Chi l'avrebbe mai detto che sarei arrivato a dire che il modo migliore per girare per Bangkok è in bicicletta? Forse non proprio tutta la città ma perlomeno le zone centrali di Siam, Sathorn e Silom sono ora esplorabili in bicicletta anche per chi come me non ne possiede una.
Come? Semplice, grazie a Pan Pan (sito disponibile al momento solo in lingua tailandese).
Lo confesso: non sono un appassionato di escursioni in bici o un cicloamatore sempre pronto a pedalare una mountain bike per esplorare nuovi posti. Di tanto in tanto, quando vivevo in Italia, mi aggregavo volentieri ad alcuni amici appassionati di cicloturismo ma tutto si è sempre fermato lì, a qualche breve escursione con una bici presa in prestito e pochi chilometri da percorrere in campagna. Qui in Thailandia però la già scarsa passione si è raffreddata completamente a causa delle temperature elevate, del traffico caotico e dello smog che caratterizzano Bangkok, la metropoli che ora chiamo “casa” e che Leo ha ben descritto nel post “Bangkok non fa rima con bicicletta”.
Una serata in bici a Bangkok, un modo alternativo di visitare la “Città degli Angeli” - 5.0 out of 5 based on 1 vote
La Thailandia, destinazione molto gettonata dell'Asia per le bellezze storico culturali e per le spiagge bianchissime, è durante l'alta stagione presa d'assalto da migliaia di turisti che cercano mete da sogno dove rilssarsi e prendere il sole: Phi Phi Island, Koh Tao, Koh Samui... o un altro paradisio tropicale fra i molti della nazione, tutti però eccessivamente affollati, e quindi dove andare !?! L'isola di Koh Phayam è una meta fuori dai soliti circuiti turistici anche se, a mio avviso, non ha niente da invidiare alla altre isole thailandesi, è piacevole da scoprire in bicicletta e poi, su Koh Phayam vivono ancora...
Koh Phayam: sulle tracce dei Moken in Thailandia - 4.5 out of 5 based on 4 votes
Sono trascorsi ormai due mesi dal nostro rientro in Italia dopo dieci mesi nel sudest asiatico in bicicletta ed i ricordi sono sedimentati, assumendo contorni più specifici: ripensando al percorso seguito, abbiamo deciso di fissare in questo articolo 10 luoghi da visitare in Thailandia durante un viaggio in bici. Da nord a sud, da est ad ovest vi consigliamo cosa vedere in Thailandia assolutamente.
 
Thailandia cosa vedere: 10 luoghi da visitare! - 5.0 out of 5 based on 1 vote
Spensierato, allegro, incurante della pioggia battente e del sole bollente, quando sei in viaggio, in Asia, in Africa, in Sud America... dovunque tu sia, non puoi negare di sentirti bene anche se talvolta ti trovi ad affrontare situazioni davvero paradossali!!! Le quattro del pomeriggio e non mi sembra vero di essere arrivata al lago Nong Tang, dopo quasi cento chilometri di saliscendi. La cittadina, posata delicatamente fra le montagne e lo specchio d'acqua, aspetta con pazienza che cali il silenzio del crepuscolo al quale seguirà rapida, la buia notte del Laos. Niente stelle stanotte, niente luna, solo il nero più inviolato.

 

La ruota procedeva stancamente verso il punto più alto della collina, tirandosi dietro il ferro vecchio, una bicicletta medievale da 20 chili, incitato dai colpi ritmici delle pedalate inferte. Avanzava lento ma costante. Quell'uomo in maniche corte dai capelli canuti non sembrava avere molta fretta, si godeva la brezza marina che a quell'ora del pomeriggio gli accarezzava il viso un pò dispettosamente. Carmine si guardava intorno sereno e totalmente ignaro dell'incontro che stava per avere.


