#scandibike a destinazione | Il sole di mezzanotte può attendere

Pubblicato in Norvegia
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Dopo aver affrontato i fiordi patrimoni UNESCO di Geiranger e la strada più fotografata di Norvegia, la Trollstiegen, abbiamo imboccato la route 17 per salire verso nord e zigzagare tra fiordi e montagne. Ormai è passato quasi un mese ed oltre 1800 chilometri dalla nostra partenza ad Oslo e siamo finalmente giunti a Bodo, cittadina capolinea di ferrovia e strada costiera ma anche di #scandibike che si chiude qui. La Norvegia è stata severa, si è nascosta tra le nubi concedendoci qualche perla ogni tanto... è tempo di riscaldare l'animo e il corpo, progettando e sognando mille altri viaggi in bici, ma prima le ultime tappe del nostro percorso scandinavo.

Sandnessjoen | Nesna 44 km

 
Altra giornata difficile e contiuano ad essercene... ma la conclusione è spettacolare, con un arcobaleno che ci ripaga delle sofferenze di questi giorni. Ma partiamo dal mattino... ci svegliamo presto perchè in previsione ci sono 120 chilometri, ma sulla tenda il solito ticchettio ci avverte che anche oggi sarà una giornata umida! Questa volta, per cambiare un po' la musica, partiamo già sotto la pioggia battente che non ci abbandonerà fino a sera. La prima sosta è devastante: fradici da testa a piedi, ci addentriamo nel supermercato per fare provviste e non vorremmo più uscire: il tepore del riscaldamento acceso ci ha stregato. Ci costringiamo a ripartire e ringraziamo la sorte che ci ha concesso il vento alle spalle, a differenza dei tanti cicloviaggiatori incrociati. Tra di loro, ci fermiamo a chiacchierare con una coppia di svizzeri che, partita da casa, ha raggiunto Istanbul per risalire l'Europa oltre il mar Nero, pedalando fino a Capo Nord: ora stanno scendendo verso casa e il loro racconto di sole splendente sulla Norvegia del nord fino a tre settimane fa è come girare il coltello nella piaga. Li salutiamo e proseguiamo sconfortati fino alla nostra tratta di traghetto quotidiana qui sulla Route 17.
Un'ora di attesa nel bagno dell'imbarco tremanti ci convince che oltre il fiordo per oggi può essere sufficiente: le temperature oscillano tra gli otto ed i sei gradi ed i nostri piedi hanno raggiunto temperature di poco superiori. Sono soltanto le 14.00 quando entriamo fradici nella reception del campeggio di Nesna e chiediamo un posto tenda... nel pomeriggio il diluvio prosegue fino verso le 19.00 quando uno squarcio azzurro si apre in cielo e noi ci fiondiamo fuori come tutta la popolazione norvegese per assorbire quanti più raggi di sole possibile. Il paesaggio muta nel giro di pochi minuti e si accende di un verde intenso ma così come rapidamente il sole è apparso, tanto velocemente se ne va, portandosi via ciò che aveva portato, la cosa più bella della giornata: uno spettacolare arcobaleno sul fiordo!
 

