Via ferrata: bocchette centrali sulle Dolomiti di Brenta

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Le bocchette centrali sono un percorso attrezzato fra i più famosi delle Dolomiti del Brenta: si trovano in Trentino e sono percorribili in circa 4 ore (prendendosi il tempo per far fotografie e per osservare i superbi panorami!) con attrezzatura da ferrata. Per affrontare le Bocchette Centrali è consigliabile avere almeno due giorni di tempo ed iniziare la via ferrata dopo una notte in rifugio. Le vie di accesso sono due: dal rifugio Alimonta e dal rifugio Pedrotti -Tosa entrambi sono stati costruiti sulle Dolomiti del Brenta decine di anni fa e sono raggiungibili con facilità grazie alla presenza di numerosi sentieri Sat/Cai... noi siamo partiti una domenica mattina dal rifugio Pedrotti alle 6:...

Mappa

 

Dati tecnici

Trentino Alto-Adige - Dolomiti di Brenta

DETTAGLI ITINERARIO
Partenza/Arrivo Rifugio Pedrotti/Parcheggio val Brenta
Tempo 7-8 ore
Dislivello 250 m
Lunghezza / km
VALUTAZIONE
Difficoltà Difficile
Panorama Molto Bello
QUANDO ANDARE
GiugnoLuglioAgostoSettembre

Altimetria

Bocchette Centrali e Vallesinella

Altimetria Bocchette Centrali

Foto

Ferrata bocchet...
Passaggio nel n...
Preoccupazione!
Faccia da alpin...
Nevai e rocce
Bocchette... ar...
Alba al rifugio...
Ferrata bocchet...
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Ferrata delle b...
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Tutto è ancora immobile quando la prima luce dell'aurora filtra dalla serranda aperta della nostra stanza al Rifugio Pedrotti - Tosa a 2491 metri. Che ci sia finalmente il sole? Balzo in piedi ed in pochi minuti mi trovo già all'aperto con l'aria frizzantina che mi percuote dolcemente. Con il cavalletto ben piazzato (dopo tutta la fatica nel portarlo sulle spalle per oltre 1000 metri di dislivello dovevo usarlo per forza!) inizio a riprendere le cime aguzze all'orizzonte senza purtroppo riconoscerne neanche una. Alcuni puntini in lenta processione risalgono i 200 metri di sentiero che separano il Pedrotti dall'edificio del Tosa: sono alpinisti e la loro meta di questa mattinata sarà oltre le nuvole, sulle rocce più remote di Cima Tosa, la vetta più alta delle Dolomiti del Brenta. Anche i miei due compari si svegliano poco più tardi scendendo le scale del rifugio come zombie per poi riprendersi davanti ad una fetta di torta e ad una tazza di cappuccino bollente. Lasciamo il Pedrotti risalendo il sentiero in costa dietro l'ingresso della struttura Sat, l'inizio della via ferrata non è distante, dobbiamo solo raggiungere lo stretto valico chiamato Bocca di Brenta poche decine di metri sopra di noi, indossare imbrago, caschetto e moschettoni ed iniziare questa avventura sulla ferrata delle Bocchette Centrali fra le montagne più impervie delle Dolomiti del Brenta! Non appena ci affacciamo sull'altro lato del passo ci rendiamo conto che forse non sarà proprio una passeggiata: di sentieri veri e propri non se ne vedono e le nuvole basse nascondono la valle sotto di noi! Tergiversiamo per rimandare ancora un po' l'inizio della ferrata: prima o poi dovremo affrontarla! Imbrago, caschetto e moschettoni mi calzano a pennello ma non me la sento di partire: Luca vai avanti tu! Una ventina di escursionisti provenienti dal rifugio ci raggiungono e sorpassano poco prima dell'inizio della ferrata e noi ne siamo più che felici visto che non abbiamo proprio voglia di farci mettere fretta! Aperta nel 1937 da sei alpinisti: Detassis, Costazza, Castelli, Donini, Strobele e Giordani Le bocchette centrali sono una delle vie ferrate più famose delle Dolomiti... che altro aggiungere se non che è ora di partire?!?
Dopo qualche metro di attacca e stacca moschettoni, la ferrata prende una brutta piega: una scala di ferro a pioli scivolosi sale per una decina di metri a ridosso della roccia nuda... che pauraa!!! Le gambe iniziano inaspettatamente a tremarmi e non vedo l'ora di arrivare in cima. La ferrata continua con alcuni passaggi stretti scavati nella roccia con meno di un metro di spazio per camminare oltre il quale regna il vuoto! Con un paio di assi di legno superiamo due tratti un po' più esposti (voi direte... più esposti di così?!) passando sotto cime come quella di Brenta Alta, 2960 metri. Sulle pareti di dolomia alla nostra sinistra ci sono alcuni giovani arrampicatori che si divertono come matti: noi siamo semplicemente ammaliati da tutto quello che ci circonda, un luogo così selvaggio raramente lo avevo visto! La via ferrata continua a salire su piccoli ghiaioni, pareti attrezzate e ferite nella dura roccia. Finalmente il panorama si apre davanti a noi e la Busa delle armi si mostra in tutta la sua asprezza. Il Campanile alto ed il Campanile basso si distinguono dalle altre vette per maestosità e particolari. Sapevamo che luglio non era il mese migliore per una traversata di questo tipo, infatti dietro di noi e dinanzi a noi ci vengono incontro altre decine di escursionisti che hanno approfittato di questo caldo fine settimana estivo per lasciarsi la città alle spalle in cerca di avventure d'alta quota. Pazienza, anche scambiare qualche dettaglio divertente sulle escursioni già vissute è interessante! Il sentiero continua su un ghiaione quasi verticale dove dobbiamo arrampicarci in libera per oltre 20 metri prima di ritrovarci in uno dei punti più belli di tutte le bocchette centrali. A cavallo fra la Valle brenta Alta e la busa delle armi ci si sente proprio in cima al mondo! Dopo qualche breve scaletta, moltissimi cordini, cengie per riprendere fiato ed accovacciamenti per superare i tratti più bassi e stretti del sentiero, in circa 4 ore giungiamo all'ultimo grande sforzo: superare sei scalette consecutive che ci consentiranno di posare i piedi e gli zaini proprio sotto Cima d'Armi, alla fine della ferrata delle Bocchette Centrali. Sospesi nel vuoto ci si sente più liberi che mai anche se il brivido lungo la schiena è onnipresente. Il rifugio Alimonta è all'orizzonte ed in breve lo raggiungeremo, ma l'emozione di aver attraversato queste montagne dove mi sento così intensamente a casa, è ancora forte e presente. Un lungo nevaio scivola in direzione dell'edificio. Le nuvole corrono veloci verso est, chissà perchè tutta questa fretta... l'anfiteatro dolomitico dell'Alimonta è davvero il set fotografico perfetto per i due giovani esploratori che mi precedono lungo il sentiero 323... Il peggio (e meglio) è passato: dopo il rifugio Alimonta scendiamo zigzagando verso il rifugio Brentei, una nostra vecchia conoscenza! Il sentiero delle bocchette, il 323, non presenta particolari difficoltà se non quella di scendere di 400 metri di dislivello abbastanza velocemente. Siamo un po' stanchi: dopotutto anche ieri (ma ve lo racconterò domani!) abbiamo camminato quasi 8 ore seguendo il Sentiero Orsi dalla bocca del Tuckett fino al Pedrotti. Le dolomiti del Brenta ci hanno proprio affascinato: è come quando visiti un luogo un po' magico, un po' mistico ed un qualcosa, forse solo una sensazioneo un ricordo, di quel posto resta con te per sempre... Dal Rifugio Brentei, invece di deviare sulla destra lungo il Sentiero Bogani, continuiamo a scendere per la direttissima mantenendo la nostra andatura sostenuta grazie anche al prezioso supporto di una birra gelata che ha risollevato il mio animo stanco! (Piersi è concesso una Coca, mentre Luca un caffè ma, anche dopo due giorni di fatica, non sembrava per nulla provato... che invidia!). Dai 2180 metri del Brentei scendiamo costantemente per quasi due ore prima di oltrepassare la malga brenta alta e giungere al parcheggio della Val Brenta cotti a puntino! Anche oggi 7 ore di scarpinata non ce le siamo fatte mancare e, devo ammettere, prima di vedere l'auto parcheggiata già sognavo di potermi togliere le scarpe e tuffarmi in una pozza d'acqua che non c'era! Due giornate di fuoco (la seconda promesso che ve la racconto domani!): stancanti ma davvero indimenticabili!!!

