Sicurezza sulle strade in bici

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Un tema che sta certamente a cuore a tutto il mondo ciclistico è quello relativo alla sicurezza sulle strade e all'incolumità fisica del singolo appassionato a due ruote che vuole allenarsi o passeggiare lungo le strade asfaltate, di norma progettate e realizzate per garantire un agile flusso veicolare e non certamente per una fruizione promiscua.
In Italia, una maggiore sensibilizzazione verso la sicurezza sulle strade in bici è avvenuta sia grazie all'esistenza di modelli culturalmente più avanzati come quelli nord-europei, sia grazie al costante interessamento da parte di associazioni ciclistiche territoriali e professionistiche, che fungono da volano al cambiamento del pensiero comune spingendo le amministrazioni alla riqualificazione delle strutture viarie già esistenti o alla realizzazione più consapevole di nuove arterie, ciclovie e piste ciclabili/ciclopedonali dedicate.
Entrando nel merito della sicurezza sulle strade non si può far altro che richiamare la legislazione vigente, che se da un lato cerca di fare chiarezza sulle norme comportamentali a cui il singolo utente della strada deve attenersi, dall'altro crea una serie di incomprensioni e ambiguità sino ad oggi irrisolte.

Il nuovo codice della Strada

Il nuovo Codice della Strada, emesso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con Decreto Legislativo n° 285 del 30/04/1992 (e successive modificazioni), comprende quattro articoli specifici nel settore ciclistico (art. 50, art. 68, art. 69, art. 182) più altri di natura più generica; il Regolamento di esecuzione ed attuazione del nuovo Codice della Strada (D.P.R. n° 495 del 16/12/1992 e successive modificazioni), comprende, sempre con riferimento al settore di interesse, gli art. 146, 163, 223, 224, 225, 377.

I documenti completi: Codice della Strada Codice della Strada + Regolamento di Esecuzione e Attuazione Regolamento di Esecuzione e Attuazione

Di seguito viene riportata una sintesi di tali disposizioni normative.
Definizione di Velocipede
I velocipedi sono veicoli con due o più ruote funzionanti:
  • a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo;
  • a pedalata assistita, dotati di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 KW la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare.attraversamento ciclabile
Caratteristiche dimensionali
  • i velocipedi non possono superare 1,30 m di larghezza, 3 m di lunghezza e 2,20 m di altezza.
Dispositivi di equipaggiamento
I velocipedi circolanti devono essere muniti di:
  • pneumatici
  • impianto frenante (dispositivo indipendente per ciascun asse che agisca in maniera pronta ed efficace sulle rispettive ruote);
  • campanello per segnalazioni acustiche percepibili ad almeno 30 m di distanza;
  • impianto di illuminazione per le segnalazioni visive da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo sorgere ed anche di giorno nelle gallerie, in caso di nebbia, di caduta di neve, di forte pioggia e in ogni altro caso di scarsa visibilità: luci bianche o gialle anteriori ad alimentazione elettrica poste ad una altezza compresa tra un minimo di 30 cm ed un massimo di 100 cm da terra ed orientate in modo che l'asse ottico incontri il terreno antistante il velocipede a non oltre 20 m., luci rosse posteriori ad alimentazione elettrica ad altezza da terra non superiore a 1 m, catadiottri rossi posteriori posti [sul parafango posteriore] ad un'altezza da terra non superiore a 90 cm, catadiottri gialli sui pedali e sui lati (cioè sulle due ruote).
bicicletta componenti
I velocipedi possono essere equipaggiati per il trasporto di un bambino o di altre persone, con idonee attrezzature (sedile con schienale, sistema di fissaggio, cintura di contenimento, etc.; l'installazione deve essere tale che non siano superati i limiti dimensionali fissati per i velocipedi, non sia ostacolata la visuale del conducente e non siano limitate la possibilità e la libertà di manovra da parte dello stesso; sono consentiti i rimorchi per velocipedi purché la lunghezza del velocipede, compreso il rimorchio, non superi 3 m. La larghezza massima totale del rimorchio non deve essere superiore a 75 cm e l'altezza massima, compreso il carico, non deve essere superiore a 1 m. La massa trasportabile non deve essere superiore a 50 kg. Per la circolazione notturna il rimorchio è equipaggiato con i dispositivi di segnalazione visiva posteriore e laterale previsti per i velocipedi.)

