Sardegna in bicicletta: dalla Gallura di Arzachena ad Alghero

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L'aria frizzante mi accarezza le gote già arrossate, il sole è ancora celato dietro il profilo segmentato delle montagne di Arzachena mentre aggiusto la sella prima della partenza. Il Grand Tour della Sardegna in bicicletta inizia da qui, da Arzachena, cittadina a nord di Olbia, nelle terre di Gallura dove il vento ha modellato, come un esperto artista, paesaggi rocciosi e selvaggi...
Questo tappone potrebbe venir suddiviso in 2 o 3 tappe più brevi, ma in occasione della Randonnèe ho tentato di raggiungere Alghero insieme ad altri eroici su due ruote, dopotutto 193 km cosa volete che siano?

Mappa

 

Quel che resta del sonno...

 
Le braccia di Morfeo hanno attenuato la loro presa: posso alzarmi, vestirmi, far colazione e controllare la sella della bicicletta che Alessandro mi ha procurato per questi giorni in Sardegna. Sento l'adrenalina pulsare nelle vene, le gambe tremano incontrollabili, davanti all'arco della partenza solo la lunga strada fino ad Alghero e una terra verdeggiante.
Le prime pedalate sono agili, entusiaste, quasi felici: vado lenta, sono una cicloviaggiatrice dopotutto, cerco quella sensazione di libertà senza tempo che solo il pedalare senza obblighi sa darmi.
Sulla striscia d'asfalto davanti e dietro di me ci sono solo tante biciclette, l'orizzonte però non riesco a vederlo: la Sardegna in bicicletta è un continuo saliscendi fisico e spirituale, ogni salita è una prova di volontà da non sottovalutare, se ti arrendi sei perduto!
Il profumo della macchia mediterranea mi inebria, le chiazze gialle di ginestra attirano lo sguardo come calamite sullo sportello bianco del frigorifero, la prima vera sosta di questa Randonnèe, sarà a Tempio Pausania, ma è meglio non pensarci, perchè la via è ancora molto lunga...
 

Nel cuore della Gallura in bicicletta

 
gallura-in-biciSant'Antonio di Gallura (Sant'Antoni di Gaddura) appare come un miraggio sulla cima di un colle, ma la strada sembra andare in tutt'altra direzione e temo seriamente di aver mancato un bivio. Ho perso i miei uomini dopo una manciata di chilometri per una foto sugli scorci della Gallura e sono sola, io e la Sardegna, faccia a faccia... che vinca il migliore! Le rocce spuntano dalla vegetazione come se stessero giocando a nascondino: sono tondeggianti e, senza dubbio, molto pittoresche. Una bella discesa e poi un altro strappo secco mi accompagnano all'ingresso di Sant'Antonio, a poche pedalate dal lago artificiale di Liscia. L'itinerario del Grand Tour Sardegna in bicicletta stamattina è solo nostro, solo di chi ha scelto questo primo maggio per pedalare quei quasi 200 km che separano Arzachena da Alghero.
La Gallura è una grande regione della Sardegna dove mare, montagne, paesi e resti archeologici convivono in totale armonia, la stessa sensazione che provo io nel percorrerla in bicicletta.
Calangianus anticipa di pochi chilometri Tempio Pausania. Le sugherete cominciano a togliere spazio alla vegetazione della primavera gallurese e un piccola donnola attraversa la strada incurante della mia presenza. Fisso il punto in cui è scomparsa pochi secondi prima sperando, invano, che decida di tornare allo scoperto, ma non appare più! Mi dovrò accontentare di avvistare qualche ghiandaia e alcuni rapaci, puntini quasi indistinguibili nel cielo azzurro.
A Calangianus è stato allestito un museo del sughero che oggi non posso proprio visitare; il mio gps segna una quarantina di chilometri, decisamente troppo pochi per concedersi una sosta prolungata.
Esco dal paese e proseguo a destra su un tratto di strada piuttosto trafficata fino alla deviazione per Nuchis che, per fortuna, mi riporta nelle campagne della Gallura. Viaggio con una bicicletta dotata di portapacchi, lucchetto, catena e kit di riparazione, posso sopravvivere a tutto!
Non ho mai sofferto di crampi (mai dire mai!!!), ma oggi il polpaccio vuole proprio infastidirmi. Cerco di bere il più possibile e le conseguenze, lo sapete anche voi, sono scontate... due soste impreviste rallentano la mia avanzata già lenta.
Tempio Pausania si trova ad un'altitudine di 566 metri ed è una delle località principali della Gallura, la raggiungo con un'ultima salitella.
In piazza mi rigenero con acqua San Martino, ricca di sali minerali, mandorle e formaggio con il miele! Incontro Emanuela che corre la Randonnèe come me e decidiamo di ripartire insieme alla volta della Valle della Luna...
 

