Trekking nella provincia di Asti: due escursioni da fare fra i noccioli!

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La provincia di Asti, conosciuta soprattutto per le deliziose prelibatezze gastronomiche e per l'ottima qualità dei vini prodotti, è un territorio che si presta in modo eccellente a facile camminate collinari e a divertenti tracciati da affrontare in mountain bike. Tra Cantarana, Castellero e Villafranca abbiamo trascorso due giorni di trekking ed esplorazione approfittando della Giornata nazionale del camminare... venite in escursione con noi!

Mappa

 

Dati tecnici

Piemonte - Astigiano

DETTAGLI ITINERARIO
Partenza/Arrivo
Villafranca/Castellero
Castellero/Castellero
Tempo 5-6 ore / 4 ore
Dislivello 480 m / 270 m
Lunghezza 18 km / 10 km
VALUTAZIONE
Difficoltà Facile
Panorama Bello
QUANDO ANDARE
MarzoAprileMaggioGiugnoLuglioAgostoOttobreSettembreNovembre

Altimetria

Trekking nella provincia di Asti sui sentieri delle nocciole

Villafranca- Cantarana
Castellero

Foto

Trekking nell'a...
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Da Villafranca a Cantirana tra acqua e noccioli


Camminare, conoscere e scoprire, spostandosi lentamente non solo si attraversa un territorio, ma lo si vive con tutti i cinque sensi, intensamente.
La provincia di Asti è rinomata per le sue leccornie, i vini ed anche le nocciole coltivate in gran numero su tutta questa zona del Piemonte.
Partendo dalla stazione di Villafranca d'Asti è possibile camminare per quasi 20 km arrivando fino a La cascina dei vecchi sapori, nel comune di Castellero. L'itinerario, come ho detto poco fa, inizia dalla stazione dei treni quindi è facile da raggiungere e pratico da affrontare anche per chi non vive vicino. Dopo aver costeggiato per qualche centinaio di metri la statale 10, il tracciato si inoltra su asfalto all'interno di boschetti e campi inerpicandosi dolcemente sulle colline astigiane. L'asfalto finisce presto lasciando spazio ad una comoda mulattiera che salendo verso il culmine di una collina, raggiunge una coltivazione di noccioli. Nella provincia di Asti, per la raccolta delle nocciole, vengono solitamente utilizzate delle reti che impediscono ai frutti di cadere sulla terra e ne facilitano appunto la raccolta.
 
Sulla via dell'acqua che stiamo percorrendo, incontriamo diverse cappelle... forse vennero usate da pellegrini in viaggio secoli fa?
Senza troppi indugi raggiungiamo il Bricco Grosso, 258 metri sopra il livello del mare ed un panorama agreste e rilassante davanti ai nostri occhi! L'itinerario, percorribile anche in mountain bike, si sviluppa ora verso la chiesa di San Nazario e Cantirana, a 55 minuti di cammino.
Un'intensa ma breve salita permette di raggiungere il luogo sacro dove un tempo, narrano leggende, vivesse un eremita... l'interno è affrescato e le dimensioni limitate dell'edificio trasmettono un senso di profonda intimità. Le colline della provincia di Asti punteggiano il territorio intorno a San Nazario e, nonostante non raggiungano altitudini elevate (almeno in questa zona), è possibile camminare per ore superando un dislivello notevole di saliscendi in saliscendi.
Le piogge dei giorni scorsi hanno reso fangosi i sentieri ma il silenzio e la quiete sono così intensi da catturare completamente la nostra attenzione, quindi rischiamo di sprofondare ma senza rendercene conto!
I paesaggi bucolici di dolci pendii, campi coltivati a frumento, boschetti di nocciole e vigneti sono armoniosi ed infondono una serena tranquillità.
 
Dopo aver rischiato più volte di inciampare in radici dispettose ed aver scattato qualche buffa fotografia ai miei compagni di camminata Guido e Girumin, raggiungiamo il comune di Cantirana ed il campo sorgentifero di Bonoma. Le terre dell'astigiano sono ricche di acqua e attraverso questo grosso impianto si alimenta l'acquedotto di Asti e di molte altre località della zona.
Al Pilone di Santa Rita ho una prova concreta di come questa landa oggi dedita alla produzione di nocciole sia stata migliaia di anni fa parte di un mare.
Nella terra, scavando appena in superficie con le dita, si scoprono decine di conchiglie ben conservate, le piccole case di decine di diversi animali acquatici ormai scomparsi da tempo.
E' quasi ora di pranzo a la scelta cade sull'agriturismo Cascina Caldera dove si possono assaggiare affettati, formaggi, primi e secondi piatti tipici della provincia di Asti... una vera prelibatezza per i palati più golosi!
 
