ho dormito pochissimo. Una pioggia incessante fin quasi mattina, nebbia e freddo mi hanno accolto una volta uscito dal mio acquario notturno.
 
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St-Aventin - Argeles-Gazost | Tourmalet... salita al mito

 
La notte trascorsa quasi in bianco per la forte pioggia, un po' d'acqua mi è entrata in tenda così che ho il materassino bagnato e il sacco a pelo umido, per stasera spero di trovare una stanza per asciugare un po' tutto. Partenza con leggera pioggia, nebbia e freddo. Nonostante la nebbia i 6 km che mi mancano per scollinare al Col del Peyresourde sono davvero belli, discesa bagnata e risalita verso il Col D'Aspin. Preferisco fare i passi uno dietro l'altro, con salite lunghe, piuttosto che quei percorsi vallonati che mi tagliano le gambe per i continui cambi di ritmo. Bellissima questa zona. Paesaggi mozzafiato, piccoli paesi molto carini e ben curati. Amo la montagna per le emozioni che mi regala. Adesso comincio un po' a preoccuparmi, non fa caldo ma almeno non piove più, mi aspetta il Col del Tourmalet!
Ogni volta che devo salire una montagna simbolo dei grandi Giri, mi prende timore, ansia, un po' di paura. Penso che, come sono salito sulle grandi montagne delle Alpi, posso farcela anche qui. Sono circa 18 Km. Incrocio in continuazione cilisti/e che scendono, quelli che salgono mi sorpassano, del resto io ho il peso dei peccati da espiare da tirarmi su. Quasi tutti mi salutano, con il pollice alto, con un cenno, con un sorriso, con un incitamento quelli che mi sorpassano. Le sensazioni di prima, cominciano a lasciare il posto alla felicità. Sono felice perchè adesso sono sicuro che arriverò su, un po' più vicino alle nuvole, sul Col del Tourmalet. Quante volte l'ho visto negli anni guardando la tv durante la tappa del Tour, vedere là tutto quel pubblico, le facce dei campioni che si davano battaglia, le facce di chi andava in crisi, e adesso finalmente anch'io, sono qui che pedalo, l'unico avversario è il mio carrello e la fatica che comincia a farsi sentire. E' il terzo colle della giornata!
Arrivo su emozionato, mi cambio velocemente gli indumenti bagnati, ma quelli nel borsone portano ancora l' umidità della notte da lupi trascorsa. Faccio le foto con la bandiera dell'ANFISC ONLUS, non può mancare in un posto così, per i ciclisti è una sorta di santuario, i quali, diligentemente aspettano il loro turno per fare le foto sotto il monumento al ciclista. Nella discesa ho freddo e mi fermo un paio di volte. Gli Angeli dei Pirenei con il loro profumo sono li con me. Ho rischiato un dritto su una curva, un po' di paura ma tutto bene, poi mi fanno trovare un campeggio con hotel. Incredibile!
Oggi solo 90km ma 2513 di dislivello.
All'entrata un profumo di pesce alla brace mi stuzzica l'appetito che non mi manca mai. Stanno cucinando un enorme spiedo di tonni. Senza perdere tempo chiedo se posso anche cenare e mi rispondono che è una festa privata, non posso. Una persona su un centinaio cosa cambiava.. Mah! O forse hanno visto che avevo già le bave alla bocca e non mi potevano di sicuro accontentare con una porzione normale...
Preso possesso della camera, l'ho ridotta a un vero accampamento. Tenda, materassino, sacco a pelo, indumenti, tutti appesi in giro, sulle finestre, al lampadario, in doccia le cose più bagnate, sulle porte dell' armadio, e in più, la mia pentola bolliva con una bella porzione di spaghetti. Se in quel momento entrava qualcuno, credo che sarei stato sbattuto fuori. Alla mattina ancora fornellino in funzione per una frittata di albumi.
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Argeles-Gazost - Navarrenx | La vera Bellezza

 
Oggi mi sono portato nelle gambe il freddo e la fatica di ieri. Il Col de Soulor e il Col D'Abisque hanno panorami degni delle nostre Alpi. Bellissimo, e questo mi ha dato la carica per proseguire con il mio solito ritmo, le gambe ricominciano a girare come sempre, il tempo è bello anche se nelle discese fa sempre freddo, non posso pretendere di più e sono felice. Guardandomi attorno, sembra quasi che il torace si apra per poter accogliere dentro di sè tutta quella bellezza tramite il respiro! Quando mi fermo a Laruns per sbranarmi un panino, arriva un furgone che parcheggia proprio davanti alla mia panchina. Sta accompagnando per un tour sui Pirenei un gruppo di sei italiani. Con il furgone portano i bagagli e il cibo per la giornata. Il tipo li aspetta preparando caffè, te, panini, dolci. Bello così. Li ho trovati il giorno prima sul Tourmalet e chiacchierando un po con uno di loro, mi ha detto che sono toscani e fanno questo giro tramite un'agenzia francese.
Alla sera trovo campeggio a Navarrenx, un paese circondato da imponenti bastioni, un paese fortificato, bello fuori ma un po' deludente al suo interno. Sono entrato nella chiesa per dare un'occhiata mentre stavano facendo delle prove di lirica su musiche di Bach. Non avevo mai assistito a un concerto di questo tipo. L'orchestra era davvero ben fornita e la ragazza quando cantava, mi metteva i brividi per la sua voce e la sua bravura. Una mezz'ora passata davvero bene, rilassante, piacevole, ancora una volta sono stato fortunato.

Viaggio in bici...
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Potete leggere gli altri racconti del mio viaggio in bici attraverso i Pirenei: la prima parte da Dronero a Carcassonne e la seconda parte da Quillan a Sort. In questa occasione ho un motivo in più per pedalare: il supporto alla Onlus A.N.FI.S.C. che persegue l'intento di far riconoscere alcune patologie trascurate dalle istituzioni.
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elio costalonga

Fin da ragazzo ho gareggiato in bici con discreti risultati. Dopo una buona "carriera" con i cicloamatori ho deciso di cambiare la maniera di pedalare e fare un viaggio in bici. Mia nipote aveva un ristorante a Berlino e per sfottermi, mi invitava a salire in bici per prendere un caffè, così 4 anni fa,una mattina mi sono presentato al bar del ristorante chiedendo briosche e caffe'... :-) :-) . Entusiasta del viaggio, l' anno dopo ho fatto la ciclabile del Reno e Olanda, lo scorso anno sono stato zona Stelvio a vagabondare per i passi prima con la bici e poi con zaino e scarponi e quest' anno il Giro delle Alpi che mi ha lasciato un bellissimo ricordo per la sua bellezza

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