Nesna | Lovund 67 km

 
Tappa lampo per raggiungere l'imbarco verso l'isola di Lovund in tempo per il traghetto che ci condurrà ad esplorare la patria delle pulcinelle di mare. L'enorme scoglio che costituisce Lovund infatti è il luogo prescelto da migliaia di questi simpatici volatili per trascorrere l'estate ed allevare i propri piccoli. La partenza ci regala un cielo minaccioso come sempre sulla testa, ma squarci d'azzurro all'orizzonte che ci fanno essere ottimisti. La strada sale costeggiando l'ennesimo fiordo e ci sorbiamo la nostra dose d'acqua quotidiana. Ma questa volta è un timido scroscio che si conclude quando raggiungiamo il culmine della salita ed ammiriamo finalmente uno di quei panorami mozzafiato per cui è famosa la Norvegia: in primo piano il fiordo su cui si affaccia Nesna, più lontane in mare aperto le inconfondibili sagome di Lovund e Traena.
La mattinata trascorre veloce aggirando il fiordo che la route 17 costeggia in questo tratto. L'unico brivido ce lo regalano due gallerie di quasi tre chilometri piuttosto anguste... per fortuna il traffico è davvero poco! Ad una sosta incrociamo un pescatore olandese in vacanza, che con fiocina e tuta, rientra dal mare con tre grossi pesci sul tridente. Pensiamo a quanto dev'essere stato freddo gettarsi in acqua qui e non lo invidiamo. Ultimi chilometri per raggiungere Stokkvagen, punto da cui salpano i traghetti verso le isole in mare aperto: obiettivo di giornata è Lovund, su cui vivono circa 300 abitanti e dove, come detto, nidificano le pulcinelle di mare... speriamo di avvistarne qualcuna! La traversata dura circa due ore e un quarto e tocca altre due isole prima di raggiungere Lovund.
Al largo della costa dell'Helgeland vi sono circa 14000 isole, di cui una minima parte abitate. Passiamo dall'unico hotel dell'isola per vedere se fosse possibile dormire in una cabina dei pescatori, ma la spropositata cifra di quasi 200€ ci fa impallidire e scappare... una notte in tenda lungo il mare è decisamente più adatta ai nostri standard e soprattutto... gratuita. Trovato il posto giusto, piantiamo la tenda in fretta e ci dirigiamo verso le scogliere di nidificazione delle pulcinelle di mare. Subito ci accorgiamo del movimento tra quelli che all'apparenza sembrano semplici rocce ed ogni tanto un piccolo essere bianco e nero prende il volo alla velocità della luce: sono loro, questi buffi volatili dal becco strano e simpatico. Veronica inizia a scattare senza sosta e in ogni dove appaiono pulcinelle. Non è soltanto l'animaletto a rendere unico questo posto: il panorama da questa posizione privilegiata è struggente e ringraziamo il tempo di averci concesso un giorno di clemenza. Ci spostiamo ad un altro punto di osservazione e restiamo con il fiato sospeso ad assistere alla lotta per la sopravvivenza delle pulcinelle in fuga dai pericolosi labbo. Nel nostro conteggio è 4 a 0 per le pulcinelle ma poi su uno scoglio notiamo due zampe e molte piume, indice di una sconfitta.
Tra paesaggio e birdwatching, non ci accorgiamo del tempo che passa e rientriamo in tenda per cucinare e coricarci quando sono già le 22 passate. Una spettacolare giornata che ci fa amare un po' di più questo paese che ci ha tanto fatto penare.
 

Lovund | Kilboghamn 26 km

 
Apriamo la tenda ed una insolita luce illumina le rocce davanti a noi: impieghiamo un po' a capirlo ma... è il sole! Decidiamo di sfruttare ogni singolo secondo di cielo azzurro, saltiamo la colazione e, imbracciate le macchine fotografiche, risalamo il pendio percorso ieri sera per immortalare le pulcinelle. Con nostra grande sorpresa sono decisamente molte di più della giornata precedente e sono anche più intraprendenti... se ne stanno al sole come lucertole prima di involarsi verso l'oceano.
Il cielo è punteggiato di questi buffi volatili che sfreccabo fino ad 80 km/h. Oltre a loro avvistiamo anche un'aquila di mare dalla coda bianca e alcune labbo che ingaggiano duelli aerei emozionanti con le pulcinelle. Soddisfatti della caccia fotografica, rientriamo alla tenda. Non facciamo in tempo a smontarla che il cielo è già competamente coperto di nuvole... la nostra esplorazione di Lovund finisce qui! Il traghetto ci salva dalla pioggia ma una volta giunti a terra dobbiamo indossare guanti e giacca antipioggia. È la giornata degli incontri: al molo c'è un cicloviaggiatore tedesco con cui scambiamo qualche chiacchiera, poi arrva un'intera famiglia: mamma, papà e tre figli che insieme difficilmente arriveranno ai dieci anni. Sulla strada poi ne incontreremo ancora una decina, tutti del nord europa (svizzeri e tedeschi dominano). Per oggi i chilometri in sella sono pochi e veso le 18 raggiungiamo il campeggio... si chiama Polar, in onore della posizione in cui si trova, 4 km a sud del circolo polare artico. Il freddo pungente e la pioggia intensa non fanno altro che confermarcelo. Ci rintaniamo in cucina e osserviamo dalla finestra la nostra tenda in balia degli agenti atmosferici, pensando affettuosamente agli amici Ale e Sara che ce l'hanno data in prestito... se solo sapessero cosa le stiamo facendo passare!
 

