Un progetto che ci voleva e che si unisce agli altri già approvati e in corso d'opera, come la suggestiva pista ciclabile del Garda, di questi ultimi anni. Da Ventimiglia a Latina in bicicletta seguendo la ciclovia tirrenica per 700 km: qualche giorno fa i rappresentanti delle tre regioni italiane interessate, Liguria, Toscana e Lazio, hanno deciso che il protocollo d'intesa inerente al progetto sarà siglato il 10 marzo a Firenze. Lo scopo della ciclovia tirrenica sarà principalmente quello di diventare un itinerario ciclabile di interesse nazionale in modo da poter essere inserito all'interno del sistema delle ciclovie nazionali diventando un asse portante del cicloturismo in Italia.
L’idea iniziale è di Alberto, che ormai da anni ha il chiodo fisso del viaggio in bicicletta, ma che finora non è riuscito a trovare lo spunto per partire, tra impegni, senso del dovere o piuttosto del rimorso che proverà. Ma stavolta sembra la volta giusta, parla del suo progetto di viaggio durante una riunione dell’associazione Ciclo Stile e, sorpresa, Danilo e Mirko si interessano all’idea e decidono di partire anche loro. Durante il viaggio sia Danilo che Mirko chiederanno ad Alberto se la loro presenza ha rovinato l’idea iniziale del viaggio in solitaria; ebbene sì, sono state due presenze ingombranti, due straordinarie, impagabili presenze ingombranti. Il progetto è quella di scavalcare l’Appennino per un quasi coast to coast in una parte d’Italia non molto pubblicizzata, fatta di piccoli borghi, strade scarsamente trafficate, paesaggi ancora poco contaminati. Marche, Umbria, Lazio e Toscana le regioni da attraversare, con il promontorio dell’Argentario a fare da punto di svolta.
Divisa tra la Liguria e la Toscana, la regione storica della Lunigiana ha un carattere forte e accogliente. Nonostante sia circondata dalle aspre vette appenniniche, la Lunigiana è da sempre una via di passaggio per viandanti, viaggiatori (oggi anche cicloviaggiatori) e pellegrini. Nella valle del fiume Magra passa infatti la Via Francigena che scende a Roma e, ancora più a sud, fino a Brindisi.
Con la bici in Lunigiana si possono scoprire tracciati interessanti dal punto di vista storico, culturale o ludico: dalla mountain bike al cicloturismo a, perchè no, un giro in ebike accompagnati da guide esperte o, se preferisci, in solitaria respirando l'aria fresca del parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano che veglia silenzioso alle spalle di chi pedala...
Avrebbe dovuto chiamarsi una cosa tipo “viaggio attraverso le tenebre", oppure “il record delle vacanze”. Invece sì chiama come i chilometri che ho percorso, sì perché alla fine, anche volendo, i 100 km non sono riuscito a superarli nemmeno in una tappa. E questo è giusto perché, alla fine, questa è stata la Pedalata sugli Appennini non la Traversata delle Alpi. Altra esperienza, altri ritmi.
Sto mangiando il primo gelato. Non so ancora primo di quanti, ma ho preventivamente preso il cono piccolo dato che mi hanno detto che ci sono più gelaterie in paese, quindi con quello piccolo mi metto in pace la coscienza e posso prenderne quanti ne voglio. Certo come rapporto quantità prezzo si spende un po’ di più, ma alla fine è bello cambiare posto. Poi alla fine, la gente della mia età lo fa con le birre di solito e, fanculo, almeno il gelato non è alcool.
Adesso ho finito il secondo e posso affermare con certezza che in 10 giorni di ferie non ho trovato un solo gelataio in grado di produrre una cosa decente. Mi chiedo cosa diavolo ci voglia. Intendo, gelaterie buone in giro ce ne sono, ma trovarle è un'impresa. Comunque un gelato schifoso è sempre meglio di nessun gelato, il che mi pone nella condizione di non farmi troppi problemi di fronte al banco frigo: lo acquisterò lo stesso anche se la soddisfazione nell'80% dei casi sarà limitata.
Si sa, anche le cose più belle finiscono. Anzi sono proprio quelle che finiscono prima. Comunque noi non si frigna mica. Finita un’avventura se ne comincia un'altra. È così che funziona.
Domani Gino torna a casa col culo rotto, gambe sciolte, lavoro già in testa e letto "materassato" pronto ad accoglierlo. Prima però dobbiamo raccontare l'ultima tappa assieme.
Ciao a tutti i lettori di Life in Travel, sono Christian Velati e scrivo da Borgomanero, cittadina di 21.000 abitanti in provincia di Novara.
Il mio racconto di viaggio parte proprio dalla mia città, è la mattina del 12 agosto. Dopo circa due mesi di studi e preparativi è finalmente giunta l’ora di iniziare a pedalare e raggiungere la meta che mi sono prefissato: Siena!
