Trento - Parma in bicicletta, il primo viaggio in solitaria non si scorda mai

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Sono passate diverse settimane da quando, presa dalla rabbia e dalla voglia di pedalare in una delle poche giornate primaverili di questo 2013, ho percorso il tracciato che separa Trento - Parma in bicicletta, senza pensieri e senza remore alcuna. E' proprio vero, il primo viaggio in bici in solitaria non si scorda mai. Nitido è il ricordo del movimento ritmico del pedale, del cappuccino schiumoso, del pranzo a base di gelato, dei luoghi sconosciuti ma comunque, in qualche modo, familiari!

Seguendo il corso dell'Adige all'alba

 
Lasciarsi alle spalle la bella Val di Non per avventurarsi nell'oscurità più nera fino alla stazione ferroviaria della Trento - Malè, sbadigliando a più non posso e con le borse cariche già montate sulla bicicletta, è stata la parte più faticosa del viaggio. Fino al suono convinto della sveglia, alle 5 am, la tensione ha impedito qualsiasi genere di sonno: invece di calarmi tra le braccia di Morfeo, ho aspettato il maledetto trillo con gli occhi sbarrati, fissando il soffitto immobile.
Nei passati viaggi in bici, al mio fianco c'era sempre qualcuno con cui condividere incidenti di percorso, parole ed emozioni, pianificazioni e cambiamenti improvvisi di direzione, ma questa volta no.
Nell'aria frizzantina dell'alba trentina, a pedalare sulla ciclabile dell'Adige, c'ero solo io e le ultime luci artificiali ancora accese dei lampioni.
Non so se vi sia mai capitato di andare in bicicletta alle prime luci del mattino quando ancora tutto è silenzioso ed addormentato, ma è un'esperienza davvero incredibile: immerso nella Natura, con la strada tutta per te, puoi davvero farti trasportare da ogni pensiero più intimo senza che nessuno ti possa nè voglia disturbare.
Pedalavo serena, pedalavo verso sud dimenticandomi della mia città adottiva, di Trento e della destinazione del viaggio, di Parma... dopotutto l'essenza di ogni cammino è racchiusa nel tragitto e non nella meta finale o nel punto di partenza.
 
Intorno alle 8:30 sconfinavo nel territorio di Rovereto, la città del Mart, della campana dei caduti e di moltissimi altri luoghi da scoprire ma che questa volta non avrei scoperto... per ogni cosa c'è il momento ideale e la mia giornata in bicicletta si preannunciava lunga e faticosa per perdere tempo prezioso a gironzolare.
Quando viaggi da solo è come se ogni persona sulla tua strada volesse assicurarsi che tu stia bene per star bene a sua volta ed alla fine, come dicevo anche due giorni fa al telefono con Stefano Cucca Rumundu, ti accorgi che in viaggio non sei mai da solo.
La ciclabile dell'Adige scivola veloce in direzione del Veneto per poi essere divorata, in un breve e veloce istante, dalla provinciale asfaltata e grigia.
Poche le macchine, mediocre il paesaggio dove la Valle dell'Adige si stringe irrimediabilmente per poi terminare. Quasi dal nulla, dopo un po' di chilometri, la ciclabile risorge per accompagnarti fino ad un bel punto panoramico, a due passi dal forte di Rivoli a 227 metri.
 
Trento - Parma ...
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Pedalando verso il lago

 
Persa fra le stradine secondarie tra Affi e Peschiera, ho letteralmente improvvisato l'itinerario affidandomi all'istinto, ben consapevole del fatto che di intuito ne ho poco e che di chilometri da pedalare ne avevo ancora parecchi.
Trento - Parma in bicicletta non è un percorso facilissimo da pedalare in 24 ore, ma neanche un itinerario impossibile da affrontare in un giorno! 190 km circa lungo due diverse piste ciclabili, ma non solo! Beh ora non è che posso anticiparvi tutto, meglio tornare a pedalare insieme, ok?
Raggiunta Lazise, soddisfatta come poche altre volte in vita mia (forse perchè non avevo forato?!) ho gironzolato per il paese del lago di Garda concedendomi un supercono per pranzo. Il porticciolo colorato di Lazise merita una visita insieme alla chiesa di San Nicolò, ubicata proprio davanti. Nuovamente in sella non sono riuscita a trovare un'alternativa pedalabile valida alla terribile e trafficata gardesana: fra uno spostamento d'aria ed una fumata nera in faccia ho gioito alla vista del cartello di benvenuto di Peschiera del Garda come se avessi scalato l'Everest in sella alla mia bici.
 
Ammaliante a prima vista, un po' meno la seconda volta, Peschiera del Garda si divide fra Medioevo ed epoca romana, il tutto condito da un pizzico di preistorico. Dal lago di Garda a Peschiera, nasce il fiume Mincio che inizia il suo percorso in direzione sud, dove, con calma invidiabile, andrà a tuffarsi nelle rigogliose acque del Po. Uno strano personaggio in bicicletta, carico di bagagli e dai capelli canuti si avvicina sorridendo: è partito dall'Olanda ed è in viaggio verso Roma.
Sul manubrio della sua fuoriserie anni 70 custodisce una preziosa mappa dove ha segnato le strade più sicure da percorrere per arrivare sano e salvo alla capitale. Questi olandesi sono miglia e miglia davanti a noi! Il suo inglese è difficile da capire, il mio è invece arrugginito come la catena della mia bicicletta (il meccanico ci ha fatto notare che una catena andrebbe cambiata dopo 3000 km... ma noi ci siamo dimenticati e ne ha già alle spalle almeno 15000!), così ci rendiamo conto che è meglio salutarci augurandoci buona strada!
 
