Da malga Bedole in val Genova al rifugio Mandron: trekking sull'Adamello

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Un itinerario alla testa della Val Genova con spettacolari paesaggi e visioni sul ghiacciaio dell'Adamello. La Val di Genova appartiene al comprensorio del gruppo Adamello-Presanella ed è ancora una delle zone più selvagge del Trentino; una vallata di quasi 18 km che si dirama dalla Val Rendena. Deve la sua fama alla numerose cascate che dopo un bel temporale si scagliano giù veloci e senza timore dalle montagne che contornano la valle stessa, in particolare è conosciuta grazie alle cascate Nardis.

Mappa

 

Dati tecnici

Trentino Alto-Adige - Adamello

DETTAGLI ITINERARIO
Partenza/Arrivo Malga Bedole
Tempo 4/5 ore
Dislivello 1035 m
Lunghezza 12,16 km
VALUTAZIONE
Difficoltà Difficile
Panorama Molto Bello
QUANDO ANDARE
GiugnoLuglioAgostoSettembre

Altimetria

Val Genova

Val di Genova - rifugio Mandron

Foto

Le cime dell'Ad...
Lago Mandron e ...
Il rifugio Mand...
Un camoscio ci ...

Da Trento imbocchiamo la SS45bis fino in località Sarche dove svolteremo a destra verso Tione di Trento. Svoltando nuovamente a destra nel paese, entreremo in val Rendena. Oltrepassato il centro di Pinzolo raggiungiamo Carisolo dove seguiremo le indicazioni a sinistra per la Val di Genova che percorreremo fino in fondo (malga Sadole). Circa 80 km (1h e mezzo).

Per raggiungere la partenza dei segnavia per il Rifugio Mandron, bisogna percorrere l'ntera valle da Carisolo fino alla Malga Bedole con l'auto (in alta stagione la valle, data l'elevata affluenza turistica, è chiusa al traffico dalle 8.30 alle 17.00 ed in alternativa è presente un bus navetta da Carisolo, Pinzolo o dal parcheggio all'imbocco della vallata). Malga Bedole si trova a circa 1540 m sopra il livello del mare, a soli 10 minuti dal Rifugio Bedole (1641 m) dove inizia il sentiero 212 che risale il crinale nel bosco attraversando il Rio Ronchino più volte grazie a degli scenici ponticelli in legno. La salita non è dolce, ma non è neppure così pendente da togliere il fiato. Durante la prima parte del tragitto ci si trova immersi nel folto del bosco e i panorami non sono memorabili. Il terreno potrebbe essere fangoso dopo un'abbondante pioggia e le numerose radici non faciliterebbero la camminata, quindi ricordatevi di controllare le ultime notizie in internet o presso l'ufficio turistico della valle.
Giunti a circa 2100 m si esce finalmente dal bosco e, dirigendosi ad ovest, la vista può spaziare sulla Vedretta della Lobbia che fa parte dell'immenso ghiacciaio dell'Adamello, uno spettacolo naturale impedibile. Il sentiero continua a salire con pendenze meno rigide e a tratti con corde di sicurezza. Con il primo freddo è incredibile vedere le numerose cascate, pochi giorni prima cosi vispe e rigonfie d'acqua, già ghiacciate ed immobili come striature bianche naturali delle montagne. Lungo il tracciato è addirittura gia possibile imbattersi in minacciose stalattiti di ghiaccio e ruscelli completamente gelati. Mi raccomando: guardatevi attorno con attenzione perché la zona è frequentata da stambecchi e camosci e potreste essere fortunati ,proprio come noi, nell'avvistare uno di questi favolosi animali saltellare, senza alcuno sforzo, da uno sperone roccioso ad un altro. La marcia prosegue sempre più semplice finché non si raggiunge la deviazione per un piccolo cimitero militare della prima guerra mondiale e, continuando a percorrere il sentiero principale si giunge in breve tempo ad una panoramica chiesetta e poco dopo al Rifugio Mandron Città  di Trento a 2449 m di quota.
Il rifugio è dotato anche di un rinnovato locale invernale per chi si volesse fermare una notte o più anche fuori stagione.
Poco sottostanti al rifugio, si intravedono i fiabeschi Laghi di Mandron che con le prime ghiacciate assumono delle tonalità  di colori veramente speciali: dal bianco neve all'azzurrino grigiastro dell'acqua gelida. Si raggiungono in 5 minuti dal rifugio avventurandosi su un'improvvisato e lungo ponticello composto da due assi di legno che permette l'intero attraversamento di uno dei laghetti. Eccoci, finalmente, al cospetto della Vedretta del Mandron, delle Lobbie e del Dosson di Genova dove ogni appassionato di fotografia potrà  sfogare il proprio istinto creativo, giocando con la luce ed i colori.

Trekking nell'Adamello abbastanza impegnativo soprattutto durante la prima parte. Non eccessivamente lungo e con un pò di allenamento è percorribile con calma anche dai meno in forma. Sconsigliato per i bambini nel periodo autunnale e primaverile causa certi tratti un pò esposti, soggetti a gelate e perciò scivolosi.
Per chi avesse esperienza o si volesse affidare ad una guida alpina, un giro di gran soddisfazione di un paio di giorni è quello che raggiunge il rifugio Ai Caduti dell'Adamello (dove eventualmente dormire) percorrendo il sentiero "Matarot" dalla malga Bedole per poi attraversare il ghiacciaio fino a giungere al rifugio Mandron e scendere dal percorso qui descritto. In questo caso è necessaria anche l'attrezzatura per il ghiacciaio oltre a una buona esperienza in montagna.

Il percorso qui descritto parte dalla Val Genova, uno dei luoghi più belli dell'Adamello. Spesso abbiamo visitato questa vallata descrivendo percorsi come il trekking al lago Lares o la passeggiata di fondovalle. Per scoprire altri trekking sulle Dolomiti potete consultare la mappa degli itinerari.

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Veronica

Classe 1983 (mi han detto che ne sono nati di matti quell'anno...), abito nel bellissimo Trentino da qualche anno e la fortuna (o sfortuna) mi ha fatto incontrare Leo con cui ora vivo e scrivo su lifeintravel.it Dopo aver girato l'Europa e l'Italia con i miei genitori, per la maturità mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano a Praga (un fiorino ha interrotto il nostro viaggio verso Mosca facendoci ribaltare su una strada slovacca). Dopo aver cambiato mille lavori (pasticcera, agente di viaggio, venditrice di gabinetti, addetta alle lamentele in un call center, barista, cubista ehm, questo non ancora!...) ed aver viaggiato due volte in Messico, ho mollato tutto senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho bighellonato per cinque mesi. Nel 2010 con Leo sono partita per un lungo viaggio in bicicletta nel sud est asiatico. Ora, fra un'escursione in montagna ed un'avventura, sogno e risogno la Panamericana sulle due ruote!!! Ecco in poche parole chi sono: cicloviaggiatrice per scelta, pasticciona a tempo pieno, mountain biker per caso, quando non viaggio ne sto combinando una delle mie...
Sito web: www.lifeintravel.it
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