Viaggio in bici fra terra ed acqua: da Castelnovo Bariano ad Argenta 3° tappa

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Oggi sarà l'ultima giornata del nostro viaggio in bici verso il mare ma il mare, ahimè, non lo raggiungeremo in bicicletta. Castelnovo Bariano si trova nel Polesine veneto: è un tranquillo paesino di pianura dove il macellaio (se c'è) conosce ogni abitante del comune e sa anche dove abita!
Dal silenzio del nostro Bed and Breakfast temiamo di doverci tuffare nel selvaggio caos del ponte sul Po ma fortunatamente non sarà così...

Mappa

 
 

Pedalando lungo il Po: scoperte nel Polesine Veneto

 
Tornati sull'argine che ieri sera avevamo abbandonato per recarci al nostro alloggio, costeggiamo il paese senza mai entrarci sul serio fino a lasciarcelo alle spalle. L'argine Po corre verso est costeggiando il fiume più importante d'Italia ed il confine fra Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna è davvero labile. Per evitare di attraversare il trafficato ponte che ci condurrebbe a Sermide, sulla sponda lombarda, proseguiamo nel Polesine Veneto senza incontrare nè confusione di motori rombanti, nè nuvole di smog o camion a tutta velocità.
A poche pedalate da Castelnovo Bariano troviamo Castelmassa che è ancora addormentata poco sotto l'argine Po: un cartello racconta che Giovannino Guareschi, durante uno dei suoi giri cicloturistici nel 1941, si soffermò in questo luogo scattando una fotografia e non solo... Tra le altre cose ho scoperto da poco che il Club dei 23 dedicato agli estimatori di Guareschi si trova proprio di fianco alla casa natale di Giuseppe Verdi, a Busseto, coincidenze o... forse le coincidenze non esistono, vero?
 
L'asfalto scivola gentile sulla pianura padana accompagnandoci nel nostro viaggio in bici: i cartelli della Ciclovia Sinistra Po e quelli di benvenuto nei paesi passano veloci al nostro fianco: Salara, Ficarolo, Gaiba... nomi che non ho mai sentito nominare prima, ma la mappa non mente! Lentamente ci stiamo avvicinando a Ferrara, la città delle biciclette come viene chiamata, spero, a ragion veduta! Il sole, ancora basso all'orizzonte, ci acceca mentre spingiamo sui pedali ma l'argine prosegue dritto quindi non temiamo, almeno per ora, di cadere in acqua o ruzzolare fra la rugiada del mattino. Superiamo Occhiobello e, a Santa Maria Maddalena, attraversiamo il ponte senza paura visto che è fornito di passaggio ciclopedonale ( dovrebbero averlo tutti!!!), l'Emilia Romagna è a pochi metri da noi!
 

Ferrara, la città delle biciclette

 
Eccola Ferrara, luminosa nella luce di mezzogiorno, è un labirinto di stradine e passaggi ciclopedonali che, da forestiere come avrebbero detto in una locanda qualche decennio fa, non conosciamo assolutamente. Una signora del posto, dopo averci visto disperate alla ricerca della corretta strada per raggiungere il centro storico, si offre con gentilezza di accompagnarci per un tratto. Pedalando in un dedalo di giardinetti e vicoli, finalmente spuntiamo davanti al castello Estense, una fortezza datata 1385 ma ancora conservata in modo impeccabile. Ferrara, al primo sguardo, è davvero la città a misura di bicicletta: gli abitanti, approfittando delle strade a traffico limitato e delle ciclabili, si spostano sulle due ruote quotidianamente preservando la città da un inquinamento folle, dal rumore dei motori truccati e, ovviamento, vivendo meglio Mi sento proprio a mio agio sul ciottolato del centro e così Ste che, con la coda dell'occhio, ha individuato una bancarellina dove vendono matrioske: non faccio in tempo a dirle quanto mi piaccia Ferrara che lei scompare fra i passanti in direzione del venditore. Ne approfitto per fare qualche scatto veloce ma sono un po' tesa, non ho idea di dove arriveremo stasera e non vorrei ritrovarmi ancora a pedalare nel buio con un solo frontalino in due.
A Ferrara bisognerebbe fermarsi almeno un paio di giorni per scoprirne gli angoli più reconditi e curiosi ma, come vi dicevo, il tempo stringe e, dopo un fugace spuntino, risaltiamo in sella in direzione di Argenta.
Con un paio di mappe piuttosto dettagliate avute all'ufficio turistico della città (lo troverete nel cortile interno del Castello Estense!) abbiamo attraversato con sicurezza e consapevolezza di essere sulla retta via Corso Martiri della Libertà passando davanti alla cattedrale. La nostra intenzione era quella di imboccare la ciclabile che corre lungo le mura della città fino al Baluardo dell'Amore per poi proseguire, su strade a basso traffico, verso Argenta ma qualcosa è andato storto...
Pedalando fra i pittoreschi vicoli ferraresi (e lo consigliamo a tutti, sono magnifici!!!) ci siamo ritrovate in Piazza Medaglie d'Oro... insomma da tutt'altra parte rispetto alle nostre aspettative! Chiediamo indicazioni a destra e a sinistra ed infine riusciamo a percorrere la ciclabile fuori le mura costeggiando il centro storico cittadino in direzione corretta. Non riesco ad orientarmi molto, non sono mai stata una stimata giovane marmotta (che novità, direbbe Girumin!), ma ci provo ugualmente: alcuni studenti attraversano un ponticello sopra il Po di Volano e noi con loro.
Ancora non mi spiego bene come, ma riusciamo ad immetterci sulla strada corretta, quella strada che dalla periferia sud-est di Ferrara ci dovrebbe guidare fino ad Argenta.
 