Sognando la Valle della Luna

 
rocce-di-galluraSughero, sughero e ancora sughero, i prati dove queste querce trascorrono la loro vita sono punteggiati da fiori colorati che non conosco.
Aggius appare come un pugno allo stomaco, all'improvviso senza preavviso. Questo paese della Valle della Luna è sovrastato da una corona di rocce impilate una sopra l'altra, più alto di tutte le case colorate, il campanile si fa subito notare poco dopo l'ingresso nel paese. Oltre il centro abitato un punto panoramico invita alla sosta fotografica e io non dico mai di no. Il fiume di emozioni che attraversa il mio torace viene interrotto dalla consapevolezza improvvisa di aver sbagliato strada (noooo urlo dentro di me!). 193 km sono già tantissimi, se poi allunghiamo anche la strada sarà davvero un'impresa impossibile finire la Randonnèe. Torniamo indietro per scendere nella magica Valle della Luna. Immaginate un luogo disabitato con animali, case, ruspe e uomini fatti di roccia, le piante tipiche della regione mediterranea che avvolgono tutto in un dolce abbraccio, una strada stretta percorsa dalla vostra bicicletta in viaggio... siete nella Valle della Luna.
In Sardegna non esiste discesa senza salita e su questo non c'è nulla di strano, il problema è quando salite e discese si sussegguono senza interruzione alcuna, senza un metro di pianura... allora si che la fatica è costante!
Il punto panoramico su questo paradiso naturalistico è l'occasione per incontrare altri ciclisti della Randonnèe, per bere un caffè e sgranocchiare un torroncino di Tonara al gusto di mirto, divino! Sorrisi, pacche sulle spalle e incoraggiamenti, la tappa del Gran Tour Sardegna di oggi è ancora lunga ma non molliamo!
 

Castelsardo e il nuraghe

 
scorcio-castelsardoQuando in bicicletta si rimane troppo a lungo fermi, il freddo comincia a farsi sentire ed è meglio ripartire in fretta. La lunga discesa nel verde verso Viddalba e Santa Maria Coghinas (con intervalli in salita!) mi diverte molto, sono rimasta ancora una volta sola ma presto incontrerò qualcuno, lo sento! Il maestrale non concede tregua: soffia sul volto con tenacia e superbia, non ti lascia pedalare in pace neanche in discesa.
Poco dopo Valledoria, stremata e ansiosa di raggiungere Castelsardo, la metà esatta del tracciato, cerco di spingere un po' di più ma una folata di vento sembra dirmi "Ma dove vai così di fretta? Resta un po' con me!" e in un battito di ciglia passo dai 14 km/h agli 8km/h. Sono cotta lo ammetto, stanca e affamata. Manca poco a Castelsardo ma la dolce salita sembra non finire più. Devo scollinare e poi vedrò il mare e la pittoresca cittadina dominata dalla rocca. Le indicazioni per la roccia dell'elefante mi solleticano ma, per oggi, mi accontento di passare sotto il nuraghe Paddaju che è di strada. Finalmente arrivo in cima al colle, dove si vede il mare... Castelsardo è lì sotto, immobile e colorata, resta solo una fresca discesa prima di poterscendere dalla bicicletta.
 

L'irresistibile tentazione del van

 
Dalla piazza di Castelsardo si vede il mare e questo mi basta. Mi abbuffo di pane carasau guttiau e di mandorle, ma non è sufficiente. La fatica accumulata dopo 100 km di continui saliscendi controvento è troppa. Cedo alla tentazione del van di supporto della Randonnèe, cedo per un breve passaggio di 20 km che mi evita una noiosa salita trasportandomi direttamente all'agriturismo. Riposo, chiacchiero con Enrico, guida MTB di Wild Trails che manovra il mezzo fino al ristoro, per scherzo svuoto una mezza bottiglietta d'acqua addosso a Gionata che pedala sotto il sole sardo, secondo me sta ancora meditando vendetta...
La sosta all'agriturismo mi fa rinascere e la voglia di pedalare fino ad Alghero prende il sopravvento...
 

