La via della seta è un itinerario leggendario che affascina da secoli il viaggiatore lento. Permette infatti di percorrere via terra – partendo direttamente da casa, la vecchia Europa – un intero continente, e giungere fino al lembo opposto della stessa zolla emersa – l’Estremo Oriente – attraversando una varietà di paesi e popoli dalla lunga storia sugli epici percorsi solcati da generazioni di esploratori, ambasciatori, mercanti e avventurieri.
Il dente dolente – ahimè ce n’è sempre uno – è la questione dei visti, che è meglio affrontare con un po’ di preparazione per evitare di perdere pazienza, tempo e denaro. Ecco allora una breve guida per aiutare i viaggiatori italiani a districarsi nella giungla dei visti necessari sulla via della seta.
Il Libano è uno dei paesi del Medio Oriente che si affacciano sul mar Mediterraneo ed atterrando a Beirut, la capitale, ve ne accorgerete subito. Viaggiare in Libano non è particolarmente difficile per i cittadini italiani, ma come in molti altri paesi bisogna avere le carte in regola prima della partenza per non incorrere in spiacevoli situazioni... burocratiche.
In questo video dettagliato cerchiamo di spiegarvi passo per passo come compilare la richiesta di visto online per ottenere facilmente il Working Holiday visa per l'Australia e trascorrere un anno nel paese dei canguri, viaggiando e lavorando. Lo so, richiedere il visto è il primo grande passo per dire... ok, ho deciso, partirò! E nessuno vuole fare questo passo a cuor leggero: tutto deve filare liscio e essere corretto quindi qualsisi domanda o dubbio sono leciti. Ma non vi preoccupate, attraverso il sito del dipartimento dell'immigrazione australiano potrete richiedere il visto ed ottenerlo facilmente nel giro di qualche giorno... vediamo come.
Il Bhutan ha una politica particolare nei confronti degli stranieri. Il paese è chiuso agli stranieri e tutto ciò che è proibito, segreto o inaccessibile assume per la psicologia umana una valenza, un fascino e un'attrazione particolari. Uno/a straniero/a (solo i cittadini/e di India e Bangladesh possono entrare liberamente in Bhutan se possono provare la loro cittadinanza) dunque ha due modi per entrare in Bhutan.
Visto l'interesse riscosso dalla mia breve guida Working holiday visa...tutti i documenti necessari per partire! ecco che vi propongo un altro po' di informazioni relative a questo tipo di visto. Sembra che molti di voi giovani abbiano una gran voglia di andarsene per un anno o più dal nostro Belpaese (e come biasimarvi...per come siamo messi!!!). Tornando a noi... se siete già partiti e volete estendere la vostra permanenza in Australia oppure volete tornare laggiù dopo aver già trascorso tra i canguri un anno con il visto Working Holiday, ora cercherò di spiegarvi cosa è necessario e come ottenerlo. Se invece volete partire per la prima volta vi rimando alla guida linkata qui sopra.

Partire per l'Australia con il working holiday visa è il sogno di molti giovani italiani: un anno dall'altra parte del mondo, lontano dal lavoro, dallo stress, dalla quotidianità e dalla monotonia di una vita a casa. Il passo più importante è prendere la decisione di partire ma una volta affrontato questo scoglio vanno esplicate alcune formalità burocratiche che ci permetteranno di tradurre in realtà il nostro sogno. Di seguito cercherò di dare una breve panoramica su ciò che è necessario e ciò che è utile procurarsi prima di partire.

 

