Australia classica: cosa vedere in un mese

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L'ultimo degli itinerari da me percorsi è uno dei classici dell'Australia: assieme a due tra i miei migliori amici sono partito da Sydney, dove ero tornato appositamente per intraprendere questo percorso ed ho viaggiato verso nord visitando Byron bay e Gold coast, Fraser Island, Whitsunday islands, Great barrier reef e Rain forest prima di deviare nell'outback e raggiungere, dopo due giorni di guida nel'immenso nulla del cuore australiano, Uluru ed il Kata Tijuta National Park. Dopo aver ammirato questi luoghi sacri per gli Anangu (aborigeni), abbiamo proseguito verso sud raggiungendo Cooper Pedy, Adelaide, Great ocean road e terminando il nostro pellegrinaggio a Melbourne. Il nostro viaggio nell'Australia classica è durato un mesetto durante il quale ci siamo spostati in un van (big jim) preso in affitto che per questo periodo è diventato la nostra casa.

L'itinerario da noi percorso è uno dei classici d'Australia. Questi luoghi sono meta di migliaia di turisti soprattutto nei mesi estivi, tra Novembre e Marzo, quando il sole splende perennemente e la temperatura rimane costante sopra i 25 gradi permettendo di godere appieno dei magnifici paesaggi costieri. Noi lo abbiamo intrapreso nel mese più freddo dell'anno, in luglio (durante il giorno c'erano comunque 20-25 gradi centigradi) e se da una parte questo ci ha impedito di essere continuamente in ammollo nell'oceano, dall'altra abbiamo potuto vivere le località attraversate senza che fossero troppo affollate.

La nostra prima meta è stata la patria dei surfisti: Byron bay e le sue onde, dove abbiamo intrapreso una breve camminata per raggiungere il faro che si trova poco distante dal punto più ad est del territorio australiano. Dopo una sosta di divertimento puro a Surfers paradise, cuore della Gold coast, ci siamo trasferiti sulla meno popolata Fraser island dove abbiamo potuto avvistare balene ed un dingo. Le Whitsunday islands ci hanno regalato una splendida crociera in barca a vela ed i primi due giorni di snorkelling nella barriera corallina.

Lasciato questo splendido arcipelago ci siamo spostati a Cairns dove ancora una volta ci siamo immersi nella Great barrier reef per ammirare la variegatissima fauna ed i magnifici coralli della zona. Cape tribulation è stato il punto più a nord che abbiamo raggiunto, dove anche capitan Cook si era dovuto fermare a causa di una falla nella sua Endeavour. Da qui abbiamo lasciato la costa per addentrarci nell'outback australiano, uno dei paesaggi più aridi ed allo stesso tempo pù ammalianti (almeno per me) dell'intero continente. Qui abbiamo percorso oltre 2000 km prima di raggiungere Alice  Springs e quindi Uluru, una delle meraviglie naturali della terra, un immenso monolite che sorge nel bel mezzo del deserto e che assume colori incredibili al tramonto.

Questo luogo e le vicine Kata Tijuta sono state la nostra meta principale e sono anche luoghi profondamente sacri per gli aborigeni che qui abitano da migliaia di anni. Lasciato Uluru siamo scesi nella città mineraria di Cooper Pedy, polverosa ed accerchiata da centinaia di fossi e cumuli di terra formati da  decine di cercatori di opali, minerale prezioso che ha reso celebre questa cittadina assieme alle sue case sotterranee, costruite nella roccia per sfuggire all'insopportabile calura estiva (faceva un caldo pazzesco già ora!). Siamo quindi ritornati sulla costa ad Adelaide per proseguire ora verso est lungo la mitica Great ocean road che io avevo già visto ma che ho ripercorso con piacere, soffermandomi più a lungo sulle ripide scogliere presenti. Il nostro viaggio è quindi terminato nella fredda e piovosa Melbourne dove ora sono tornato ad essere solo.

Voglio ringraziare i miei due grandi compagni di viaggio Alessandro e Nicola, in primo luogo per avermi sopportato e in secondo luogo per aver condiviso l'ennesima indimenticabile avventura di questo working holiday visa in Australia.
Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.
Sito web: www.lifeintravel.it

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