In bici nella pianura ferrarese

 
Ferrara è un puntino sempre più lontano mentre pedaliamo verso Torre Fossa, un paesino senza particolari attrattive a soli 3 km dal capoluogo. Seguono molti altri borghi: Fossanova San Biagio, Sant'Egidio, Marrara, Bova... Ognuno ha una curiosità da offrire al visitatore: chi il silenzio, chi un campo cinofilo ben attrezzato, chi un vecchio ponte sul canale. Ci fermiamo poco: qualche fotografia ed una sosta per sorridere davanti ad un'apecar con la scritta "Da grande sarò un tir" (Ste stà ridendo ancora adesso!!!). Le uniche due pause che ci imponiamo sono quelle per raccogliere dei melograni da un albero dimenticato lungo un canale del Po e per mangiare un gelato (quest'ultima ci sarà fatale!).
Annebbiate dal miraggio di un cono a due gusti, perdiamo la strada e sbagliamo completamente rotta ritrovandoci in un paese che non ci era stato nominato neppure all'ufficio turistico. La nota positiva è che il gelato meritava davvero, quella dolente è il fatto di ritrovarsi costrette a percorrere una strada provinciale trafficata per raggiungere Argenta giusto in tempo a perdere il treno.
Pochi chilometri, lo ammetto, ma pedalare fra i camion e le automobili non piace a nessuno!
La nostra bravata ci fa perdere quinidi il treno per Rimini ma, dopo averci pensato un po' decretiamo che non importa, dopotutto i ritmi di viaggio li decide il viaggiatore e ad un gelato non potevamo proprio rinunciare!!!
 
 
Se avessimo avuto a disposizione un'altra giornata saremmo senz'altro arrivate fino a Rimini, ma talvolta il tempo stringe ed il nostro era proprio terminato. L'indomani saremmo dovute essere in fiera anche se, la confusione del polo fieristico ci ha fatto ben presto rimpiangere le pedalate spensierate lungo i nostri fiumi!!! Durante un viaggio in bici, la parola d'ordine dovrebbe sempre essere: riprendiamoci il nostro tempo, anche se spesso, purtroppo, non è così!!! Se volete qualche informazione su Ferrara, collegatevi al sito ufficiale del turismo o a Ferrara in bici, il portale sullla ciclabilità della città e dintorni.
Da Castelnovo Bariano ad Argenta è l'ultima tappa del nostro viaggio di tre giorni lungo l'Adige, il Mincio ed il Po fino alla pianura ferrarese, un'avventura in bici facile e divertente che consigliamo a tutti!!! Se vi siete persi le altre tappe del viaggio, tornate indietro alla prima, da Ala a Valeggio sul Mincio o alla seconda, da Valeggio sul Mincio a Castelnovo Bariano (Sul Po!).
Veronica

Classe 1983 (mi han detto che ne sono nati di matti quell'anno...), abito nel bellissimo Trentino da qualche anno e la fortuna (o sfortuna) mi ha fatto incontrare Leo con cui ora vivo e scrivo su lifeintravel.it Dopo aver girato l'Europa e l'Italia con i miei genitori, per la maturità mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano a Praga (un fiorino ha interrotto il nostro viaggio verso Mosca facendoci ribaltare su una strada slovacca). Dopo aver cambiato mille lavori (pasticcera, agente di viaggio, venditrice di gabinetti, addetta alle lamentele in un call center, barista, cubista ehm, questo non ancora!...) ed aver viaggiato due volte in Messico, ho mollato tutto senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho bighellonato per cinque mesi. Nel 2010 con Leo sono partita per un lungo viaggio in bicicletta nel sud est asiatico. Ora, fra un'escursione in montagna ed un'avventura, sogno e risogno la Panamericana sulle due ruote!!! Ecco in poche parole chi sono: cicloviaggiatrice per scelta, pasticciona a tempo pieno, mountain biker per caso, quando non viaggio ne sto combinando una delle mie...
Sito web: www.lifeintravel.it

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