Auto a destra, bus a sinistra, motorini avanti, tira alle spalle...ci sentiamo in trappola tra le trafficatissime strade di Bangkok. Usciamo, respirando solo dopo 70 km!
Il calore del popolo thailandese ci investe subito, repentino e sorprendente come il sapore forte di un piatto di pesce offerto in un ristorante in riva ad un oceano. Le saline tutt'attorno sputano il prezioso condimento dai loro laghi rosati mentre le rondini vivono ignare nelle case costruite appositamente per loro al fine di rubare i nidi per rivenderli come deliziose prelibatezze. Phetchaburi e le scimmie ladre di uova non ci impediscono di ammirare ed adorare la maestosa vita selvaggia dei parchi thailandesi, prima di risvegliarci dal sogno piombando nell'abominio umano di Hua Hin, dei suoi grattacieli, dei locali zeppi di donne in vetrina e squallidi individui che girano attorno a loro come mosche attirate dal tanfo del letame. La serenità ci viene restituita dalla quiete di Prachuap Khiri Khan ed ancora una volta è la Natura a venirci in soccorso, gettando nella baia della cittadina e nella vicina Ao Manao pepite di roccia ricoperte di lussureggiante foresta ed accerchiate da un oceano turchese.
Il 20 febbraio è la data che ci vede varcare nuovamente un confine: quello fra la Cambogia e la Thailandia, 8 km ad ovest di Krong Koh Kong. Proprio ieri la nostra eccitazione per l'ormai prossimo ritorno in bicicletta in Thailandia è sfociata in disperazione quando ci siamo accorti della scadenza del nostro visto cambogiano il 19 febbraio 2011...da domani siamo ufficialmente clandestini!
Temiamo una multa salata per questa svista ed il clima serena dell'ultima serata nella democratica Kampuchea è completamente guastato. La sorte comunque, sarà colpita dal nostro attaccamento alla terra khmer e ci premierà evitandoci sperpero monetario in assurde multe e facendoci apporre sul passaporto un visto per due mesi in Thailandia: non potevamo chiedere di meglio!
Traffico, colore, scoperta, rabbia, gioia, caldo, pioggia, salita, discesa, velocità, lentezza, pianura, risaie, verde, colline, giungla, uccelli, animali, viaggi, persone, gentilezza, solidarietà, povertà, ricchezza, acqua, fiumi, monaci, ferrovia, città, Mekong, tramonto, rovine, Unesco, templi, scimmie, elefanti, sole, sudore, montagne, parchi, alluvioni, cascate, campeggio, riso fritto, banane, pad thai, papaya salad, girasoli, fioritura, sterrato, forature, pedalare, amicizia, sorrisi, paura, confini, barca, triangolo d'oro, oppio, isole, capitali, tribù, mtb, sospetto, nebbia, notte, dislivello, meta, condivisione, cultura, grotte, giare, altopiani, caffè, baguette, fatica, guesthouse, avventura, pesce, Angkor, alberi, lago, metropoli, villaggi galleggianti, asfalto, foresta, mangrovie, dogana, denaro, spiaggia, temporale, frullato, dollari, bicicletta, chiusura, cerchio...
Onde alte tre metri, colate di fango che scendono repentine dai pendii, migliaia di persone senza tetto, centinaia di turisti bloccati sull'isola di Koh Samui. Le torrenziali piogge dell'ultima settimana stanno mettendo in ginocchio la Thailandia del sud ed in particolare le province di Phatthalung, Surat Thani (dove ci troviamo ora), Trang, Chumphon e Nakhon Si Thammarat.
Ai bordi della strada n° 105 che dalle distese pianeggianti di Tak raggiunge ad ovest Mae Sot, porta d'ingresso al mondo birmano e poi prosegue verso nord costeggiando il confine, la vita è tutt'altro che semplice. Lungo il border si incontrano pochi villaggi sparsi: qui l'uomo è presente, ma è la Natura che comanda. Si vive con poco da queste parti: qualche mucca, un paio di polli, un piccolo appezzamento di terra da coltivare, qualche utensile consumato dal tempo, riescono a sfamare intere famiglie di oltre cinque o sei individui che dormono al riparo dalle intemperie monsoniche sotto un tetto di foglie secche.
Oltre l'immensa pagoda dorata di Nakhon Pathom sale verso il confine birmano la valle del fiume Kwai alla cui estremità occidentale sorge la cittadina di Saghklaburi. Più a nord le ultime propaggini dell'Himalaya svettano sul paese raggiungendo le province di Chiang Mai, Tak e Chiang Rai separate da Myanmar e Laos a nord dal fiume Mekong. Ad est si snoda la strada Khmer dove sorgono numerose rovine di templi che si nascondono oltre i pendii del Khao Yai National Park. Delle isole del sud, non c'è bisogno di parlare, data la loro fama in tutto il mondo... idilliaco paesaggio tropicale dove rilassarsi e fuggire i ritmi frenetici occidentali.

Paese che vai, cucina che trovi... la gastronomia e tutto ciò che ad essa è legato, sono parte integrante della cultura di ogni paese del mondo e sono un elemento imprescindibile per delineare le tradizioni dei popoli nella loro essenza. In Thailandia l'elemento base di ogni pasto è il riso cucinato nei più svariati modi e servito con ogni altra pietanza.

Chiang Mai, città dove le antiche tradizioni buddiste si incontrano e si scontrano con la modernità, il capitalismo, la voglia dei giovani di emanciparsi ed assomigliare al modello occidentale propinato ad ogni ora ed in ogni dove da media e tv. I monaci camminano scalzi o con i sandali ed indossano sempre il tipico sarong arancione ma talvolta, da qualche tasca nascosta, sfilano cautamente la ben conosciuta sagoma di un cellulare... anche i monaci buddisti devono restare al passo con i tempi! Chiang Mai, città dove nelle tiepide notti invernali i disadattati sociali malvisti e disprezzati, gli emigrati occidentali sfuggiti ad una vita forse troppo complicata altrove e le donne thailandesi dai vestiti succinti e lo sguardo provocatore, condividono lo stesso marciapiede con altre centinaia di persone perchè nessuno resta a casa nelle nottate di luna piena che accompagnano il Loy Kratong, il festival delle Lanterne.
Le folli notti del Loy Kratong sono un ricordo nitido ma già lontano quando, in un pomeriggio soleggiato come sempre, la strada ci conduce fino a nord fino al confine laotiano. Non è una semplice dogana, una sbarra tra una nazione ed un'altra; è il Mekong, un fiume leggendario e vitale, una rotta commerciale ed un ostacolo imponente. Per noi è un po' come la stella cometa fu per i Re Magi: ci indica la via, ci illumina il percorso consigliandoci una brusca virata ad est e quindi a sud... lo seguiremo, rincorrendolo fino alle sue foci, in quel delta che fu rifugio sicuro e salvifico per i Vietcong e labirinto intricato e letale per gli americani.
Trovare l'Occidente in oriente non fa per noi e non siamo affatto dispiaciuti di lasciare la turistica Pai per altre mete più incontaminate verso sud-est. I giorni del festival di Chiang Mai, il Loy Kratong, quando migliaia di lanterne volanti sfideranno l'oscurità del cielo di Thailandia, si stanno avvicinando velocemente come del resto noi all'amata città del nord.
 

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