Kilboghamn | Svartisen | Forøy 58 km

 
Evitando di parlare del solito tempo, veniamo subito alla narrazione della giornata che è stata densa e proficua. Trovandoci a 4 km dal circolo polare artico, saliamo a bordo del traghetto che ci porterà ad attraversare la linea immaginaria che identifica l'area in cui, per almeno un giorno all'anno, si ha il sole di mezzanotte. Un piccolo monumento lontano indica il circolo ma nel nostro caso si perde tra le basse nuvole. Il numero di cicloviaggiatori che incontriamo quotidianamente è impressionante: almeno 10! La route 17-coastal road è particolarmente gettonata... per la maggior parte i ciclisti sono nordici: locali, svizzeri e germanici. Dopo un'ora circa di attraversata risaltiamo in sella per affrontare un tratto particolarmente selvaggio di strada: circa 20 km in cui incontriamo poche auto zigzagando tra i fiordi.
Ancora una volta i ciclisti in viaggio in bici la fanno da padrona. Nuovo traghetto, preso al volo, e sbarchiamo a Forøy insieme ad un gruppo di 6 cicloviaggiatori norvegesi che stanno completando la traversata da sud a nord della Norvegia in quattro anni (15 giorni all'anno). Il campeggio sarebbe ad un chilometro ma prima di fermarci decidiamo di proseguire verso il secondo ghiacciaio più grande di Norvegia, lo Svartisen.
Dalla strada si inizia ad intravvedere la calotta ghiacciata ricoprire le cime oltre il Melfjorden: le nubi celano solo in parte l'immensità del ghiacciaio. Proseguendo ci avviciniamo alla lingua di ghiaccio chiamata Enga, piccola parte del maestoso Svartisen che scende fin quasi al livello del mare. Un'altra traversata in traghetto ed un trekking di 6 chilometri ci portano prima sulle rive del lago ai piedi del ghiacciaio e poi a sfiorarne l'ultimo lembo: che magnifica vista si gode da là in alto. Rientriamo tardi perchè persi nel fare foto e quindi risaliamo in sella verso le 21 dopo aver attraversato nuovamente il fiordo. Ritorniamo sui nostri passi e raggiungiamo il campeggio quando ormai sono già le 22 passate... la luce è ancora molta e lo sarà anche quando andremo a dormire circa due ore più tardi.
 

Forøy | Skauvoll 68 km

 
Dopo le ore piccole di ieri, ci svegliamo con calma e con ancor più calma facciamo colazione, ripartendo dal bel campeggio verso le 11. Non facciamo in tempo a rimetterci in strada che iniziamo ad incontrare altri cicloviaggiatori... che bello vedere tanta gente inforcare le bici e pedalare nonostante le condizioni climatiche avverse. In questo tratto di percorso abbandoniamo la strada 17 fatta ieri verso lo Svartisen per aggirare il tunnel di 7 chilometri presente più avanti: noi cicloviaggiatori aggiriamo un piccolo fiordo per oltrepassare in traghetto quello maggiore, il Nordfjord. Vento contro, vento a favore, saliscendi e paesaggi da favola incappucciati da nubi minacciose... ormai conosciamo quel che ci aspetta. Il traghetto non tarda ad arrivare e ci ritroviamo ad Ornes, una cittadina splendidamente incastonata tra monti, fiordi ed isole.
Nel pomeriggio, insieme alla pioggia arrivano gli incontri che ti cambiano la giornata. Pedalando lungo il mare, ci manca poco che ci scontriamo quando Vero frena bruscamente ed io non me ne accorgo: dopo le mie pacate lamentele (l'avrei uccisa, le ho gridato addosso l'impossibile), mi spiega di aver visto un'aquila di mare dalla coda bianca posarsi sugli scogli proprio sotto la strada. Attraversiamo, lasciamo le bici ed un attimo dopo la vediamo levarsi in volo a pochi metri da noi: è davvero maestosa e gigante!
Ancora emozionati ci sorbiamo, dopo l'ultimo traghetto anche l'ultimo lungo tunnel della route 17 (3100 m) sotto una pioggia battente. Usciti dalla galleria una macchia scura sulla riva di un lago attira la nostra attenzione: un'alce si sta riposando e questa volta riusciamo ad immortalarla prima che si rifugi nella foresta. I campeggi segnalati sulla nostra mappa ci tradiscono un po': il primo è vecchio e abbandonato mentre noi ci fermiamo nel secondo che però è incustodito, senza bagni e con sole cabine disponibili. Telefoniamo al numero attaccato alla porta del negozietto davanti al campeggio ed un anziano ci risponde in norvegese: non parla inglese ma capisce che vogliamo campeggiare, abbiamo la tenda e siamo in bici... la sentenza è: "For you it's free"
 