In scia nella notte sarda

 
arrivo-alghero-di-notteCastelsardo dista circa 93 km da Alghero eppure l'adrenalina non si è esaurita, ho ancora energia per pedalare anche se è già tardi e temo che la notte ci sorprenderà prima della destinazione. Dall'agriturismo inizio la seconda parte del mio viaggio in bici da est ad ovest della Sardegna al fianco di Maria Luisa, entriamo subito in sintonia. Passano pochi minuti ed Enrico, Gionata e Heinrich ci raggiungono.
Il territorio sardo è di una bellezza struggente: ogni angolo ha una storia da raccontare, basta saperlo ascoltare! Affrontiamo la salita verso Osilo, un borgo abbarbicato su un colle e sormontato dal castello Malaspina. Maria Luisa decide di finire qui la sua pedalata, poco prima di iniziare la divertente discesa lungo la scala di Gioca. La Sardegna è un continuo mangia e bevi (lo avevo già detto!?) ma in compagnia si chiacchiera, si condivono l'entusiasmo e la fatica, si sosta per recuperare energie con abbondanti torroncini di Tonata! Ossi, Tissi, la valle del Rio Mascari, Uri, luoghi che andrebbero scoperti più a fondo se la notte non incombesse veloce e inarrestabile su di noi.
La luce calda del tramonto illumina in lontananza le pareti di roccia calcarea, Alghero non è poi così lontana. 
Iil buio ci inghiotte nella sua morsa scura, in fila indiana pedaliamo nella notte sarda, guardo il computerino e segna i 50 km/h: "Stiamo volando!!!".
Gli ultimi chilometri a folle velocità mi tagliano completamente le gambe, ogni muscolo del mio corpo urla di fermarsi per crollare a bordo strada per un sonnellino; le salite, brevi ma continue, appesantiscono l'avanzata; il traffico aumenta perchè Alghero è sempre più vicina.
Scortati dal cugino di Enrico in moto e dal van di Giuma alle spalle ci sentiamo più sicuri nonostante gli insulti degli automobilisti cittadini.
Heinrich ammette di sentire un profumo di birra nell'aria, la birra artigianale che ci attende ad Alghero e, a dir la verità, sembra di sentirlo anche a me.
L'arco di fine percorso mi sembra un fantastico miraggio, Massimo ci accoglie con un gran sorriso, 182 km e almeno 2500 metri di dislivello controvento: l'arrivo tragi-comico nella notte di Alghero, i profumi della macchia mediterranea in fiore, il territorio variegato, gli incontri e i saluti dei locali e i bikers sardi.... questa Randonnèe da est ad ovest, questa prima tappa del mio Tour Sardegna in bicicletta resterà per sempre un'impresa memorabile!
 
 
Organizzare un viaggio in bici in Sardegna non è difficile: consultate il sito ufficiale del Sardinia Grand Tour, programmate il vostro tour, consultate le strutture dove mangiare e dormire e partite per la vostra Sardegna a due ruote!!!
La Randonnèe - Sardinia Grand Tour è stata organizzata da diversi operatori del settore cicloturistico nonchè appassionati di bicicletta e Sardegna: Anfibia, Ciclismo Classico, Dolcevita Bike Tours e Skedaddle Italia oltre al supporto delle guide MTB Wild Trails, grazie a tutti ragazzi!
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Veronica

Classe 1983 (mi han detto che ne sono nati di matti quell'anno...), abito nel bellissimo Trentino da qualche anno e la fortuna (o sfortuna) mi ha fatto incontrare Leo con cui ora vivo e scrivo su lifeintravel.it Dopo aver girato l'Europa e l'Italia con i miei genitori, per la maturità mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano a Praga (un fiorino ha interrotto il nostro viaggio verso Mosca facendoci ribaltare su una strada slovacca). Dopo aver cambiato mille lavori (pasticcera, agente di viaggio, venditrice di gabinetti, addetta alle lamentele in un call center, barista, cubista ehm, questo non ancora!...) ed aver viaggiato due volte in Messico, ho mollato tutto senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho bighellonato per cinque mesi. Nel 2010 con Leo sono partita per un lungo viaggio in bicicletta nel sud est asiatico. Ora, fra un'escursione in montagna ed un'avventura, sogno e risogno la Panamericana sulle due ruote!!! Ecco in poche parole chi sono: cicloviaggiatrice per scelta, pasticciona a tempo pieno, mountain biker per caso, quando non viaggio ne sto combinando una delle mie...
Sito web: www.lifeintravel.it

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Commenti  

# 0 Massimo Carboni 2014-05-12 22:56
Ciao Veronica,
grazie per averci fatto rivivere le emozioni, i profumi i colori e anche la fatica di quella lunghissima giornata. Soffrire assieme su una salita crea un legame che solo noi cicloviaggiatori sappiamo capire. Quell'interminabile saliscendi, ti ha spezzato il fiato e le gambe, magari, dentro di te hai anche maledetto quel ventaccio di maestrale, eppure ora, tutto quello ti manca.
Ci machi anche tu, alla prossima... cara compagna di viaggio.
Massimo
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# 0 Vero 2014-05-13 19:02
Citazione:
Ciao Veronica,
grazie per averci fatto rivivere le emozioni, i profumi i colori e anche la fatica di quella lunghissima giornata. Soffrire assieme su una salita crea un legame che solo noi cicloviaggiatori sappiamo capire. Quell'interminabile saliscendi, ti ha spezzato il fiato e le gambe, magari, dentro di te hai anche maledetto quel ventaccio di maestrale, eppure ora, tutto quello ti manca.
Ci machi anche tu, alla prossima... cara compagna di viaggio.
Massimo
Massimo ciaoo:) che bel messaggio, grazie mi sono commossa:)la Sardegna non può non conquistarti e vista dalla posizione privilegiata di una bicicletta è ancora più meravigliosa:) si, lo ammetto ho un po' maledetto il maestrale ma ora vorrei che mi soffiasse in faccia... spero lo possa rifare molto presto:))
un grosso abbraccio Massimo e a presto!
Vero
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