Slowciclando... lentamente dalle Canarie alla Nuova Zelanda in bici

Pubblicato in Viaggiatori
Vota questo articolo
(2 Voti)
Càndido e Alessandra sono una coppia che come molte altre negli ultimi anni ha deciso di partire per il viaggio di una vita... ed ha deciso di farlo in sella ad una bicicletta. Italiana lei, spagnolo lui, in questa intervista ci raccontano della loro avventura ma non solo. Dalla Provenza, dove si trovano ora, ecco quello che ci hanno raccontato del loro slowciclando, un viaggio in bici che da Tenerife li porterà ad attraversare Europa, Asia ed Oceania fino a giungere in Nuova Zelanda.

Ciao ragazzi vi potete presentare e dirci dove siete?

 
Siamo Alessandra e Cándido, nove anni e mezzo fa le nostre vite si sono incrociate e da allora vanno avanti insieme.
Alessandra, 38 anni, italiana (sarda ;)), vivo da 11 anni in Spagna, a Tenerife. Cándido, 42 anni, spagnolo di Tenerife.
Amiamo la natura e ogni forma di vita. Crediamo in un mondo sostenibile, senza inimicizie, e nella NON VIOLENZA. Ci interessala Permacultura, come sistema perfetto di relazione con l'ambiente, e la decrescita, come sistema "di crescita" sostenibile.
Attualmente ci troviamo in Francia, in Provenza, pedalando tra vigneti e uliveti, immersi in un’atmosfera romantica, una meraviglia. A volte scegliere le stradine secondarie non è il percorso più semplice, però ne vale la pena.
Il nostro viaggio in bici è iniziato in Marocco, due mesi fa, ad Agadir. Abbiamo raggiunto questa città sul mare, meta turistica di molti surfisti, in aereo da Tenerife. Lì è iniziata la nostra avventura; una vera avventura considerando che da tempo non usavamo la bici e che prima di partire non le abbiamo mai provate con tutto il bagaglio. Siamo partiti con una conoscenza abbastanza limitata, per non dire nulla, sulla meccanica della bicicletta. E con una forma fisica, probabilmente, per molti non idonea ma d'altronde il nostro obiettivo non è raggiungere dei record. I chilometri non ci preoccupano, anche se siamo coscienti che saranno molti.
Il nostro interesse principale è il contatto con le persone che incontreremo lungo il cammino, nei villaggi più reconditi dove pedaleremo: vogliamo imparare da queste persone e aiutarle, per quanto possibile, vogliamo godere in silenzio e solitudine dei luoghi che sempre abbiamo sognato.
 

Raggiungere la Nuova Zelanda dal Marocco... un viaggio in bici incredibile, quanto tempo pensate di trascorrere lontani da casa?

 
Pensiamo di trascorrere un anno e mezzo viaggiando in bici, ma se dovessimo impiegare più tempo..ben venga!
 

Da dove è nata l'idea di viaggiare così a lungo e soprattutto perchè avete scelto la bicicletta per farlo?

 
L’idea del viaggio è nata circa 7 mesi fa quando abbiamo chiuso la nostra attività, un’erboristeria, e nasce da… Chi non ha mai pensato di fare, almeno una volta, il giro del mondo? Abbiamo deciso di fare questo lungo viaggio proprio con la bicicletta perché è un mezzo che ci permette di muoverci lentamente, di non inquinare e migliora le condizioni fisiche e mentali, visto che mette il buon umore. Con la bici siamo liberi di fermarci dove e quando vogliamo, riposandoci in ogni villaggio, sotto un albero o seduti su una roccia.
 

Quali continenti attraverserete? Ci dite i tre paesi che vi ispirano di più?

 
Abbiamo attraversato il Marocco, una piccola parte dell’Africa. Dal Marocco abbiamo raggiunto la Spagna, Almeria, in nave. Dalla Spagna siamo arrivati alla Francia, dove ci troviamo attualmente. Continueremo con l'Europa per poi attraversare Asia e Oceania. E' difficile individuare tre paesi che ci ispirano, tuttavia sentiamo un profondo interesse per Iran, Mongolia e Afganistan. Ci interessano tutti i paesi, le loro montagne, la loro cultura e le loro abitudini locali che cercheremo di scoprire standoci a stretto contatto. Uno dei vantaggi di chi viaggia in bici è proprio questo: le persone, spesso, sono ben predisposte, più aperte e disponibili con lo straniero, è più facile avvicinarsi e conoscersi, anche comunicando con semplici parole o gesti; ciò che importa è dare e ricevere. Nei piccoli villaggi, dove è più frequente che non si dia tanta importanza ai soldi, si può riscontrare l’interesse e la curiosità delle persone, si può apprezzare la loro generosità e il rispetto.
 

Quale tratto della vostra avventura in sella vi spaventa di più?

 
Da un punto di vista fisico ci spaventano i percorsi di montagna, non sappiamo quali saranno le reazioni del nostro corpo a determinate condizioni di altitudine. Per il momento i forti venti e le piogge intense hanno fatto si che ci fermassimo uno o due giorni. Ma non solo, ci spaventano anche gli automobilisti incoscienti. In Marocco spesso abbiamo dovuto pedalare in strade molto trafficate, i conducenti di qualsiasi tipo di veicolo corrono tantissimo e vogliono sorpassare ad ogni costo, non gli importa se dalla corsia opposta arriva un altro veicolo…è spaventoso. Anche in Francia corrono tantissimo però, per fortuna, ci sono percorsi alternativi e piste ciclabili.
 
