Viaggio in bici sui Pirenei: da Monfort a Genolliac | Parte 5

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Oggi appena partito ho sentito strane sensazioni. Non forzo mai quando pedalo, cerco di "rispettarmi" visto che i chilometri che devo fare sono tanti e impegnativi e poi, devo godermi i luoghi dove passo.
Fatico nonostante vada piano, le gambe sono legnose, ahi... ahi... giornata di crisi, questo pensiero mi preoccupa un poco!
E se domani sarà ancora così?

Monfort - Albi sospinto dal vento

 
La strada comunque, continua a scorrere sotto le ruote: abbastanza veloce nelle discese ma molto piano nelle salite, sudo molto e non è da me. Oggi non gira davvero! Continuo a salire e scendere dalle colline anche se sono più dolci dei giorni scorsi, la campagna come sempre è bellissima, si estende a perdita d'occhio interrotta ogni tanto da macchie di alberi che ne rompono la continuità e danno un tocco di bellezza in più al paesaggio.
Sono fortunato, il vento mi aiuta quasi ogni giorno da quando ho iniziato il percorso verso casa. Arrivo a Montauban una bella cittadina ricca di storia e decido di fare un giretto per il centro. Non ho neanche voglia di fare delle foto anche se questo posto meriterebbe la sosta di un giorno. Riprendo la strada verso Albi e pur avendo mangiato come al solito, comincio a sentirmi vuoto e da questo momento non riesco più a godermi tanto il viaggio. Arrivo in un bel campeggio ad Albi in crisi di fame, monto la tenda con una lentezza da bradipo e metto subito la pentola sul fornello anche se sono le 5 del pomeriggio. Una bella quantità di spaghetti è quel che ci vuole e subito dopo averli divorati comincio già a sentirmi meglio.
Dopo la doccia vado a vedere cosa offre il ristorante, voglio assolutamente rifarmi della sofferenza subita oggi, ma la sfiga vuole che sia chiuso e al massimo possano offrirmi dei polli allo spiedo su prenotazione. Strano che in agosto e con il campeggio pieno facciano il turno di riposo... comunque non ci penso due volte, prenoto il mio pollo.
Quando me lo consegnano gli occhi mi schizzano dalla testa: saranno 2 kg di pollo o è uno struzzo nano?? Non so... chiedo se possono darmelo solo mezzo, ma niente da fare, lo struzzo nano è tutto per me.
Piano piano, boccone dopo boccone,  assorto nei miei pensieri, senza accorgermene, mi divoro il pollo intero.
Quando mi rendo conto di quanto ho mangiato rido da solo. Sono un po' gonfio ma mi sento veramente bene, direi che ho già recuperato una giornata molto storta.
Verso sera trovo il cartello per un campeggio da "urlo"! Giù per una stradina al 14% fino ad arrivare ad una fattoria dove mi accolgono mucche, cavalli, maiali, anatre, galline, conigli e una signora anziana alla quale chiedo dove sia il campeggio!! Tutta felice mi indica il retro della fattoria dove vedo solo un bosco... dico di aver capito anche se credo che sulla mia fronte sia comparso un grande punto di domanda. Proseguo oltre ed entro nel boschetto, il campeggio c'è veramente. Roulotte parcheggiate da chissà quanti anni, con il muschio sopra, un posto adibito alle feste fatto in legno, un pochino in disuso, alcune casette con le ruote hanno qualche turista che le abita, i servizi... i servizi... l'unica nota positiva è che hanno l'acqua calda.
Mi viene da ridere e dopo la doccia tiro fuori tutto il mio spirito di adattamento, risalgo alla fattoria e chiedo alla signora se posso passare la notte nel "salone delle feste", praticamente all'aria aperta. Per la modica cifra di 4,5 euro ho il privilegio di dormire sul palco dove suonava l'orchestra e con altri 3 euro ho il privilegio di avere ben 3 uova fatte da super galline ruspanti francesi.
Prima di addormentarmi penso alla signora, a quando lei, ed eventualmente il marito che non ho visto fossero giovani e sicuramente grandi lavoratori. Mi immagino dopo una giornata di lavoro in fattoria, la loro soddisfazione osservando il proprio campeggio pieno di gente, l'orchestra che suona per il divertimento dei turisti, le luci accese che rischiarano quel posto così bello e tranquillo. Deve essere stato fantastico al massimo del suo splendore, adesso lei è ancora li che fa quello che può, ma già accogliendomi con il sorriso sulle labbra mi ha fatto sentire davvero bene.
 
