Val Germanasca in MTB: i cannoni dei Tredici Laghi

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Con questo itinerario in Val Germanasca in MTB andremo alla scoperta di un angolo poco noto delle Alpi Occidentali, e ti assicuro che ne resterai suggestionato! Assaggeremo vari tipi di terreno, dall'asfalto allo sterrato sino ai sentieri in quota – praticando anche portage – ed alle mulattiere completamente ciclabili, lungo un percorso MTB ad anello che permetterà di toccare il cielo con un dito ma anche di analizzare da vicino tematiche riguardanti l'attività estrattiva locale, i conflitti di natura religiosa risalenti ai secoli passati e i fatti d'arme più recenti.
 

Mappa

 
ROCCA BIANCA

Le valli Valdesi

L'avventura comincia a Perosa Argentina (653 m), paese del Pinerolese il cui nome ricorda la presenza di antiche miniere d'argento.
Con una breve discesa si raggiunge Pomaretto, all'imbocco della Val Germanasca (anticamente Valle San Martino), solcata dall'omonimo torrente. Da qui si vede molto bene la parete nord – orientale della Rocca Bianca, montagna caratterizzata da evidenti stratificazioni di marmo il cui sfruttamento risale alla fine del Cinquecento.
Risalendo la Val Germanasca in MTB e pedalando su falsopiano per circa sei chilometri si sfiorano diverse borgate tra cui Chiotti, contraddistinta dalla presenza di un tempio valdese.
TEMPIO VALDESE
L'affermarsi nelle Valli Chisone, Germanasca e Pellice di una comunità seguace degli insegnamenti di Valdo – un mercante di Lione vissuto nel XII secolo – che aderì nel 1532 alla Riforma protestante diede luogo a dure repressioni culminate nel 1686 nella cacciata dei valdesi dalle loro terre. La riconquista avvenuta tre anni dopo con un'estenuante marcia chiamata Glorioso Rimpatrio e la concessione dei diritti civili e politici nel 1848 crearono i presupposti per un grande cambiamento sociale, facendo di queste valli (soprattutto Germanasca e Pellice) le uniche in Italia dove la metà della popolazione è tuttora di fede protestante.

La strada militare di Conca Cialancia

Superato l'abitato di Trossieri si lascia la strada principale per imboccare sulla sinistra la Valle di Faetto, seguendo le evidenti indicazioni per Conca Cialancia, tradotte anche in lingua occitana. Ci aspetta una lunghissima salita di circa venti chilometri, dalla pendenza sempre costante ma mai proibitiva; si tratta di una strada ex militare costruita nel periodo fascista, tra il 1939 e il 1942, con l'obiettivo di rendere accessibile ai mezzi militari la regione dei Tredici Laghi e persino di trasportarvi una batteria di cannoni nell'ottica di un attacco contro i francesi in un sempre più probabile ed imminente conflitto su scala mondiale.
LAGO LAUSON
I primi quattro chilometri asfaltati anticipano la restante parte, completamente sterrata. La strada si insinua nel bosco lasciando sulla propria destra il profondo solco della Valle di Faetto e disegnando lunghi tornanti sulla costa del M. Gardetta e del Gran Truc. Una volta raggiunto il lago Lauson (2030 m) si può riprender fiato ammirando un grandioso panorama verso nord, dal gruppo dell'Orsiera – Rocciavrè con il visibile Rifugio Selleries sino alla cuspide del Rocciamelone, sentinella di Susa.
SALITA
Il percorso, che ora si sviluppa all'interno del Parco Naturale Provinciale di Conca Cialancia, descrive ampie diagonali sui versanti di Punta Lausarot e M. Freidour, in un ambiente selvaggio a oltre 2000 m di quota. Le condizioni del fondo sono decisamente peggiori rispetto alla prima parte, ma lo sterrato risulta comunque pedalabile, seppur con più fatica. Si può apprezzare l'ottimo stato di conservazione dei muri a secco, dei rilevati stradali e di tutti quei piccoli dettagli tipici delle strade militari che sono sopravvissute a circa settant'anni di degrado, abbandono e intemperie. Descrivendo un ultimo lunghissimo traverso si raggiunge il termine della strada, nella Conca Cialancia (2451 m) impreziosita da due splendidi laghetti.
CONCA CIALANCIA
Ora non resta che mettere il cuore in pace perché si dovrà accompagnare la propria mtb per circa 40 minuti lungo un sentiero in salita sino all'evidente intaglio del Passo di Cialancia (2685 m), punto da cui sono ben visibili sia la pianura torinese che le montagne dell'alta valle, tra cui il Bric Bucie e il Gran Queyron, situate sul confine con la Francia.
SENTIERO