Se volete percorrere la ferrata delle bocchette centrali nelle Dolomiti del Brenta, se potete, evitate il picco turistico di luglio ed agosto! Settembre è il mese ideale!!!

Per seguire la via ferrata delle bocchette centrali bisogna essere equipaggiati in modo adeguato: oltre alle scarpe da trekking, indossate un imbrago, i due moschettoni e dissipatore tipici da ferrata ed il caschetto! Visto la lunghezza della traversata, portatevi dietro un paio di guanti da bicicletta per evitare le vesciche sulle mani. Ogni volta che state percorrendo un tratto esposto attaccati al cordino, per avanzare, ricordatevi di non staccare mai i due moschettoni contemporaneamente... è per la vostra sicurezza visto che di vita ce n'è una sola! Se volete affrontare un trekking di due giorni potete aggiungere alla ferrata delle Bocchette Centrali, il panoramico Sentiero Osvaldo Orsi, uno dei tracciati attrezzati più conosciuti delle Dolomiti di Brenta.

Un ringraziamento particolare a Luca Gotico e Pier Tirapacchi, i miei due compagni di avventura (eh si questa volta ho lasciato a casa il Leo!) per le magnifiche fotografie e per avermi sopportato! Alla prossima...

Veronica

Classe 1983 (mi han detto che ne sono nati di matti quell'anno...), abito nel bellissimo Trentino da qualche anno e la fortuna (o sfortuna) mi ha fatto incontrare Leo con cui ora vivo e scrivo su lifeintravel.it Dopo aver girato l'Europa e l'Italia con i miei genitori, per la maturità mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano a Praga (un fiorino ha interrotto il nostro viaggio verso Mosca facendoci ribaltare su una strada slovacca). Dopo aver cambiato mille lavori (pasticcera, agente di viaggio, venditrice di gabinetti, addetta alle lamentele in un call center, barista, cubista ehm, questo non ancora!...) ed aver viaggiato due volte in Messico, ho mollato tutto senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho bighellonato per cinque mesi. Nel 2010 con Leo sono partita per un lungo viaggio in bicicletta nel sud est asiatico. Ora, fra un'escursione in montagna ed un'avventura, sogno e risogno la Panamericana sulle due ruote!!! Ecco in poche parole chi sono: cicloviaggiatrice per scelta, pasticciona a tempo pieno, mountain biker per caso, quando non viaggio ne sto combinando una delle mie...
Sito web: www.lifeintravel.it
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