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Albi - Millau

Per fortuna ho recuperato la giornata nera di ieri. Oggi ho deciso di pedalare "riposando", voglio rifarmi di ieri e godermi in pieno la giornata. Decido subito anche dove voglio arrivare, così da gestirmi in pieno ogni minuto e ogni km. Sento subito che le gambe girano come il solito e questo mi rende felice, il mio viaggio in bici prosegue bene, con il sorriso e il cielo sereno cosparso di belle nuvole bianche. Ogni tanto le guardo e mi diverto nel saper trovare delle forme note, magari un drago, un cane, una macchina, mi ispirano l'immaginazione, mi distraggo intanto che i km scorrono sotto le ruote. A mezzogiorno, dopo aver fatto una bella e lunga salita, passo per un paesetto con una splendida piazza ombreggiata da un paio di enormi platani. Ci sono due ristoranti ed il posto è troppo bello per non fermarsi li a pranzare. Li mi sento a mio agio, le persone sono gentili, i due magnifici alberi regalano la loro ombra, tutto attorno le montagne rendono questo posto davvero splendido, inspiro profondamente e mi rilasso.
Nel pomeriggio in cima ad una salita vedo dentro un recinto una decina di tori che pascolano. Uno di loro mi fissa mentre sto scollinando il milionesimo strappo di questo viaggio. Mi fissa con insistenza, dicono sia maleducazione ma credo che lui non lo sappia, forse non ha mai visto uno che va tanto piano in salita? Con sorriso ironico lo saluto con un caloroso "ciao bistecca", memore forse della crisi di fame del giorno prima. Mi sono pentito subito di questa cattiveria anche se non sono un vegetariano, però questa scena mi ha fatto sorridere per tutto il pomeriggio. Pochi chilometri prima di Millau sono passato sotto il "Viaduc du Millau". Con i sui 343 m. è il viadotto autostradale più alto in Europa e uno tra i più alti al mondo, un opera mastodontica e impressionante che unisce due montagne.
 

Millau - Genolliac, nel parco nazionale di Cevennes

 
Oggi ho pedalato quasi sempre all'interno del parco Nazionale di Cevennes.
E' stata un giornata fantastica, di quelle che non si possono dimenticare.
Ho pedalato dentro canyon bellissimi, sovrastato da pareti imponenti e con torrenti che scorrevano molti metri più in basso della strada formando delle piscine naturali. Da distante le rocce sembravano torri di guardia a castelli, incredibilmente belle da vicino, lavorate a regola d'arte dalla corrosione dell'acqua, con una diversità cromatica dal giallo al rosso porpora, qualcosa di straordinario.
Il mio sguardo non segue quasi più alla strada, si perde in mezzo a quegli anfratti, a quei colori, a quelle montagne così aspre e selvagge dove l'uomo si è dovuto accontentare di vivere in piccolissime borgate sparse qua e là.
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Natura resa ancora più selvaggia guardando il cielo, dove volteggiano alti dei grandi uccelli.
In questo luogo vivono ben tre specie di avvoltoi che si nutrono in prevalenza di serpi. Certo che vederli volare in cielo senza un battito d'ali in un contesto così incontaminato ha un bell'effetto anche su di me: il senso di libertà e di essere parte di quella natura si è notevolmente amplificato. Sto veramente bene.
Alla sera trovo un campeggio essenziale, a 2 km dal paese giù per una discesa al 7%, lontano dai rumori, con pochissime persone tutte olandesi. Uno di questi, un omone grande come una montagna è venuto subito a salutarmi e guardando il carrello si è illuminato.
E' stato per ben due volte a Capo Nord partendo dall'Olanda con un carrello come il mio. Mi ha detto che bisogna andare lassù a nord perchè è bellissimo ma bisogna essere ben attrezzati per le temperature fredde e la pioggia. Sinceramente vorrei sul serio mettere in pratica il suo consiglio, chissà...
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Potete leggere gli altri racconti del mio viaggio in bici attraverso i Pirenei: la prima parte da Dronero a Carcassonnela seconda parte da Quillan a Sortla terza parte da Sort a Navarrenx e la quarta parte da Navarrenx a Monfort. In questa occasione ho un motivo in più per pedalare: il supporto alla Onlus A.N.FI.S.C. che persegue l'intento di far riconoscere alcune patologie trascurate dalle istituzioni.
elio costalonga

Fin da ragazzo ho gareggiato in bici con discreti risultati. Dopo una buona "carriera" con i cicloamatori ho deciso di cambiare la maniera di pedalare e fare un viaggio in bici. Mia nipote aveva un ristorante a Berlino e per sfottermi, mi invitava a salire in bici per prendere un caffè, così 4 anni fa,una mattina mi sono presentato al bar del ristorante chiedendo briosche e caffe'... :-) :-) . Entusiasta del viaggio, l' anno dopo ho fatto la ciclabile del Reno e Olanda, lo scorso anno sono stato zona Stelvio a vagabondare per i passi prima con la bici e poi con zaino e scarponi e quest' anno il Giro delle Alpi che mi ha lasciato un bellissimo ricordo per la sua bellezza

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Nella luce del mattino | Pedalando nel Mae Moei national park in Thailandia

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