La regione dei Tredici Laghi

Finalmente discesa! Dopo una sosta addentando un panino ci si può lanciare, con la dovuta cautela, su una mulattiera sassosa che in breve immette nell'area dei Tredici Laghi, dove doveva terminare a tutti gli effetti la strada militare percorsa in salita, ma che invece è stata interrotta definitivamente a Conca Cialancia nel 1942. La sorpresa è rappresentata dalla presenza dei resti di due cannoni posizionati a fianco del Lago Ramella (2593 m) e puntati verso la Francia, unici esemplari in loco su tutto l'arco alpino occidentale. PASSO DI CIALANCIASono stati trasportati a pezzi dal paese di Prali e poi rimontati nei pressi del suddetto lago – soprannominato Lago dei Cannoni – nel 1939, quindi in tempo utile per sparare contro la Francia durante la brevissima Battaglia delle Alpi di giugno del 1940. Senza dilungarci troppo sulle vicende storiche si può certamente affermare che la strada di Conca Cialancia servì a ben poco nel merito delle operazioni belliche della Seconda Guerra Mondiale!
LAGO DEI CANNONI
Proseguendo lungo una bella discesa su mulattiera si raggiungono i Ricoveri militari ottocenteschi intitolati a Perrucchetti, ideatore del corpo degli Alpini, prima di affrontare un breve tratto a spinta sino al Bric Rond, punto di arrivo della seggiovia dei Tredici Laghi sul versante di Prali.
BARACCAMENTI

Il lungo traverso verso la Rocca Bianca

Ora ci aspetta uno dei percorsi panoramici in quota che vale tutta la fatica che abbiamo fatto per arrivare fin qui! Infatti si percorre una bella mulattiera quasi completamente ciclabile con qualche tratto iniziale esposto e tortuoso, prima di un lungo e filante traverso in falsopiano alla quota di 2300 m che culmina al Colle della Balma, nei pressi dei ruderi di una piccola caserma situata sulle pendici della Rocca Bianca (2379 m).
MULATTIERA

Breve discesa su single trail

Dopo la classica foto di vetta ci si tuffa in un bellissimo single trail in discesa tra il Colle della Balma e la Colletta Sellar, ricco di divertenti tornantini.
ROCCA BIANCA

Il Gran Courdoun e la conclusione dell'anello

Giunti alla Colletta Sellar (2023 m), un pannello descrittivo ci informa che siamo all'interno di un'area estrattiva abbandonata, rimasta in funzione tra la fine dell'Ottocento e il 1960; qui veniva estratto il talco per poi essere trasportato verso valle tramite un sistema avveniristico costituito da tre tronchi di teleferica e due di ferrovia a scartamento ridotto (decauville), chiamato “Gran Courdoun”.
STERRATO
Dalla Colletta Sellar comincia una strada sterrata che collega le varie ex miniere; all'inizio si presenta pianeggiante e successivamente in discesa sino a Ghigo (1455 m), paese del fondovalle. Affrontato un ultimo tratto sterrato sulla destra orografica del Torrente Germanasca si giunge nel grazioso paese di Villa, prima di buttarsi definitivamente sull'asfalto sino a Perosa Argentina, concludendo l'itinerario MTB in Val Germanasca con una lunga discesa.
VILLA
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Davide

Appassionato da sempre di attività outdoor con predilezione all'escursionismo esplorativo scandito da ritmi lenti e meditativi, mi sono affacciato al mondo della bicicletta all'età di 13 anni con la medesima predisposizione e da quel momento è stato un crescendo di esperienze che hanno contribuito a far maturare in me una visione romantica di questo bellissimo sport, sempre in contatto e in accordo con la natura.
Adoro pedalare nella mia terra d'origine (le Orobie) e sulle bellissime Alpi Occidentali, senza però  trascurare l'Austria, la Svizzera, etc., e tutti quei luoghi che mi stanno ancora aspettando. Peraltro mi piace alternare il ciclismo su strada a quello su sterrato, terreni diversi che non considero come eterni rivali ma bensì come due red carpets dove far scorrere i miei sogni a due ruote!

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