Parco delle Dune Costiere in bicicletta | La Puglia fra ulivi e mare

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La stagione della raccolta delle olive non è ancora terminata nella terra rossa di Puglia, le giornate si accorciano veloci ma il termometro non molla, resta sopra i 20°C. Partendo dalla Masseria Il Capitolo, nel comune di Speziale di Fasano, raggiungeremo il Parco Regionale delle Dune Costiere in bicicletta. I pneumatici da fuoristrada parlano chiaro: ci aspettano sterrati e strade dissestate in mezzo alla Natura... bene, non aspettavo altro!

Mappa

 
 

 

Masseria Il Capitolo con degustazione di olio

 
Novembre, tempo di raccolta olive e di produzione di olio fresco... anche alla Masseria Il Capitolo c'è un gran fermento: i macchinari lavorano costantemente spremendo i piccoli frutti verdi e neri, il profumo deciso dell'olio extra vergine mi avvolge in una morsa da cui non voglio liberarmi,  non mi resta che sognare un pezzo di pane intriso di prezioso nettare verdognolo.olive in Puglia
La Masseria risale a fine 1800 quando al suo interno vivevano dei monaci, dal 1912 la famiglia Sgura, ormai giunta alla terza generazione, produce olio in questo luogo. Oltre all'essenza aromatica delle olive, nell'aria si avverte una grande passione: a Giandomenico brillano gli occhi mentre ci illustra le varie fasi del processo di spremitura. Io sono ammaliata ed ho una gran voglia di immergere la mano nelle sansa densa e scura, ma mi trattengo.
Degustazioni di vini ne ho fatte tante ma di olio non mi era mai capitato. Giandomenico ci insegna come assaporare il nettare per capirne meglio le proprietà ed i difetti: io provo e riprovo bevendo quasi mezzo bicchiere di olio appena spremuto, sono inebriata dagli effluvi del locale e resterei qui ad osservare l'olio torbido mandato in centrifuga per ore.parco dune costiere in bici
 
 

In bicicletta verso il Dolmen di Montalbano

 
Il nostro itinerario ciclabile verso il mare ed il Parco regionale delle dune costiere inizia proprio dalla Masseria Il Capitolo. Con i polmoni carichi di aromi naturali saltiamo in sella alle nostre mountain bike, io non impiego molto a capire che il percorso ci riserverà delle piacevoli sorprese e dei divertenti sterrati, le gomme, dopotutto, parlano chiaro! Usciamo dal cancello della Masseria e svoltiamo a destra seguendo la strada del paese di Speziale di Fasano fino alla SS16. Il traffico non è eccessivo e per raggiungere l'inizio della strada di campagna che ci condurrà al Dolmen, siamo costretti a seguire la statale per un paio di chilometri. L'aria è calda e, nonostante sia novembre, pedalo con grande gioia in maniche corte.ulivo secolare
Oltre la lingua d'asfalto che taglia la campagna pugliese, c'è solo verde: il verde degli ulivi, quello delle distese di finocchi o di rape, il verde dei prati non ancora raggiunti dal cemento.
All'altezza di Montalbano lasciamo finalmente la statale per iniziare a divertirci fra le stradine di campagna che tessono un ampio labirinto dall'entroterra al mare. I muretti a secco cingono i campi argentati di ulivi che sembrano brillare di luce propria al sole. Ogni tanto, a bordo strada, spunta una pianta di fico d'India grande come gli alberi di cachi nel nord Italia.dolmen
Le indicazioni marroni del comune di Fasano ci guidano su uno sterrato di terra rossa che sembra fatto apposta per la mountain bike, ci avviciniamo al Dolmen di Montalbano risalente al II millennio a.C..
E' incredibile come delle enormi pietre abbiano resistito più di 4000 anni a guerre, intemperie, cambiamenti, credenze popolari... eppure il Dolmen di Montalbano (o Tavola dei Paladini) non mostra i segni dell'età. Circondato da ulivi secolari ancora carichi di frutti neri come la pece, il Dolmen sicuramente sopravviverà alla nostra dipartita e, fra altri 2000 anni, magari qualcuno si porrà i miei stessi quesiti a riguardo... chissà!
 
puglia in bici
 
Riprendiamo la strada percorsa poco prima ma solo per 200 metri. L'asfalto corre leggermente in salita per oltrepassare la ferrovia che è stata costruita poco più sotto. Il paesaggio sembra immobile: il profilo delle colline all'orizzonte, la terra rossa come il fuoco punteggiata di ulivi, i binari dritti e noiosi. Un rumore conosciuto rompe quel magico silenzio ed il passaggio del treno mi riporta alla realtà. Davanti alla mia bici, oltre la strada, la linea azzurra è inconfondibile: il confine fra Mar Adriatico e cielo è sottile, quasi inesistente. La discesa ci avvicina all'acqua rapidamente, l'asfalto si trasforma in sterrato bucherellato più di una forma di gruviera. Ad ogni pedalata finisco in una buca, ad ogni colpo di pedale rido sempre di più.
Scivolo sulla terra e sulla ghiaia derapando appena un poco, rischiando, quel che basta, di cadere (ma non accadrà!!!).in bici verso il mare
Mancano poche centinaia di metri al mare, ma ci resta ancora la trafficata SS379 da superare. Un provvidenziale sottopassaggio basso e divertente da pedalare appare come per magia. Riemergiamo al limitare di un bosco di vegetazione mediterranea che ombreggia il nostro zigazagare fra i  robusti tronchi fino alla sabbia del Lido Morelli.
L'acqua limpida invita ad un tuffo ma poi il pensiero del sale che mi tormenterebbe per tutto il resto della giornata mi fa desistere... opto invece per immergere solo i piedi, un ottimo rimedio per rinfrescarsi. La bici sdraiata sulla sabbia non sembra sentirsi proprio a suo agio, peccato, sarei rimata qui ancora un pochino... Risalgo in sella seguendo i miei compagni di avventura.
Ripercorriamo il tratto ombreggiato fino ad una sbarra, il confine fra Natura e asfalto... per fortuna senza traffico!birdwatching parco dune costiere
Si possono ormai contare le pedalate che ci separano dalla Riserva delle Dune Costiere, sono curiosa di saperne di più a riguardo anche se per farlo sarò costretta a parcheggiare la bicicletta all'ingresso.
Il volo improvviso di un falco di palude risveglia l'istinto da birdwatcher, come una scheggia (o quasi