Il Muraglione attende la sua vittima, con calma, pazienza, è immobile, dantesco. Mi muovo con circospezione nella stanza, con solenne rispetto e un po' di timore reverenziale per l'ultima prova, l'esame di maturità di Bicitalia 2015. In fondo sono una novantina di chilometri e più della metà saranno in discesa, ma i primi 35 di salita seria. Mentre affondo gli incisivi nel cornetto dribblando la marmellata che esce ovunque dalla pasta, mi guardo attorno osservando i clienti, la barista, la merce esposta e il mio caffè sul banco. Cerco una distrazione che attenui le spinte di adrenalina, ma in fondo avrò bisogno anche di quella.
È una speranza, una grossa speranza appesa a un esile filo quella di riuscire a sistemare la ruota per continuare Bicitalia. Il negozio apre puntuale alle 8.30 e come immaginavo le proposte si sintetizzano in unica possibilità: comperare una coppia di ruote nuove, 160 euro più il costo del lavoro del meccanico, con la costrizione di lasciare là il cerchio davanti. Rifiuto la proposta e indaghiamo tra i rivenditori della zona se vendono ruote spaiate o se hanno un cerchio da 28 per 28 raggi. Niente di niente. Si profila la triste ipotesi di abbandonare, ma non voglio...
Il Cammino di San Francesco è un itinerario ciclabile che ripercorre le orme di San Francesco. Il percorso si divide in Via del Nord, si parte dal santuario della Verna per raggiungere Assisi e in Via del sud, da Greccio verso la cittadina umbra del santo. Essendo un tracciato a tappe attraverso i luoghi di San Francesco è possibile affrontare questo viaggio in bicicletta in maniera più spirituale chiedendo un posto per dormire negli ostelli dei pellegrini o nelle case di ospitalità lungo il Cammino.
Prima di partire per questa avventura si può richiedere e ricevere la credenziale del Cammino di San Francesco che andrà fatta timbrare ad ogni sosta.
La Via di San Francesco d'Assisi è un percorso nel nome di uno dei santi più popolari e venerati del mondo. Conosciuto anche come "il poverello d'Assisi", la sua tomba è meta di pellegrinaggio per decine di migliaia di devoti ogni anno non solo in pullman ma anche a piedi o in bicicletta lungo la Via che da La Verna (provincia di Arezzo) attraversa l’Umbria e giunti ad Assisi procede sino a Rieti e quindi Roma.
Il 2014, poi, è un anno essenziale per chi ama le statistiche: 800 anni fa infatti, Francesco Bernardone dopo un pellegrinaggio durato due anni raggiunse la città di Santiago de Compostela, luogo simbolo di un “Cammino” che porta alla tomba di uno dei dodici apostoli di Gesù e dal Medioevo diventata meta di grandi pellegrinaggi. La città di Assisi, ora gemellata con Santiago, è assurta a simbolo di , soprattutto dopo aver ospitato i tre grandi incontri tra gli esponenti delle maggiori religioni del mondo, promossi da papa Giovanni Paolo II nel  e nel , e da papa Benedetto XVI nel .
Eccomi, allora, dopo Il Camino de Santiago in sella sulla mia amata bicicletta con l’idea da La Verna di raggiungere Rieti. Purtroppo a causa delle fastidiose piogge di luglio ho percorso l’itinerario ciclabile a metà, ossia sino ad Assisi lungo i 192 km che da La Verna passa per San Sepolcro, Citerna, Città di Castello, Pietrasanta, Gubbio e Assisi lungo un percorso che scorre parallelo al cammino a piedi e si snoda tra i borghi medievali e le colline dell'Umbria.
Antico Casale di Scansano, “dove nulla è lasciato al caso”. Questo slogan si addice davvero bene al resort grossetano che abbiamo avuto la fortuna di frequentare, un luogo reale dove realizzare un sogno, il proprio sogno (sorrido in quanto mi sovviene alla mente Crozza che imita Briatore…). Grazie a Life in travel, agli amici Leonardo e Veronica, ho potuto conoscere assieme alla mia compagna Elisabetta, un nuovo pezzo d’Italia, la Maremma.
Settimana prossima sulla Via Francigena senese, nella roccaforte di Monteriggioni, si terrà la terza edizione del Festival della Viandanza che quest'anno sarà dedicata alla tematica del cambiamento. 3 giorni, dal 20 al 22 giugno 2014, per parlare di avventure lente, viaggi in bicicletta e a piedi, cambiamenti in Cammino e tante altre tematiche legate alla Via Francigena e a quella voglia di vivere meglio, a ritmi più umani!
 
Antico Casale di Scansano, in Toscana, l'Hotel Resort che ha portato la Spa in Maremma.
L'Antico Casale di Scansano da oltre 20 anni è un Hotel Resort 4 stelle, con 30 camere, di cui 4 confortevoli suite, nella Maremma Toscana. Gusta la cucina tipica nel Ristorante, scopri la Spa per il tuo Benessere, divertiti ed allenati nel Centro Equitazione e, con i tuoi bimbi, nelle due piscine attrezzate, nei percorsi natura nel bosco per il trekking e le mountain bike. Se preferisci l'indipendenza, scegli il Borgo degli Ulivi, il nostro residence con 21 nuovi Appartamenti-Vacanza.
Succede quasi sempre allo stesso modo, vedo qualche immagine di posti lontani sulle riviste o alla televisione e la curiosità mi spinge a cercare informazioni più dettagliate fino a quando si concretizza l'idea del viaggio. L'isola d'Elba mi attrae per una sorta di mistero che sembra non volersi svelare, che non si fregia di pubblicità rutilanti rimanendo un'incognita che galleggia sul blu profondo del Tirreno. Indago mappe, cerco percorsi, mi informo sugli alberghi e i prezzi, sui tragitti dei treni per arrivare da Trieste a Piombino, esploro i listini compagnie di traghetti e infine fisso una data, quella della partenza il primo di maggio e quella del rientro il quattro.
 
16 km e il treno alle 13.17, due numeri che per oggi devono quadrare. La media classica del Cammino è di quattro chilometri orari, sedici chilometri uguale a quattro ore di cammino. Cerchiamo però di includere nella giornata il tempo per una visita ad Assisi. Forse non sono proprio sedici, forse la cifra è più bassa di qualche centinaio di metri, ma dubito che siano 10 chilometri come indicava il cartello visto ieri. Prevediamo di partire alle sette di mattina. Iniziamo la nostra ultima giornata lungo il Cammino Di qui passò Francesco con qualche minuto di ritardo perché la colazione ci impegna molto, come la cena di ieri sera. Diamo il dovuto per la nostra permanenza: 33 Euro! Per cena, notte e colazione. Il cielo è nuvoloso, qualche scorcio di un flebile azzurro appare qua e là...
 
Destra, sinistra, destra, è molto semplice riprendere il cammino Di qui passò Francesco quando si esce dall’oratorio di Madonna del Prato.
Da Gubbio inizia il sentiero francescano della Pace, convive anch’esso con i vari percorsi che conducono ad Assisi. Noi continuiamo a seguire i Tau gialli. Dopo Gubbio si può scegliere se proseguire in direzione di Biscina oppure  di Valfabbrica... noi scegliamo di andare a Valfabbrica. Prendiamo questa decisione perchè a Biscina, in questo periodo dell'anno, non ci sono posti in cui passare la notte e restare all'aperto, su una panchina non è consigliato. Avremmo comunque puntato verso Valfabbrica per ridurre al minimo la percorrenza verso Assisi l’ultimo giorno.
Pietralunga, sul Cammino di San Francesco, ha una caratteristica che ne decreta anche il nome: è lunga! No, non credo che il nome del paese sia relativo alla sua lunghezza, ma è comunque un paese lungo, per uscire ci vuole un po’, ma si può fare. Prima di partire diamo un’occhiata in giro visto che ieri sera al buio non abbiamo potuto osservare molto. Scattiamo qualche foto davanti alla chiesa e al campanile in pietra.
Il percorso iniziale “Di qui passò Francesco” proposto qualche anno fa è stato poi cambiato per accorciarlo leggermente. Ora quando si esce da Pietralunga, invece di andare a destra, si tiene la sinistra e si guada un piccolo ruscello che passa sopra la strada.
Ci sono pochi centimetri d’acqua e si passa senza togliere gli scarponi.
Partiamo anche oggi con l’umido grigiore, usciamo dal paese e imbocchiamo la valle che punta verso est. Vorrei passare a salutare Michela e Roberto all’ostello “Che passo” di Candeggio, però non li ho avvisati. Il tracciato passa davanti all’ostello, magari proveremo a bussare. Michela e Roberto hanno costituito un’associazione di promozione sociale per sperimentare stili di vita ispirati a permacultura, sostenibilità, "transizione" e convivialità. Nell’ostello ospitano chi si muove lungo il cammino Di qui passò Francesco...
Anche oggi la giornata sul Cammino Di qui passò Francesco è uggiosa, grigia, nebbiosa e umida, non si può certo pensare che sia la migliore combinazione. (eh siete partiti in gennaio, cosa vi aspettavate???).
Camminiamo verso l’uscita dalla città, oltrepassiamo la ferrovia e la superstrada. Ci ritroviamo nuovamente sulla riva destra del Tevere, torneremo ad incrociarlo a Città di Castello, in Umbria. Il primo tratto è in pianura e su strada asfaltata. Noi avanziamo in file indiana, con lentezza nel grigiore di oggi. La strada carrabile non consente molto di camminare affiancati, almeno si potrebbero scambiare due parole! Incontriamo una signora in tuta rosa che sta facendo jogging e le chiediamo indicazioni, non ci accontentiamo e decidiamo di interrogare anche un anziano signore che passeggia con il cane...
 
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