La provincia di Asti, conosciuta soprattutto per le deliziose prelibatezze gastronomiche e per l'ottima qualità dei vini prodotti, è un territorio che si presta in modo eccellente a facile camminate collinari e a divertenti tracciati da affrontare in mountain bike. Tra Cantarana, Castellero e Villafranca abbiamo trascorso due giorni di trekking ed esplorazione approfittando della Giornata nazionale del camminare... venite in escursione con noi!
Dalla fine di settembre alla metà di ottobre, durante una camminata ad alta quota, non è raro imbattersi nel bramito del cervo che proprio in questo periodo raduna intorno a sé le femmine per riprodursi.
Nel parco dello Stelvio ci sono diversi luoghi dove è più facile udire il verso d’amore del cervo ed anche, con un po’ di fortuna, osservarlo, due di questi sono la Val di Rabbi e la Val di Peio.
La lunga ed estenuante salita verso il Monte Peller partendo dalla Val di Non, lascia presagire che l'escursione sarà molto interessante.
Dal centro di Cles si sale verso la località Bersaglio dove si trova un bar ristorante, un parco giochi ed una fontana con acqua fresca per riempire le borracce. Seguendo la strada asfaltata, dopo circa un chilometro, iniziano i numerosi tornanti, in parte sterrati, che attraverso il bosco conducono al lago Verdè e, ancora più in alto, al lago Dorigat, punto di partenza del nostro trekking in Val Nana.
La primavera è già arrivata ma in Trentino non se n'è accorto nessuno: neve e freddo continuano a farla da padrona ed allora ne approfittiamo per continuare ad utilizzare le ciaspole. In val di Non le Maddalene sono il territorio ideale per escursioni facili o più impegnative. In questa occasione ci siamo concessi una facile ciaspolata notturna alla malga Castrin per qualche scatto alle stelle!
Alzando gli occhi verso le pareti rocciose che separano la bassa Val di Non dal cuore del Parco naturale Adamello Brenta e dalle sue Dolomiti, con un po' di attenzione, si può riuscire a scorgere qualcosa di inaspettato: una piccola fortezza, conosciuta con il nome di Castel Corona, è incastonata nella pietra come un gioiello prezioso. Domina la valle dal luogo più impervio ed incredibile che si potrebbe immaginare e, nel silenzio della Natura e del passato, è ormai quasi dimenticata...
La mia prima escursione nella bassa Val di Non mi ha dato non poche soddisfazioni: raggiungere i ruderi di Castel San Pietro dal paese di Vigo di Ton non è un'impresa faticosa ma, in certe stagioni come potrebbe essere quella invernale, l'ultima parte del trekking potrebbe presentarsi come scivolosa ed un pochino esposta. Inserito nel contesto selvaggio della Val dei pilastri, i ruderi di Castel San Pietro sono situati ad un'altitudine di 861 metri, in posizione estremamente panoramica sulla val di Non e sulle Dolomiti di Brenta.
I laghetti di Coredo e Tavon si trovano sull'Altopiano della Predaia, in Val di Non e sono un ottimo punto di partenza per una breve e facile escursione al Santuario di San Romedio, il patrono degli orsi. In inverno, anche in presenza di neve se non è troppa, si può percorrere l'intero itinerario solo con gli scarponcini da trekking. Trekking ideale per immergersi nella Natura dell'altopiano della Predaia senza fare eccessiva fatica.
L'occasione per provare un'esperienza nuova come la ciaspolata notturna è arrivata in Val di Non grazie alla ciaspolata al chiaro di luna organizzata sull'Altopiano della Predaia con partenza ed arrivo al rifugio Predaia Todés Ci. L'itinerario scelto per la passeggiata serale è un percorso semplice ma non banale e la luce diffusa dalla luna piena rendeva l'atmosfera fatata con il panorama sul Brenta ad alternarsi a suggestivi passaggi nel bosco.
 La val di Pejo è una valle nata dall'erosione fluviale da parte del fiume Noce, lo stesso corso d'acqua che forma il lago di Santa Giustina in Val di Non e che, raggiunta la valle dell'Adige, si butta nelle acque del fiume omonimo. Con la Val di Rabbi è parte dell'area trentina del parco nazionale dello Stelvio dove vivono numerosi specie di animali alpine. Il lago di Pian Palù è un bacino artificiale piuttosto suggestivo per la sua posizione incastonata fra le montagne del gruppo dell'Ortles e del Cevedale. Il trekking fino al lago è da considerarsi facile ed adeguato a tutti!
Fare trekking in Indonesia non è poi così facile come si può immaginare, soprattutto se si parla del vulcano più alto dell'isola di Giava che, con la vetta protesa verso le nuvole, arriva a sfiorare i 3700 metri. Non voglio confrontare questa montagna con i nostri Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino, più alti e probabilmente più caratteristici... sappiate solo che in cima al Monte Semeru si può giungere in due giorni di solo trekking con guida o anche in estrema libertà!
Con alle spalle il lago di Santa Giustina, bacino artificiale molto suggestivo incastonato nella Val di Non dal 1951, saliamo i brevi tornanti che ci portano a Livo poco dopo il quale imboccheremo la Val di Bresimo. Il Monte Pin ci osserva dall'alto nella sua candida veste invernale... è una delle prime vette (forse proprio la prima) appartenenti al gruppo delle Maddalene che si incontrano provenendo da Trento, sul lato occidentale dell'Alta Val di Non. L'ascesa fino a Malga Binasia bassa ci porterà a scoprire il silenzio di queste montagne un po' fuori dalle solite rotte escursionistiche.
Quella sorta di sega rocciosa che sovrasta la città di Lecco come un'enorme scultura rocciosa modellata da chi sà quale Dio è conosciuta, non a caso, con il nome di Monte Resegone. Considerata la montagna della città, è possibile raggiungerne la vetta in qualsiasi stagione dell'anno con gli scialpinismo, con le ciaspole o semplicemente con gli scarponi da escursionismo. I sentieri che salgono verso questa formazione naturale del tutto particolare sono molteplici ed iniziano da diverse località e differenti valli. La salita classica al Monte Resegone inizia dal parcheggio della funivia dei piani d'Erna coprendo un dislivello di quasi 1300 metri. In questa occasione abbiamo deciso di affrontare un'alternativa valida ma più corta partendo dalla galleria della forcella di Olino, sulla strada per Morterone raggiungibile seguendo le indicazioni per la Valle Imagna. Il sentiero attraversa boschi di caducifoglie e pianori fin sulla cima a 1875 metri poco sotto la quale si può trovare ristoro presso il Rifugio Azzoni.
 
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