Norme di comportamento durante la circolazione

  • procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancarsi in numero superiore a due;
  • circolare il più vicino possibile al margine destro della carreggiata; procedere sempre su unica fila quando si circola fuori dai centri abitati, salvo che uno dei ciclisti sia un minore di anni dieci e proceda sulla destra dell'altro;
  • evitare improvvisi scarti nella marcia in sede promiscua, ovvero movimenti a zig-zag, che possono essere di intralcio o pericolo per i veicoli che seguono; avere libero l'uso delle braccia e delle mani e reggere il manubrio almeno con una mano; i ciclisti devono essere in grado in ogni momento di vedere liberamente davanti a sé, ai due lati e compiere con la massima libertà, prontezza e facilità le manovre necessarie;
  • segnalare tempestivamente, con il braccio, la manovra di svolta a sinistra, di svolta a destra e di fermata che si intende effettuare;
  • non trainare o farsi trainare da veicoli; condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni;
  • indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità fuori dai centri abitati da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo sorgere, e nelle gallerie. condurre a mano i velocipedi sprovvisti o mancanti degli appositi dispositivi di segnalazione visiva, da mezz'ora dopo il tramonto, durante tutto il periodo dell'oscurità e di giorno, qualora le condizioni atmosferiche richiedano l'illuminazione;
  • attraversare la carreggiata tenendo il veicolo a mano in caso di traffico particolarmente intenso e, in generale, dove le circostanze lo richiedano;
  • non trasportare altre persone sul velocipede a meno che lo stesso non sia appositamente costruito e attrezzato;
  • è consentito tuttavia al conducente maggiorenne il trasporto di un bambino fino a otto anni di età, opportunamente assicurato con idonee attrezzature;
  • non trasportare oggetti che non siano solidamente assicurati, che sporgano lateralmente rispetto all'asse del veicolo o longitudinalmente rispetto alla sagoma di esso oltre i cinquanta centimetri, ovvero impediscano o limitino la visibilità al conducente;
  • transitare sulle piste riservate quando esistono;
  • effettuare le manovre con la massima cautela evitando improvvisi cambiamenti di direzione ove le piste ciclabili si interrompano, immettendosi nelle carreggiate a traffico veloce o attraversino le carreggiate stesse.

Attraversamenti ciclabili

  • devono essere previsti solo per garantire la continuità delle piste ciclabili nelle aree di intersezione;
  • sono evidenziati sulla carreggiata mediante due strisce bianche discontinue, di larghezza di 50 cm; con segmenti ed intervalli lunghi 50 cm; la distanza minima tra i bordi interni delle due strisce trasversali è di 1 m per gli attraversamenti a senso unico e di 2 m per gli attraversamenti a doppio senso. In caso di attraversamento ciclabile contiguo a quello pedonale è sufficiente evidenziare con la striscia discontinua solo la parte non adiacente l'attraversamento pedonale;
  • sulle strade ove è consentita la sosta, per migliorare la visibilità, da parte dei conducenti, nei confronti dei velocipedi che si accingono ad impegnare la carreggiata, gli attraversamenti ciclabili possono essere preceduti, nel verso di marcia dei veicoli, da una striscia gialla a zig zag, di lunghezza commisurata alla distanza di visibilità. Su tale striscia è vietata la sosta.

Lanterne semaforiche

  • sono destinate esclusivamente alla regolazione degli attraversamenti ciclabili semaforizzati;
  • vanno usate solo in corrispondenza di piste ciclabili; in assenza di tali piste vanno adottate le normali lanterne pedonali in quanto i conducenti dei velocipedi devono seguire un comportamento identico a quello dei pedoni.

Quali comportamenti adottare?