Skauvoll | Bodø 84 km

 
Si dice che al peggio non c'è mai fine e la Norvegia decide di dimostrarcelo alla sua maniera, riversando sui nostri caschi litri e litri d'acqua, conditi da abbondanti raffiche di vento! È l'ultima giornata di pedalate prevista per #scandibike e ci condurrà a Bodø, al termine della route 17, la strada che da Steinkjer, poco a nord di Trondheim, sale lungo la frastagliata costa norvegese zigzagando, attraversando decine di fiordi e scavalcando montagne e colline a picco sul mare.
Lasciamo la tenda controvoglia mentre fuori continua imperterrito a diluviare e le nubi avvolgono tutto e tutti. Per fortuna c'è da scaldarsi a suon di pedalate in salita mentre la discesa ci regala un paio di lunghi tunnel da attraversare. Paesi degni di questo nome non se ne vedono e mentre in genere sarebbe per noi una gran gioia, oggi è un supplizio dato che vorremmo un supermarket per acquistare un po' di cibo e, con la scusa, scaldarci un po'. Per la prima volta cediamo alle lusinghe di un autogrill e spendiamo sei euro per un pacchetto di patatine pur di poterci sedere protetti. Dopo oltre cinquanta chilometri di saliscendi in paesaggi che, ancora una volta, paiono essere meravigliosi sotto la fitta coltre di nubi che li copre, raggiungiamo la località di Saltstraumen ed il primo negozio della giornata. Mentre appoggiamo le bici al muro per poterci fiondare al caldo del negozio, un sorridente signore che si appoggia a due bacchette da trekking zoppicando, ci osserva incuriosito e dopo un attimo di esitazione si presenta con un italianissimo accento torinese.
Bruno è un gran chiacchierone e senza quasi accorgercene ci ritroviamo seduti attorno al tavolo del suo camper a bere un caffè fatto dalla moglie Silvana guardando il tour de France sulla rai. Fuori ha smesso di piovere e trascorriamo un paio d'ore piacevoli a parlare di viaggi, Namibia, Marocco, alci ed aquile di mare, merluzzi e sgombri (Bruno è pescatore)... ci alziamo solo perchè la strada ci attende e dobbiamo percorrere gli ultimi chilometri del nostro viaggio in bici fino a Bodø.
Se la fortuna è cieca, la sfiga ci vede benissimo: usciamo dal negozio dopo aver fatto a spesa e la pioggia ricomincia, prima lieve e via via sempre più insistente. Ci fermiamo sul ponte che scavalca il Maelstrom, una tra le correnti marine dovute alla marea più forti al mondo... effettivamente i gorghi creati sotto di noi sono pazzeschi! Proseguiamo la marcia ed inzuppiamo nuovamente quelle poche parti del corpo che eravamo riusciti ad asciugare sul camper.
Il saluto norvegese a #scandibike non poteva essere diverso: gli ultimi 15 km fino a Bodø sono da film (horror). La pioggia si intensifica ulteriormente per quanto possibile, le nubi si abbassano ed un vento feroce e gelido ci spara in faccia la sua rabbia. Sei, al massimo sette chilometri in un'ora. L'arrivo al campeggio suona più come una liberazione che come una fine indesiderata.
 
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Da domani, forse, penseremo a quello che potrebbe essere stato e non è stato.
Da stasera, sicuramente, penseremo a quelli che potranno essere e che saranno!
Il viaggio continua...
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Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.
Sito web: www.lifeintravel.it

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