Trento - Parma ...
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Altro fiume, altra ciclabile

 
Con il Mincio nasce anche la ciclabile Peschiera - Mantova, quella che segue il corso del fiume zigzagando tra Veneto e Lombardia. La pianura padana, in provincia di Mantova, è tempestata di castelli e borghi pittoreschi... la ciclabile del Mincio è invece affollata di gruppi e ciclisti in allenamento, l'orario giusto per perdersi nei propri pensieri è da tempo terminato. Pedalo sempre più lentamente, stanca ed accaldata: ho poca acqua e attendo disperatamente il momento di buttarmi completamente in una fontana... momento che, in tutta sincerità, non si fa attendere a lungo. A pochi chilometri da Goito, ho lasciato la comoda ciclabile per deviare su strade secondarie e proseguire il mio cammino fino a Rivalta sul Mincio, paese che può ancora vantare l'antico borgo dei pescatori. Ma torniamo un attimo a Goito: affamata come un lupo, mi sono ritrovata in una piccola bottega di paese dove ancora oggi, se lo desideri, tagliano i panini e te li riempiono con il salume o il formaggio che preferisci. Scambiare due chiacchiere, forse scontate in situazioni come questa ma comunque spontanee, dopo una giornata in sella mi ha fatto davvero bene... e poi, diciamocelo, i mantovani sono davvero simpatici!!! (o sono stata veramente fortunata io o forse è davvero così!)
A Rivalta, ad attendermi ho trovato una bella sorpresa... Ho conosciuto Daniele qualche giorno prima della partenza su Warmshowers, una comunità online per trovare ospitalità da cicloviaggiatori. Sulla mappa dell'Italia, la casa di Daniele è un puntino solitario nel vuoto della Pianura Padana e così, fra esitazioni e tentennamenti, mi sono decisa a contattarlo. Sfortunatamente nei giorni del mio viaggio in bici Trento - Parma, Daniele stava affrontando la sua prima esperienza di cicloturismo verso Venezia, la città dove è proibito circolare in bici come mi ha ricordato il caro Alberto Fiorin. A Rivalta, quattro case e diverse cascine nel verde della pianura il tutto adagiato sul fiume Mincio, non è stato difficile trovare l'ostello anche perchè sapevo, più o meno, in che direzione muovermi. Quello che invece non sapevo era di incontrare proprio lì Daniele, ancora con bici e borse cariche dalla sua avventura. Altra incredibile dimostrazione di come in viaggio non ci si trovi mai soli...
 
Trento - Parma ...
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Nuovamente in sella | Parma è vicina!

 
Sterrato e fagiani assassini pronti ad attentare alla nostra vita da dietro un cespuglio (per ben 2 volte!!!), nutrie mimetizzate fra la polvere ed i fossati, cani in corsa contro il tempo per fuggire dalla catena legata al collo... queste ed altre avventure ci hanno accompagnato in una mattinata di mountain bike (con bagagli!) per la pianura mantovana. Daniele ha dimostrato un gran senso di ospitalità decidendo di accompagnarmi per una piccola parte del mio viaggio verso Parma. Evitando il traffico per vie secondarie, improvvisandoci esploratori su sentieri sconnessi (il percorso ve lo racconterò meglio in un'altra occasione!) abbiamo raggiunto Sabbioneta, cittadina patrimonio UNESCO insieme alla più grande Mantova. Se capitate da queste parti, fate un giro lungo ciò che è rimasto delle antiche mura e scoprite le piazzette ed i vicoli del borgo. A pochi chilometri da Sabbioneta c'è Casalmaggiore, proprio sulle rive del grande Po, località dove le nostre strade si sono divise. Poche pedalate curiose per attraversare il fiume più lungo d'Italia e poi, a ritmo furioso verso Colorno per uscire dalla bolgia dei camion sulla strada. Da Colorno, una delle prime località emiliane, con le indicazioni telefoniche di Leo che da casa seguiva i miei movimenti, ho imboccato il lungo argine fino a Parma, fino alla destinazione tanto agognata.
Che avventura a due passi da casa ed è bastato così poco a rendere il viaggio speciale, vi scrivo la ricetta: buonumore, due giornate di sole, incontri inaspettati e, naturalmente, una bicicletta per sentirsi veramente a proprio agio per le strade del mondo!!!
 
Trento - Parma ...
Trento - Parma ...
Trento - Parma ...
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Prima che partissi per la mia pedalata Trento - Parma, Leo ha scritto un articolo divertente sulle mie folli intenzioni... se volete farvi due risate, non perdetevi la lettura di "La mia ragazza è matta, ma quanto ha ragione"
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Veronica

Classe 1983 (mi han detto che ne sono nati di matti quell'anno...), abito nel bellissimo Trentino da qualche anno e la fortuna (o sfortuna) mi ha fatto incontrare Leo con cui ora vivo e scrivo su lifeintravel.it Dopo aver girato l'Europa e l'Italia con i miei genitori, per la maturità mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano a Praga (un fiorino ha interrotto il nostro viaggio verso Mosca facendoci ribaltare su una strada slovacca). Dopo aver cambiato mille lavori (pasticcera, agente di viaggio, venditrice di gabinetti, addetta alle lamentele in un call center, barista, cubista ehm, questo non ancora!...) ed aver viaggiato due volte in Messico, ho mollato tutto senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho bighellonato per cinque mesi. Nel 2010 con Leo sono partita per un lungo viaggio in bicicletta nel sud est asiatico. Ora, fra un'escursione in montagna ed un'avventura, sogno e risogno la Panamericana sulle due ruote!!! Ecco in poche parole chi sono: cicloviaggiatrice per scelta, pasticciona a tempo pieno, mountain biker per caso, quando non viaggio ne sto combinando una delle mie...
Sito web: www.lifeintravel.it

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