Come si evince da tali prescrizioni, la cui violazione comporta legalmente delle sanzioni amministrative, l'argomento non è stato trattato nella sua completezza; infatti nascono continuamente dubbi e incertezze sulle modalità di utilizzo delle strade da parte dei ciclisti e sull'equipaggiamento di serie delle biciclette, che ci si auspica vengano colmate nel breve periodo con un quadro normativo ad hoc.
Con l'elenco proposto di seguito cerchiamo di dare semplicemente alcune indicazioni sul corretto comportamento (e anche sul buon senso) del ciclista durante la sua passeggiata su una strada asfaltata trafficata.
  • adottare un comportamento di tolleranza e convivenza tra ciclisti e mezzi motorizzati;
  • conoscere i segnali stradali e rispettare obblighi, precedenze, semafori, etc.;
  • adottare uno stile di guida attenta e prudente per ridurre i rischi di eventuali incidenti;
  • indossare il casco (peraltro non imposto dal codice!) mantenere il margine destro della carreggiata durante la marcia;
  • segnalare con il braccio (distendendolo orizzontalmente) e con sufficiente anticipo le manovre di svolta assicurandosi di essere visti e dando precedenza ai veicoli che sopraggiungono dall'opposto senso di marcia;
  • evitare manovre brusche o improvvisi cambi di direzione; in tal modo ci si rende meno prevedibili agli occhi dei mezzi motorizzati che stanno sopraggiungendo;
  • porre attenzione alle manovre dei conducenti dei mezzi motorizzati, cercando di prevedere le loro intenzioni (apertura improvvisa della portiera, svolte improvvise, etc.), così anticipando un possibile pericolo;
  • negli incolonnamenti, superare i veicoli fermi sulla destra a velocità moderata;
  • effettuare gli attraversamenti pedonali scendendo dalla bicicletta e conducendola a mano;
  • procedere in fila indiana durante la marcia;
  • non farsi trainare da mezzi motorizzati;
  • dare precedenza ai pedoni negli attraversamenti pedonali;
  • non circolare sui marciapiedi o nei percorsi esclusivamente pedonali;
  • non utilizzare cellulari o cuffiette per ascoltare la musica durante la marcia;
  • indossare abiti chiari per aumentare la visibilità;
  • indossare una casacca riflettente, unitamente all'accensione del sistema di illuminazione nelle ore serali/notturne, in galleria e nei casi di scarsa visibilità;
  • montare eventualmente uno specchietto retrovisore;
  • controllare periodicamente pressione e usura degli pneumatici, nonché l'efficienza dei sistemi frenante e di illuminazione (catadiottri compresi);
  • montare su bici da corsa o mountain bike un campanello e un sistema di illuminazione (luci e catadiottri);
  • utilizzare piste ciclabili ove presenti (pedalare su piste ciclabili sterrate con la bici da corsa risulta poco proponibile, anche se fattibile);
  • dare precedenza ai veicoli in caso di immissione nella direzione del traffico, o uscendo dalla pista ciclabile.siate gentili con i ciclisti

Rispetto ed educazione

Concludendo, vista la molteplicità dei casi reali di pericolo che puntualmente si verificano sulle strade italiane (causati da scorrettezze da parte dei veicoli motorizzati, dei ciclisti che attraversano gli incroci semaforizzati con “il rosso”, dei ciclisti che transitano su superstrade e certe volte anche in doppia fila, etc.) unitamente all'assenza di tolleranza e di rispetto da parte di tutti gli utenti della strada nei confronti del prossimo, bisognerebbe riflettere sul concetto di educazione stradale quale strumento indispensabile da valorizzare ed insegnare sin dalla tenera età, perseguendo costantemente l'ambizioso obiettivo di mitigare i rischi derivanti dall'utilizzo della strada.
Davide

Appassionato da sempre di attività outdoor con predilezione all'escursionismo esplorativo scandito da ritmi lenti e meditativi, mi sono affacciato al mondo della bicicletta all'età di 13 anni con la medesima predisposizione e da quel momento è stato un crescendo di esperienze che hanno contribuito a far maturare in me una visione romantica di questo bellissimo sport, sempre in contatto e in accordo con la natura.
Adoro pedalare nella mia terra d'origine (le Orobie) e sulle bellissime Alpi Occidentali, senza però  trascurare l'Austria, la Svizzera, etc., e tutti quei luoghi che mi stanno ancora aspettando. Peraltro mi piace alternare il ciclismo su strada a quello su sterrato, terreni diversi che non considero come eterni rivali ma bensì come due red carpets dove far scorrere i miei sogni a due ruote!

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