Viaggiare con il working holiday in Australia fra canguri e luoghi meravigliosi agli antipodi del mondo...<Sydney, la capitale del New South Wales, sulla costa orientale dell'Australia. Questo è tutto ciò che so, oltre al fatto che ho un visto di un anno per poter rimanere in questo paese, viaggiare e lavorare occasionalmente per pagarmi la permanenza (gli Australiani hanno avuto una splendida idea mettendo a disposizione dei giovani visitatori il "working holiday visa").
Il 20 febbraio è la data che ci vede varcare nuovamente un confine: quello fra la Cambogia e la Thailandia, 8 km ad ovest di Krong Koh Kong. Proprio ieri la nostra eccitazione per l'ormai prossimo ritorno in bicicletta in Thailandia è sfociata in disperazione quando ci siamo accorti della scadenza del nostro visto cambogiano il 19 febbraio 2011...da domani siamo ufficialmente clandestini!
Temiamo una multa salata per questa svista ed il clima serena dell'ultima serata nella democratica Kampuchea è completamente guastato. La sorte comunque, sarà colpita dal nostro attaccamento alla terra khmer e ci premierà evitandoci sperpero monetario in assurde multe e facendoci apporre sul passaporto un visto per due mesi in Thailandia: non potevamo chiedere di meglio!
Oltre l'immensa pagoda dorata di Nakhon Pathom sale verso il confine birmano la valle del fiume Kwai alla cui estremità occidentale sorge la cittadina di Saghklaburi. Più a nord le ultime propaggini dell'Himalaya svettano sul paese raggiungendo le province di Chiang Mai, Tak e Chiang Rai separate da Myanmar e Laos a nord dal fiume Mekong. Ad est si snoda la strada Khmer dove sorgono numerose rovine di templi che si nascondono oltre i pendii del Khao Yai National Park. Delle isole del sud, non c'è bisogno di parlare, data la loro fama in tutto il mondo... idilliaco paesaggio tropicale dove rilassarsi e fuggire i ritmi frenetici occidentali.
Visitare la Cambogia o (Kampuchea) in bicicletta significa percorrere chilometri e chilometri seguendo il fiume Mekong,  zigzagando nella giungla o attraversando il  lago Tonle Sap. L'unica catena montuosa degna di nota è quella dei Cardamomi situata nel sud ovest del paese. La Cambogia è la terra dei khmer, un popolo generoso e allegro, sempre disponibile e curioso nei confronti dello straniero. La cosa più impressionante per un viaggiatore è rendersi conto di come il genocidio perpetrato da Pol Pot abbia abbassato l'età media della popolazione sotto i 28 anni...
Il Laos è uno dei paesi meno popolati d'Asia.
Dal punto di vista morfologico può essere suddiviso in due regioni: quella settentrionale è caratterizzata da alte catene montuose tra cui la strada serpeggia salendo verso la Cina prima di scendere a Luang Prabang. L'altopiano di Phonsavan custodisce migliaia di enormi giare ed unisce monti e pianure. La zona meridionale del paese è invece più pianeggiante, solcata dal Mekong e fiancheggiata da spigolose colline carsiche. A circa 50 km dal confine cambogiano, il corso del fiume si divide formando centinaia di isole che variano in dimensione e numero a seconda della stagione.
Burocrazia... una parola alquanto fastidiosa soprattutto per gli italiani che ogni giorno si trovano a tu per tu con decine e decine di plichi di documenti da leggere, compilare, firmare per ottenere un qualsiasi servizio come per esempio la patente o il rilascio di un certificato... e questi non sono sicuramente i casi più ecclatanti in quanto a dispendio di energia, tempo, soldi e carta!
Anche per organizzare un viaggio è necessario un diretto faccia a faccia con la burocrazia. Ecco qualche consiglio per non perdere troppo tempo a correre da una parte all'altra della vostra città se state pianificando un viaggio nel sud est asiatico.

L'unica cosa realmente indispensabile per poter viaggiare in piena legalità in un paese estero sono i documenti. Essi variano a seconda del paese in cui abbiamo intenzione di trascorrere le nostre vacanze o di effettuare il nostro viaggio. La nascita dell'Europa Unita qualche anno fa ha permesso di semplificare di molto i trasferimenti all'interno del vecchio continente ma se decidiamo di andare a visitare un paese fuori da quest'area dovremo informarci anticipatamente su tutti i documenti necessari.

Per chi avesse tra i 18 e i 30 anni e fosse stufo della solita vita lavorativa qui in Italia (o in uno degli altri paesi qui elencati), esiste l'avvincente possibilità di fuggire agli antipodi del mondo per un anno. Come? vi chiederete... grazie ad un accordo tra la nostra nazione e la terra dalla lunga nuvola bianca, la Nuova Zelanda, che permette a molti giovani italiani ogni anno di richiedere un apposito visto (molto simile a quello che viene concesso in Australia) per lavorare temporaneamente e viaggiare fino allo sfinimento: il Working holiday Visa.
 
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