Tralasciando invece il punto di vista fisico, il tratto dell’avventura che ci spaventa di più è, forse, il Pakistan per i problemi attuali e i vari casi di terrorismo.
Ma questo non ci ferma, non vogliamo rinunciare a conoscere un paese e la sua gente, perché NON TUTTI SONO TERRORISTI.
 

Un viaggio così lungo avrà sicuramente dei costi, come riuscirete a sostenerli?

 
Le spese le sosterremo noi, con i nostri risparmi e con i lavori che riusciremo a trovare durante il viaggio; lavoreremo anche solo in cambio di vitto e alloggio. Alcuni mesi prima della partenza abbiamo liquidato tutti i prodotti dell’erboristeria, venduto tutto l'arredo e tante altre cose delle quali ci siamo voluti liberare, abbiamo venduto anche il furgone. Abbiamo solo uno sponsor che contribuisce economicamente al viaggio, Puerto Informatica (negozio di Informatica sito in Puerto de la Cruz, Tenerife), che ci ha fornito una GoPro. E' difficile trovare sponsor se non sei un buon atleta, se non hai delle buone conoscenze, o se manca la capacità di saper vendere il tuo progetto… Comunque, a dire il vero, non ci abbiamo neanche provato, diciamo che vorremo riuscirci da soli ;).
Slowciclando......
Slowciclando......
Slowciclando......
Slowciclando......
 

Tre cose che non avete e non dovevate lasciare a casa

 
A casa non abbiamo lasciato niente, anzi siamo partiti con più del necessario, forse per sentirci più sicuri. Ma lungo il cammino lasceremo delle cose, ne siamo sicuri.
Per il momento viaggiamo ciascuno con circa 30 kg di bagaglio e con bici MTB degli anni ’90, che pesano circa 15 Kg. Cándido viaggia con una che comprò nel ’94 e io una che ho comprato di seconda mano a Tenerife, due mesi prima della partenza, per 70€.
 

Cosa significa per voi viaggiare in bici?

 
Come ho scritto in una risposta precedente, per noi viaggiare in bici significa Libertà, Felicità, Rispetto per l’ambiente, Scambio Culturale e umano.
 

Ci raccontate la giornata più incredibile passata in viaggio fino ad adesso?

 
La giornata più incredibile, o che probabilmente non pensavamo di dover vivere la prima settimana, è la seguente.
Il quinto giorno del viaggio, nel territorio di Imouzzer (Marocco), a circa 60 km da Tamri, dirigendoci verso la grotta di Wintimdouine, giunto l’imbrunire, abbiamo dovuto accamparci lungo il cammino in una zona un po’ insicura per le condizioni del terreno, uno spazio aperto, apparentemente tranquillo. Non avendo raggiunto né la grotta né il paese successivo, non abbiamo potuto comprare né acqua né viveri ma, pensando di passare solo la notte e rimetterci in marcia il mattino seguente, abbiamo pensato che le due arance, il panino e la poca acqua rimasta sarebbero state sufficienti.
Ma come sempre arrivano gli imprevisti. Durante la notte si sono scatenati dei forti venti, pensavamo che si sarebbero portati via la tenda con noi dentro, ma per fortuna i tanti chili di bagaglio sono stati provvidenziali.
Il peggio, però, doveva ancora succedere.
La mattina seguente, verso le 6:00, ci siamo per così dire “svegliati”, visto che durante la notte non abbiamo praticamente chiuso occhio. Abbiamo iniziato a preparare tutti i bagagli per ripartire e quando stavamo per smontare la tenda ha iniziato a piovere… una pioggia torrenziale. Abbiamo dovuto rimettere tutto dentro la tenda, aspettando il momento giusto per rimetterci in marcia… La pioggia non accennava a smettere, al contrario ha continuato a piovere sempre di più, alla pioggia si è aggiunto il vento, un vento fortissimo. Insomma si stava scatenando un gran temporale. Abbiamo passato tutto il giorno chiusi dentro la tenda, con le bici fuori, proprio a fianco. In assenza di scorte di viveri siamo rimasti tutto il giorno senza mangiare. Arrivò la notte e noi eravamo sempre dentro la tenda, con una gran fame e anche un po’ di paura… ma quella vera è arrivata più tardi quando, durante la notte, il temporale si è fatto più forte. Ognuno dentro il suo sacco a pelo, in silenzio, senza nemmeno riuscire a scambiarci una parola, dalla tensione. Ad un certo punto sono iniziati i tuoni e i lampi, e qui si che la paura ci ha invaso completamente. Il temporale era davvero sopra di noi, e le nostre condizioni erano proprio quelle sconsigliate da ogni manuale! Cándido, che è più credente di me, ha pensato “Que sea lo que Allah decida” (“Che sia quello che Allah decida”). Tra la stanchezza, la paura e la fame ci siamo addormentati, un dormiveglia più che altro, pensando che quella forse sarebbe stata l’ultima notte della nostra vita. Ma la mattina seguente eravamo ancora lì e abbiamo ripreso il viaggio…
 
Ormai non ci ferma nessuno!
 
E lo crediamo bene anche noi... buone avventure allora a Càndido e Alessandra.
 
Se volete seguire, per ora in Spagnolo, le avventure di Càndido e Alessandra, li potete leggere sul loro blog slowciclando.weebly.com e sulla loro pagina facebook.
Slowciclando... lentamente dalle Canarie alla Nuova Zelanda in bici - 5.0 out of 5 based on 2 votes
Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotogra