Viaggio in bici in Bosnia: alla scoperta di ritmi antichi

Pubblicato in Bosnia Erzegovina
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Durante questo viaggio in bici in Croazia, Bosnia e Montenegro, mi sto abituando a dormire in tenda tanto che oggi mi sono svegliato alle sette, un'ora circa più tardi del solito. Accelero le operazioni mattutine dato che ho in previsione una lunga giornata sui pedali e già la calura si inizia a sentire. L'obiettivo è giungere a Jajce o nelle sue vicinanze dove si trova un lago, per poter pernottare in un camping tra quelli che si trovano sulla sua sponda orientale. Sono consapevole, grazie all'avvertimento di Frank ed Alice, che appena fuori Bihac la strada inizierà ad impennarsi in salita per raggiungere un esteso ed ondulato altopiano. Le notizie ricevute si rivelano azzeccate e prima di avere un pò di tregua devo percorrere circa 10 km per giungere a 700 m circa di quota. Qui, tra immensi campi di grano e patate, la strada prosegue vallonata.

 
5° Tappa Bihac-Mrkonjic grad
Distanza 120 km
Dislivello 1605 m
La Bosnia mi ha colpito per due ragioni principali: la quantità ancora elevata di edifici visibilmente danneggiati o distrutti dalla guerra e l'immane quantità di verde che ne ricopre il territorio. Pascoli e foreste ricoprono gran parte della superfice del paese.
Proseguo speditamente tra colori ed odori ormai antichi: il letame sparso nei campi e le stoppie bruciate qua e là diffondono la loro essenza dimenticata. Passo senza fermarmi le poche case che costituiscono Bos Petrovac mentre il sole inizia a fare sentire tutta la sua potenza sulla mia schiena. Ad un bivio alcuni operai stanno ripulendo un rudere dalla boscaglia che gli si è creata intorno ed appena mi vedono passare in lontananza uno di loro, tutto tatuaggi, si sbraccia invitandomi a bere una birra in compagnia. Mi fermo, ringrazio da lontano e declino l'invito: la birra è un privilegio concesso solo al termine della giornata!
Sono grato al dio della strada quando affronto la discesa lunga e scorrevole verso Kljuc. Qui purtroppo faccio appena in tempo a raggiungere il bagno di una stazione di servizio quando le lievi flatulenze che mi avevano accompagnato per gli ultimi chilometri si trasformano in un fiume di m... Non so cosa possa essere stato, l'acqua, il caldo, la frutta fresca o che altro, in ogni caso è un bel problema! Provo a mangiare qualcosa una volta raggiunto il centro della cittadina, acquistando una pagnotta in uno dei molteplici minimarket presenti a bordo strada. Spuntano ovunque, spesso in edifici fatiscenti o minuscoli, ed in uno spazio ridottissimo offrono la scelta di un grande centro commerciale. Ogni movimento al loro interno è a rischio e va calibrato e ponderato attentamente per evitare di far crollare un piccolo oggetto che creerebbe uno spiacevole effetto domino probabilmente inarrestabile.
Lo stomaco continua a brontolare ma decido di proseguire lo stesso verso Jajce. Purtroppo la strada sale nuovamente verso le colline che mi si piantano di fronte. La sella deve funzionare da tappo perchè, nonostante gli intestini continuino a lamentarsi, non accade l'irreparabile. Dopo una salita eterna (come tutte quelle affrontate nel primo pomeriggio sotto il sol leone) un altro altopiano mi accoglie fra i suoi campi e pascoli. Un vecchio sbucato dal nulla cammina lungo la strada e quando mi vede alza la mano in cenno di saluto. Appena mi avvicino inizia a parlarmi tedesco e non c'è modo di interromperlo per comunicargli che... non capisco una parola di quello che dice! Dopo aver ascoltato il monologo per un pò, sorrido rispondendo: "Ja, ja!" e lo saluto stringendogli la mano.
Sono troppo debilitato e quando mi si presenta davanti agli occhi un paradiso fatto e modellato dall'uomo per l'uomo, decido di fermarmi poco prima di raggiungere la cittadina di Mrkonjic grad. Un lido con due laghetti artificiali, un ristorante e dei bungalow immersi nel verde di una foresta d'abeti e faggi costituisce il Balkana turisticki ed è popolatissimo da numerosi avventori giornalieri provenienti dalle vicine cittadine. Inizialmente avevo deciso di campeggiare qualche decina di metri più in alto ma la stanchezza e l'impossibilità di accedere ad un water mi hanno fatto desistere a favore di una camera, rivelatasi splendida, in uno dei bungalow. Ancora una volta la meta di giornata è mancata ma non me ne pento affatto soprattutto ora che sono sulla riva della laguna ad asciugarmi e riposare al sole dopo aver fatto un bagno rigenerante.

Per scoprire il percorso seguito durante il viaggio nei Balcani potete leggere il riassunto del viaggio in bici da Trieste a Sarajevo tra Croazia, Bosnia e Montenegro.

Se vi siete persi la puntata precedente tornate al racconto della quarta tappa del diario del viaggio in bici in Croazia, Bosnia e Montenegro. Se invece volete continuare l'avventura, leggete il resoconto della sesta tappa.

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Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.
Sito web: www.lifeintravel.it

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