Espugnare San Leo su un cavallo d'acciaio | Rimini - Balze di Verghereto 3° tappa

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Fermarsi ai piedi dell'Appennino aspettando il giorno giusto per partire è un'attesa senza fine. I muscoli si afflosciano, le braccia tendono spontaneamente in avanti facendoti sembrare uno zombie, la testa è altrove, persa tra le vette montane che ancora non riesci a scorgere e poi, quando arriva l'attimo della partenza, tutto si risveglia come da un letargo non dichiarato, l'adrenalina dà forza ad ogni pedalata e la mente può ricominciare a vivere pienamente ogni istante del viaggio!
 

Mappa

 
Lasciarsi alle spalle la fiera di Rimini dopo tre giorni di appuntamenti, corse e seminari è una vera e propria liberazione. La ciclabile lungo il fiume Marecchia che finisce il suo lento incedere sfociando nell'Adriatico proprio a Rimini, passa nei dintorni degli edifici fieristici e con l'aiuto del gps riusciamo a trovarla prima del previsto. Sterrato, immerso nel verde, pianeggiante, questo percorso di cicloturismo è adatto alle mountain bike, ma anche le nostre biciclette cariche non se la cavano male.
A Ponte Verrucchio siamo già entusiasti dell'inizio di questo viaggio in bicicletta attraverso gli Appennini e ci immettiamo sulla SP258 sorridendo. Il traffico aumenta, il paesaggio inizia ad essere collinare ed ogni collina è sormontata da un'abbazia, da una fortezza, da un borgo abbarbicato.
ciclabile del Marecchia
Non riesco a smettere di meravigliarmi: in ogni direzione il paesaggio romagnolo regala scorci inaspettati e piacevoli. Il bivio per San Leo ci allontana dal traffico ma ci dà il benvenuto sulle salite che conducono all'avamposto con scorci su San Marino e il Monte Titano. Il peso dei bagagli si sente... eccome! Si sale, si zigzaga nei tratti più erti, ai piedi dell'ennesima collina la trattoria "Fatticoraggio" non lascia dubbi... ci sarà da sudare!
Veniamo salutati da chi, forse da sempre, conosce e vive in questi luoghi. Alcuni ad un primo sguardo ci osservano come fossimo alieni ma poi si accorgono della fatica e del nostro buonumore e ci accolgono incitandoci come i grandi campioni sulle salite del Giro d'Italia. San Leo in bici è vicina, manca l'ultimo strappo per superarne le mura e conquistare questo forte del Montefeltro. A proposito sapevate che San Leo è stata anche capitale del Regno italico prima dell'anno 1000 e che anche oggi la rocca appartiene allo Stato Pontificio?
Mancano poche pedalate, ormai ci siamo ma un'auto ci strombazza facendomi sobbalzare d'istinto. La vettura si ferma poco avanti ed io stò già pensando a quale insulto rivolgere al conducente quando, dal finestrino del passeggero, spunta un volto amico. Daniele di Un Sardo in giro, un archeologo conosciuto anni fa e incrociato per pochi minuti in fiera, sta trascorrendo il pomeriggio in Romagna accompagnato da un amico e il programma per il pomeriggio è quello di visitare San Leo. Ci diamo appuntamento in paese ma le vicissitudini non ci fanno più incontrare, che peccato!
Fino a qualche anno fa San Leo era un comune marchigiano ma, con un referendum, gli abitanti decisero di entrare in Emilia Romagna. Il paese merita una visita per almeno due motivi: prima di tutto dal punto di vista paesaggistico è davvero ammaliante, situato su un promontorio roccioso che domina i dintorni con austera fierezza; in secondo luogo non bisogna sottovalutare la presenza di monumenti legati a storie, leggende e personaggi incredibili come per esempio l'alchimista Cagliostro. Da non perdere il duomo, la pieve di Santa Maria Assunta e, se avete gambe per salire, la suggestiva rocca!
Dal punto di vista cicloturistico non è proprio una passeggiata salire a San Leo con borse e vettovaglie visto che vanta una quota di quasi 600 metri, ma stringendo un po' i denti chiunque può riuscirci!
campagna-san-leo
 
Dai prati che circondano il borgo si hanno di certo i punti di vista più interessanti e, prima di proseguire verso ovest su uno sterrato insidioso, ne scoviamo uno.
Gli pneumatici scivolano sulla strada bianca e senza rendermene conto in pochi secondi perdo il controllo e mi ritrovo seduta per terra con la bicicletta sottosopra.
Maiolo, Ponte Baffoni, Santa Maria di Antico, le case e i piccoli abitati si susseguono, le ore passano e l'imbrunire si avvicina.
I campeggi in zona sono tutti chiusi, l'unico che può ospitarci si trova a Le Balze, alle pendici del Monte Fumaiolo dove nasce il Tevere ma da Ponte Messa dista ancora 21 km... tutti in salita.
ponte-messa-chiesa
Facciamo rifornimento di pizza e pane pochi attimi prima che chiuda il Forno. La signora ha un marcato accento romagnolo e una gran voglia di chiacchierare dei figli: ascolto senza sentire tutti i dettagli mentre degusto la pizzetta scaldata, la cosa più buona che abbia mai mangiato.
A Ponte Messa imbocchiamo il bivio per le Balze di Verghereto: una strada silenziosa e deserta ci accoglie mentre gli ultimi raggi di sole lasciano spazio ad una notte stellata ma buia come la pece.
L'attenzione di Leo cade su un grosso sasso immobile in un prato, basta poco: la catena cigola lievemente sotto la spinta dei pedali e il sasso si trasforma in un enorme cinghiale spaventato. Pochi secondi, una corsa da podio e l'animale sparisce nella vegetazione fitta. Restiamo a bocca aperta: ci hanno raccontato tante storie sui cinghiali e sul fatto di come siano pericolosi se accompagnati da prole... e se ne incontrassimo un altro più arrabbiato? Leo inizia a prendermi in giro, un po' me lo merito, sono proprio una fifona!
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Le ore scorrono veloci, la salita sembra non finire mai, i lamenti dei cani in lontananza mi mettono i brividi ma pedalare nella notte ha anche un certo fascino soprattutto sulle strade dell'Appennino, deserte e bucherellate. Oltrepassiamo piccoli agglomerati di case, superiamo trattorie dove sogno di fermarmi per bere un bicchiere di vino e per conoscere tutte le storie dei luoghi che stiamo attraversando, consultiamo la mappa sperando che la strada smetta, almeno per stasera, di inerpicarsi nel cuore degli Appennini. Come fantasmi, illuminati dal frontalino, arriviamo a Le Balze di Verghereto intorno le 22, affamati e stanchi morti. Il Campeggio Tiber si trova oltre il paese, un po' più alto. Raffaele, un amico giunto qui da Mirandola per un giro fuoristrada con noi, carica i bagagli sull'auto e ci lascia liberi dal peso per l'ultimo chilometro... ho sonno, così sonno che salterei cena, ma la nottata turbolenta non è ancora finita...
 
Continua a viaggiare per l'Italia in bicicletta tornando alla tappa n° 2 da Ferrara a Cesenatico!
Vuoi scoprire dove siamo arrivati con #transitalia? Dai un'occhiata alla mappa del nostro viaggio in bici!!!
Leonardo

Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.
Sito web: www.lifeintravel.it

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