Riprendere a camminare dopo essersi riempiti la pancia non è poi così facile, soprattutto se l'itinerario continua in salita. Con un po' di fatica ci inerpichiamo lungo la strada asfaltata fino a rientrare nel fitto bosco dove ci si ritrova a camminare in fila indiana calpestando il terriccio di uno stretto sentiero. Il percorso della religiosità numero 2 è un tracciato adatto a chi ama spostarsi a cavallo o in sella alla mountain bike, ma anche affrontato a piedi non è affatto male! Ci districhiamo fra rovi ed erbacce fino a quando il sentiero non decide di darci tregua ed aprirsi su una carrareccia più ampia e comoda. A Bricco Barrano incrociamo 4 bikers stranieri che con gps e mappa stanno cercando la giusta via, noi invece non facciamo in tempo ad abituarci all'asfalto (per fortuna!!!) che ci ritroviamo nuovamente a camminare nel bosco lungo una forestale coperta di foglie secche, divertimento assicurato per i mountain bikers scatenati amanti delle scodate!
 
Il suono del corno di Girumin rompe il silenzio e ci avverte che la breve pausa nel bosco è terminata: campi marroni di terra viva, mucche al pascolo, un cielo fosco che minaccia pioggia ed un'ultima salita per poi ridiscendere verso Castellero ed il sentiero delle nocciole che domani percorreremo... ma questa è un'altra storia!
Dopo 18 km e qualche centinaio di metri di dislivello ci ritroviamo sotto il nostro agriturismo dove un caminetto ed un the caldo ci attendono!
Domani scopriremo altri interessanti sentieri ascoltando storie di eremiti e briganti, di ottantenni coltivatori di nocciole e di conti...
 

Nocciole e briganti sulla via di Castellero

 
La seconda giornata di trekking dedicata alla scoperta del territorio della provincia di Asti inizia con qualche raggio di sole che taglia le persiane della nostra camera. Una deliziosa torta di nocciole (esiste anche l'olio fatto di nocciole ma costa un patrimonio!) è il buongiorno del quale abbiamo bisogno. L'itinerario di oggi parte proprio dal nostro agriturismo e segue il percorso della nocciola di Castellero per un buon tratto.
Il corno di Girumin è il segnale di partenza dell'escursione così una lenta ma inarrestabile coda colorata inizia il suo Cammino sui sentieri astigiani.
 
Ha ottantanni, capelli brizzolati, sguardo vispo ed occhiali da sole per ripararsi dalla tiepida luce autunnale, coltiva nocciole da diversi anni e lo fa con grande passione e dedizione. Bruno ci accoglie nel cortile della sua casa: il sapore delle nocciole tostate croccanti che ha preparato per noi mi inebria a tal punto che dopo una prima, non posso fare a meno di assaggiarne subito un'altra! Da quando, piccola e pestifera, mi arrampicavo sull'albero dei nonni per raccoglierle, ho sempre adorato le nocciole ed anche ora ogni piccolo assaggio è un toccasana per il mio palato!
 
Riprendiamo il nostro Cammino nel bosco: il borgo di Castellero, arroccato su un colle, ci osserva sornione... a breve sarà invaso da decine di camminatori curiosi ma lui ancora non lo sà!
Attraversiamo un boschetto (ancora fango!) per scendere ai piedi del paese e lanciarci alla conquista del castello lungo la strada che risale il basso promontorio.
Il cielo uggioso non ci aiuta ad apprezzare il panorama, ma con un po' di fantasia mi catapulto in una giornata soleggiata.
Per le vie del borgo sono stati allestiti alcuni banchetti con prodotti tipici, ma la regina è sempre lei, la nocciola!
Il trekking ci porta nelle campagne di Castellero dove una banda di briganti decide di darci un saluto: fra rime e predizioni, il capobanda conquista giovani cuori! Mosso da compassione per dei poveri camminatori, decide che non vale la pena perdere altro tempo con noi e riparte al galoppo verso altre vittime con il portafoglio pieno... tutto è bene quel che finisce bene!!!
 
Dove dormire e mangiare: l'agriturismo Cascina dei vecchi sapori è un luogo tranquillissimo dove potrete riposare in stanze accoglienti e pulite, acquistare il prezioso olio di nocciola ed assaggiare ottimi piatti della cucina piemontese tra cui il fritto misto con anche cervella e midollo! Un altro posto dove vale la pena fermarsi a pranzo è la Cascina Caldera. Assaggiate formaggi, affettati e primi piatti... divini!
Veronica

Classe 1983 (mi han detto che ne sono nati di matti quell'anno...), abito nel bellissimo Trentino da qualche anno e la fortuna (o sfortuna) mi ha fatto incontrare Leo con cui ora vivo e scrivo su lifeintravel.it Dopo aver girato l'Europa e l'Italia con i miei genitori, per la maturità mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano a Praga (un fiorino ha interrotto il nostro viaggio verso Mosca facendoci ribaltare su una strada slovacca). Dopo aver cambiato mille lavori (pasticcera, agente di viaggio, venditrice di gabinetti, addetta alle lamentele in un call center, barista, cubista ehm, questo non ancora!...) ed aver viaggiato due volte in Messico, ho mollato tutto senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho bighellonato per cinque mesi. Nel 2010 con Leo sono partita per un lungo viaggio in bicicletta nel sud est asiatico. Ora, fra un'escursione in montagna ed un'avventura, sogno e risogno la Panamericana sulle due ruote!!! Ecco in poche parole chi sono: cicloviaggiatrice per scelta, pasticciona a tempo pieno, mountain biker per caso, quando non viaggio ne sto combinando una delle mie...
Sito web: www.lifeintravel.it

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